Giugno 2015 – Budapest : un itinerario di un giorno e mezzo

Da tanto tempo le immagini di Budapest divisa in due (Buda e Pest) dal maestoso Danubio, delle sue luci sfavillanti che si stagliano contro il cielo blu della notte, della magnifica architettura del palazzo del Parlamento che svetta sul panorama circostante, mi facevano sognare un viaggio in questa splendida città ma, pensando che valesse la pena di dedicarle almeno tre o quattro giorni pieni, avevo sempre rimandato il viaggio. Stanca di procrastinare ulteriormente, ho deciso di cominciare a vedere quanto più possibile nel week-end lungo che sono riuscita a dedicarle, rimandando a un momento successivo tutto quello che non ho fatto in tempo a fare, una cosa sopra tutte la visita alle rinomate terme Széchenyi, un giro nel bellissimo parco Varosiglet per ammirare il castello Vajdahunyad ed il laghetto artificiale ricavato nello spazio che durante l’inverno è una pista di pattinaggio, o ancora la salita alla collina di Gellert.

Purtroppo, a causa degli orari aerei, volando da Bergamo con Ryan Air siamo atterrati a Budapest intorno alle 16.00 di sabato pomeriggio e ripartiti lunedì intorno alle 12.30, quindi abbiamo avuto a disposizione un giorno e mezzo che, con un itinerario già ben pianificato da casa, non è poi così poco come potrebbe sembrare! 😉

Non appena sbarcati abbiamo immediatamente prelevato dei Fiorini Ungheresi allo sportello bancomat che si trova in aeroporto, sulla destra rispetto all’uscita degli arrivi, per poi recarci al punto informazioni ed acquistare due Budapest Travelcard da 72 ore (4.150 Fiorini ciascuna, circa 15 Euro), che consentono di utilizzare illimitatamente tutti i mezzi pubblici. Dall’aeroporto abbiamo raggiunto direttamente il nostro hotel (Starlight Suiten Hotel) situato a Pest, proprio di fronte al Ponte delle Catene (e a cinque minuti a piedi dalla fermata DEAK della metro, nevralgico punto di incontro di tutte le linee), usufruendo dell’ottimo servizio dell’Airport Shuttle Minibus (ASM), prenotato on-line da casa al costo fisso per due persone di 4.130 Fiorini Ungheresi (circa 14 Euro). Il tempo di depositare le valigie in camera ed eravamo già fuori, diretti in metropolitana verso la Piazza degli Eroi.

Piazza degli Eroi

Piazza degli Eroi

Partendo da qui abbiamo percorso a piedi il corso Andrassy Utca, riconosciuto patrimonio dell’umanità, ammirando i diversi stili architettonici dei bellissimi palazzi di diverse epoche, il teatro dell’Opera, le vetrine dei negozi delle più rinomate marche; la nostra meta era il Museo del Terrore, che purtroppo abbiamo trovato chiuso in quanto l’orario di apertura è dalle 9.00 alle 18.00, domenica compresa, fortunatamente. Quindi la visita è solo rimandata a domani … 🙂  Tornando verso l’hotel abbiamo potuto ammirare anche la Basilica di Santo Stefano, la chiesa cattolica più grande di Budapest.

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scorcio della Basilica di Santo Stefano

Per la serata ci siamo diretti verso piazza Erzseber tèr e vie limitrofe, dove c’è un’altissima concentrazione di ristoranti e locali. Dopo cena abbiamo goduto della romantica visione della città illuminata dall’alto della ruota panoramica (Sziget Eye belvaros) e abbiamo concluso la serata con qualche rilassante birretta al Raqpart, un grazioso discopub posizionato sulla riva del Danubio, proprio sotto il ponte delle catene, molto suggestivo, costruito interamente in legno e con dei vecchi fusti di benzina al posto dei tavoli. 🙂

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Basilica di Santo Stefano

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Sziget Eye

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il Palazzo Reale

Ristorati da una lunga dormita, siamo pronti ad affrontare una splendida domenica che si preannuncia calda e soleggiata come il giorno precedente: usciti dall’hotel abbiamo attraversato a piedi il ponte delle catene e, usufruendo della funicolare Budavári Sikló ci siamo dedicati alla visita di Buda, ammirando il magnifico panorama di Pest che si svelava pian piano al nostro sguardo man mano che salivamo verso la cima della collina. Dopo le mille foto di rito, particolarmente al palazzo del Parlamento che è davvero un capolavoro architettonico, maestoso ed imponenete, abbiamo potuto ammirare la Chiesa di Mattia, il Bastione Pescatori, Palazzo Sàndor (attuale residenza del Presidente della Repubblica) e assistere al cambio della guardia (questa, a quanto pare, è una fortuna che ci capita spesso ! 😉  )

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vista su Ponte delle Catene e centro di Pest

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il Parlamento

Chiesa di Mattia

Chiesa di Mattia

Bastione dei Pescatori

Bastione dei Pescatori

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Ridiscesi in funicolare e tornati a Pest abbiamo preso l’antico Tram 2, che costeggia il Danubio dal Ponte Margherita al Ponte Petőfi e viceversa, e regala una bella panoramica sul fiume e su Buda. Ci siamo fermati al Parlamento, e da qui abbiamo costeggiato il lungofiume sino alla Passeggiata delle Scarpe, un memoriale composto da 60 paia di scarpe in ricordo degli ebrei ai quali fu ordinato di spogliarsi prima di essere gettati nelle acque del fiume.

...trova l'intruso... ;)

…trova l’intruso… 😉

Risaliti sul Tram 2, che funge un po’ da Sightseeing, abbiamo proseguito sino al Mercato Coperto, situato alla fine di Vaci Utca, per ammirare almeno la particolare architettura del palazzo che lo ospita, in quanto  il mercato è aperto dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 17, il sabato fino alle 15:00 e, purtroppo, è chiuso la domenica. 😦

il Mercato Coperto

il Mercato Coperto

Dopo esserci opportunamente rifocillati, ristorati e riposati, nel pomeriggio siamo tornati al Museo del Terrore (Terror Haza) che si trova nell’edificio che venne usato come quartier generale della polizia politica sia nazista che comunista, e testimonia i  tragici effetti dei regimi che oppressero l’Ungheria durante e dopo la Seconda Guerra mondiale : musiche e luci nelle varie sale ricreano l’atmosfera angosciosa della vita durante la seconda guerra mondiale e sotto le dittature. Il museo è stato ultimato nel 2002 in seguito al restauro della vecchia “Casa della lealtà” che fu il quartier generale dei nazisti prima e dei comunisti poi. La sua realizzazione fu voluta dal primo ministro ungherese Viktor Orbàn.

Museo del Terrore

Museo del Terrore

Non essendo venuti qui per deprimerci, dedichiamo un’oretta abbondante a questa visita, dopodiché ci rituffiamo nell’atmosfera festosa di una splendida domenica pomeriggio di quasi-estate e girovaghiamo un po’ per le vie del centro senza una meta particolare.

Per la cena siamo tornati in Andrassy Utca, in un ristorante molto carino che avevamo addocchiato nel pomeriggio, The Bigfish Seafood Bistrot, la cui peculiarità è che si può scegliere direttamente al bancone il pesce che si desidera mangiare e come lo si desidera cucinato (è simile alla Paradeta di Barcellona, ma molto meno a buon mercato!). Terminiamo la serata nel medesimo locale sul lungofiume della sera precedente, questa volta senza badare particolarmente all’orario, tanto l’indomani c’è solo da far colazione e far rotta verso l’aeroporto, con il taxi che abbiamo prenotato al prezzo fisso di 7.500 Fiorini (circa 25 Euro).

il lungo Danubio e il Parlamento illuminati

il lungo Danubio e il Parlamento illuminati

Ripartiamo, come sempre, stanchi per le scarpinate ma indubbiamente soddisfatti per tutto quanto siamo riusciti a godere di questa splendida città che è per me l’ennesima conferma che le città dell’Est Europa hanno un fascino davvero incredibile, sospese come sono tra presente e passato, tra Oriente e Occidente, permeate da una voglia di riscatto e di rinascita che traspare da ogni gesto dei suoi abitanti, e ricche di storia recente, che noi apprezziamo particolarmente.

Dato che il viaggio è stato il mio regalo di compleanno per la mia dolce metà, non mi sembrava carino indicare i costi di volo e hotel. Se aveste necessità di informazioni supplementari, sono a completa disposizione!

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Maldive – istruzioni per l’uso : come telefonare in Italia senza spendere un capitale !

A Sun Island nel 2010 non c’era Wi-Fi nelle camere ma solo in una zona relax vicina alla reception, e non sempre la connessione era sufficientemente buona da permettere di effettuare chiamate in Italia via Skype (sempre ammesso che non vi dispiaccia mettere al corrente dei fatti vostri tutti i presenti….personalmente preferisco sempre chiamare nell’intimità della mia camera, o comunque in un luogo dove io possa avere un po’ di privacy). Comunque, essendomi documentata prima della partenza ed essendo a conoscenza del problema ho ovviato acquistando una SIM maldiviana che mi ha consentito di chiamare a casa con costi davvero irrisori se paragonati a quelli dei ns. operatori (considerate che con Vodafone/Tim un SMS costava 1 Euro e una chiamata circa 6 Euro al minuto!)

Esistono due modi per entrarne in possesso di schede telefoniche maldiviane: il primo è rivolgersi a MondoMaldive.it, che offre gratuitamente un servizio di prestito di schede SIM, già pronte all’ uso, che verranno spedite direttamente a casa per posta; in cambio il portale chiede una piccola donazione di almeno 2€, giusto per ripagarsi le spese di spedizione. Al momento della mia partenza non c’erano schede disponibili (non sono illimitate, quindi è meglio prenotarle con largo anticipo), per cui ho optato per l’acquisto di una scheda direttamente in loco, che poi al mio rientro ho spedito a loro, come ringraziamento per la preziosa “dritta” e affinché altri utenti potessero usufruirne 😀

Il secondo metodo è, appunto, comprarla: la si puo’ acquistare direttamente al negozio di souvenir all’ aeroporto di Malè, appena fuori dall’area degli arrivi (a circa 30 metri, sulla sinistra), al costo di 10 $ – comprensivo di 6,50 $ di credito – semplicemente presentando il passaporto al negoziante, che in 5 minuti compilerà i documenti e vi consegnerà il pacchettino contenente la SIM della compagnia telefonica Dhiraagu già attiva, una ricarica ed il manuale di utilizzo. Basterà inserire la SIM nel proprio telefonino, e si potrà usufruire delle normali tariffe telefoniche maldiviane (costo SMS: 1 Rupia Maldiviana pari a circa 0,06 Euro; chiamate: 4,9 Rupie pari a circa 0,28 Euro, senza scatto alla risposta). Le ricariche si possono trovare anche in quasi tutti i Resort.

Spero che l’informazione possa esservi utile se siete in procinto di organizzare un viaggio o di partire! Buona vacanza e buone telefonate! 😀

Ottobre 2014 – Un weekend alla scoperta dei Balcani: Belgrado in tre giorni

Belgrado non è ancora annoverata tra le “classiche” mete per un week-end lungo e forse questo è uno dei motivi che la rendono ancora più affascinante, insieme alla disponibilità e alla calda accoglienza dei suoi abitanti, ancora non avvezzi al turismo di massa ma anzi grati ai turisti curiosi che mostrano interesse verso la loro città, ricca di storia recente e di cultura.

Approfittando di una imperdibile offerta Easy Jet (volo A/R 62,00 Euro a testa), io e Dario partiamo da Milano Malpensa nel primo pomeriggio di venerdì 3 ottobre per festeggiare, come è ormai nostra tradizione, il mio compleanno alla scoperta di una nuova meta. Due ore scarse di viaggio e atteriamo in terra Serba, all’aeroporto Nikola Tesla, dove un viaggio in taxi di circa 20 minuti al costo 1.800 Dinari Serbi (RSD-circa 20 Euro) ci catapulta nel quartiere Skadarljia alias “la Montemartre di Belgrado”, il quartiere degli artisti,  dove anche questa volta ho scovato una chicca: il carinissimo hotel boutique Le Petit Piaf, a due piani, con 18 camere delle quali quelle al piano superiore (come la nostra) sono mansardate:  la zona living è al piano inferiore e una caratteristica scala a chiocciola porta al lettone sul soppalco (costo totale per due notti 128,00 Euro).

Skadarlija

Skadarlija

Skadarlija by night

Skadarlija by night

Skadarlija - Ingresso del ristorante Tri Sesira

Skadarlija – Ingresso del ristorante Tri Sesira

Come tutte le altre città dell’est europeo che abbiamo visitato nelle quali non è ancora in vigore l’Euro, il cambio ci risulta particolarmente favorevole ed il costo della vita è decisamente inferiore rispetto all’Italia e in modo particolare rispetto a Milano. In genere il nostro termine di paragone è la birra media, il cui costo qui variava da Euro 1,20 a Euro 1,50, ragion per cui abbiamo, come sempre, abbondato!!! 😉

Belgrado è una città vivissima, sia di giorno come di sera, abbiamo spesso girato a piedi,  approfittando anche del fatto che il nostro hotel era in una zona pienissima di localini e Kafane (le tipiche trattorie in cui si cena a prezzi abbordabili, con luci soffuse e con accompagnamento di orchestrine di suonatori locali che si susseguono tra di loro per tutta la serata e, talvolta, addirittura con delle estemporanee rappresentazioni teatrali) e non abbiamo mai avvertito un senso di pericolo o di isolamento. Le persone sono tutte molto disponibili, forse perché ancora non avvezze al turismo massificato. Spesso vedendoci consultare la cartina ci offrivano spontaneamente aiuto e, pur non parlando inglese, cercavano di aiutarci a trovare ciò che cercavamo. Addirittura un autista di autobus al capolinea è sceso dal proprio mezzo per portarci personalmente dall’altra parte della piazza dove c’era la fermata di nostro interesse, dato che non riusciva a spiegarci a parole il da farsi. E poi ovunque artisti di strada, spettacoli, intrattenimenti : nel pomeriggio di sabato abbiamo fortunosamente assistito alla registrazione della nuova sigla di un noto telefilm locale con un gruppo di attori famosi che si fingevano suonatori da strada (il brano, dal titolo PROVOCATZIA, ce lo siamo poi cercato e scaricato on-line ed è diventato la colonna sonora di questo viaggio : ogni volta che lo shuffle del mio MP3 me lo ripropone mi ritrovo catapultata in Knez Mihailova a quell’assolato pomeriggio di ottobre).

La via dello shopping Knez Mihailova

La via dello shopping Knez Mihailova

Alla fortezza Kalemegdan, dall’alto della quale si può ammirare la confluenza tra i due maestosi fiumi della città, il Danubio e la Sava, abbiamo potuto visitare il museo militare e apprezzare una mostra fotografica gratuita lungo i viali dell’omonimo parco con le immagini della guerra dalla quale il paese è uscito solo da una manciata di anni (come testimoniano alcuni palazzi in rovina lasciati appositamente nello stato in cui versavano al termine dell’intervento della NATO del 1999 come monito).

Parco  e Fortezza Kalemegdan

Parco e Fortezza Kalemegdan

Bombardamenti Nato

Bombardamenti Nato

La mattina di domenica in TRG Republike (la piazza principale di Belgrado, dove si riunisce tutta la popolazione per eventi o manifestazioni importanti) abbiamo assistito a lezioni di aerobica e a gare di roller-skate insomma, non abbiamo certo avuto modo di annoiarci e come sempre a malincuore abbiamo recuperato il bagaglio che avevamo lasciato al gentilissimo receptionist dell’ hotel nel tardo pomeriggio di domenica e, con il taxi che ci eravamo fatti prenotare, ci siamo avviati all’aeroporto per atterrare nuovamente a Malpensa circa un paio di ore dopo, con una valigia di nuovi ricordi da godere ed elaborare!

TRG Republike

TRG Republike

Cattedrale Ortodossa di San Sava

Cattedrale Ortodossa di San Sava

Agosto 2014 – Bali

E’ stato il mio primo impatto con l’Asia (escludendo le Maldive che, pur essendo ubicate a est, sono comunque una realtà a se stante) : so che la mia opinione mi renderà impopolare, ma Bali non mi ha particolarmente entusiasmata! Diciamo che ho acquisito consapevolezza del fatto che se, sino ad ora, sono sempre stata molto più attratta dall’ovest e particolarmente dall’America che adoro incondizionatamente (il viaggio alle Hawaii dell’agosto 2011 è stato un sogno ad occhi aperti durato 21 giorni !!!), evidentemente un motivo c’era. Il continente asiatico è un mondo completamente diverso, sicuramente affascinante, ma non è il “mio” mondo. Il “mio” mondo, soprattutto se parliamo vacanze, prevede un bel mare, caldo limpido trasparente e possibilmente balneabile, infinite e possibilmente non affollate spiagge bianche, città scintillanti da perlustrare e piene di vita di giorno e di sera, negozi e centri commerciali dove fare acquisti vantaggiosi di cose che in Italia non posso trovare o trovo al triplo del costo. Verrò tacciata di superficialità, ma questa è la mia personalissima opinione e questo è il mio blog, quindi a che pro mentire ? 😉

Probabilmente, l’errore che ho commesso nell’organizzare questo viaggio è stato quello di non seguire il mio istinto come avevo invece sempre fatto sino ad ora e di farmi influenzare dai vari racconti di viaggio che sempre sfrutto per documentarmi prima di prenotare e, soprattutto, dal parere di alcuni amici dei quali ho molta considerazione e che ci erano stati da poco.  Ho pertanto accantonato la mia idea iniziale di suddividere in due parti la vacanza, pernottando una settimana a Sanur, sulla costa est, in un punto strategico per le escursioni e la seconda settimana nella “famigerata” Kuta, sulla costa ovest, meta del turismo di massa dei surfisti australiani. Gravissimo errore !    Sono tutt’ora convinta che se avessi agito in quel modo forse ora avrei un ricordo migliore e forse un’opinione diversa di questa vacanza.

Infatti, Sanur è una piccolissima cittadina, molto tranquilla, con diversi localini e ristorantini per cenare e passare un paio di orette chiacchierando e ascoltando musica, con pochi negozietti di collanine, sarong e souvenir, ma purtroppo il mare e la spiaggia sono ben poco fruibili in quanto la barriera corallina è ad un paio di chilometri dalla riva, non superabile in quanto al di là di essa l’oceano indiano infuria con onde a dir poco proibitive; per contro, non si può nuotare nello specchio d’acqua tra la battigia e la barriera, in quanto l’altezza dell’acqua è di una trentina di centimetri. Come se non bastasse, la zona è sempre molto ventosa e, trovandosi a est, il pomeriggio intorno alle 4 il sole comincia a scendere e l’aria a raffreddarsi per cui non si riesce più a rimanere in spiaggia. Risultato: dalle 4 all’ora di cena un “buco” di almeno 4 ore nelle quali, per quanto io sia appassionata lettrice….. hai voglia a leggere e a riposare….

la spiaggia di Sanur

la spiaggia di Sanur

Sanur Beach Market

Sanur Beach Market

Durante una delle nostre escursioni abbiamo invece passato un pomeriggio a Kuta dove, oltre ad esserci numerosi centri commerciali e negozi anche di marche internazionali (i vari H&M, ZARA, ADIDAS, ecc…) e innumerevoli locali e ristoranti, anche di catene internazionali (per sentirci un po’ in USA abbiamo pranzato da Bubba Gump 😀 ) , c’è una bellissima ed infinita spiaggia bianca che degrada dolcemente in un mare solcato da onde ottime per il surf ma anche per farsi “quattro salti” e una nuotatina. Senza considerare che, trovandosi sulla costa ovest, si può rimanere in spiaggia sino al tardo pomeriggio e ammirare favolosi tramonti!

tramonto in spiaggia a Kuta

tramonto in spiaggia a Kuta

Per il resto, abbiamo visto tante cose sicuramente bellissime, come le risaie terrazzate dichiarate patrimonio dell’UNESCO, innumerevoli templi induisti, come Tanah Lot che con l’alta marea è irraggiungibile a piedi, oppure Uluwatu a picco sulle scogliere, (ma in tutti ai turisti è proibito entrare nel tempio vero e proprio, un po’ come dire ti faccio entrare nel Duomo, ma puoi arrivare solo fino a metà navata, non puoi avvicinarti all’altare 😦  ), abbiamo visitato UBUD e la monkey forest (avete letto il libro o visto il film Mangia, Prega, Ama con Julia Robert? Ecco, è ambientato qui e vi suggerisco di non menzionarlo a nessun locale : lo detestano perché è arrivata un sacco di gente che vuole vedere i luoghi del film e disturba la loro quiete !), ma io non sono riuscita a penetrare nella tanto decantata e magica essenza spirituale dell’isola : sarà perché ovunque, anche all’interno dei templi per le offerte agli dei, non sentivo altro che la magica parolina “money-money-money”? E’ vero che le loro condizioni di vita non sono nemmeno lontantamente paragonabili alle nostre, ma anche essere visti come una sorta di portafogli ambulante non è poi così piacevole, così come non lo è dover contrattare per QUALSIASI e dico qualsiasi cosa, dalla corsa in taxi all’acquisto di qualsiasi oggetto, perfino al cibo o alle gite in barca…. per me si è rivelato estenuante!

Pura Desa Batuan

Pura Desa Batuan

Pura Tanah Lot

Pura Tanah Lot

Pura Uluwatu

Pura Uluwatu

Le risaie terrazzate

Le risaie terrazzate

Ubud - Monkey Forest

Ubud – Monkey Forest

Ubud - vicoli

Ubud – vicoli

Alla fine ho deciso che sicuramente questa parte di mondo meriterà una seconda possibilità (magari la Thailandia) ma non prima dei prossimi cinque anni….. sicuramente non la prossima estate, per la quale abbiamo già messo in cantiere la realizzazione di un altro sogno: NEW YORK (vi sembra possibile che sono stata ad HONOLULU e non sono MAI stata a New York ? ) e la East Cost!

Una nota particolare la dedico senz’altro alla compagnia Emirates, con la quale ho volato per la prima volta: assolutamente eccezionale! Sedili comodi e spaziosi pur viaggiando in Economy Class, trattamento ottimo (salviettine calde per rinfrescarsi prima dei pasti, offerta continua di snack e bevande, acqua naturale sempre disponibile dai dispenser, vasta scelta di film, telefilm e videogames in inglese, spagnolo, francese e qualcosa anche in italiano). Inoltre, prevedendo il nostro volo uno stop-over in andata di 12 ore a Dubai, al prezzo di circa 45 Euro a persona abbiamo potuto usufruire dei servizi della Lounge messa a disposizione anche per l’Economy Class, riuscendo a farci un rigenerante sonnellino ristoratore su delle comode chaise longue senza il terrore che ci trafugassero i bagagli, e avendo a disposizione un buffet illimitato di cibi e bevande (considerate che una birra media nei bar dell’aeroporto costa circa 10 Euro e un caffè da Starbucks circa 5 !). Per un viaggio così lungo la consiglio vivamente, è tutto un altro viaggiare!

Costi : Volo A/R Milano / Jakarta con Emirates Euro 861,00 a persona  – Volo interno Jakarta/Bali con Air Asia Euro 189,00 a persona – Hotel (Pernottamento + colazione x 14 notti x 2 persone) a Sanur Euro 766,00 totale

Giugno 2014 – due giorni a Dusseldorf

Sino ad ora in Germania avevo avuto modo di visitare solo Berlino, città senza dubbio molto affascinante e ricca di storia recente, della quale avrò modo di raccontare in seguito. La mia scelta questa volta è caduta su Dusseldorf per motivi puramente “pratici”: reduce da una settimana di vacanza a Ibiza la prima settimana di giugno, non potevo permettermi di chiedere neanche un solo altro giorno di ferie al lavoro, ma nel contempo non volevo rinunciare alla ormai consolidata tradizione famigliare di festeggiare i nostri rispettivi compleanni (in questo caso quello di Dario) con un viaggio. L’unica meta che mi dava la possibilità di prendere un volo il sabato mattina presto e tornare la domenica in serata ad un prezzo praticamente irrisorio era, appunto Dusseldorf, per cui dopo aver preso qualche informazione sul web e aver stabilito che poteva valere la pena di passarci un week-end, non ho perso tempo e ho fissato il volo!

Abbiamo alloggiato nel bellissimo Hotel Boutique SIR & LADY ASTOR, che consiglio vivissimamente: si tratta in realtà di due fabbricati separati, SIR da un lato della strada e LADY sul lato opposto, con reception unica, per un totale di 16 camere, tutte arredate a tema, a 10 minuti a piedi dal centro storico. A noi è capitata la camera NEW YORK, davvero particolare, calda ed accogliente, senza contare la gentilezza del personale, una fornitura di mele fresche e caramelle sempre disponibili nella hall, cioccolatini e cup cakes a disposizione in camera, e una ricchissima colazione con un buffet superlativo dolce e salato, più uova e waffels fatti al momento, con la possibilità nelle mattinate di sole (come quella che abbiamo fortunatamente avuto noi) di godersela sul terrazzino del minuscolo ma bellissimo giardino.

Sir & Lady Astor Hotel - New York Room

Sir & Lady Astor Hotel – New York Room

Sir & Lady Astor hotel - giardino e breakfast terrace

Sir & Lady Astor hotel – giardino e breakfast terrace

Dusseldorf è una città abbastanza piccola, ideale per una visita “mordi e fuggi” : noi abbiamo approfittato del sabato pomeriggio per perlustrare il quartiere KONINGSALLEE, famoso per gli innumerevoli locali e la via dello shopping, SCHADOWSTRASSE, per poi dirigerci verso il “bar più lungo del mondo” (LANGSTE THEKE DER WELT), un chilometro quadrato di bar, discopub, caffetterie e birrifici, dove gustare una pinta della più famosa birra locale, la ATLBIER. Ci siamo poi diretti verso il centro storico vero e proprio, l’ ALTSTADT, nel quale abbiamo potuto ammirare la famosa BURGPLATZ con i resti del castello di SCHLOSSTURN, la BASILIKA ST. LAMBERTUS, l’antico Municipio, il Museo Navale, e, camminando camminando abbiamo raggiunto il lungo Reno, costeggiato da altri pub e locali. Siamo stati anche fortunati ad essere capitati qui in pieno mondiale di calcio, per cui tutti i locali sul lungofiume erano dotati di megaschermi e, tra fiumi di birra, immancabili wurstel con patatine e cori da stadio, l’atmosfera era veramente “calda”! La sera, dopo aver cenato in una catena di steak house ci siamo goduti la visione di Italia-Inghilterra in camera, troppo stanchi per resistere a vederla in un pub (io confesso di avere chiuso gli occhi a non più di 5 minuti dal fischio d’inizio )

La mattina di domenica, rigenerati dal riposo notturno e dopo la succulenta colazione sul terrazzino del giardino, ci siamo nuovamente avviati verso l’Altstadt e il lungofiume, nella città addormentata e quasi deserta rispetto al movimento del sabato e, dopo una immancabile sosta da Starbucks (per il quale, devo confessarlo, io impazzisco e non appena sono all’estero devo fiondarmici per il mio frappuccino o la mia mega tazza di coffe-to-go e dove abbiamo approfittato del wi-fi per chattare un po’ con gli amici a casa), abbiamo gironzolato senza meta perlustrando nuovamente stradine e vicoli. Verso le 14 pranzo al volo da Subway, dopodiché siamo tornati verso l’hotel per recuperare i nostri bagagli.

L’unica pecca in effetti è la lontananza dell’aeroporto di Weeze utilizzato da Ryan Air rispetto al centro città (ci si impiega circa un’ora in navetta) e, soprattutto, il fatto che le navette sono a cadenza oraria e la domenica pomeriggio l’ultima è alle 16, per cui alle 17 ci siamo ritrovati in aeroporto (che è un hangar sperduto nella campagna tedesca) a dover aspettare il nostro volo alle 20. Suggerirei pertanto, eventualmente, di utilizzare German Wings che vola direttamente su Dux!

Comunque, a parte questo disguido, anche stavolta ne è valsa sicuramente la pena; penso che valga sempre la pena di un week-end in un luogo nuovo, non fosse altro che per staccare la spina. Senza contare, come già diceva Sant’Agostino, che

IL MONDO E’ COME UN LIBRO E QUELLI CHE NON VIAGGIANO NE LEGGONO SOLTANTO UNA PAGINA!

Il lungo Reno

Il lungo Reno

Skyline

Skyline

Altstadt

Altstadt

Altstadt

Altstadt

Altstadt

Altstadt

Giugno 2014 – Ibiza : San Antonio

E’ la mia seconda volta a Ibiza nel mese di giugno, la prima è stata nel 2011 nella costa sud, località Playa d’En Bossa. Questa volta invece la scelta è caduta sulla costa nord, a San Antonio,meta generalmente prescelta dai turisti inglesi.

Ibiza - San Antonio

Ibiza – San Antonio

Ibiza è un’isola davvero bellissima, come tutte le Baleari che, escludendo Formentera vista in occasione di una gita giornaliera in traghetto, ho avuto la fortuna di visitare in maniera abbastanza esaustiva. Il mare è veramente bello, ci sono tantissime calette per tutti i gusti, spiagge infinite lunghe e sabbiose, fondali rocciosi, spiaggette nascoste raggiungibili solo a piedi dopo aver scavallato le rocce a picco sul mare. Inoltre, in giugno la movida è appena ai suoi albori, per cui l’isola è ancora fruibile e godibile in piena tranquillità e le spiagge e i ristoranti non sono particolarmente affollati.

Anche questa volta, come in tutte le nostre precedenti vacanze in queste isole, abbiamo noleggiato uno scooter che ci consentisse di perlustrare ogni giorno una cala diversa, senza doverci preoccupare di alzarci presto la mattina per non rischiare di non trovare posto nei parcheggi, dato che in vacanza ci piace anche rilassarci e dormire un po’ di più se ne abbiamo voglia. Consiglio particolarmente Platges des Comptes, Cala Bassa e Cala Salada, nelle quali il mare ha delle sfumature che nulla hanno da invidiare ai fondali caraibici. Peccato solo che quest’anno il tempo non sia stato particolarmente clemente, per cui non abbiamo avuto modo di goderci lunghe nuotate perchè la temperatura del mare era ancora abbastanza bassa.

Platges des Compts

Platges des Compts

Cala Salada

Cala Salada

Cala Bassa

Cala Bassa

Abbiamo soggiornato presso Apartamentos Marian, un complesso di appartamenti con piscina interna e un bar che serviva piatti espressi 24 ore su 24, in zona abbastanza centrale, a 10 minuti a piedi dai locali, dalla spiaggia principale di San Antonio e dalla “strip” con i discopub per la serata. Abbiamo affittato un comodissimo bilocale con cucina attrezzata, ottimo per organizzarci la colazione o il pranzo veloce del mezzogiorno, mentre la sera siamo come sempre andati alla scoperta dei vari ristorantini e tapas bar (ottimo El Rincon de Pepe). Imperdibili i tramonti, al Cafè do Mar e negli innumerevoli locali limitrofi.

Tapas Bar El Rincon de Pepe

Tapas Bar El Rincon de Pepe

Con la cerveza a litros mirando la puesta del sol

Con la cerveza a litros mirando la puesta del sol

(A titolo indicativo, COSTI TOTALI PER 2 PERSONE: volo Ryan Air + Easy Jet (per comodità di orari) A/R 376,00 Euro + Apartamentos Marian solo pernottamento 326,00 Euro + Noleggio scooter Cooltra 140,00 Euro – per un totale a persona di 421,00 Euro)

Ottobre 2013 – Bratislava in un weekend

Ultimamente, nella scelta delle città che decidiamo di visitare, a meno che non si tratti di un meta che vogliamo vedere ad ogni costo, incidono notevolmente anche il prezzo del biglietto aereo e il costo della vita in loco. Ecco perché questa volta abbiamo optato per Bratislava, capitale della Slovacchia: partenza da Bergamo alle ore 18 di venerdì sera e rientro alle ore 8.30 del lunedì successivo con Ryan Air al costo A/R di 30,00 Euro a testa ! 🙂 Hotel Tatra, ottimo 4 stelle a 10/15 minuti a piedi dal centro a Euro 170,00 totali per 3 notti colazione compresa! 🙂 Ottime premesse, direi !

Non ottime invece le premesse del viaggio, perché appena arrivati in aeroporto abbiamo appreso che, causa maltempo generalizzato sul nord Europa, quasi tutti i voli avevano accumulato parecchi ritardi, infatti siamo partiti praticamente tre ore dopo. Ma tutti i disguidi vengono per nuocere…. non ho mica incontrato mia cugina con marito e fratello che erano in attesa di partire per Dublino? 🙂 E allora giù di chiacchiere e birre presso il centro commerciale di Orio al Serio e l’ora di partire è arrivata in men che non si dica! 😉 Del resto, come sempre asserisco, per me la vacanza inizia dal momento in cui salgo in macchina per recarmi verso l’aeroporto, per cui da quel momento … no stress e quel che succede succede ! 🙂

Bratislava è situata sulla riva settentrionale del Danubio, a breve distanza dalla linea di confine con Austria e Ungheria e l’aeroporto dista solo 9 km dal centro città, che è pertanto comodamente raggiungibile in taxi. Purtroppo noi siamo arrivati che era mezzanotte passata, per cui abbiamo dovuto accontentarci di placare i morsi della fame in un Mac Donald’s posizionato abbastanza vicino all’hotel e poi a nanna!

Il sabato ci ha accolto un “mattino pallido ancora imburrato di foschia” che è poi sfociato in una meravigliosamente tiepida e soleggiata giornata autunnale. A piedi ci siamo incamminati verso la città vecchia, incappando subito in una delle istituzioni cittadine : lo Slovak pub (presso il quale ci siamo fermati al ritorno per uno spuntino a base di patatine fritte e ottima birra!)

Il piccolo centro storico è molto piacevole, con i suoi lampioni ornati da fiori, le strade e le piazze pulitissime e curate completamente pedonali, le tantissime statue di bronzo disseminate qua e là, tra le quali la più famosa è Cumil, l’omino che sbuca da un tombino !

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Cumil

Cumil

Nel nostro peregrinare abbiamo potuto ammirare la piazza principale, dominata dal Palazzo del Municipio con la torre e circondata da numerosi bar e ristoranti e dalle amene bancarelle di un mercatino di articoli artigianali, per proseguire poi verso il Teatro Nazionale e quello delle Filarmonica; molto imponente la Chiesa di San Martino, la più importante cattedrale gotica della città. Particolare anche la Porta di San Michele, l’unica delle quattro porte d’ingresso alla città medievale munite di torri che si è conservata, sotto la quale è posta la pietra del Kilometro Zero.

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Scorcio della porta di San Michele

Da centro storico ci siamo spostati verso il lungo Danubio, dove spiccano da un lato il Castello (Hrad) e dall’altro il Ponte Nuovo con il famoso UFO (gli abitanti lo chiamano così), un belvedere con un bar e un ristorante al suo interno, sul quale si può salire con un ascensore superveloce al costo di 6,50 Euro a testa per volgere uno sguardo sulla città dal cielo! Costruito durante la dittatura comunista, i lavori per il ponte hanno spazzato via quel che restava del Quartiere Ebraico e, in senso di sfida alla chiesa cattolica, i politici di allora non si posero il problema di far passare la strada collegata al ponte a soli 3 metri dalla Cattedrale di San Martino, duomo cittadino e luogo di incoronazione dei sovrani ungheresi.

Il Ponte Nuovo e l'UFO visti dal Castello

Il Ponte Nuovo e l’UFO visti dal Castello

vista sul castello dall'alto dell' UFO

vista sul castello dall’alto dell’ UFO

Nel pomeriggio, partendo dalla stazione degli autobus che si trova proprio di fronte alla Chiesa di San Martino, decidiamo di recarci a visitare le rovine del Castello di Devin, distrutto da Napoleone Bonaparte nel 1809, che sorvegliano la confluenza dei fiumi Danubio e Morava. Qui è presente anche un monumento in memoria dei caduti ai tempi della Cortina di Ferro, la linea di confine che divise l’Europa in due zone separate di influenza politica (Unione Sovietica a Est e Stati Uniti a Ovest) dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine della guerra fredda.

Cortina di Ferro - monumento ai caduti

Cortina di Ferro – monumento ai caduti

Per la serata abbiamo optato per una” tipica cena ungherese” al ristorante argentino El Gaucho 😉 nell’elegante zona delle ambasciate, beneficiando all’uscita degli spettacolari fuochi d’artificio sul lungo Danubio illuminato (non ne abbiamo scoperto il motivo ma li abbiamo comunque apprezzati tantissimo! ), per terminare con dell’ottima musica dal vivo al British Rock Star, un locale molto carino posizionato proprio di fronte al nostro hotel, dove il conto della serata per due birre e due rum è stato tipo di 7 Euro in due….. a Milano avremmo preso un cocktail … 😦

La domenica abbiamo cominciato con il fare un tour della città con un ameno trenino rosso che parte dalla piazza del Teatro dell’Opera, che ci ha permesso di rivedere le attrazioni principali e curiosare per strade e piazze che ci erano magari sfuggite; abbiamo anche avuto modo di sostare una mezz’oretta in cima alla collina del Castello, per una visita approfondita dello stesso e per qualche bella foto panoramica. Tornati alla base, abbiamo camminato sino alla Chiesa Blu di Santa Elisabetta (ci si può arrivare anche prendendo il tram numero 13 ma, date le dimensioni ristrette del centro città, noi ci siamo mossi praticamente sempre a piedi), la cui particolarità è il colore delle facciate, di un blu turchese, che la fa assomigliare ad una costruzione di marzapane dall’aspetto fiabesco!

La Chiesa Blu

La Chiesa Blu

Da qui ci siamo spostati in un centro commerciale sul lungo Danubio, dove abbiamo soddisfatto la nostra voglia di shopping e abbiamo pranzato, passando poi il resto del pomeriggio a oziare nei numerosi e affollati locali e parchi cittadini lungo il fiume, tutti rigorosamente forniti di Wi-Fi Free 🙂 .

Per la nostra ultima sera in città abbiamo optato, questa volta davvero, per una cena tipica a base di ottima carne grigliata e verdure al ristorante ATTILU, un locale molto caratteristico, posizionato all’interno di un cortile che poi sbuca su un vicolo nascosto come ci è capitato spesso di vedere qui, al modico prezzo di 25 Euro totali per due persone! Per il dopo cena siamo tornati al British Rock Star dove però, essendo domenica sera, l’atmosfera era molto più dimessa : pochi avventori, niente musica, solo qualche ottima birra a al solito ottimo prezzo!

Devo dire che Bratislava mi è piaciuta molto sin dal primo impatto: mi ha ricordato molto una Praga in miniatura, con il suo lungo fiume verde, curato e contornato da numerosi locali; con i maestosi palazzi, le immense piazze, i numerosi vicoli, vicoletti e passaggi “segreti” in un caleidoscopio di cortili comunicanti che, come a Praga, evocano nella mia mente il ricordo di tempi bui, storie recenti di spie e di servizi segreti….. Ora è una città vivibile e accogliente, dove il costo della vita è decisamente molto più basso rispetto ai nostri standard, nonostante il recente ingresso nell’Euro, e dove si percepisce, sia negli occhi stanchi dei vecchi come negli occhi fiduciosi dei giovani, la voglia di rinascita e di riscatto dopo tanti anni passati sotto il giogo della dittatura comunista. E’ indubbiamente una città proiettata verso un futuro prospero e luminoso. Se vi capita passateci un weekend, ne resterete soddisfatti e affascinati!