Agosto 2016 – Ritorno a Minorca : la scoperta di una nuova isola

Complici l’attuale complicata situazione internazionale, ma soprattutto la presenza in loco del nostro amico Ennio, trasferitosi a vivere in questo paradiso terrestre ormai da otto mesi, contravvenendo a tutti i miei principi e convinzioni,  quest’anno per la seconda volta siamo tornati in un posto in cui eravamo già stati ma, grazie al fondamentale contributo della nostra personale guida menorquiña, quella che abbiamo visto è stata praticamente un’altra isola rispetto alla volta scorsa.

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Infatti, la prima volta ( Agosto 2013 – Minorca ) avevamo battuto a tappeto il sud/est dell’isola, a partire da Cala en Brut per arrivare sino a Sou Bou, mentre quest’anno abbiamo perlustrato la zona nord/ovest (Cala d’Algaiarens, Cala del Pilar, Cala Pregonda, Cala Binimel-là, Arenal de Son Saura, Platja d’en Tortuga) dedicando una mezza giornata anche a Mahon (la capitale, in cui si trova  l’aeroporto – situata al polo opposto dell’isola rispetto a Ciutadella – che fino ad ora avevamo erroneamente sottovalutato, credendola meno bella e meno vissuta di ques’ultima) ed un pomeriggio per ammirare lo spettacolare tramonto nella più turistica ma non meno bella Platja de Sant Tomàs, che si trova sulla costa sud. Fatto sta che abbiamo stabilito che non sarebbe affatto superfluo un terzo ritorno in un prossimo futuro, magari soggiornando proprio a Mahon oppure nella caratteristica Es Mercadal, molto meno turistica, posta proprio al centro dell’isola e dunque lontana dal mare ma strategica per gli spostamenti in qualsiasi direzione, per poter perlustrare anche la zona mancante del sud/ovest.

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dall’alto in senso orario: Cala d’Algaiarens – Cala Pilar – Cala Pregonda

Le cale della costa nord sono meno accessibili rispetto a quelle a sud in quanto la costa è rocciosa, caratterizzata da alte scogliere che scendono a picco verso il mare e spesso per raggiungere le spiagge occorrono lunghe scarpinate in un paesaggio incredibilmente variegato – quasi desertico, a tatti spettrale, sotto il sole cocente – che all’improvviso muta in una lussureggiante e verdeggiante macchia di pini marittimi; e quando, finalmente, dalla cima dell’ultima salita, davanti agli occhi si svela lo specchio incredibilmente azzurro, limpido e cristallino di un mare da sogno, ci si rende conto immediatamente che ne è valsa la pena. Ovviamente la maggior parte di queste spiagge non sono attrezzate e non hanno bar, docce o servizi igienici, per cui bisogna partire ben riforniti di zaino termico con acqua fresca, frutta e barrette energetiche; ma altrettanto ovviamente, nonostante l’isola ad agosto sia nel pieno della sua capacità ricettiva, spesso può capitare di ritrovarsi circondati da una sola manciata di persone e di godere di una pace e di un silenzio quasi irreali, nei quali lo sciabordio delle lievi onde che si infrangono sulla battigia la fa da padrone.

Molte di queste spiagge mi hanno ricordato fortemente le mie adorate isole Hawaii: il verde intenso della vegetazione ricca e lussureggiante sui monti che le circondano e le sovrastano, le immense spiagge semi-deserte di sabbia dorata, quasi rossa, il cielo sgombro di nuvole di un azzurro da fare male agli occhi a fissarlo e  la distesa del mare che si perde oltre l’orizzonte in tutte le sue sfumature di blu e verde, trasparente e cristallino, talmente placido a giorni da sembrare una  immensa piscina!

Naturalmente siamo anche tornati a tuffarci dalle mitiche terrazze di Cala’n Brut, a nuotare nella caraibica acqua di Cala en Bosch, a fare un bagno nella “nostra” vecchia Cala Santandria, così come ci siamo rilassati davanti “casa” nella piccola ma pittoresca Cala Blanca nelle mezze giornate in cui siamo rimasti in zona per rigenerarci tra un “Camí de Cavalls” e l’altro. Il Camí de Cavall (orgoglio della nostra guida e croce e delizia per noi 😀 ) è un sentiero che corre lungo la costa di Minorca per tutta la sua lunghezza; i 185 chilometri del sentiero, possono essere affrontati a piedi, in bicicletta o, appunto, a cavallo e rappresentano il modo migliore per andare alla scoperta delle bellezze naturali dell’isola. Il percorso si snoda attraverso zone rocciose, canaloni, torrenti, valli, zone umide e zone agricole unendo le torri di guardia, i fari e le trincee disseminati sull’isola. Attraverso il Camí de Cavalls avrete modo di osservare da vicino i numerosi ecosistemi presenti sull’isola di Minorca, dichiarata patrimonio dell’Unesco. Essendo un percorso circolare lo si può iniziare in qualsiasi punto, ma il chilometro zero si trova nel porto di Mahon. Il Sentiero è segnato con pannelli informativi ogni 50-100 metri.

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dall’alto in senso orario: Cala en Brut – Camì de Cavalls – Cala Blanca

Per non farci mancare niente, abbiamo anche affittato presso il porto turistico di Cala en Bosch una barca…. mmhhh barchetta….. mmmhhh bagnarola, dai 🙂 , di quelle che si possono condurre senza patente (per usare una frase di Dario, la nostra “velocità” in mare rispetto alle altre barche era paragonabile a quella di un Ciao in autostrada, per chi si ricorda cosa fosse  😀 ) con la quale ci siamo  goduti da un’altra prospettiva tutte le più rinomate cale e calette della costa sud, godendoci lo splendido mare senza però doverne subire l’affollamento: siamo partiti appunto da Cala en Bosch dirigendoci direttamente al punto più lontano consentitoci, ovvero Trebalùger per poi tornare indietro passando per Cala Mitjana e Mitjaneta, Cala Galdana, Cala Macarella e Macarelleta, Cala en Turqueta, Cala des Talaier, Son Saura e Son Xoriguer, con numerose soste per i bagni, ancora permettendo! 😀

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Cala Mitjana vista dal mare

 

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Platja de Son Xoriguer

SUGGERIMENTI PRATICI : Se siete amanti del mare incontaminato, della natura e prediligete vacanze rilassanti e sportive questo paradiso terrestre a un’ora e mezzo scarsa di volo dall’Italia, a prezzi ancora accessibili, fa sicuramente per voi. Ve lo sconsiglio invece se la vostra priorità è la vita notturna in quanto a Minorca ci si può concedere al massimo una buona cena e un drink con chiacchiere per terminare la serata, ma riuscire a tirare oltre la una può davvero rivelarsi un’impresa e quest’anno che la presenza di connazionali era a dir poco triplicata rispetto alla volta scorsa, ho sentito diverse persone lamentarsene (considerazione personale: mah! )

Per quanto concerne le prenotazioni, come mia abitudine anche questa volta ho fatto tutto on-line ma un po’ più tardi rispetto al solito per vari problemi personali, per cui non ho spuntato i consueti prezzi vantaggiosissimi. I biglietti aerei li ho acquistati come sempre direttamente sul sito di  Easy Jet da Milano Malpensa a Mahon, inserendo anche un bagaglio da stivare. Ho prenotato sempre su Booking.com un bell’appartamento con cucina, bagno, camera da letto e terrazzino, ben attrezzato e funzionale, con pulizie e cambio della biancheria a giorni alterni, presso il complesso VISTA PLAYA 1, in una palazzina a tre piani (per un totale di 24 appartamenti) affacciata sulla piscina con lettini e ombrelloni gratuiti, con connessione Wi-Fi gratuita  e con la possibilità di usufruire, a pagamento, di un bar e di un ristorante alla carta. Il nostro appartamento era al terzo piano con una magnifica vista sull’antistante lussureggiante vegetazione e sullo scorcio di mare di Cala Blanca, distante due soli minuti a piedi. A soli 5 minuti a piedi è inoltre situato il “centro commerciale” di Cala Blanca, con diversi minimarket, ristorantini e pub, senza considerare che la Cala stessa di sera è animatissima e molto pittoresca, con le luci dei ristoranti circostanti che si rispecchiano nel trasparentissimo tratto di mare. In effetti, rispetto a Cala Santandria, questa zona è meglio servita e dista comunque solo 10 minuti di scooter o di auto da Ciutadela.

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Scorcio del mare di Cala Blanca dal nostro terrazzo

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Vista Playa 1 a Cala Blanca

Anche questa volta abbiamo prenotato uno scooter 125 on-line, tramite la compagnia Cooltra.com, che prevede consegna e ritiro direttamente all’hotel, anche se col senno di poi avremmo forse potuto farne a meno, dato che siamo stati gentilmente scarrozzati in giro in auto dal nostro amico Ennio, il che ci ha consentito di raggiungere punti dell’isola più lontani di quelli che avremmo potuto raggiungere solo in moto. Se ci state due settimane, direi che il giusto compromesso è affittare una settimana lo scooter e una settimana l’auto.

Se aveste bisogno di consigli pratici, di indicazioni specifiche su una determinata zona o di aiuto locale per cercare alloggio, noleggiare auto o scooter o semplicemente di soddisfare qualche curiosità particolare, scrivetemi pure e vi  metterò in contatto con l’italo/menorquiño Ennio, che sarà ben contento di fornirvi assistenza, ma attenzione: se un posto si può raggiungere sia con una camminata di 10 minuti che con una di 30, state pur certi che lui vi farà fare la strada più lunga! (per meglio farvi godere di tutte le bellezze del panorama, dirà lui 😀 !!!)  Hasta lluego!

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Due giorni a Saragoza

Cosa c’è di meglio, per spezzare la solita routine e regalarsi un magico momento di evasione, di un bel volo verso la mia adorata Spagna? Avendo a disposizione solo un week end, ho deciso di prediligere una città piccolina in modo da riuscire a visitarne le principali attrattive, ritagliandomi però anche del tempo per attività più goderecce, come lo shopping e il “tapear” (la buona abitudine iberica di andar per bar, bevendo birrette fresche e gustando appetitosi stuzzichini,  le tapas appunto). Saragoza si è rivelata perfetta allo scopo!

Partenza da Bergamo Orio al Serio alle 15.30 di venerdì pomeriggio e arrivo a destinazione dopo un volo di circa un’ora e cinquanta. Ad accoglierci, purtroppo, tempo nuovoloso e vento quasi gelido : peccato, speravamo di lasciarci alle spalle freddo e pioggia ma pare non sarà così. In mezz’ora circa di viaggio sul comodo autobus della compagnia Agreda Automovil che si trova immediatamente fuori dall’aeroporto (sulla destra all’uscita dagli arrivi) al costo di Euro 1,85 a persona (il biglietto si ascquista a bordo) arriviamo al capolinea (Plaza del Carmen) in pieno centro di Saragoza, che dista solo 5 minuti a piedi dal nostro Hotel Oriente, situato in Calle del Coso e prenotato on-line sempre su booking.com al costo di Euro 108,00 per due notti in solo pernottamento. L’hotel è davvero molto carino, le camere spaziose e pulite, il personale gentilissimo e la posizione ottimale in quanto a soli cinque minuti a piedi dalla principale attrazione, la maestosa Basilica Nostra Signora del Pilar.

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BASILICA NOSTRA SIGNORA DEL PILAR

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VISTA DELLA BASILICA DEL PILAR DAL FIUME EBRO

La città è tutta un susseguirsi di angoli pittoreschi, con una miriade di basiliche, chiese e chiesette che si scoprono ad ogni voltar di angolo, tutte meritevoli almeno di una visita veloce, con tantissime piazzette ombreggiate da aranceti e olmi con gli immancabili tavolini per ristorarsi, con numerose case e palazzi in architettura Mudejar, testimonianza del’antica dominazione moresca in terra d’Aragona.

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MERCATO CENTRALE

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FONTANA DE LA HISPANIDAD

Siamo stati inoltre fortunatissimi a capitare qui durante la “Feria Medieval”, consistente in tre giorni e tre notti di feste per tutto il centro città con banchetti, rappresentazioni, mercatini con i prodotti tipici – gastronomici e non –  delle tre culture cristiana, ebrea ed araba; è stato pertanto un tripudio di spettacoli, manifestazioni, musei aperti fino ad ora tarda con ingressi ridotti o gratuiti, che non hanno potuto far altro che aggiungere ulteriore valore al nostro viaggio, già di per se entusiasmante.

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FERIA MEDIEVAL IN PLAZA PILAR

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GRIGLIATINA MEDIEVALE 😉

In genere non è mia abitudine consigliare locali e  ristoranti perché credo che i gusti in fatto di cibo siano decisamente personali e soggettivi, tuttavia questa volta voglio spendere una menzione per la PARILLA ALBARRACIN, in Plaza del Carmen, un locale dall’atmosfera accogliente e raffinata, con personale gentilissimo, ottimi piatti tipici di cucina aragonese sia di carne che di pesce, e prezzi onestissimi. Per il pranzo veloce e spartano invece il nostro preferito resta sempre e comunque 100 MONTADITOS, con le ottime baguettine calde con Jamon Serrano!

HASTA LUEGO, SARAGOZA !

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Giugno 2014 – Ibiza : San Antonio

E’ la mia seconda volta a Ibiza nel mese di giugno, la prima è stata nel 2011 nella costa sud, località Playa d’En Bossa. Questa volta invece la scelta è caduta sulla costa nord, a San Antonio,meta generalmente prescelta dai turisti inglesi.

Ibiza - San Antonio

Ibiza – San Antonio

Ibiza è un’isola davvero bellissima, come tutte le Baleari che, escludendo Formentera vista in occasione di una gita giornaliera in traghetto, ho avuto la fortuna di visitare in maniera abbastanza esaustiva. Il mare è veramente bello, ci sono tantissime calette per tutti i gusti, spiagge infinite lunghe e sabbiose, fondali rocciosi, spiaggette nascoste raggiungibili solo a piedi dopo aver scavallato le rocce a picco sul mare. Inoltre, in giugno la movida è appena ai suoi albori, per cui l’isola è ancora fruibile e godibile in piena tranquillità e le spiagge e i ristoranti non sono particolarmente affollati.

Anche questa volta, come in tutte le nostre precedenti vacanze in queste isole, abbiamo noleggiato uno scooter che ci consentisse di perlustrare ogni giorno una cala diversa, senza doverci preoccupare di alzarci presto la mattina per non rischiare di non trovare posto nei parcheggi, dato che in vacanza ci piace anche rilassarci e dormire un po’ di più se ne abbiamo voglia. Consiglio particolarmente Platges des Comptes, Cala Bassa e Cala Salada, nelle quali il mare ha delle sfumature che nulla hanno da invidiare ai fondali caraibici. Peccato solo che quest’anno il tempo non sia stato particolarmente clemente, per cui non abbiamo avuto modo di goderci lunghe nuotate perchè la temperatura del mare era ancora abbastanza bassa.

Platges des Compts

Platges des Compts

Cala Salada

Cala Salada

Cala Bassa

Cala Bassa

Abbiamo soggiornato presso Apartamentos Marian, un complesso di appartamenti con piscina interna e un bar che serviva piatti espressi 24 ore su 24, in zona abbastanza centrale, a 10 minuti a piedi dai locali, dalla spiaggia principale di San Antonio e dalla “strip” con i discopub per la serata. Abbiamo affittato un comodissimo bilocale con cucina attrezzata, ottimo per organizzarci la colazione o il pranzo veloce del mezzogiorno, mentre la sera siamo come sempre andati alla scoperta dei vari ristorantini e tapas bar (ottimo El Rincon de Pepe). Imperdibili i tramonti, al Cafè do Mar e negli innumerevoli locali limitrofi.

Tapas Bar El Rincon de Pepe

Tapas Bar El Rincon de Pepe

Con la cerveza a litros mirando la puesta del sol

Con la cerveza a litros mirando la puesta del sol

(A titolo indicativo, COSTI TOTALI PER 2 PERSONE: volo Ryan Air + Easy Jet (per comodità di orari) A/R 376,00 Euro + Apartamentos Marian solo pernottamento 326,00 Euro + Noleggio scooter Cooltra 140,00 Euro – per un totale a persona di 421,00 Euro)

Agosto 2013 – Minorca

Credo che il mio amore incondizionato per la Spagna in generale e per le isole Baleari in particolare sia ormai cosa nota; è lì lì che se la gioca con il mio numero uno in assoluto: gli States !  🙂

Ebbene, Minorca, la seconda per estensione e la più tranquilla delle quattro isole, con un turismo più orientato a soddisfare le esigenze di famiglie e di coppie, si è decisamente aggiudicata nella mia personalissima classifica lo scettro di regina delle Baleari: un’isola da sogno, con scorci di mare che nulla hanno da invidiare ai fondali caraibici, spiagge stupende, porticcioli pittoreschi, il bianco delle case che contrasta con il blu del cielo e del mare cristallino. Non a caso è stata nominata Riserva della Biosfera: una natura mozzafiato è qui padrona incontrastata, con tutta la sua forza e il suo splendore. Si passa dalle bianche e lunghe spiagge al Parco Naturale, alle pinete, alle riserve naturali marine, alle grotte terrestri. Il tutto impreziosito da un mare dall’incredibile colore verde-azzurro.

Splendidi edifici, attraenti ville e misteriosi siti preistorici concorrono a rendere Minorca semplicemente unica e scintillante. L’Architettura araba e quella medioevale si sposano perfettamente nell’affascinante città di Ciutadella, l’antica capitale dell’isola posta nella parte occidentale. Da esplorare a piedi, Ciutadella è un posto completamente diverso da qualsiasi altro sull’isola: piccole piazze, palazzi sontuosi, antichi monasteri, chiese, gallerie d’arte, negozi, bar e ristorantii la rendono particolarmente affascinante. Imperdibile il porto vecchio che si trova sotto le mura della città vecchia e che di sera diventa un’appendice all’aperto dei numerosi ristoranti qui presenti, consentendo di cenare in riva al mare immersi in un’atmosfera resa incredibilmente romantica dalle torce accese sulle terrazze dei bar e dei discopub che circondano tutto il porto.

Ciutadela

Ciutadela

Il porto

Il porto

il porto in notturna

il porto in notturna

Ma veniamo ai suggerimenti pratici! 😉  Ho prenotato, come sempre con almeno un paio di mesi di anticipo e come sempre direttamente sul sito della compagnia aerea, i biglietti A/R da Milano Malpensa a Mahon (l’attuale capitale, posta all’estremità orientale dell’isola) con Easy jet (Euro 283,00 a testa, comprensivi di imbarco prioritario, scelta dei posti in prima fila e un bagaglio da stiva a testa). Sempre on-line (www.shuttlemenorca.com) ho acquistato i biglietti per il trasferimento in autobus da Mahon a Cala Santandria (Euro 21,00 a testa A/R per una cinquantina di chilometri, in quanto Mahon e Ciutadella si trovano esattamente agli antipodi), dove si trovava il nostro appartamento, al Club Cales de Ponent, prenotato sempre su Booking.com (Euro 1.600,00 totali x 2 settimane per un appartamento con cucina, bagno, due camere da letto e balcone, con pulizie e cambio della biancheria a giorni alterni, inserito all’interno di un bellissimo complesso di costruzioni a due piani, affacciate sulla piscina oppure sui curatissimi giardini, con una bella terrazza solarium arredata con lettini e ombrelloni gratuiti, zona connessione Wi-Fi gratuita, e possibilità di usufruire, ovviamente a pagamento, un bar e di un ristorante a buffet , che abbiamo provato un paio di sere in cui eravamo particolarmente provati dalla giornata e non avevamo voglia né di uscire a cena né tanto meno di cucinare e devo dire che, per il prezzo fisso di 15 Euro a testa, è davvero consigliabile, soprattutto la carne e il pesce grigliati al momento su richiesta!). Il club dista 100 metri dall’ottima spiaggia attrezzata di Cala Santandria, 10 minuti a piedi dal centro di Cala Blanca e 2 km circa da Ciutadella ed è ottimamente servito da numerosi minimarket, supermarket e discount nei dintorni.

Cales de Ponent - la zona piscina

Cales de Ponent – la zona piscina

Cala Santandria

Cala Santandria

Per i nostri spostamenti sull’isola abbiamo, come sempre, preferito lo scooter rispetto all’auto (anche se il costo in questo caso era addirittura maggiore!) in quanto ci consente maggiore libertà di movimento, non essendo vincolati alla disponibilità dei parcheggi nelle varie calette, che il mattino si esauriscono molto rapidamente.  Anche questa volta lo abbiamo prenotato on-line con l’ottimo servizio della compagnia locale Cooltra.com, che prevede consegna e ritiro direttamente all’hotel, al costo totale di Euro 450,00 per due settimane.

Anche stavolta abbiamo girato parecchio, ogni giorno alla scoperta di una nuova caletta e alcuni giorni addirittura una il mattino e una il pomeriggio, soprattutto quando siamo rimasti nei dintorni di Ciutadella. Le più belle, a mio avviso, si sono rivelate, nell’ordine: Cala en Brut, dove non c’è spiaggia, solo rocce terrazzate, acqua spettacolarmente trasparente e cristallina, circondata da rocce a picco sul mare che danno la sensazione di nuotare in un fiordo 🙂 ; per chi come me non si tuffa, c’è comunque la possibilità di scendere in acqua tramite apposite scalette in ferro tipo quelle delle piscine, attaccate  alle rocce per poter poi risalire.

Cala 'n Brut

Cala ‘n Brut

Cala 'n Brut

Cala ‘n Brut : che ve lo dico a fare…. il pazzo che si sta tuffando di testa dopo avermi assicurato che non lo avrebbe mai fatto è Dario … 😉

Poi Cala en Bosh, fondale azzurrissimo e trasparente come se si nuotasse in piscina, caraibica! 🙂

Cala 'n Bosch

Cala ‘n Bosch

E cosa dire di Macarella, e dell’impareggiabile Macarelleta, raggiungibile dopo una sessione di trekking a “scollinare” il promontorio che le divide ? 🙂

Macarella

Macarella

Macarelleta

Macarelleta

Senza parlare di cala Mitjana, per raggiungere la quale occorre una camminata di una mezz’oretta buona immersi nella pineta, e di Mitjaneta, che stavolta abbiamo raggiunto a nuoto per evitare un altro scollinamento… 🙂

Cala Mitjiana

Cala Mitjiana

Senza tralasciare Cala En Turqueta, Son Saura, Cala Blanca e, last but not least, la favolosa Son Bou, che con i suoi 3 chilometri di sabbia dorata è la spiaggia più lunga dell’isola, con un fondale che digrada moooolto dolcemente, ideale per chi viaggia con bambini.

l'acqua incredibilmente trasparente di Son Bou

l’acqua incredibilmente trasparente di Sou Bou

Agosto 2012 – Magica Andalusia

Un orizzonte ampio e senza punti di riferimento in cui solo un sole accecante e prepotente fa da limite all’infinito, case candide con cornici d’oro, fiori variopinti che coprono i cortili, paesini bianchi arroccati come un presepe vivente, profumo di agrumi, di fiori d’arancio e di olio, distese sconfinate di uliveti nel brullo paesaggio circostante, torri dorate, moschee, chiese, patii fioriti e il suono del flamenco sopra ogni cosa …. questa era l’Andalusia che sognavo, e questa è stata esattamente l’Andalusia che ho trovato!

La regione che, più delle altre, ha sempre rappresentato nel mio immaginario la Spagna intera, ponte tra due continenti, l’Europa e l’Africa, punto di incontro tra due mari, l’Oceano Atlantico e il Mediterraneo, caleidoscopico contenitore di culture diverse, la cui caratteristica principale è la contraddizione. Ogni angolo del suo territorio è segnato dalle diversità: le bianche cime della Sierra Nevada che circondano Granada e le calde valli del Guadalquivir che attraversa Cordoba e Siviglia, lo struggimento e la passione del flamenco, la forza e il sangue nella corrida, gitani e toreri, lo sherry ma anche le olive e i limoni. E’ il passaggio da una maestosa cattedrale cristiana a un antico palazzo arabo, è lasciare paesini immoti costituiti da una manciata di casette bianche per poi incontrare all’improvviso città moderne piene di luci. E’ una terra con un fascino senza tempo.

Per viverla appieno bisogna ammirare i suoi tramonti, perdersi nei dedali delle sue viuzze, cercare ristoro all’ombra di un aranceto tra le piazzette assolate, girovagare per le vie animate del centro o degli antichi quartieri. Ma, soprattutto, bisogna apprendere l’arte di godersi la vita, apprezzarne il ritmo lento e sonnacchioso, tra chiacchiere e tapas, musica, canti e balli sfrenati. L’Andalusia è luce e colore, è il sole di un giorno d’estate ed è il calore di chi ci vive. Ognuna delle sue città attrae mescolando arte, storia e cultura e rappresentando un simbolo delle religioni che si sono susseguite nella penisola iberica: quella araba raffigurata dalla maestosa Alhambra di Granada, quella cattolica dalla Cattedrale di Siviglia e quella ebraica dalla Sinagoga nel quartiere della Juderia di Cordoba.

Abbiamo dedicato le due settimane centrali di agosto a questo bellissimo viaggio : certo, agosto non è il mese migliore a causa del caldo asfissiante e delle temperature proibitive (a Cordoba nel pomeriggio abbiamo toccato punte di 48° ! ) ma se questo è l’unico periodo dell’anno in cui si possono prendere ferie, ci si adegua 😉 Abbiamo, come sempre, prenotato tutto on-line da casa: volo A/R con Easy Jet, auto con Enoleggio e gli hotel con Booking. Siamo atterrati a Malaga, forse la più moderna delle città Andaluse, alla quale abbiamo dedicato il giorno dell’arrivo, poi siamo stati due giorni a Granada, due a Cordoba, tre a Siviglia, sei giorni di relax a Cadice e l’ultimo giorno di nuovo a Malaga, dalla quale siamo ripartiti.

Malaga

Avevamo davvero tanta voglia di mare, per cui il primo giorno di vacanza ce lo siamo goduto in spiaggia, alla Malagueta, insieme al primo fritto di pesciolini in un chiringuito ubicato direttamente sulla spiaggia. Per la serata invece abbiamo gustato il primo “pulpo alla gallega” e la prima paella in un caratteristico ristorante nelle viuzze del centro in festa per la “Feria”, approfittandone per dare un’occhiata alla Cattedrale e agli sfavillanti viali alberati adornati di fontane della zona più moderna.

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Playa La Malagueta

La mattina successiva segna l’inizio del viaggio vero e proprio, attraverso colline brulle caratterizzate da filari ordinati di uliveti e paesaggi desertici puntinati qua e là dalle casette bianche di qualche piccolo agglomerato urbano, sotto un sole già caldissimo sin dalle prime ore del mattino.

Granada

Sognavo in maniera particolare Siviglia, e le scale arabe da scendere per incontrare questa magnifica città (parafrasando una canzone di Miguel Bosé) ed ho invece scoperto Granada, bianca città di gitani, che mi ha rapito il cuore. Montagne e fiumi fanno da scenario a questa città “preciosa” dove la dominazione araba ha lasciato un’eredità architettonica fantastica. Granada era la più splendida fra le città della Spagna antica ed oggi vanta la presenza di uno dei massimi capolavori dell’arte e dell’architettura islamica: l’Alhambra, il palazzo dei sultani. L’Alhambra è  una vera città murata ed è di una bellezza mozzafiato. Considerata uno dei patrimoni dell’umanità era in pratica una città nella città, dotata di moschee, scuole, botteghe e quant’altro servisse ai suoi abitanti. Consiglio vivamente di acquistare on-line con grande anticipo i biglietti d’ingresso (io l’ho fatto a maggio!) altrimenti è praticamente impossibile riuscire a visitarla in quanto gli ingressi giornalieri sono a numero chiuso; la visita occupa almeno mezza giornata!

A Granada abbiamo alloggiato nel quartiere storico dell’Albayzin, proprio ai piedi dell’Alhambra: dalla Plaza de Santa Ana la via del Darro scorre lungo il fiume (il Darro appunto) e giunge al Paseo de los Tristes, lasciandosi progressivamente alle spalle la città moderna e attraversando semplici ponticelli di pietra che collegano le due famose colline dell’Alhambra e dell’Albaicín.

Sicuramente il nostro soggiorno in questa splendida città è stato magnificato dalla scelta dell’Hotel Casa Morisca, che offre una sistemazione unica all’interno di una nobile casa morisca, appunto, che risale alla fine del XV secolo e che offre una vista meravigliosa sull’Alhambra, permettendo nel contempo di raggiungere facilmente, anche a piedi, il centro della città.

Anche la parte più moderna della città è indubbiamente molto pittoresca e particolare, permeata da reminescenze di antichi splendori arabi, ebraici e cattolici, con numerosi edifici in stile nazari, i bagni arabi, la grande Cattedrale rinascimentale risalente al 16° secolo e numerose bellezze storico-architetturali che testimoniamo più di mille anni di storia. Vanta inoltre una vivace movida universitaria che movimenta le serate con talentuose esibizioni canore, musicali, e con improvvisate pièce teatrali. Davvero a malincuore l’abbiamo lasciata dopo soli due giorni per dirigerci verso la prossima meta.

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Hotel Casa Morisca – la hall

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Hotel Casa Morisca – particolare di un ballatoio

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la maestosa vista dell’Alhambra dalla via dell’hotel

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vista dall’Alhambra

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Granada vista dall’Alhambra

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… sempre visitando l’Alhambra …

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Patio de Los Leones

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vista sull’Albayzin

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ancora l’Alhambra vista dal Paseo de Los Tristes

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Paseo de Los Tristes

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piazzetta nell’Albayzin

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ancora l’Alhambra, vista dal Mirador San Nicolao

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i vicoletti dell’Albayzin

Cordoba

Cordova, come la chiamano i locali, è stata un’altra bellissima scoperta, a condizione di non lasciarsi scoraggiare dal caldo umido che la soffoca (non per niente è soprannominata la “padella di Spagna”), cosa non facile dopo essere stati coccolati dalla fresca brezza con la quale la Sierra Nevada refrigerava le serate di Granada. Sebbene siano lontani i fasti vissuti ai tempi della dominazione araba, Cordoba è una città dinamica e fiera del suo passato glorioso; è un’esplosione di conventi, chiese, campanili barocchi, piazze di azulejos e aranci, eredità romane, arte mudéjar, palazzi patrizi che hanno decorazioni e patios in grado di fare concorrenza a quelli, più famosi, di Siviglia e tramonti infuocati sullo skyline di cupole e tetti. Molto pittoresco il quartiere della Juderia, l’antico ghetto ebraico, e in particolare Calleja de las Flores, una viuzza traboccante di vasi di fiori variopinti appesi alle pareti delle case.

Per coglierne appieno la vitalità e tutti gli aspetti è indispensabile uscire dal recinto che delimita la zona più turistica, al di fuori del quale pulsa una città meno monumentale, ma molto viva, che ha per epicentri il moderno viale di fronte alla stazione e la zona compresa tra plaza de las Tendillas e plaza de la Corredera.

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vista di Ponte Romano, Mezquita e Cattedrale dalla nostra camera

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vista notturna

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Puerta del Ponte

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la morisca Plaza del Triunfo

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Patio de Los Naranjos

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particolare della Mezquita

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campanile della Mezquita

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Calleja de Las Flores

Siviglia

Siviglia non ha certo deluso le mie aspettative e vi conquisterà il cuore, statene certi, con le imponenti testimonianze del suo passato, il suo presente frizzante, gli aromi, i suoni e gli scorci da favola, ma soprattutto per il famoso modo di vivere andaluso: gli abitanti dell’elegante città dorata vivono intensamente le tradizionali passioni spagnole come le tapas, il vino, la birra, le corride, il flamenco, la movida e le feste. L’atmosfera qui è magica ogni sera, la gente è allegra, elegante e rilassata, e ama divertirsi e trascorrere la notte nei numerosi locali della città: tapas bar, ristoranti, pub e discoteche.

Abbiamo avuto l’ottima idea di alloggiare all’Hotel Bécquer, situato in una posizione invidiabile nel pieno centro storico della città, con la Cattedrale, la Giralda e il Barrio di Santa Cruz a meno di cinque minuti a piedi da un lato e il Barrio di Triana, caratterizzato dalla vivace movida serale, dall’altro.

Il quartiere più tipico della città è, appunto, il Barrio de Santa Cruz,  sede anche dell’antico ghetto ebraico prima della cacciata degli ebrei da parte dei re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona alla fine del 1400. Per il primo assaggio della città si può iniziare da qui, vagando per stradine strette dall’aspetto arabo, con basse case bianche e gialle ornate di piante di rose e altri fiori, case che si fronteggiano come guerrieri alti fino al cielo, con le caratteristiche griglie di ferro alle finestre e i balconi fioriti, abbellite da cortili che sono l’emblema romantico dell’Andalusia stessa. Vivaci le tante piazzette, locali a non finire, ristoranti e bar specializzati in tapas.

Abbiamo girato in lungo e in largo, a piedi e con le biciclette gentilmente messe a disposizione dall’hotel, riempiendoci gli occhi per la raffinatezza e la bellezza dei mosaici dell’imponente Piazza di Spagna, all’interno del rigoglioso e rinfrescante Parco di Maria Luisa; spingendoci fino al quartiere della Macarena, nella cui Basilica è custodita l’immagine della Vergine Speranza Macarena, che viene portata in processione per la città durante la Semana Santa, nel periodo di Pasqua, che pare sia il periodo migliore, anche climaticamente parlando, per visitare la città. Abbiamo apprezzato particolarmente (forse per la frescura che ci ha accolto all’interno delle spesse e antiche mura) la visita alla Plaza de Toros, con la dettagliata spiegazione in inglese e spagnolo di una simpaticissima e solertissima ragazza spagnola! E poi abbiamo perlustrato palmo a palmo più di una volta le stradine del Barrio di Santa Cruz, stupendoci ogni volta per l’ottima idea di posizionare dei tendoni (las tendillas 🙂 ) appesi ai cornicioni da un lato all’altro delle strade per ombreggiarle; abbiamo ammirato il ponte di Calatrava, la Torre dell’Oro, la Cattedrale, la Giralda, San Pedro e San Jorge ed il Metropol Parasol, una struttura in legno con anima in cemento costruita nella centralissima piazza della Incarnazione. Ci siamo immedesimati nell’atmosfera pigra e rilassata della città godendoci una Jarra (Dario) o una cana (io) di birra fresca insieme a qualche tapa; io mi sono fatta tentare, nonostante il caldo, dalla tipica colazione sivigliana composta da cioccolata calda e churros fritti (che ho digerito intorno alle due del pomeriggio 😦 ); abbiamo cenato a base di paella a Triana sulla riva del Guadalquivir e abbiamo concluso le nostre serate al Coyote Beach, un ameno disco-bar con sabbia bianca riportata, sempre sulla riva del fiume, che faceva tanto mare!

Anche da Siviglia il momento del commiato è stato difficile, ma mitigato questa volta dalla consapevolezza che FINALMENTE, dopo tutto il caldo patito, ci saremmo diretti verso il tanto agognato mare !!! 🙂

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la Plaza de Toros

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Torre del Oro

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San Jorge

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Barrio de Triana

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la favolosa Plaza de Espana

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la Giralda

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Barrio de Santa Cruz

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La Macarena

Cadice

Cadice è una graziosa città costiera arroccata su un promontorio sull’Oceano Atlantico che vanta un importante porto, molti musei, monumenti, e un centro storico affascinante avvolto dal mare. La città vecchia si trova su una penisola, è dominata dall’imponente cupola della Cattedrale ed è famosa per il suo fascino pittoresco dovuto ai molti edifici nobiliari e al labirinto di stradine che risalgono al Medioevo che si aprono su piazzette punteggiate da bar e ristorantini, dove gustare dell’ottimo pesce accompagnato da ottimi vini.

Qui ci siamo più che altro rilassati, a parte una gita giornaliera a Zahara del Los Atunes, un bellissimo paesino sulla costa in direzione est, una puntatina veloce a Tarifa, ventoso paradiso dei surfisti, e uno sguardo alla costa africana che sembra quasi di poter toccare nei pressi dello Stretto di Gibilterra o del faro di Trafalgar.

Purtroppo il mare non era quello che ci aspettavamo, ne siamo rimasti abbastanza delusi e ci siamo resi conto che visitare Cadice ma soggiornare a Zahara de Los Atunes sarebbe stato decisamente meglio, consiglio che giro spassionatamente a chi dovesse trovarsi ad organizzare un giro simile 😉

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la spiaggia, con vista sulla città vecchia

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le mura della città vecchia

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lungomare nella città vecchia

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la puesta del sol !

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Playa de Zahara de Los Atunes

Malaga

Per l’ultimo giorno siamo tornati a Malaga dove, non essendo stati particolarmente entusiasmati dall’hotel nel quale avevamo soggiornato all’arrivo, avevamo deciso di disdire l’ultima notte, prenotandola on-line sempre su booking e cercando a questo punto, per comodità, un hotel vicino all’aeroporto per il mattino successivo. Stavolta devo fare un plauso a Dario che ha scelto l’Hotel Malaga Picasso, praticamente una bellissima villa con una decina di camere e un fantastico lussureggiante giardino con piscina, nel quale abbiamo passato pressoché tutta la giornata, dopo aver dato un’occhiata all’affollatissima e rumorosa spiaggia antistante l’hotel.

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Hotel Picasso

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hotel Picasso – relax in giardino

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… i cartelli sono praticamente il riassunto del nostro viaggio…. 😉

Davvero un’ottima conclusione per un fantastico viaggio, che sognavo da tempo e che, mare a parte, ha realizzato perfettamente tutte le mie più rosee aspettative !

Come sempre, sono a disposizione per maggiori delucidazioni o per info sui costi o sugli hotel. 🙂

Giugno 2011 – Ibiza Playa d’En Bossa

A causa degli attentati dello scorso marzo in Egitto, della temporanea chiusura dei voli e dello sconsiglio a partire della Farnesina, abbiamo saltato la nostra settimana di vacanza invernale, per cui ci ritroviamo a giugno con una voglia di mare a dir poco pazzesca! ….E’ davvero facile assuefarsi alle buone abitudini… 😀

Fatto sta che, girovagando un po’ sul web e facendo due conti, mi rendo conto che potremmo farci una settimana alle Baleari più o meno con lo stesso budget che avremmo destinato a Sharm. Detto, fatto: convertiamo l’ormai consueto weekend di compleanno di giugno in una settimana di vacanza. Destinazione: IBIZA, LA ISLA BLANCA !

Conosciuta principalmente come tempio della perdizione per via dei suoi locali notturni e della movida che la anima nei mesi estivi, Ibiza a inizio stagione è un vero angolo di pace e vi rivela la sua anima selvaggia e rilassata attraverso le spiagge di sabbia bianca o dorata, accarezzate dolcemente da un mare che più cristallino non si può. Me ne innamoro subito, appena atterriamo all’aeroporto in una tiepida e luminosa serata di metà giugno.

In 10 minuti di taxi raggiungiamo gli Aparthotel Jabeque a Playa d’En Bossa, dove ci viene assegnato un appartamento con balcone con una vista mozzafiato sul mare antistante e sulle luci della città vecchia di Ibiza, o Eivissa come viene chiamata dai locali. Intorno a me regna la tranquillità più assoluta, mi godo il profumo del mare misto alle fragranze della vegetazione dell’isola; il mio sguardo si perde all’orizzonte e cullata dal suono del mare e dal riflesso argenteo della luna la mia anima vola libera da ogni pensiero.

vista dalla camera

vista dalla camera

vista di Ibiza

vista di Ibiza città vecchia

Le romantiche luci della città vecchia

Le romantiche luci della città vecchia

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La mattina successiva non appena entriamo in possesso dello scooter prenotato on-line tramite l’efficientissima compagnia locale Cooltra, che ce lo consegna direttamente in hotel, non perdiamo un attimo di più e incominciamo la nostra perlustrazione dell’isola e delle splendide calette: Il mare è sicuramente il suo punto di forza, azzurro, limpido, trasparente e pulitissimo. E poi ci sono le immense spiagge bianche, le scogliere densamente ricoperte da alberi di pino, i mandorli in fiore e la campagna disseminata di uliveti e boschi lussureggianti. Una natura che circonda caratteristici villaggi di pescatori, piccole cittadine con un fascino tutto particolare, con le tipiche casette dipinte di bianco e giallo, sospese in un tempo senza tempo, che richiamano alla memoria immagini dei libri di Cervantes, o dei telefilm di Zorro nei torridi e assolati pomeriggi estivi dell’ infanzia, o ancora reminescenze lontane di isole greche.

Nella costa sud occidentale abbiamo apprezzato le famose spiagge di Las Salinas, nota per essere preferita dai nudisti, e di Es Cavallet. In prossimità di Ibiza si distinguono invece Playa Talamanca (a soli 2 km dalla città e conosciuta per le numerose strutture di servizio turistico e ricettivo e nella quale abbiamo gustato la nostra prima, ottima, paella direttamente con i piedi nella sabbia 🙂 ) e Playa Figueretas, davvero a una manciata di minuti dal capoluogo.Nella costa meridionale la più spettacolare è senza dubbio Cala Tarida, attrezzatissima ma anche molto affollata, con un mare che non ha nulla da invidiare ai litorali sardi.Nella costa orientale, invece, abbiamo apprezzato tantissimo l’immensa Cala Llonga. Avendola praticamente sotto casa abbiamo trascurato completamente Platja d’en Bossa, molto grande e caratterizzata da un numero incredibile di infrastrutture ricettive e di ristorazione e molto movimentata già dal tardo pomeriggio con l’inizio dell’happy our nei vari “fashion beach club”, tra i quali il più famoso è l’Ushuaia.

Cala Tarida

Cala Tarida

Cala Tarida

Cala Tarida

Cala Llonga

Cala Llonga

Abbiamo fatto anche una gita giornaliera in traghetto a Formentera, apprezzandone particolarmente le spiagge di Illetes e Es Pujols dove tuttavia vi raccomando vivamente di non pranzare al ristorante della spiaggia se non volete farvi spennare come dei polli, come abbiamo invece fatto noi. 😦

Mi sento invece di spendere una parola per l’ottimo servizio del motonoleggio Cooltra, al quale abbiamo chiesto l’autorizzazione per poter traghettare con la moto e che invece ci ha favoriti sospendendo per un giorno il noleggio ad Ibiza, mettendoci a disposizione un mezzo equivalente a quello da noi noleggiato presso la loro sede di Formentera, che si trova esattamente di fronte al molo di arrivo dei traghetti, consentendoci così di risparmiare notevolmente sul costo del traghetto stesso.

Formentera

Formentera

Formentera

Formentera

Ho apprezzato veramente tantissimo questo assaggio d’estate e di vacanza “fuori stagione” e credo proprio che l’esperienza verrà ripetuta mooolto presto, lavoro permettendo!

Tra le cose assolutamente da non perdere durante una visita ad Ibiza suggerirei quindi: 1) il tour delle innumerevoli e spettacolari spiagge; 2) la visita a Ibiza città, con scarpe comode alla scoperta delle antiche fortificazioni  storiche dalle influenze fenicie, cartaginesi e romane; 3) mangiare pesce fresco e paella nei vari chiringuitos, a piedi nudi nella sabbia;4)  immergersi almeno una sera nella pazza movida notturna di Eivissa; 5) prendere il traghetto e passare una giornata a Formentera (il biglietto è sui 30€ a persona andata e ritorno); 6) girare per l’isola anche senza meta, ammirandone gli stupendi scorci panoramici e assaporandone ogni angolo e carruggio.

(A titolo indicativo, COSTI TOTALI PER 2 PERSONE: volo Easy Jet A/R 248,00 Euro + Aparthotel Jabeque mezza pensione 535,00 Euro + Noleggio scooter Cooltra 137,00 Euro – per un totale a persona di 460,00 Euro)

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Ottobre 2010 – Barcellona in due giorni e mezzo

Come avrete sicuramente capito, adoro il mare e mi manca sempre tantissimo…. ragion per cui quest’anno per il mio “birthday weekend” decido di abbinare la visita di una città alla vista del mio amato mare, quindi la scelta cade su Barcellona.

Il volo è con Ryan Air, sempre ad un ottimo prezzo (42 Euro cad. A/R), per una durata di circa un’ora e mezza, più un’ora di trasferimento in navetta perché l’aeroporto di Girona sul quale sul quale si appoggia Ryan Air si trova a circa 100 km. da Barcellona. Arriveremo a Barcellona il sabato in tarda mattinata e ripartiremo lunedì sera, per cui avremo a disposizione due giorni e mezzo. Per l’hotel ho deciso di optare per una zona abbastanza centrale, ma di non stare direttamente sulle ramblas, per avere un po’ più di tranquillità soprattutto di notte, per cui ho scelto il “Paseo de Gràçia”, uno dei più importanti viali della città, grazie anche alle opere di architettura modernista di Gaudì, Domènech Montaner tra gli altri. Il viale collega Plaça Catalunya (che si trova praticamente all’inizio delle ramblas) con il quartiere di Gràçia, che è il centro residenziale dell’alta borghesia cittadina, ed è qui che sono presenti i negozi dei più importanti marchi di abbigliamento internazionale. Siamo stati particolarmente fortunati (devo dire che ci capita spesso 🙂 ) perché l’hotel da noi scelto (un due stelle carino e pulito, ma niente di che) era in overbooking, per cui ci hanno riposizionati in un tre stelle della stessa proprietà, a due portoni di distanza, recentemente totalmente ristrutturato e davvero molto bello, peraltro a due passi dalla famosa Casa Pedrera (Actual Hotel); il tutto a 140,00 Euro totali per due notti.

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Casa Pedrera

Avevo consultato prima di partire le previsioni del tempo che, purtroppo, preannunciavano pioggia (ecco, in questo ultimamente non siamo molto fortunati 😦 ) per cui abbiamo deciso di sfruttare il sole che ci ha accolti al nostro arrivo godendoci un tour completo della città con il bus turistico sightseeing – con partenza da Plaça de Catalunya passando per il Passeig de Colom e il monumento a Cristoforo Colombo, il Sagrat Cor, la Torre Agbar, l’Arco di Trionfo, Plaça d’Espanya – per avere una prima infarinatura generale che non fa mai male 😀

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vista sulla città

Dopodiché, tornati a Plaça de Catalunya ci siamo incamminati nel delirio delle ramblas tra bancarelle, artisti di strada, venditori ambulanti e ciarlatani vari e, dopo una veloce doccia ristoratrice, la sera ci siamo recati con l’efficientissima rete metropolitana alla “Marisqueria La Paradeta de Sagrada Familia” (Passatge de Simó nr. 18). Trattasi di un OTTIMO locale per mangiare pesce a prezzi davvero contenuti, che avevo scovato curiosando sul blog di un italiano trasferitosi a Barcellona. Generalmente non è mia abitudine dare indicazioni e suggerimenti sui ristoranti in quanto penso che i gusti siano totalmente soggettivi, ma questa volta farò un’eccezione in quanto il posto è davvero particolare: non si accettano prenotazioni (noi abbiamo fatto una mezz’oretta di fila fuori) ed è molto spartano (tovagliette di carta, niente camerieri, vassoi tipo mensa); si entra, si sceglie tutto il pesce che si vuole direttamente dal banco sul quale è esposto (tipo mercato del pesce), si sceglie il tipo di cottura (alla griglia, fritto o in padella), si scelgono le bevande, si paga alla cassa e ci si siede ad un tavolo a caso in attesa che venga chiamato il proprio numero per andare a ritirare l’ordinazione direttamente dalla cucina.Se non si ordina per golosità l’intero Mar Adriatico, come abbiamo fatto noi, si può uscire anche con 10/15 Euro a testa. Noi ne abbiamo spesi circa 20 per una quantità incredibile di cozze, astice, pesciolini fritti, calamari alla griglia, vongole e cannolicchi, che abbiamo poi condiviso con i simpatici americani vicini di “mesa” con i quali abbiamo socializzato; perché il bello dell’informalità del posto è anche questo, che si socializza immediatamente con gli improvvisati commensali 🙂

La domenica mattina ci siamo svegliati, come da previsioni, sotto pioggia torrenziale, per cui abbiamo deciso di andare al Maremagnum, un centro commerciale che si trova nella zona del porto, sulla Rambla do Mar, per curiosare e toglierci qualche sfizio! Verso l’ora di pranzo il cielo si è schiarito un pochino e la pioggia è diminuita, per cui siamo tornati a girovagare nelle ramblas, visitando la cattedrale e scovando una trattoria molto caratteristica per sfamarci con tapas e ottime tortillas.

Dopo pranzo abbiamo preso la metro e ci siamo diretti verso il Camp Nou ma, ahimè, nonostante non ci fossero partite in previsione, abbiamo scoperto con disappunto che la domenica non si possono effettuare visite, per cui abbiamo rimandato il giro al giorno successivo e, nel frattempo, abbiamo deciso di girovagare nei dintorni, dove ci sono bellissimi locali e un grande parco. Per la cena siamo tornati sul lungomare, stavolta all’aperto nonostante un po’ di umidità, in uno dei locali che avevamo intravisto durante la nostra visita mattutina.

Anche il lunedì mattina ci ha accolti la pioggia, per cui siamo tornati al Camp Nou per il tour completo di stadio, spogliatoi, museo e cittadella sportiva, prendendocela con molta calma e tornando verso il centro solo nel pomeriggio per un ultimo saluto ai bellissimi viali quartiere Graçia e alle ramblas e verso le sette di sera abbiamo ripreso, esausti, la navetta per l’aeroporto.

A presto, Barcellona, torneremo magari in estate, per goderci il Parco Güell, il Montjuic e tutto quanto non siamo riusciti a vedere questa volta e….. magari farci pure un tuffo alla Barcelloneta ! 😀

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La Barcelloneta

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Plaça de Catalunya

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il palazzo della capitaneria di porto