Dicembre 2016 – tre giorni a Timisoara

Se mi seguite da qualche tempo, siete già a conoscenza dell’importante cambiamento lavorativo che ha contraddistinto gli ultimi tre mesi della mia vita. Per questo e per altri motivi quest’anno non avevo ancora potuto usufruire del mio consueto viaggio-regalo-di compleanno, che è stato posticipato a fine dicembre, primo momento utile per potermi concedere qualche giorno di pausa dal lavoro in negozio, che in questo mese è stato fortunatamente abbastanza impegnativo. 😀

Abbiamo allora potuto sfruttare un’offertona  promozionale che avevo acquistato in novembre sul sito di Ryanair: 2 biglietti A/R per Timisoara (Romania) ad un totale di 20,38 Euro! Potevo lasciarmi sfuggire una simile occasione? Ovviamente no! Sono profondamente convinta che ogni posto che non si è ancora visto valga la pena di essere visitato e ne ho avuto conferma una volta di più. Viaggiare apre la mente e allarga gli orizzonti, basta mettere da parte i soliti pregiudizi.

 

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Timisoara – Cattedrale Ortodossa

 

E allora via, siamo partiti da Orio al Serio il 26 dicembre pomeriggio per rientrare il 29 dicembre in serata. Abbiamo pernottato all’Hotel Savoy, a 5 minuti a piedi dal centro, in una bella camera spaziosa ed accogliente, con ottima connessione wi-fi gratuita e un ottimo ristorante interno, con prezzi decisamente bassi, in linea con i ristoranti del centro città (circa 20/25 euro in due, vino compreso).

In hotel ci siamo andati direttamente in taxi dall’aeroporto, in quanto dista poco più di 10 km per un costo intorno agli 8 euro (circa 40 Lei). Si può prelevare la valuta locale direttamente in aeroporto, ai numerosi ATM presenti immediatamente fuori dall’aera degli arrivi.

Timisoara è una cittadina piccina ma molto accogliente e pittoresca, vanta numerose bellissime chiese, tra cui la Cattedrale Ortodossa Metropolitana, il Duomo Romano Cattolico, la Sinagoga din Cetate, tantissime piazze immense circondate da palazzi barocchi, come Piata Victoriei, Piata Libertatii e Piata Unirii. Numerosi anche i parchi, che non abbiamo avuto il piacere di sfruttare dato le temperature proibitive (il giorno 28 ci siamo svegliati con il sole ma con una piacevole sorpresa : durante la notte aveva nevicato 🙂 !!!).

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Piata Victoriei

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Piata Unirii

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Vista della Cattedrale Ortodossa dall’hotel Savoy

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il lungofiume Timis con la neve  🙂

Molto interessante è il Museo della Rivoluzione del dicembre 1989 (che è partita proprio da questa città universitaria e che ha poi portato alla caduta di Ceaușescu) nel quale per 10 Lei (circa 2 Euro) potete assistere alla proiezione di un inquietante documentario della durata di circa 30 minuti, in rumeno sottotitolato in inglese, prima di tuffarvi nelle numerose stanze nelle quali è esposto il materiale fotografico.

Per lo shopping, c’è l’immenso Iulius Mall, 4 piani di negozi e ristoranti a 10 minuti di taxi dal centro città. I prezzi dei ristoranti sono ottimi (abbiamo pranzato da Subway, in una catena cinese e in una hamburgheria), mentre i prezzi dei negozi delle maggiori catene internazionali sono in linea con quelli italiani.  Niente affaroni, quindi …..

Per il resto, in piazza della Vittoria (Victoriei) c’era un mercatino natalizio fisso, con numerose casette di legno che vendevano artigianato locale, cappellini, sciarpe, guanti, calamite e cibo, vin brulé, ciambelle fritte e altro. Molto pittoresca la sera, illuminata da un gigantesco albero di natale stilizzato.

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Piata Victoriei by night

Oltre alle due cene in hotel, abbiamo cenato la prima sera da Casa Cu Flori, buono ma bisogna fare molto attenzione ad aglio e cipolla, di cui qui tendono ad abusare, mentre per il dopo cena ci siamo trovati molto bene al  The Note Pub, con l’immancabile Guinness e musica live nel weekend. Buona anche la cucina per lo spuntino veloce del mezzogiorno.

Come ho detto, la città è un importante polo universitario, pertanto in questo periodo la vita notturna non era molto vivace, perché tutti erano rientrati a casa per le vacanze, ma consiglierei senz’altro una visita, magari in primavera!

N.d.A. : giusto per precisare, chissà com’è che anche qui è arrivato Starbucks, mentre portarlo in Italia sembra sia la cosa più difficile e complicata del mondo ?…… mah !!!

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Agosto 2016 – Ritorno a Minorca : la scoperta di una nuova isola

Complici l’attuale complicata situazione internazionale, ma soprattutto la presenza in loco del nostro amico Ennio, trasferitosi a vivere in questo paradiso terrestre ormai da otto mesi, contravvenendo a tutti i miei principi e convinzioni,  quest’anno per la seconda volta siamo tornati in un posto in cui eravamo già stati ma, grazie al fondamentale contributo della nostra personale guida menorquiña, quella che abbiamo visto è stata praticamente un’altra isola rispetto alla volta scorsa.

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Infatti, la prima volta ( Agosto 2013 – Minorca ) avevamo battuto a tappeto il sud/est dell’isola, a partire da Cala en Brut per arrivare sino a Sou Bou, mentre quest’anno abbiamo perlustrato la zona nord/ovest (Cala d’Algaiarens, Cala del Pilar, Cala Pregonda, Cala Binimel-là, Arenal de Son Saura, Platja d’en Tortuga) dedicando una mezza giornata anche a Mahon (la capitale, in cui si trova  l’aeroporto – situata al polo opposto dell’isola rispetto a Ciutadella – che fino ad ora avevamo erroneamente sottovalutato, credendola meno bella e meno vissuta di ques’ultima) ed un pomeriggio per ammirare lo spettacolare tramonto nella più turistica ma non meno bella Platja de Sant Tomàs, che si trova sulla costa sud. Fatto sta che abbiamo stabilito che non sarebbe affatto superfluo un terzo ritorno in un prossimo futuro, magari soggiornando proprio a Mahon oppure nella caratteristica Es Mercadal, molto meno turistica, posta proprio al centro dell’isola e dunque lontana dal mare ma strategica per gli spostamenti in qualsiasi direzione, per poter perlustrare anche la zona mancante del sud/ovest.

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dall’alto in senso orario: Cala d’Algaiarens – Cala Pilar – Cala Pregonda

Le cale della costa nord sono meno accessibili rispetto a quelle a sud in quanto la costa è rocciosa, caratterizzata da alte scogliere che scendono a picco verso il mare e spesso per raggiungere le spiagge occorrono lunghe scarpinate in un paesaggio incredibilmente variegato – quasi desertico, a tatti spettrale, sotto il sole cocente – che all’improvviso muta in una lussureggiante e verdeggiante macchia di pini marittimi; e quando, finalmente, dalla cima dell’ultima salita, davanti agli occhi si svela lo specchio incredibilmente azzurro, limpido e cristallino di un mare da sogno, ci si rende conto immediatamente che ne è valsa la pena. Ovviamente la maggior parte di queste spiagge non sono attrezzate e non hanno bar, docce o servizi igienici, per cui bisogna partire ben riforniti di zaino termico con acqua fresca, frutta e barrette energetiche; ma altrettanto ovviamente, nonostante l’isola ad agosto sia nel pieno della sua capacità ricettiva, spesso può capitare di ritrovarsi circondati da una sola manciata di persone e di godere di una pace e di un silenzio quasi irreali, nei quali lo sciabordio delle lievi onde che si infrangono sulla battigia la fa da padrone.

Molte di queste spiagge mi hanno ricordato fortemente le mie adorate isole Hawaii: il verde intenso della vegetazione ricca e lussureggiante sui monti che le circondano e le sovrastano, le immense spiagge semi-deserte di sabbia dorata, quasi rossa, il cielo sgombro di nuvole di un azzurro da fare male agli occhi a fissarlo e  la distesa del mare che si perde oltre l’orizzonte in tutte le sue sfumature di blu e verde, trasparente e cristallino, talmente placido a giorni da sembrare una  immensa piscina!

Naturalmente siamo anche tornati a tuffarci dalle mitiche terrazze di Cala’n Brut, a nuotare nella caraibica acqua di Cala en Bosch, a fare un bagno nella “nostra” vecchia Cala Santandria, così come ci siamo rilassati davanti “casa” nella piccola ma pittoresca Cala Blanca nelle mezze giornate in cui siamo rimasti in zona per rigenerarci tra un “Camí de Cavalls” e l’altro. Il Camí de Cavall (orgoglio della nostra guida e croce e delizia per noi 😀 ) è un sentiero che corre lungo la costa di Minorca per tutta la sua lunghezza; i 185 chilometri del sentiero, possono essere affrontati a piedi, in bicicletta o, appunto, a cavallo e rappresentano il modo migliore per andare alla scoperta delle bellezze naturali dell’isola. Il percorso si snoda attraverso zone rocciose, canaloni, torrenti, valli, zone umide e zone agricole unendo le torri di guardia, i fari e le trincee disseminati sull’isola. Attraverso il Camí de Cavalls avrete modo di osservare da vicino i numerosi ecosistemi presenti sull’isola di Minorca, dichiarata patrimonio dell’Unesco. Essendo un percorso circolare lo si può iniziare in qualsiasi punto, ma il chilometro zero si trova nel porto di Mahon. Il Sentiero è segnato con pannelli informativi ogni 50-100 metri.

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dall’alto in senso orario: Cala en Brut – Camì de Cavalls – Cala Blanca

Per non farci mancare niente, abbiamo anche affittato presso il porto turistico di Cala en Bosch una barca…. mmhhh barchetta….. mmmhhh bagnarola, dai 🙂 , di quelle che si possono condurre senza patente (per usare una frase di Dario, la nostra “velocità” in mare rispetto alle altre barche era paragonabile a quella di un Ciao in autostrada, per chi si ricorda cosa fosse  😀 ) con la quale ci siamo  goduti da un’altra prospettiva tutte le più rinomate cale e calette della costa sud, godendoci lo splendido mare senza però doverne subire l’affollamento: siamo partiti appunto da Cala en Bosch dirigendoci direttamente al punto più lontano consentitoci, ovvero Trebalùger per poi tornare indietro passando per Cala Mitjana e Mitjaneta, Cala Galdana, Cala Macarella e Macarelleta, Cala en Turqueta, Cala des Talaier, Son Saura e Son Xoriguer, con numerose soste per i bagni, ancora permettendo! 😀

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Cala Mitjana vista dal mare

 

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Platja de Son Xoriguer

SUGGERIMENTI PRATICI : Se siete amanti del mare incontaminato, della natura e prediligete vacanze rilassanti e sportive questo paradiso terrestre a un’ora e mezzo scarsa di volo dall’Italia, a prezzi ancora accessibili, fa sicuramente per voi. Ve lo sconsiglio invece se la vostra priorità è la vita notturna in quanto a Minorca ci si può concedere al massimo una buona cena e un drink con chiacchiere per terminare la serata, ma riuscire a tirare oltre la una può davvero rivelarsi un’impresa e quest’anno che la presenza di connazionali era a dir poco triplicata rispetto alla volta scorsa, ho sentito diverse persone lamentarsene (considerazione personale: mah! )

Per quanto concerne le prenotazioni, come mia abitudine anche questa volta ho fatto tutto on-line ma un po’ più tardi rispetto al solito per vari problemi personali, per cui non ho spuntato i consueti prezzi vantaggiosissimi. I biglietti aerei li ho acquistati come sempre direttamente sul sito di  Easy Jet da Milano Malpensa a Mahon, inserendo anche un bagaglio da stivare. Ho prenotato sempre su Booking.com un bell’appartamento con cucina, bagno, camera da letto e terrazzino, ben attrezzato e funzionale, con pulizie e cambio della biancheria a giorni alterni, presso il complesso VISTA PLAYA 1, in una palazzina a tre piani (per un totale di 24 appartamenti) affacciata sulla piscina con lettini e ombrelloni gratuiti, con connessione Wi-Fi gratuita  e con la possibilità di usufruire, a pagamento, di un bar e di un ristorante alla carta. Il nostro appartamento era al terzo piano con una magnifica vista sull’antistante lussureggiante vegetazione e sullo scorcio di mare di Cala Blanca, distante due soli minuti a piedi. A soli 5 minuti a piedi è inoltre situato il “centro commerciale” di Cala Blanca, con diversi minimarket, ristorantini e pub, senza considerare che la Cala stessa di sera è animatissima e molto pittoresca, con le luci dei ristoranti circostanti che si rispecchiano nel trasparentissimo tratto di mare. In effetti, rispetto a Cala Santandria, questa zona è meglio servita e dista comunque solo 10 minuti di scooter o di auto da Ciutadela.

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Scorcio del mare di Cala Blanca dal nostro terrazzo

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Vista Playa 1 a Cala Blanca

Anche questa volta abbiamo prenotato uno scooter 125 on-line, tramite la compagnia Cooltra.com, che prevede consegna e ritiro direttamente all’hotel, anche se col senno di poi avremmo forse potuto farne a meno, dato che siamo stati gentilmente scarrozzati in giro in auto dal nostro amico Ennio, il che ci ha consentito di raggiungere punti dell’isola più lontani di quelli che avremmo potuto raggiungere solo in moto. Se ci state due settimane, direi che il giusto compromesso è affittare una settimana lo scooter e una settimana l’auto.

Se aveste bisogno di consigli pratici, di indicazioni specifiche su una determinata zona o di aiuto locale per cercare alloggio, noleggiare auto o scooter o semplicemente di soddisfare qualche curiosità particolare, scrivetemi pure e vi  metterò in contatto con l’italo/menorquiño Ennio, che sarà ben contento di fornirvi assistenza, ma attenzione: se un posto si può raggiungere sia con una camminata di 10 minuti che con una di 30, state pur certi che lui vi farà fare la strada più lunga! (per meglio farvi godere di tutte le bellezze del panorama, dirà lui 😀 !!!)  Hasta lluego!

Due giorni a Saragoza

Cosa c’è di meglio, per spezzare la solita routine e regalarsi un magico momento di evasione, di un bel volo verso la mia adorata Spagna? Avendo a disposizione solo un week end, ho deciso di prediligere una città piccolina in modo da riuscire a visitarne le principali attrattive, ritagliandomi però anche del tempo per attività più goderecce, come lo shopping e il “tapear” (la buona abitudine iberica di andar per bar, bevendo birrette fresche e gustando appetitosi stuzzichini,  le tapas appunto). Saragoza si è rivelata perfetta allo scopo!

Partenza da Bergamo Orio al Serio alle 15.30 di venerdì pomeriggio e arrivo a destinazione dopo un volo di circa un’ora e cinquanta. Ad accoglierci, purtroppo, tempo nuovoloso e vento quasi gelido : peccato, speravamo di lasciarci alle spalle freddo e pioggia ma pare non sarà così. In mezz’ora circa di viaggio sul comodo autobus della compagnia Agreda Automovil che si trova immediatamente fuori dall’aeroporto (sulla destra all’uscita dagli arrivi) al costo di Euro 1,85 a persona (il biglietto si ascquista a bordo) arriviamo al capolinea (Plaza del Carmen) in pieno centro di Saragoza, che dista solo 5 minuti a piedi dal nostro Hotel Oriente, situato in Calle del Coso e prenotato on-line sempre su booking.com al costo di Euro 108,00 per due notti in solo pernottamento. L’hotel è davvero molto carino, le camere spaziose e pulite, il personale gentilissimo e la posizione ottimale in quanto a soli cinque minuti a piedi dalla principale attrazione, la maestosa Basilica Nostra Signora del Pilar.

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BASILICA NOSTRA SIGNORA DEL PILAR

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VISTA DELLA BASILICA DEL PILAR DAL FIUME EBRO

La città è tutta un susseguirsi di angoli pittoreschi, con una miriade di basiliche, chiese e chiesette che si scoprono ad ogni voltar di angolo, tutte meritevoli almeno di una visita veloce, con tantissime piazzette ombreggiate da aranceti e olmi con gli immancabili tavolini per ristorarsi, con numerose case e palazzi in architettura Mudejar, testimonianza del’antica dominazione moresca in terra d’Aragona.

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MERCATO CENTRALE

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FONTANA DE LA HISPANIDAD

Siamo stati inoltre fortunatissimi a capitare qui durante la “Feria Medieval”, consistente in tre giorni e tre notti di feste per tutto il centro città con banchetti, rappresentazioni, mercatini con i prodotti tipici – gastronomici e non –  delle tre culture cristiana, ebrea ed araba; è stato pertanto un tripudio di spettacoli, manifestazioni, musei aperti fino ad ora tarda con ingressi ridotti o gratuiti, che non hanno potuto far altro che aggiungere ulteriore valore al nostro viaggio, già di per se entusiasmante.

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FERIA MEDIEVAL IN PLAZA PILAR

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GRIGLIATINA MEDIEVALE 😉

In genere non è mia abitudine consigliare locali e  ristoranti perché credo che i gusti in fatto di cibo siano decisamente personali e soggettivi, tuttavia questa volta voglio spendere una menzione per la PARILLA ALBARRACIN, in Plaza del Carmen, un locale dall’atmosfera accogliente e raffinata, con personale gentilissimo, ottimi piatti tipici di cucina aragonese sia di carne che di pesce, e prezzi onestissimi. Per il pranzo veloce e spartano invece il nostro preferito resta sempre e comunque 100 MONTADITOS, con le ottime baguettine calde con Jamon Serrano!

HASTA LUEGO, SARAGOZA !

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Aprile 2016 – Una settimana in Repubblica Dominicana

Ed è qualcosa da cui non puoi scappare, il mare.….ma soprattutto il mare chiama, non smette mai, ti entra dentro. Ce l’hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti, senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare che ti chiamerà…

(Alessandro Baricco)

Quella da poco trascorsa a Bayahibe, nella Repubblica Dominicana, è stata una settimana meravigliosa di puro relax e contemplazione di  paesaggi da cartolina: lunghissime spiagge di sabbia bianca coronate da splendidi palmeti, che si affacciano su acque chiare e trasparenti,  alternate a vallate verdissime e catene montuose che con il Pico Duarte superano anche i 3.000 metri. Il sole  qui è un bacio caldo sulla pelle temperato solo dalla brezza costante dagli Alisei, ed è una presenza costante, tranne che per un paio di mezze giornate di pioggia che tuttavia non hanno minimamente sminuito la bellezza della vacanza,  servita per scrollarci di dosso il freddo e lo stress del lungo inverno appena trascorso e per fortuna quasi finito.

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La Repubblica Dominicana (per noi italiani Santo Domingo) si trova nel cuore del Mar dei Caraibi,  è un’isola molto vivace, spontanea ed accogliente, tanto da meritare l’appellativo di ‘isola del sorriso’. L’influenza spagnola è evidente e si manifesta nella lingua, negli abiti e nei tanti cerimoniali di gusto barocco; l’influenza africana si manifesta nel ballo : salsa, bachata e particolarmente merengue sono le danze attraverso le quali si esprime e si realizza la gioia di vivere del popolo dominicano, il bene più prezioso dell’ isola, anche se a noi personalmente non fa impazzire questo tipo di sound, tant’è che dopo due giorni ne avevamo già piene le…..orecchie !  😉

Abbiamo soggiornato al Viva Dominicus, immenso villaggio turistico in località Bayahibe, (distante solo 18 km  – circa 20 minuti di autobus – dall’aeroporto de La Romana), che comprende  5 ristoranti, diversi  bar,  4 piscine, una pizzeria aperta 24 ore su 24, il centro diving, l’area shopping con i negozi di souvenir, l’anfiteatro dove si svolgono gli spettacoli serali dell’animazione, il tutto immerso nei variopinti e curatissimi giardini tropicali affacciati  su una stupenda spiaggia candida ed un  meraviglioso tratto di mare cristallino.

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La formula all-inclusive comprende inoltre dei ristoranti a tema (fra i quali italiano, messicano e asiatico), nei quali è possibile cenare semplicemente previa prenotazione un paio di giorni prima alla reception, dei quali non posso però dare giudizi in quanto non ne abbiamo usufruito, non essendo il cibo un elemento fondamentale delle nostre vacanze. Mi sento pertanto di consigliare decisamente questo villaggio per una settimana di relax in quanto, a mio parere (da quello che ho sentito non condiviso da una buona parte degli ospiti italiani eh, io vi avviso ! 😀 ), l’offerta del buffet era varia ed ottima (tutti i giorni sia a pranzo come a cena erano disponibili pasta, riso, carne, pesce, verdure, legumi, frutta, oltre agli immancabili – a chi piacciono – dolci), le camere spaziose e sufficientemente pulite per gli standard locali, le parti comuni curate e il personale gentile e disponibile.

Non abbiamo effettuato escursioni in quanto, rispetto alla nostra prima permanenza in loco nel 2004, l’offerta era sostanzialmente immutata : gita in lancia alla bellissima isola di Saona con sosta alle piscine naturali ricche di stelle marine e alle piantagioni di mangrovie, gita in quad nell’entroterra, con sosta alle piantagioni di canna da zucchero, guado del Rio Chavon e sosta in villaggio caratteristico per l’acquisto di artigianato locale (quadri in particolare) e gita alla capitale Santo Domingo. Se andate per la prima volta, ovviamente, le consiglio vivamente tutte.

Piccolo suggerimento credo utile: per telefonare in Italia e usufruire del wi-fi (anche se la connessione è quella che è…. ci si trova pur sempre su un’isola sperduta in mezzo al mare tra le due Americhe) abbiamo acquistato una scheda SIM locale della compagnia Claro, al costo totale di 25 dollari (con 5 dollari di traffico telefonico già compresi e 2 giga di traffico internet), che ci ha consentito di non spendere una fortuna in roaming o in chiamate dato che il costo addebitato da  Wind era di  1 Euro per ogni sms (inviato o ricevuto) e di 1 Euro a minuto per chiamare… Se soggiornate a Bayahibe al Viva Dominicus, trovate le SIM Card alla farmacia a 100 metri di fronte all’uscita del villaggio (attenzione : attualmente non erano ancora disponibili micro-SIM)

Per qualsiasi suggerimento o approfondimento scrivetemi pure, qui o tramite la pagina Facebook  IviaggidiArianna 😀

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Ritorno alle “origini” : Santo Domingo !

Eccoci…. come ogni inverno, in questo periodo la voglia di mare inizia a farsi sentire…. Dapprima è solo un’idea vaga, appena abbozzata, che fa capolino nei pensieri con la stessa delicatezza del timido e pallido raggio di sole che cerca di trafiggere le nebbie mattutine; poi si insinua sempre più prepotentemente tra mani guantate che sghiacciano vetri e nasi arrossati che sbucano dalle sciarpe, per diventare realtà in una gelida serata di tisana, copertina e divano davanti allo schermo di un pc, quando il richiamo delle mille sfumature di quei mari immortalati in foto a dir poco ammiccanti si fa irresistibile! E allora : “proviamo a chiedere le ferie al lavoro, e se ce le danno torniamo ai Caraibi, che è parecchio che non ci andiamo” (2009 in Giamaica n.d.a.). DETTO / FATTO 🙂 Ferie accordate e, in men che non si dica, prenotazione fatta !

Come d’abitudine, la settimana invernale è di puro e semplice relax: sole, mare, passeggiate, nuotate, cocktail e aragoste a piedi nudi sulla spiaggia! Questa volta tradiremo il nostro principio di non tornare mai in un posto dove siamo già stati finché ci saranno posti nuovi da vedere ma, in considerazione del fatto che i Caraibi “economicamente accessibili” (per le nostre tasche!) li abbiamo già battuti tutti, torneremo là dove tutto ebbe inizio, al nostro primo volo transoceanico nel lontano agosto 2004: Repubblica Dominicana, generalmente identificata con la sua capitale, Santo Domingo, nella zona di Bayahibe, al Viva Dominicus con Eden Viaggi, pacchetto prenotato on-line sul mio sito di fiducia, www.caesartour.it

E da questo momento parte ufficialmente il conto alla rovescia, che mi aiuterà a sopportare al meglio il freddo, la nebbia, le intemperie perché, qualsiasi cosa succeda, avrò ben chiaro nella mia mente il pensiero che tra meno di due mesi sarò su una fantastica, immensa spiaggia bianca, a riempirmi la mente di sole e d’azzurro e ad arrossarmi gli occhi con la calda acqua dei mari del sud !

CARIBE, WE ARE COMING BACK SOON !!!! 🙂

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Ottobre – Malta : un ultimo assaggio d’estate

Per me che adoro il mare, quale modo migliore potrebbe esserci di festeggiare il mio compleanno se non quello di godermi un ultimo scorcio d’estate prima di rassegnarmi all’arrivo dell’autunno, approfittando di un’offerta imperdibile di Ryan Air per un volo A/R da Malta al costo di 48 Euro a testa?

Giusto per conoscenza, l’arcipelago di Malta costituisce un ponte tra l’Europa e il Nord-Africa, dista 80 km circa dalla Sicilia, 280 km circa dalla Tunisia e 330 km dalla Libia. E’ composto da 3 isole principali: Malta, sulla quale si trova la capitale La Valletta, Gozo e Comino, quest’ultima disabitata. Le lingue ufficiali sono il maltese e l’inglese ma l’italiano lo masticano praticamente tutti, soprattutto nelle zone più turistiche. La moneta è l’euro e la guida è a sinistra.

E allora via, partenza sabato mattina da Orio al Serio e rientro il martedì pomeriggio seguente. Due sole ore di volo e…. un altro mondo si palesa davanti ai nostri occhi !

Appena sbarchiamo togliamo il giubbino e il golfino e ci godiamo il calore dei 27 gradi del sole sulla pelle, il cielo azzurro anche se un po’ nuvoloso e l’inconfondibile e adorato profumo d’estate !!! Il paesaggio è un incrocio tra il sud Italia e il nord Africa, con le tipiche casette basse, prevalentemente bianche, con i tetti piatti e le persiane dipinte d’azzurro o di ocra; l’interno è abbastanza brullo, con gli alberi di cactus che costeggiano le carreggiate. Le coste sono generalmente alte e rocciose, e si alternano ad alcune piccole spiagge sabbiose, caratterizzate da acque cristalline.

A dire il vero la mia prima impressione non è stata proprio favorevole, perché nel tragitto dall’aeroporto all’appartamento che avevamo prenotato ho riscontrato parecchia trascuratezza e sporcizia, ma poi girando l’isola in scooter mi sono ricreduta e la consiglierei sicuramente per un week-end lungo di mare oppure per una settimana di vacanza. Tenete però in considerazione che, a meno che non abbiate un budget abbastanza elevato da potervi permettere l’Hilton o il Westin, lo standard medio degli hotel lascia abbastanza a desiderare e le stelle dichiarate non corrispondono proprio ai servizi offerti…. soprattutto per quanto concerne la pulizia….

Noi abbiamo scelto di soggiornare a St. Julian’s che è il centro della movida notturna, a due passi dalla piccola spiaggia di St. George’s Bay in quanto il nostro intento principale stavolta non era tanto quello di girare l’isola in lungo e in largo ma quello di goderci un paio di giorni di relax, sole, spiaggia e mare (costo di un appartamento per 3 giorni 150,00 Euro). Ebbene, se avete il sonno leggero e non riuscireste a dormire anche su un muretto o sulla cassa di una discoteca come noi, ve lo sconsiglio vivamente in quanto, giusto a titolo esemplificativo, nella notte tra sabato e domenica il locale sotto di noi (eravamo al 3° piano) ha spento la musica alle 08.00 ! Conviene piuttosto alloggiare a Sliema, zona strategica per gli spostamenti se intendete girare l’isola utilizzando il trasporto pubblico: gli autobus sono molto frequenti, economici e raggiungono praticamente ogni punto dell’isola, mentre il traghetto vi porta direttamente da Sliema a La Valletta, anche di sera. Il noleggio dell’auto io personalmente lo sconsiglio, per le difficoltà della guida a sinistra ma soprattutto, cosa in effetti abbastanza strana per un’isola, per il traffico caotico che la caratterizza.

Noi abbiamo optato per il noleggio di uno scooter per un giorno (38,00 Euro con l’assicurazione completa, senza franchigie, altrimenti sarebbero stati 28,00 ma per soli 10,00 Euro di differenza perché rischiare?) così siamo riusciti a girare tutta la costa est e una buona metà della costa ovest, partendo da Sliema, Paceville, Pembroke, Bugibba, St. Paul’s Bay, Paradise Bay e sostando a Mellieha per un paio d’ore di mare (costo di due sdraio per mezza giornata 6 Euro totali) e per un pranzo a base di panini e insalata fronte mare. Nel tardo pomeriggio siamo poi ripartiti alla volta di Golden Bay e della favolosa Ghajn Tuffieha che abbiamo ammirato solo dall’alto della scoscesa scogliera ma che, complice il mare mosso, ci ha ricordato tantissimo la Big Beach delle nostre amate isole Hawaii (lacrimuccia….).

Il terzo giorno invece lo abbiamo passato tutto a goderci i 30 gradi senza vento e il cielo terso senza una nuvola sulla spiaggia di St. George’s a St. Julian’s, a mollo nel mare fresco, trasparente e piacevolmente carezzevole (2 straio + ombrellone per tutto il giorno 12 Euro).

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La cucina è un ottimo mix tra mediterranea ed araba, con molto pesce alla griglia, verdure e carne prevalentemente di coniglio. Noi abbiamo gustato delle ottime specialità tipiche maltesi come il Lampuki alla griglia (pesce tipico abbondante in questo periodo), oppure la “ftira”, la tipica pizza maltese, cugina della nostra pizza, con rucola e zucca, o ancora le polpettine di tonno al forno oppure di coniglio cotte nella birra, dai nomi incomprensibili e intraducibili ma dal sapore ineguagliabile! (da Kcina Maltija, seduti di fronte al mare, sul pittoresco porticciolo di St. Julian’s).

Purtroppo non abbiamo avuto modo di concederci una gita in traghetto a Gozo o Comino nè di visitare Medina, l’antica capitale che conserva ancora le austere mura arabe e i meravigliosi palazzi delle maggiori famiglie nobiliari maltesi, ed abbiamo ammirato il centro de La Valletta unicamente in occasione di una gita serale in taxi prima di cenare all’aperto in un ristorantino nelle vie del centro, ragione per la quale credo che ci ritorneremo presto, (magari l’anno prossimo nello stesso periodo, ora che il Mar Rosso non mi attira più particolarmente a causa della difficile situazione internazionale) e ragion per cui mi sento di consigliarla anche per una vacanza di una settimana !

Un itinerario consigliato per 6 giorni a New York e suggerimenti per Washington e Fort Lauderdale

Eccomi qui. Dopo aver lasciato decantare un po’ i ricordi e l’entusiasmo e dopo aver mentalmente abbozzato più e più volte il post durante le prime notti insonni a causa del jet-lag, finalmente ho deciso che è giunto il momento di raccontare questa bellissima esperienza e condividere l’itinerario che avevo studiato per cercare di vedere nei sei giorni a disposizione quanto più possibile della caleidoscopica immensità di New York.

Se avete letto anche i post precedenti sapete che la parte centrale del viaggio era ancora da definire; alla fine, escludendo i 2 giorni di viaggio, abbiamo fatto 6 giorni pieni a New York a girare come pazzi, 4 giorni a Washington a goderci i nostri favolosi nipoti e infine 8 giorni di mare (elemento per me imprescindibile dal binomio estate-vacanze) e di assoluto relax in Florida a Fort Lauderdale. Per motivi organizzativi è stata eliminata la giornata a Philadelphia.

NEW YORK

New York l’abbiamo girata a piedi, in bicicletta, in autobus, in metropolitana, in barca, per goderne il più possibile e ammirarne i suggestivi scorci da sopra (se mi seguite da un po’ sapete che è una mia fissa!), da sotto, da dento e da fuori….   Per la maggior parte del tempo comunque abbiamo girato a piedi, e sono davvero convinta che sia questo il modo migliore di scoprire la città, perché anche il tragitto da un punto all’altro dell’itinerario stabilito è parte integrante del sogno che si sta vivendo e ogni tratto nasconde un palazzo dall’architettura particolare, un angolo già noto, una dettaglio curioso (tipo il bancomat per le cupcakes 😀

Cupcake ATM

Cupcake ATM

Dopo mezza giornata di permanenza mi sentivo già perfettamente integrata nell’atmosfera della città e avevo la sensazione di essere “a casa” al punto che, in barba al mio pessimo senso dell’orientamento, ho immediatamente preso confidenza con la cartina e con il facile reticolato di avenues (verticali) e streets (orizzontali) e mi sono subito adattata alle abitudini tipicamente newyorkesi di camminare con l’immancabile tazza di Starbucks Coffee in mano 😀 , di “colazionare” e pranzare con street-food-to-go seduta su un muretto o su una panchina, di attraversare non appena il traffico lo consente anche se il semaforo è rosso, di preparare per tempo la Metrocard in modo da passare i tornelli senza rallentare il passo e di camminare comunque anche sulle scale mobili, sia in salita che in discesa (del resto, sono di Milano, la fretta e la velocità sono già nel mio DNA 😀 ).

GIORNO ZERO – DOMENICA 9/8

Siamo atterrati all’aeroporto JFK intorno alle 20, pertanto la prima immagine di New York che ho avuto durante il tragitto in taxi durato una quarantina di minuti, immersi nel traffico del rientro dal week-end dei newyorkesi, sono state le mille luci dell’imbrunire che via via accendevano la notte, uno scorcio dei ponti di Brooklyn e Verrazzano illuminati e un’infarinatura di Manhattan midtown, dato che l’appartamento di nostra cugina Katia che ci ha ospitati si trovava sulla Lexington Ave, tra la 61 e la 62, pertanto in pieno Upper East Side! (Gossip Girl docet 😀 ) . Considerando il fuso di 6 ore, per noi erano già le due di notte, per cui dopo una cena veloce e un paio di orette di concitati racconti e aggiornamenti reciproci siamo crollati a letto, pieni di aspettative per quello che ci avrebbe riservato il giorno seguente!

GIORNO UNO – LUNEDI’ 10/8

Un po’ per l’eccitazione, un po’ per il fuso, alle 6.30 i nostri occhi erano già sbarrati! Abbiamo oziato un paio d’ore per non uscire proprio all’alba, dopodiché ci siamo catapultati fuori, iniziando la nostra perlustrazione della città dai luoghi più vicini ed anche più famosi: ci siamo goduti una lunga passeggiata attraverso Park Avenue, Madison Avenue, 5th Avenue, con una sosta per una “sostanziosa” Colazione da Tiffany dove mi sono regalata un bel ricordo di questo viaggio 😀

Strada facendo abbiamo incrociato il Rockfeller Center, Time Square, l’Empire State Building, il Flatiron,  concedendoci solo due brevi soste per cibarci con uno smoothie to-go (acquistato al volo in uno dei numerosi baracchini di street food presenti ad ogni angolo, che offrono una vasta gamma di cibi che spazia dal classico ed ormai inflazionato hot dog, al kebab, ai dolci, alle macedonie e anche ad alcune specialità vegane) e con il primo “sanissimo” hamburger & french fries 😀 . Detto così sembra poca roba, ma provate a ripercorrere lo stesso itinerario e mi direte…. noi quando siamo rientrati in subway intorno alle 18.30 eravamo stravolti!

Time Square

Time Square

Flatiron

Flatiron

Il fatto è che avrei voluto vedere continuamente “ancora un pezzetto”, “ancora un blocco”, “ancora quella cosa” e senza accorgemene alla fine della giornata i chilometri macinati erano davvero tanti e i piedi gridavano vendetta!!!

GIORNO DUE – MARTEDI’ 11/8

Sveglia spontanea prima della sveglia anche oggi. Alle 10 avevamo i biglietti per salire all’osservatorio del One World Trade Center (noto anche come Freedom Tower, è il principale edificio del New World Trade Center, sorto nella zona occupata in precedenza dalle Torri Gemelle. L’altezza dell’edificio è di 1776 piedi, numero non casuale, poiché rappresenta l’anno della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti). L’osservatorio è stato aperto al pubblico lo scorso maggio; i biglietti costano circa 30$, vanno prenotati on line con buon anticipo (per noi lo ha gentilmente fatto Katia) e ci si deve presentare un quarto d’ora prima dell’orario di ingresso indicato sul biglietto, in quanto si entra a gruppi, a numero chiuso.

Con nostro grande rammarico la città ci ha accolti con una fitta pioggia e un cielo novembrino, per cui abbiamo preso la metropolitana verso Manhattan Downtown contrariati (io soprattutto!) per il fatto che avremmo sprecato questa occasione di poter vedere New York dall’alto. Invece in biglietteria ci hanno subito proposto, dato che appunto non c’era visibilità, di fissare una nuova data per la nostra visita!

One World Trade Center

One World Trade Center

In considerazione del fatto che il maltempo non solo persisteva ma aumentava, trovandoci già in zona, abbiamo deciso di dedicare la mattinata alla straziante visita al 9/11 Memorial (gratuito) e Museum (ingresso 24$). Credo che non ci sia bisogno di parole….

9/11 Memorial

9/11 Memorial

Quando siamo usciti, circa 3 ore dopo, anche il cielo sembrava aver versato insieme a noi tutte le sue lacrime, per cui approfittando del miglioramento abbiamo passeggiato in direzione del Ponte di Brooklyn e di lower Manhattan, con una rilassante e gustosa pausa-pranzo al Fulton Market, dove abbiamo trovato un ottimo e fornitissimo buffet con pasta, riso, carne, pesce, verdure e frutta da disporre a piacere in comodi contenitori e pagare a peso alla cassa del market, per poi consumare sui tavolini a disposizione sia all’aperto che al chiuso. Ottima soluzione e ottimo rapporto qualità-prezzo.

Ripresa la metro ci siamo fatti portare direttamente a Grand Central Station, per poi ritornare a piedi verso l’Upper East Side e da qui dirigerci al Queensboro Bridge Park, il ponte che collega questa zona di Manhattan a Long Island City, nel Queens; è sicuramente meno famoso dei suoi illustri colleghi Brooklyn e Verrazzano, ma non meno bello.

Queensboro Bridge

Queensboro Bridge

Troppo stanchi per uscire di nuovo, anche stasera optiamo per la cena casalinga e per il dopo cena sul rooftop, con una buona birra a farci compagnia e con le mille luci dei grattacieli intorno a noi a riempirci gli occhi, mentre il cielo comincia a rasserenarsi!

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GIORNO TRE – MERCOLEDI’ 12/8

Come auspicavo, il sole splende di nuovo nel cielo blu cobalto! Oggi abbiamo deciso di acquistare il biglietto per il City Sightseeing Hop On/Hop Off tour, valido per due giorni al costo di 39$ a testa. Fate attenzione poiché ci sono diverse formule e diversi tour, ma solamente uno comprende anche la visita nel Bronx; noi abbiamo cominciato a chiedere ai vari rivenditori sparsi per la città già da Central Park, e alla fine abbiamo acquistato i biglietti “giusti” in Time Square. Il nostro tour è partito, appunto, dal Bronx, con la visita allo Yankee Stadium

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per proseguire con Harlem

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Brownstones ad Harlem

e con l’Upper West Side, dove siamo scesi per incontrarci con Katia all’uscita dal lavoro e dirigerci con lei verso il polmone verde della città, Central Park, al quale abbiamo dedicato il pomeriggio, girando a piedi immersi nella frescura della lussureggiante vegetazione, ammirando la miriade di scoiattolini che lo popolano e concludendo con il canonico giro in barca a remi sul laghetto che consente di godere della vista dei grattacieli circostanti affacciati sul parco, a ricordare che si, nonostante l’incredibile pace e la tranquillità sei nientemeno che in pieno centro nella frenetica New York!

Central Park

Central Park

GIORNO QUATTRO – GIOVEDI’ 13/8

Appena mi sveglio controllo il cielo fuori dalla finestra : è azzurro e sgombro di nubi! La nostra salita sul One World Observatory oggi non incontrerà ostacoli! Ci dirigiamo immediatamente a lower Manhattan in metro, acquistiamo il nostro consueto smoothie mango-banana-fragola  per colazione e alle 9.45 in punto superiamo i controlli di sicurezza e saliamo sull’ascensore che in 60 secondi ci porta in cima all’osservatorio, mentre sulle pareti scorre un time-lapse animato che ricrea lo sviluppo dello skyline di New York dal 1500 ad oggi.

la spettacolare vista dal One World Trade Observatory

Dopo aver ammirato e apprezzato e fotografato scorci della città da ogni possibile angolazione, (peccato che da qui non si possa godere della vista di Central Park come dall’alto dell’Empire!) ed essere tornati sulla terra riprendiamo il Sightseeing e… Hop On/Hop Off…. 😀 ci giriamo anche Chinatown, Little Italy (ormai veramente little little praticamente inglobata dai cinesi), Soho, Noho e Nolita. Rientriamo in metro intorno alle 15 per una doccia veloce e un po’ di relax e alle 18 siamo di nuovo fuori, perché Katia ha organizzato una gita in barca sull’Hudson River per consentirci di ammirare anche da questo punto di vista lo skyline della City e, soprattutto, “IL” simbolo per eccellenza : la Statua della Libertà!

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Concludiamo questa magnifica giornata con una cena a base di tapas a Chelsea, alla Boqueria, dove Dario si ostina a parlare in spagnolo ai camerieri basiti, perché ha deciso che siccome mangiamo español, hablamos español! Olè 😀

GIORNO CINQUE – VENERDI’ 14/8

Oggi ci prendiamo una mezza mattinata di riposo perché gambe-piedi-schiena gridano vendetta ! Usciamo quindi in tarda mattinata e in metro torniamo a Chelsea, per visitare il Chelsea Market (un bellissimo mercato interno che occupa un intero isolato e che originariamente era una fabbrica dei mitici biscotti “Oreo”) e soprattutto la High Line, un parco lineare di circa due km. nato dalla riqualificazione di una porzione in disuso della metropolitana sopraelevata.

la High Line

la High Line

Qui per pranzo ho gustato la mia prima pizza americana, al ristorante italiano Dongiovanni, proprio di fronte alla High Line, trovandola decisamente buona! Sarà che mi mancava tanto ? 😉

Nel pomeriggio abbiamo passeggiato a ritmo decisamente blando per le stradine di Chelsea e del Village, fino ad arrivare di nuovo nella zona del Flatiron, dove abbiamo curiosato un pochino tra gli stand di Eataly, che sicuramente qui più che a Milano ha ragione di esistere, con la sua ampia offerta di prodotti d’eccellenza italiani che altrove non è semplice trovare. Rientro in subway per l’ormai consueta family dinner e il dopocena on the rooftop! Ormai non ci proviamo neanche più ad uscire.. 🙂

GIORNO SEI – SABATO 15/8

Secondo i piani originari oggi saremmo dovuti partire per Philadelphia, invece questo giorno “regalato” a New York è stato quello che nei miei ricordi è ora forse il più bello!

Avremmo voluto vedere Coney Island, ma poi l’idea di farci più di un’ora di metropolitana per vedere una spiaggia e un luna park ci ha fatti desistere. In alternativa, abbiamo deciso di noleggiare le biciclette e dirigerci verso Central Park con l’intenzione di girarlo un po’ più approfonditamente; invece nell’attraversare la 5th avenue abbiamo scoperto con piacere che era completamente chiusa al traffico e piena zeppa di gente in bici, a piedi, in pattini, in monopattino o con altri strani mezzi di trasporto improvvisati, per cui ci siamo buttati nella mischia ed abbiamo iniziato a pedalare, spesso con il naso all’insù, ammirando e apprezzando nuovamente tutto quello che avevamo scoperto nei giorni precedenti, arrivando praticamente fino a Soho! In realtà saremmo potuti arrivare sino al fiume Hudson, ma c’è da considerare che oltre all’andata c’è anche il ritorno….. per cui, nonostante il nostro entusiasmo, ad un certo punto abbiamo deciso che due ore di bici erano più che sufficienti !

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Il pomeriggio non ci siamo fatti mancare un po’ di sano shopping nell’Upper East Side, dopodiché ci siamo dedicati alla sistemazione dei bagagli, perché domattina la sveglia suonerà presto!

WASHINGTON (16/8-19/8)

Il 16 agosto di primissima mattina (le 8.00!) siamo partiti da Penn Station con il treno veloce Amtrak prenotato un paio di giorni prima direttamente sul sito www.amtrak.com , che in tre ore e mezza ci ha portati a destinazione. Purtroppo, avendo prenotato con poco anticipo, non abbiamo potuto usufruire di tariffe scontate, per cui il costo per due persone + i bagagli è stato di 246 US$, circa 220 Euro, risultato comunque decisamente più basso rispetto all’alternativa di  prenotare in loco di un’auto da riconsegnare a Washington.

A Washington abbiamo visitato esclusivamente le “tappe obbligate” ovvero il Lincoln Memorial, il Campidoglio, l’Oblisco o Washington Monument, i memoriali ai caduti della seconda guerra mondiale, della guerra in Vietnam e della guerra in Korea, e, ovviamente, la Casa Bianca.

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Il resto del tempo lo abbiamo passato a goderci i nipoti, tra un tuffo in piscina, una visita a un museo, una soffocante passeggiata a 40° con il 90% di umidità che la città ci ha riservato.

Una curiosità gastronomica locale che non avevo mai assaggiato ed ho apprezzato particolarmente sono state le CRAB CAKES, delle deliziose e croccanti tortine di granchio, che sostituiscono l’hamburger nel classico panino farcito con insalata, pomodori e salsine varie e vengono servite con le immancabili patatine fritte. Non proprio un pasto sano ma via, siamo in America e una volta ogni tanto ci sta, se no che mi massacro a fare di attività fisica tutto l’anno ? 😉

FORT LAUDERDALE (19/8-27/8)

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Il 19 agosto in serata (20.30) abbiamo lasciato Washington con il volo interno operato dalla compagnia Jet Blue (www.jetblue.com) in partenza dall’aeroporto Ronald Reagan (DCA), il cui costo anche in questo caso, dato il poco preavviso con il quale lo abbiamo prenotato, è lievitato rispetto alle nostre previsioni per arrivare ad un totale per due persone di 360 Euro, di cui 50 per imbarcare i bagagli in quanto ho scoperto trattarsi di una compagnia low-cost, pertanto nel prezzo del biglietto erano compresi solamente i bagagli a mano.

Circa due ore e mezza dopo siamo atterrati all’aeroporto Fort Lauderdale-Hollywood e con un taxi abbiamo raggiunto il nostro monolocale con cucina presso il Tropi Rock Resort, nel North Beach Village. Il “Village” è praticamente un agglomerato di una quindicina di resort molto carini, con costruzioni a due o tre piani, tipo motel, tutti dotati di piscina, con la proprietà in comune per cui, volendo, ciascun ospite poteva usufruire di tutti i servizi in comune. Se può interessare, una buona metà dei resort sono gay friendly.

Fort Lauderdale si trova a circa 35 km da Miami e la nostra scelta per la settimana conclusiva di mare era caduta su questa località in quanto, essendo già stati a Miami, volevamo un posto più tranquillo nel quale poterci rilassare godendoci la spiaggia ed il mare. In realtà la località, famosa per essere diventata meta di Spring Break degli studenti americani durante le vacanze di marzo, nel mese di agosto è anche fin troppo tranquilla, per cui la consiglio solo se non avete velleità di vita notturna che vadano oltre una cena e un drink. Il centro della “movida” notturna sono i locali intorno a Las Ojas, una delle vie principali, dove sono concentrati diversi ristorantini, pub e disco-bar che offrono birra, cocktails e musica spesso dal vivo, ma che già intorno a mezzanotte si desertificano.

Curiosità: da marzo ad ottobre le luci di spiaggia e lungomare sono spente o soffuse al massimo in quanto le tartarughe marine vi depositano le uova. Forse anche per questo motivo la vita notturna non è granché!

La spiaggia è un po’ meno grande e un po’ meno bianca di quella di Miami ed è, ovviamente, tutta libera. Il mare, nei giorni in cui lo abbiamo trovato calmo, era caldo e limpido e trasparente come ce lo ricordavamo e ci ha consentito di fare lunghe nuotate; peccato solo per la presenza, soprattutto nel pomeriggio, di parecchie alghe, portate dalle varie tempeste tropicali che ci giravano intorno.

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Abbiamo noleggiato un’auto per 4 giorni al costo di circa 150 Euro, (prenotata al momento sempre su www.enoleggio.com e ritirata presso la Dollar locale. Attenzione: se la prenotate on-line il sistema non vi consente di prenderla il giorno successivo rispetto al momento in cui la state cercando, ma solo due giorni dopo, motivo per cui i primi due giorni eravamo appiedati!), per poterci muovere comodamente e, soprattutto, per la maratona di shopping da tempo programmata presso il mastodontico outlet di Sawgrass Mills (avete presente Serravalle ? ecco, saranno almeno 10 “Serravalli” 😀 ), che già durante il nostro soggiorno a Miami nel 2008 ci aveva dato grandi soddisfazioni e che anche stavolta ha avuto il suo perché, nonostante il cambio Euro-Dollaro fosse praticamente alla pari ! 😀

Come sempre, quando sono in giro da molto, pur se entusiasta del posto in cui mi trovo, ad un certo punto inizio a sentire nostalgia di casa, del mio letto, delle mie comodità, della mia famiglia e dei miei amici ed oltretutto l’ultimo giorno ci ha riservato pioggia torrenziale e tuoni e fulmini per l’imminente arrivo della tempesta tropicale Erika, per cui non mi è dispiaciuto più di tanto dover ripartire, perché sembrava proprio che fosse giunta ufficialmente la fine dell’estate…

DCIM100MEDIA