Ottobre 2018 – tre giorni ad Alicante

Se avete voglia di un weekend di sole e mare per crogiolarvi ancora un po’ nell’illusione di un’estate infinita, mentre da noi l’autunno e i suoi colori si fanno inesorabilmente largo, allora Alicante è il vostro posto ! Le enormi spiagge, in ottobre peraltro quasi deserte, valgono sicuramente il viaggio! Noi abbiamo fatto 3 giorni pieni : siamo partiti da Bergamo con volo Ryanair alle 7.00 di sabato mattina (e alle 11.00 eravamo già arrivati in hotel) e  siamo ripartiti martedì mattina con il volo delle 9.55! Dall’aeroporto Alicante-Elche, che si trova a circa 11 km. dal centro della città, abbiamo utilizzato all’andata il bus C6, che parte circa ogni 20 minuti dall’aeroporto, nella zona antistante gli arrivi  (i biglietti si fanno a bordo) e lascia alla Puerta del Mar, dove si trovano numerose linee di bus in coincidenza per le varie zone della città; al ritorno invece, essendo mattina presto, per evitare inconvenienti abbiamo chiamato un taxi in hotel (il cui costo fino all’aeroporto è stato di circa 18 euro per un quarto d’ora di strada).

Il nostro hotel Albahia era in una posizione abbastanza comoda : a 2 fermate di bus dalla Puerta del Mar, e a 5 minuti a piedi dalla Playa de Albufereta. Le camere superior sono molto belle, pulite e spaziose, con un bel terrazzino fronte mare, ma purtroppo l’hotel occupa i primi due piani di un orrido “mostro ecologico” alto, lungo e largo, (tipico esempio dell’edilizia  selvaggia degli anni ’70) per cui da fuori non è un gran bel vedere;  oltretutto le camere standard affacciano su un muro interno e sulla parete scoscesa della montagna antistante, quindi se ci andate optate DECISAMENTE per le superior, sennò vi viene la tristezza infinita ! 😉

Molto belle sia la Playa de Albufereta

che la Playa de Postiguet, molto amata dagli alicantini, nel pieno centro storico, sotto al Castello di Santa Barbara che domina la città, e proprio alla fine della Explanada d’Espana

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Playa del Postiguet

Tuttavia l’unica spiaggia attrezzata con lettini e ombrelloni da noleggiare (non so se perché si era praticamente a fine stagione o meno) era la Playa de San Juan, la più conosciuta e apprezzata della città, circa 8 km di sabbia fine e chiarissima, costeggiata per tutta la lunghezza da palme, ristoranti, bar e localini, raggiungibile dal nostro hotel in una manciata di fermate di bus, come praticamente tutto ad Alicante.

Debbo dire che la rete di trasporti urbani è davvero comoda, ben fornita, con passaggi frequenti; il biglietto si fa direttamente a bordo al costo di Euro 1.35 a corsa a persona e solo la sera, più che altro per pigrizia, siamo ricorsi ai taxi.

Vale senz’altro la pena di passare una mattinata tra le caratteristiche viuzze del Casco Antiguo, tra una visita alla Concattedrale di San Nicola di Bari 😊, un giro di shopping nell’Avenida de Maisonnave, (non perdete tempo a cercare il Centro Commerciale Panoramis sul porto : è chiuso, sono aperti sono alcuni fast-food) e una passeggiata sull’ Explanada d’Espana, una sorta di rambla alicantina di 500 metri costeggiata da palme, ristoranti e bar, panchine per godersi il fresco e la bella vista sul mare e sul porto turistico, piastrellata con tessere di marmo rosso, bianco e nero, che ricreano il movimento delle onde del mare (…. E se sei un po’ brillo, non è tanto bello….. 😉 ), sulla quale la sera ci sono numerose bancarelle di souvenir e chincaglieria.

Explanada d’Espana

Come sempre, ci siamo goduti innumerevoli cerveze di fronte al mare, con lo sguardo perso verso l’orizzonte, a riempirci gli occhi di sole e d’azzurro; abbiamo cenato nei ristorantini del porto, rigorosamente all’aperto, nell’aria a volte tiepida e a volte piacevolmente frizzante; ci siamo ridorati l’abbronzatura e ci siamo goduti anche qualche rapido tuffo, perché l’acqua era calda ma tirava sempre un certo venticello…;  abbiamo apprezzato la sempre ottima cucina locale, le tapas, le raciones, e ci siamo sentiti di “casa” al REBUJITO, un piccolo tapas-bar a due passi dall’hotel, gestito da Fernando e Coti, che ci hanno viziati con il loro PULPO A LA BRASA semplicemente spettacolare!

Riparto come sempre a malincuore da mi tierra de Espana, ma soprattutto dal mio adorato mare, perché…….chettelodicoaffare…… COME SI FA A SPIEGARE IL MARE A CHI LO GUARDA E VEDE SOLO ACQUA ??? 😉

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Giugno 2018 – una settimana a Lanzarote

 

Per non tornare nuovamente nelle seppur splendide Baleari, i cui prezzi negli ultimi anni hanno subito una impennata non indifferente, ho deciso di dare una seconda chance alle isole Canarie per la “settimana di compleanno” di Dario, anche se l’esperienza dello scorso anno a Tenerife non era stata particolarmente esaltante. La scelta è caduta su Lanzarote e si è rivelata ottima! Peccato per il tempo, che per i primi tre giorni era quasi autunnale, con vento freddo e cielo costantemente nuvoloso – a detta di tutti i locali una stagione decisamente anomala – ma poi è magicamente sbocciata l’estate e gli ultimi tre giorni ce li siamo goduti appieno, anche con temerari tuffi in mare, a dispetto della temperatura dell’acqua piuttosto “bassina” , per usare un eufemismo.

Partiamo dalle info essenziali: volo a/r da Bergamo con Ryanair al costo di 370,00 Euro totali in 2, compresa una valigia in stiva. Sempre tramite un’offertona  imperdibile di Ryanair (infatti non ce la siamo persa 😉 ) abbiamo noleggiato un’auto con Goldcar al costo totale di 34,00 Euro (!) per l’intera settimana, con ritiro e riconsegna all’aeroporto, che avrebbero potuto essere 27,00 se non avessimo sottoscritto anche l’assicurazione aggiuntiva per eliminare le franchigie. Ottimo servizio e ottima esperienza, sicuramente da ripetere. Certo, la compagnia Goldcar richiede al momento del ritiro dell’auto un deposito cauzionale di 1.100,00 Euro + 109,00 Euro nel caso in cui non si riconsegnasse l’auto con il serbatoio pieno, che tuttavia ci sono stati rilasciati praticamente 2 ore dopo la riconsegna (avvenuta alle 5.30 del mattino tramite comodissima key-box).

OTTIMA esperienza anche con l’appartamento (Apartamentos La Florida – Puerto del Carmen – 370,00 Euro totali per una settimana – prenotato come sempre con Booking senza nessun anticipo). Noi avevamo l’appartamento 305, a piano terra vista piscina, che si è rivelato essere un bellissimo bilocale praticamente nuovo, pulitissimo, arredato di tutto punto, nel quale abbiamo trovato come benvenuto un cesto di frutta, vino, spumante, noccioline e cioccolatini. Si tratta di un complesso di appartamenti con una bella e ampia piscina in comune; molti degli alloggi sono in multiproprietà, ragion per cui non esiste reception, ma vengono comunicati via mail prima della partenza il codice per aprire il portoncino di ingresso e il codice per la key-box all’esterno dell’appartamento, nella quale ritirare e lasciare le chiavi. Il pagamento viene fatto direttamente alla signora che si occupa delle pulizie, con carta di credito. Le pulizie e il cambio biancheria vengono effettuati giornalmente.  Davvero tutto molto bello, comodo e funzionale. Voto 10!  Non c’è un parcheggio interno, ma noi abbiamo sempre trovato posto nella strada antistante, proprio davanti al comodissimo e fornitissimo supermarket Hyperdino.

Passiamo ora a Lanzarote: noi abbiamo soggiornato appunto a Puerto del Carmen, nel sud-ovest dell’isola a  circa 6 km dall’aeroporto di Arrecife, che si raggiunge con circa 4 ore e mezza di volo dall’Italia. Lanzarote è l’isola più selvaggia delle Canarie, dove le spiagge dei surfisti incontrano vulcani e parchi naturali, natura desertica e cactus, un paesaggio unico e senza tempo, che ricorda la Spagna di Cervantes. E’ la più orientale delle isole e dista solo un centinaio di km dalle coste del Marocco. Nota anche come Isla del Fuego, è ricoperta quasi per intero di lava solidificata, che a seconda della luce solare assume varie tonalità di colore, dal nero, al rosa, al viola, all’ocra.

Nei giorni di cattivo tempo ne abbiamo approfittato per girare, partendo dalle bellissime spiagge del sud: Playa Blanca, Playa Papagayo, Playa de Mujeres, che si trovano nel “Monumento Natural de los Ajaches”, la cui entrata costa 3 Euro per auto; ne vale veramente la pena, anche col brutto tempo, per la spettacolarità del tipico contrasto tra la terra bruna e rossa dell’entroterra desertico e le meravigliose gradazioni di blu, azzurro e verde del mare che si perde nella linea d’ombra di un orizzonte aperto e infinito.

Da lì ci siamo spostati nell’entroterra, a Yaiza, dove abbiamo pranzato con tapas casalinghe in una delle uniche due osterie presenti sulla strada principale, al costo di 15,00 Euro in due per tre tapas (sopa de garbanzos, fideua mista e paella di carne) che in realtà erano tre piatti, più tinto de verano, acqua e caffè !  Purtroppo, stupidamente non mi sono segnata il nome (non esistevano bigliettini da visita), ma se siete di passaggio fate una sosta : è facilmente riconoscibile dal fatto che ha 4 tavoli interni e due esterni, sempre pieni zeppi di indigeni !

Molto carino, pittoresco e “tipico” anche il paesino di San Bartolomé, peccato che quando ci siamo arrivati sembrava stesse per arrivare uragano e c’eravamo praticamente solo noi nelle strette stradine deserte contornate da basse casette bianche e bouganville fucsia.  Playa Honda, Arrecife e Costa Teguise sono invece decisamente più turistiche.

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San Bartolomé (e il bel tempo estivo…..)

Per quanto concerne Puerto del Carmen, la mia spiaggia preferita è sicuramente Playa Grande che, come suggerisce il nome, è una distesa davvero immensa di sabbia color ocra che fa da sfondo a un’acqua gelida ma eccezionalmente trasparente e cristallina, dove la maggior parte dell’arenile è libero, come ovunque in Spagna ma, volendo,  al modico prezzo di 12,00 Euro per tutta la giornata si possono noleggiare un ombrellone e due lettini.

Più piccina Playa Chica, frequentata principalmente da famiglie con bambini in quanto il tratto di mare antistante è delimitato da una corona di scogli che lo mantengono calmo anche quando i marosi si agitano più del dovuto per l’immancabile vento.

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Playa Chica

Ci siamo coccolati riempiendoci gli occhi di bellezza oltre che lo stomaco di prelibatezze, cenando quasi sempre di fronte al mare, anche se a volte coi giubbini abbottonati stretti. 

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La terrazza del Cangrejo Rojo

Per il dopocena abbiamo eletto a nostro locale preferito “The Scotch Corner”, uno degli innumerevoli Irish Pub presenti, con ottima birra e musica dal vivo e personale e clientela a dir poco socievoli e coinvolgenti ,che già la seconda sera ti facevano sentire  “di casa”, ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Per chi ama lo shopping, oltre ai numerosi negozi e negozietti di souvenir ci sono due centri commerciali, il Biosfera Plaza a Puerto del Carmen (5 minuti a piedi da “casa nostra”) e il Deiland a Playa Honda , dove potete trovare tutte le marche delle grandi catene, ma i prezzi sono praticamente gli stessi che in Italia, per cui niente “affaroni” 😉

Concludendo, la mia adorata Tierra de Espana anche questa volta non mi ha affatto delusa, anzi ! Lanzarote è una meta più che consigliata per una settimana di relax, vicina, economica ed accogliente.

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Agosto 2016 – Ritorno a Minorca : la scoperta di una nuova isola

Complici l’attuale complicata situazione internazionale, ma soprattutto la presenza in loco del nostro amico Ennio, trasferitosi a vivere in questo paradiso terrestre ormai da otto mesi, contravvenendo a tutti i miei principi e convinzioni,  quest’anno per la seconda volta siamo tornati in un posto in cui eravamo già stati ma, grazie al fondamentale contributo della nostra personale guida menorquiña, quella che abbiamo visto è stata praticamente un’altra isola rispetto alla volta scorsa.

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Infatti, la prima volta ( Agosto 2013 – Minorca ) avevamo battuto a tappeto il sud/est dell’isola, a partire da Cala en Brut per arrivare sino a Sou Bou, mentre quest’anno abbiamo perlustrato la zona nord/ovest (Cala d’Algaiarens, Cala del Pilar, Cala Pregonda, Cala Binimel-là, Arenal de Son Saura, Platja d’en Tortuga) dedicando una mezza giornata anche a Mahon (la capitale, in cui si trova  l’aeroporto – situata al polo opposto dell’isola rispetto a Ciutadella – che fino ad ora avevamo erroneamente sottovalutato, credendola meno bella e meno vissuta di ques’ultima) ed un pomeriggio per ammirare lo spettacolare tramonto nella più turistica ma non meno bella Platja de Sant Tomàs, che si trova sulla costa sud. Fatto sta che abbiamo stabilito che non sarebbe affatto superfluo un terzo ritorno in un prossimo futuro, magari soggiornando proprio a Mahon oppure nella caratteristica Es Mercadal, molto meno turistica, posta proprio al centro dell’isola e dunque lontana dal mare ma strategica per gli spostamenti in qualsiasi direzione, per poter perlustrare anche la zona mancante del sud/ovest.

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dall’alto in senso orario: Cala d’Algaiarens – Cala Pilar – Cala Pregonda

Le cale della costa nord sono meno accessibili rispetto a quelle a sud in quanto la costa è rocciosa, caratterizzata da alte scogliere che scendono a picco verso il mare e spesso per raggiungere le spiagge occorrono lunghe scarpinate in un paesaggio incredibilmente variegato – quasi desertico, a tatti spettrale, sotto il sole cocente – che all’improvviso muta in una lussureggiante e verdeggiante macchia di pini marittimi; e quando, finalmente, dalla cima dell’ultima salita, davanti agli occhi si svela lo specchio incredibilmente azzurro, limpido e cristallino di un mare da sogno, ci si rende conto immediatamente che ne è valsa la pena. Ovviamente la maggior parte di queste spiagge non sono attrezzate e non hanno bar, docce o servizi igienici, per cui bisogna partire ben riforniti di zaino termico con acqua fresca, frutta e barrette energetiche; ma altrettanto ovviamente, nonostante l’isola ad agosto sia nel pieno della sua capacità ricettiva, spesso può capitare di ritrovarsi circondati da una sola manciata di persone e di godere di una pace e di un silenzio quasi irreali, nei quali lo sciabordio delle lievi onde che si infrangono sulla battigia la fa da padrone.

Molte di queste spiagge mi hanno ricordato fortemente le mie adorate isole Hawaii: il verde intenso della vegetazione ricca e lussureggiante sui monti che le circondano e le sovrastano, le immense spiagge semi-deserte di sabbia dorata, quasi rossa, il cielo sgombro di nuvole di un azzurro da fare male agli occhi a fissarlo e  la distesa del mare che si perde oltre l’orizzonte in tutte le sue sfumature di blu e verde, trasparente e cristallino, talmente placido a giorni da sembrare una  immensa piscina!

Naturalmente siamo anche tornati a tuffarci dalle mitiche terrazze di Cala’n Brut, a nuotare nella caraibica acqua di Cala en Bosch, a fare un bagno nella “nostra” vecchia Cala Santandria, così come ci siamo rilassati davanti “casa” nella piccola ma pittoresca Cala Blanca nelle mezze giornate in cui siamo rimasti in zona per rigenerarci tra un “Camí de Cavalls” e l’altro. Il Camí de Cavall (orgoglio della nostra guida e croce e delizia per noi 😀 ) è un sentiero che corre lungo la costa di Minorca per tutta la sua lunghezza; i 185 chilometri del sentiero, possono essere affrontati a piedi, in bicicletta o, appunto, a cavallo e rappresentano il modo migliore per andare alla scoperta delle bellezze naturali dell’isola. Il percorso si snoda attraverso zone rocciose, canaloni, torrenti, valli, zone umide e zone agricole unendo le torri di guardia, i fari e le trincee disseminati sull’isola. Attraverso il Camí de Cavalls avrete modo di osservare da vicino i numerosi ecosistemi presenti sull’isola di Minorca, dichiarata patrimonio dell’Unesco. Essendo un percorso circolare lo si può iniziare in qualsiasi punto, ma il chilometro zero si trova nel porto di Mahon. Il Sentiero è segnato con pannelli informativi ogni 50-100 metri.

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dall’alto in senso orario: Cala en Brut – Camì de Cavalls – Cala Blanca

Per non farci mancare niente, abbiamo anche affittato presso il porto turistico di Cala en Bosch una barca…. mmhhh barchetta….. mmmhhh bagnarola, dai 🙂 , di quelle che si possono condurre senza patente (per usare una frase di Dario, la nostra “velocità” in mare rispetto alle altre barche era paragonabile a quella di un Ciao in autostrada, per chi si ricorda cosa fosse  😀 ) con la quale ci siamo  goduti da un’altra prospettiva tutte le più rinomate cale e calette della costa sud, godendoci lo splendido mare senza però doverne subire l’affollamento: siamo partiti appunto da Cala en Bosch dirigendoci direttamente al punto più lontano consentitoci, ovvero Trebalùger per poi tornare indietro passando per Cala Mitjana e Mitjaneta, Cala Galdana, Cala Macarella e Macarelleta, Cala en Turqueta, Cala des Talaier, Son Saura e Son Xoriguer, con numerose soste per i bagni, ancora permettendo! 😀

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Cala Mitjana vista dal mare

 

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Platja de Son Xoriguer

SUGGERIMENTI PRATICI : Se siete amanti del mare incontaminato, della natura e prediligete vacanze rilassanti e sportive questo paradiso terrestre a un’ora e mezzo scarsa di volo dall’Italia, a prezzi ancora accessibili, fa sicuramente per voi. Ve lo sconsiglio invece se la vostra priorità è la vita notturna in quanto a Minorca ci si può concedere al massimo una buona cena e un drink con chiacchiere per terminare la serata, ma riuscire a tirare oltre la una può davvero rivelarsi un’impresa e quest’anno che la presenza di connazionali era a dir poco triplicata rispetto alla volta scorsa, ho sentito diverse persone lamentarsene (considerazione personale: mah! )

Per quanto concerne le prenotazioni, come mia abitudine anche questa volta ho fatto tutto on-line ma un po’ più tardi rispetto al solito per vari problemi personali, per cui non ho spuntato i consueti prezzi vantaggiosissimi. I biglietti aerei li ho acquistati come sempre direttamente sul sito di  Easy Jet da Milano Malpensa a Mahon, inserendo anche un bagaglio da stivare. Ho prenotato sempre su Booking.com un bell’appartamento con cucina, bagno, camera da letto e terrazzino, ben attrezzato e funzionale, con pulizie e cambio della biancheria a giorni alterni, presso il complesso VISTA PLAYA 1, in una palazzina a tre piani (per un totale di 24 appartamenti) affacciata sulla piscina con lettini e ombrelloni gratuiti, con connessione Wi-Fi gratuita  e con la possibilità di usufruire, a pagamento, di un bar e di un ristorante alla carta. Il nostro appartamento era al terzo piano con una magnifica vista sull’antistante lussureggiante vegetazione e sullo scorcio di mare di Cala Blanca, distante due soli minuti a piedi. A soli 5 minuti a piedi è inoltre situato il “centro commerciale” di Cala Blanca, con diversi minimarket, ristorantini e pub, senza considerare che la Cala stessa di sera è animatissima e molto pittoresca, con le luci dei ristoranti circostanti che si rispecchiano nel trasparentissimo tratto di mare. In effetti, rispetto a Cala Santandria, questa zona è meglio servita e dista comunque solo 10 minuti di scooter o di auto da Ciutadela.

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Scorcio del mare di Cala Blanca dal nostro terrazzo

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Vista Playa 1 a Cala Blanca

Anche questa volta abbiamo prenotato uno scooter 125 on-line, tramite la compagnia Cooltra.com, che prevede consegna e ritiro direttamente all’hotel, anche se col senno di poi avremmo forse potuto farne a meno, dato che siamo stati gentilmente scarrozzati in giro in auto dal nostro amico Ennio, il che ci ha consentito di raggiungere punti dell’isola più lontani di quelli che avremmo potuto raggiungere solo in moto. Se ci state due settimane, direi che il giusto compromesso è affittare una settimana lo scooter e una settimana l’auto.

Se aveste bisogno di consigli pratici, di indicazioni specifiche su una determinata zona o di aiuto locale per cercare alloggio, noleggiare auto o scooter o semplicemente di soddisfare qualche curiosità particolare, scrivetemi pure e vi  metterò in contatto con l’italo/menorquiño Ennio, che sarà ben contento di fornirvi assistenza, ma attenzione: se un posto si può raggiungere sia con una camminata di 10 minuti che con una di 30, state pur certi che lui vi farà fare la strada più lunga! (per meglio farvi godere di tutte le bellezze del panorama, dirà lui 😀 !!!)  Hasta lluego!

Due giorni a Saragoza

Cosa c’è di meglio, per spezzare la solita routine e regalarsi un magico momento di evasione, di un bel volo verso la mia adorata Spagna? Avendo a disposizione solo un week end, ho deciso di prediligere una città piccolina in modo da riuscire a visitarne le principali attrattive, ritagliandomi però anche del tempo per attività più goderecce, come lo shopping e il “tapear” (la buona abitudine iberica di andar per bar, bevendo birrette fresche e gustando appetitosi stuzzichini,  le tapas appunto). Saragoza si è rivelata perfetta allo scopo!

Partenza da Bergamo Orio al Serio alle 15.30 di venerdì pomeriggio e arrivo a destinazione dopo un volo di circa un’ora e cinquanta. Ad accoglierci, purtroppo, tempo nuovoloso e vento quasi gelido : peccato, speravamo di lasciarci alle spalle freddo e pioggia ma pare non sarà così. In mezz’ora circa di viaggio sul comodo autobus della compagnia Agreda Automovil che si trova immediatamente fuori dall’aeroporto (sulla destra all’uscita dagli arrivi) al costo di Euro 1,85 a persona (il biglietto si ascquista a bordo) arriviamo al capolinea (Plaza del Carmen) in pieno centro di Saragoza, che dista solo 5 minuti a piedi dal nostro Hotel Oriente, situato in Calle del Coso e prenotato on-line sempre su booking.com al costo di Euro 108,00 per due notti in solo pernottamento. L’hotel è davvero molto carino, le camere spaziose e pulite, il personale gentilissimo e la posizione ottimale in quanto a soli cinque minuti a piedi dalla principale attrazione, la maestosa Basilica Nostra Signora del Pilar.

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BASILICA NOSTRA SIGNORA DEL PILAR

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VISTA DELLA BASILICA DEL PILAR DAL FIUME EBRO

La città è tutta un susseguirsi di angoli pittoreschi, con una miriade di basiliche, chiese e chiesette che si scoprono ad ogni voltar di angolo, tutte meritevoli almeno di una visita veloce, con tantissime piazzette ombreggiate da aranceti e olmi con gli immancabili tavolini per ristorarsi, con numerose case e palazzi in architettura Mudejar, testimonianza del’antica dominazione moresca in terra d’Aragona.

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MERCATO CENTRALE

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FONTANA DE LA HISPANIDAD

Siamo stati inoltre fortunatissimi a capitare qui durante la “Feria Medieval”, consistente in tre giorni e tre notti di feste per tutto il centro città con banchetti, rappresentazioni, mercatini con i prodotti tipici – gastronomici e non –  delle tre culture cristiana, ebrea ed araba; è stato pertanto un tripudio di spettacoli, manifestazioni, musei aperti fino ad ora tarda con ingressi ridotti o gratuiti, che non hanno potuto far altro che aggiungere ulteriore valore al nostro viaggio, già di per se entusiasmante.

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FERIA MEDIEVAL IN PLAZA PILAR

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GRIGLIATINA MEDIEVALE 😉

In genere non è mia abitudine consigliare locali e  ristoranti perché credo che i gusti in fatto di cibo siano decisamente personali e soggettivi, tuttavia questa volta voglio spendere una menzione per la PARILLA ALBARRACIN, in Plaza del Carmen, un locale dall’atmosfera accogliente e raffinata, con personale gentilissimo, ottimi piatti tipici di cucina aragonese sia di carne che di pesce, e prezzi onestissimi. Per il pranzo veloce e spartano invece il nostro preferito resta sempre e comunque 100 MONTADITOS, con le ottime baguettine calde con Jamon Serrano!

HASTA LUEGO, SARAGOZA !

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Giugno 2014 – Ibiza : San Antonio

E’ la mia seconda volta a Ibiza nel mese di giugno, la prima è stata nel 2011 nella costa sud, località Playa d’En Bossa. Questa volta invece la scelta è caduta sulla costa nord, a San Antonio,meta generalmente prescelta dai turisti inglesi.

Ibiza - San Antonio

Ibiza – San Antonio

Ibiza è un’isola davvero bellissima, come tutte le Baleari che, escludendo Formentera vista in occasione di una gita giornaliera in traghetto, ho avuto la fortuna di visitare in maniera abbastanza esaustiva. Il mare è veramente bello, ci sono tantissime calette per tutti i gusti, spiagge infinite lunghe e sabbiose, fondali rocciosi, spiaggette nascoste raggiungibili solo a piedi dopo aver scavallato le rocce a picco sul mare. Inoltre, in giugno la movida è appena ai suoi albori, per cui l’isola è ancora fruibile e godibile in piena tranquillità e le spiagge e i ristoranti non sono particolarmente affollati.

Anche questa volta, come in tutte le nostre precedenti vacanze in queste isole, abbiamo noleggiato uno scooter che ci consentisse di perlustrare ogni giorno una cala diversa, senza doverci preoccupare di alzarci presto la mattina per non rischiare di non trovare posto nei parcheggi, dato che in vacanza ci piace anche rilassarci e dormire un po’ di più se ne abbiamo voglia. Consiglio particolarmente Platges des Comptes, Cala Bassa e Cala Salada, nelle quali il mare ha delle sfumature che nulla hanno da invidiare ai fondali caraibici. Peccato solo che quest’anno il tempo non sia stato particolarmente clemente, per cui non abbiamo avuto modo di goderci lunghe nuotate perchè la temperatura del mare era ancora abbastanza bassa.

Platges des Compts

Platges des Compts

Cala Salada

Cala Salada

Cala Bassa

Cala Bassa

Abbiamo soggiornato presso Apartamentos Marian, un complesso di appartamenti con piscina interna e un bar che serviva piatti espressi 24 ore su 24, in zona abbastanza centrale, a 10 minuti a piedi dai locali, dalla spiaggia principale di San Antonio e dalla “strip” con i discopub per la serata. Abbiamo affittato un comodissimo bilocale con cucina attrezzata, ottimo per organizzarci la colazione o il pranzo veloce del mezzogiorno, mentre la sera siamo come sempre andati alla scoperta dei vari ristorantini e tapas bar (ottimo El Rincon de Pepe). Imperdibili i tramonti, al Cafè do Mar e negli innumerevoli locali limitrofi.

Tapas Bar El Rincon de Pepe

Tapas Bar El Rincon de Pepe

Con la cerveza a litros mirando la puesta del sol

Con la cerveza a litros mirando la puesta del sol

(A titolo indicativo, COSTI TOTALI PER 2 PERSONE: volo Ryan Air + Easy Jet (per comodità di orari) A/R 376,00 Euro + Apartamentos Marian solo pernottamento 326,00 Euro + Noleggio scooter Cooltra 140,00 Euro – per un totale a persona di 421,00 Euro)

Agosto 2013 – Minorca

Credo che il mio amore incondizionato per la Spagna in generale e per le isole Baleari in particolare sia ormai cosa nota; è lì lì che se la gioca con il mio numero uno in assoluto: gli States !  🙂

Ebbene, Minorca, la seconda per estensione e la più tranquilla delle quattro isole, con un turismo più orientato a soddisfare le esigenze di famiglie e di coppie, si è decisamente aggiudicata nella mia personalissima classifica lo scettro di regina delle Baleari: un’isola da sogno, con scorci di mare che nulla hanno da invidiare ai fondali caraibici, spiagge stupende, porticcioli pittoreschi, il bianco delle case che contrasta con il blu del cielo e del mare cristallino. Non a caso è stata nominata Riserva della Biosfera: una natura mozzafiato è qui padrona incontrastata, con tutta la sua forza e il suo splendore. Si passa dalle bianche e lunghe spiagge al Parco Naturale, alle pinete, alle riserve naturali marine, alle grotte terrestri. Il tutto impreziosito da un mare dall’incredibile colore verde-azzurro.

Splendidi edifici, attraenti ville e misteriosi siti preistorici concorrono a rendere Minorca semplicemente unica e scintillante. L’Architettura araba e quella medioevale si sposano perfettamente nell’affascinante città di Ciutadella, l’antica capitale dell’isola posta nella parte occidentale. Da esplorare a piedi, Ciutadella è un posto completamente diverso da qualsiasi altro sull’isola: piccole piazze, palazzi sontuosi, antichi monasteri, chiese, gallerie d’arte, negozi, bar e ristorantii la rendono particolarmente affascinante. Imperdibile il porto vecchio che si trova sotto le mura della città vecchia e che di sera diventa un’appendice all’aperto dei numerosi ristoranti qui presenti, consentendo di cenare in riva al mare immersi in un’atmosfera resa incredibilmente romantica dalle torce accese sulle terrazze dei bar e dei discopub che circondano tutto il porto.

Ciutadela

Ciutadela

Il porto

Il porto

il porto in notturna

il porto in notturna

Ma veniamo ai suggerimenti pratici! 😉  Ho prenotato, come sempre con almeno un paio di mesi di anticipo e come sempre direttamente sul sito della compagnia aerea, i biglietti A/R da Milano Malpensa a Mahon (l’attuale capitale, posta all’estremità orientale dell’isola) con Easy jet (Euro 283,00 a testa, comprensivi di imbarco prioritario, scelta dei posti in prima fila e un bagaglio da stiva a testa). Sempre on-line (www.shuttlemenorca.com) ho acquistato i biglietti per il trasferimento in autobus da Mahon a Cala Santandria (Euro 21,00 a testa A/R per una cinquantina di chilometri, in quanto Mahon e Ciutadella si trovano esattamente agli antipodi), dove si trovava il nostro appartamento, al Club Cales de Ponent, prenotato sempre su Booking.com (Euro 1.600,00 totali x 2 settimane per un appartamento con cucina, bagno, due camere da letto e balcone, con pulizie e cambio della biancheria a giorni alterni, inserito all’interno di un bellissimo complesso di costruzioni a due piani, affacciate sulla piscina oppure sui curatissimi giardini, con una bella terrazza solarium arredata con lettini e ombrelloni gratuiti, zona connessione Wi-Fi gratuita, e possibilità di usufruire, ovviamente a pagamento, un bar e di un ristorante a buffet , che abbiamo provato un paio di sere in cui eravamo particolarmente provati dalla giornata e non avevamo voglia né di uscire a cena né tanto meno di cucinare e devo dire che, per il prezzo fisso di 15 Euro a testa, è davvero consigliabile, soprattutto la carne e il pesce grigliati al momento su richiesta!). Il club dista 100 metri dall’ottima spiaggia attrezzata di Cala Santandria, 10 minuti a piedi dal centro di Cala Blanca e 2 km circa da Ciutadella ed è ottimamente servito da numerosi minimarket, supermarket e discount nei dintorni.

Cales de Ponent - la zona piscina

Cales de Ponent – la zona piscina

Cala Santandria

Cala Santandria

Per i nostri spostamenti sull’isola abbiamo, come sempre, preferito lo scooter rispetto all’auto (anche se il costo in questo caso era addirittura maggiore!) in quanto ci consente maggiore libertà di movimento, non essendo vincolati alla disponibilità dei parcheggi nelle varie calette, che il mattino si esauriscono molto rapidamente.  Anche questa volta lo abbiamo prenotato on-line con l’ottimo servizio della compagnia locale Cooltra.com, che prevede consegna e ritiro direttamente all’hotel, al costo totale di Euro 450,00 per due settimane.

Anche stavolta abbiamo girato parecchio, ogni giorno alla scoperta di una nuova caletta e alcuni giorni addirittura una il mattino e una il pomeriggio, soprattutto quando siamo rimasti nei dintorni di Ciutadella. Le più belle, a mio avviso, si sono rivelate, nell’ordine: Cala en Brut, dove non c’è spiaggia, solo rocce terrazzate, acqua spettacolarmente trasparente e cristallina, circondata da rocce a picco sul mare che danno la sensazione di nuotare in un fiordo 🙂 ; per chi come me non si tuffa, c’è comunque la possibilità di scendere in acqua tramite apposite scalette in ferro tipo quelle delle piscine, attaccate  alle rocce per poter poi risalire.

Cala 'n Brut

Cala ‘n Brut

Cala 'n Brut

Cala ‘n Brut : che ve lo dico a fare…. il pazzo che si sta tuffando di testa dopo avermi assicurato che non lo avrebbe mai fatto è Dario … 😉

Poi Cala en Bosh, fondale azzurrissimo e trasparente come se si nuotasse in piscina, caraibica! 🙂

Cala 'n Bosch

Cala ‘n Bosch

E cosa dire di Macarella, e dell’impareggiabile Macarelleta, raggiungibile dopo una sessione di trekking a “scollinare” il promontorio che le divide ? 🙂

Macarella

Macarella

Macarelleta

Macarelleta

Senza parlare di cala Mitjana, per raggiungere la quale occorre una camminata di una mezz’oretta buona immersi nella pineta, e di Mitjaneta, che stavolta abbiamo raggiunto a nuoto per evitare un altro scollinamento… 🙂

Cala Mitjiana

Cala Mitjiana

Senza tralasciare Cala En Turqueta, Son Saura, Cala Blanca e, last but not least, la favolosa Son Bou, che con i suoi 3 chilometri di sabbia dorata è la spiaggia più lunga dell’isola, con un fondale che digrada moooolto dolcemente, ideale per chi viaggia con bambini.

l'acqua incredibilmente trasparente di Son Bou

l’acqua incredibilmente trasparente di Sou Bou

Agosto 2012 – Magica Andalusia

Un orizzonte ampio e senza punti di riferimento in cui solo un sole accecante e prepotente fa da limite all’infinito, case candide con cornici d’oro, fiori variopinti che coprono i cortili, paesini bianchi arroccati come un presepe vivente, profumo di agrumi, di fiori d’arancio e di olio, distese sconfinate di uliveti nel brullo paesaggio circostante, torri dorate, moschee, chiese, patii fioriti e il suono del flamenco sopra ogni cosa …. questa era l’Andalusia che sognavo, e questa è stata esattamente l’Andalusia che ho trovato!

La regione che, più delle altre, ha sempre rappresentato nel mio immaginario la Spagna intera, ponte tra due continenti, l’Europa e l’Africa, punto di incontro tra due mari, l’Oceano Atlantico e il Mediterraneo, caleidoscopico contenitore di culture diverse, la cui caratteristica principale è la contraddizione. Ogni angolo del suo territorio è segnato dalle diversità: le bianche cime della Sierra Nevada che circondano Granada e le calde valli del Guadalquivir che attraversa Cordoba e Siviglia, lo struggimento e la passione del flamenco, la forza e il sangue nella corrida, gitani e toreri, lo sherry ma anche le olive e i limoni. E’ il passaggio da una maestosa cattedrale cristiana a un antico palazzo arabo, è lasciare paesini immoti costituiti da una manciata di casette bianche per poi incontrare all’improvviso città moderne piene di luci. E’ una terra con un fascino senza tempo.

Per viverla appieno bisogna ammirare i suoi tramonti, perdersi nei dedali delle sue viuzze, cercare ristoro all’ombra di un aranceto tra le piazzette assolate, girovagare per le vie animate del centro o degli antichi quartieri. Ma, soprattutto, bisogna apprendere l’arte di godersi la vita, apprezzarne il ritmo lento e sonnacchioso, tra chiacchiere e tapas, musica, canti e balli sfrenati. L’Andalusia è luce e colore, è il sole di un giorno d’estate ed è il calore di chi ci vive. Ognuna delle sue città attrae mescolando arte, storia e cultura e rappresentando un simbolo delle religioni che si sono susseguite nella penisola iberica: quella araba raffigurata dalla maestosa Alhambra di Granada, quella cattolica dalla Cattedrale di Siviglia e quella ebraica dalla Sinagoga nel quartiere della Juderia di Cordoba.

Abbiamo dedicato le due settimane centrali di agosto a questo bellissimo viaggio : certo, agosto non è il mese migliore a causa del caldo asfissiante e delle temperature proibitive (a Cordoba nel pomeriggio abbiamo toccato punte di 48° ! ) ma se questo è l’unico periodo dell’anno in cui si possono prendere ferie, ci si adegua 😉 Abbiamo, come sempre, prenotato tutto on-line da casa: volo A/R con Easy Jet, auto con Enoleggio e gli hotel con Booking. Siamo atterrati a Malaga, forse la più moderna delle città Andaluse, alla quale abbiamo dedicato il giorno dell’arrivo, poi siamo stati due giorni a Granada, due a Cordoba, tre a Siviglia, sei giorni di relax a Cadice e l’ultimo giorno di nuovo a Malaga, dalla quale siamo ripartiti.

Malaga

Avevamo davvero tanta voglia di mare, per cui il primo giorno di vacanza ce lo siamo goduto in spiaggia, alla Malagueta, insieme al primo fritto di pesciolini in un chiringuito ubicato direttamente sulla spiaggia. Per la serata invece abbiamo gustato il primo “pulpo alla gallega” e la prima paella in un caratteristico ristorante nelle viuzze del centro in festa per la “Feria”, approfittandone per dare un’occhiata alla Cattedrale e agli sfavillanti viali alberati adornati di fontane della zona più moderna.

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Playa La Malagueta

La mattina successiva segna l’inizio del viaggio vero e proprio, attraverso colline brulle caratterizzate da filari ordinati di uliveti e paesaggi desertici puntinati qua e là dalle casette bianche di qualche piccolo agglomerato urbano, sotto un sole già caldissimo sin dalle prime ore del mattino.

Granada

Sognavo in maniera particolare Siviglia, e le scale arabe da scendere per incontrare questa magnifica città (parafrasando una canzone di Miguel Bosé) ed ho invece scoperto Granada, bianca città di gitani, che mi ha rapito il cuore. Montagne e fiumi fanno da scenario a questa città “preciosa” dove la dominazione araba ha lasciato un’eredità architettonica fantastica. Granada era la più splendida fra le città della Spagna antica ed oggi vanta la presenza di uno dei massimi capolavori dell’arte e dell’architettura islamica: l’Alhambra, il palazzo dei sultani. L’Alhambra è  una vera città murata ed è di una bellezza mozzafiato. Considerata uno dei patrimoni dell’umanità era in pratica una città nella città, dotata di moschee, scuole, botteghe e quant’altro servisse ai suoi abitanti. Consiglio vivamente di acquistare on-line con grande anticipo i biglietti d’ingresso (io l’ho fatto a maggio!) altrimenti è praticamente impossibile riuscire a visitarla in quanto gli ingressi giornalieri sono a numero chiuso; la visita occupa almeno mezza giornata!

A Granada abbiamo alloggiato nel quartiere storico dell’Albayzin, proprio ai piedi dell’Alhambra: dalla Plaza de Santa Ana la via del Darro scorre lungo il fiume (il Darro appunto) e giunge al Paseo de los Tristes, lasciandosi progressivamente alle spalle la città moderna e attraversando semplici ponticelli di pietra che collegano le due famose colline dell’Alhambra e dell’Albaicín.

Sicuramente il nostro soggiorno in questa splendida città è stato magnificato dalla scelta dell’Hotel Casa Morisca, che offre una sistemazione unica all’interno di una nobile casa morisca, appunto, che risale alla fine del XV secolo e che offre una vista meravigliosa sull’Alhambra, permettendo nel contempo di raggiungere facilmente, anche a piedi, il centro della città.

Anche la parte più moderna della città è indubbiamente molto pittoresca e particolare, permeata da reminescenze di antichi splendori arabi, ebraici e cattolici, con numerosi edifici in stile nazari, i bagni arabi, la grande Cattedrale rinascimentale risalente al 16° secolo e numerose bellezze storico-architetturali che testimoniamo più di mille anni di storia. Vanta inoltre una vivace movida universitaria che movimenta le serate con talentuose esibizioni canore, musicali, e con improvvisate pièce teatrali. Davvero a malincuore l’abbiamo lasciata dopo soli due giorni per dirigerci verso la prossima meta.

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Hotel Casa Morisca – la hall

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Hotel Casa Morisca – particolare di un ballatoio

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la maestosa vista dell’Alhambra dalla via dell’hotel

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vista dall’Alhambra

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Granada vista dall’Alhambra

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… sempre visitando l’Alhambra …

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Patio de Los Leones

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vista sull’Albayzin

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ancora l’Alhambra vista dal Paseo de Los Tristes

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Paseo de Los Tristes

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piazzetta nell’Albayzin

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ancora l’Alhambra, vista dal Mirador San Nicolao

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i vicoletti dell’Albayzin

Cordoba

Cordova, come la chiamano i locali, è stata un’altra bellissima scoperta, a condizione di non lasciarsi scoraggiare dal caldo umido che la soffoca (non per niente è soprannominata la “padella di Spagna”), cosa non facile dopo essere stati coccolati dalla fresca brezza con la quale la Sierra Nevada refrigerava le serate di Granada. Sebbene siano lontani i fasti vissuti ai tempi della dominazione araba, Cordoba è una città dinamica e fiera del suo passato glorioso; è un’esplosione di conventi, chiese, campanili barocchi, piazze di azulejos e aranci, eredità romane, arte mudéjar, palazzi patrizi che hanno decorazioni e patios in grado di fare concorrenza a quelli, più famosi, di Siviglia e tramonti infuocati sullo skyline di cupole e tetti. Molto pittoresco il quartiere della Juderia, l’antico ghetto ebraico, e in particolare Calleja de las Flores, una viuzza traboccante di vasi di fiori variopinti appesi alle pareti delle case.

Per coglierne appieno la vitalità e tutti gli aspetti è indispensabile uscire dal recinto che delimita la zona più turistica, al di fuori del quale pulsa una città meno monumentale, ma molto viva, che ha per epicentri il moderno viale di fronte alla stazione e la zona compresa tra plaza de las Tendillas e plaza de la Corredera.

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vista di Ponte Romano, Mezquita e Cattedrale dalla nostra camera

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vista notturna

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Puerta del Ponte

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la morisca Plaza del Triunfo

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Patio de Los Naranjos

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particolare della Mezquita

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campanile della Mezquita

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Calleja de Las Flores

Siviglia

Siviglia non ha certo deluso le mie aspettative e vi conquisterà il cuore, statene certi, con le imponenti testimonianze del suo passato, il suo presente frizzante, gli aromi, i suoni e gli scorci da favola, ma soprattutto per il famoso modo di vivere andaluso: gli abitanti dell’elegante città dorata vivono intensamente le tradizionali passioni spagnole come le tapas, il vino, la birra, le corride, il flamenco, la movida e le feste. L’atmosfera qui è magica ogni sera, la gente è allegra, elegante e rilassata, e ama divertirsi e trascorrere la notte nei numerosi locali della città: tapas bar, ristoranti, pub e discoteche.

Abbiamo avuto l’ottima idea di alloggiare all’Hotel Bécquer, situato in una posizione invidiabile nel pieno centro storico della città, con la Cattedrale, la Giralda e il Barrio di Santa Cruz a meno di cinque minuti a piedi da un lato e il Barrio di Triana, caratterizzato dalla vivace movida serale, dall’altro.

Il quartiere più tipico della città è, appunto, il Barrio de Santa Cruz,  sede anche dell’antico ghetto ebraico prima della cacciata degli ebrei da parte dei re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona alla fine del 1400. Per il primo assaggio della città si può iniziare da qui, vagando per stradine strette dall’aspetto arabo, con basse case bianche e gialle ornate di piante di rose e altri fiori, case che si fronteggiano come guerrieri alti fino al cielo, con le caratteristiche griglie di ferro alle finestre e i balconi fioriti, abbellite da cortili che sono l’emblema romantico dell’Andalusia stessa. Vivaci le tante piazzette, locali a non finire, ristoranti e bar specializzati in tapas.

Abbiamo girato in lungo e in largo, a piedi e con le biciclette gentilmente messe a disposizione dall’hotel, riempiendoci gli occhi per la raffinatezza e la bellezza dei mosaici dell’imponente Piazza di Spagna, all’interno del rigoglioso e rinfrescante Parco di Maria Luisa; spingendoci fino al quartiere della Macarena, nella cui Basilica è custodita l’immagine della Vergine Speranza Macarena, che viene portata in processione per la città durante la Semana Santa, nel periodo di Pasqua, che pare sia il periodo migliore, anche climaticamente parlando, per visitare la città. Abbiamo apprezzato particolarmente (forse per la frescura che ci ha accolto all’interno delle spesse e antiche mura) la visita alla Plaza de Toros, con la dettagliata spiegazione in inglese e spagnolo di una simpaticissima e solertissima ragazza spagnola! E poi abbiamo perlustrato palmo a palmo più di una volta le stradine del Barrio di Santa Cruz, stupendoci ogni volta per l’ottima idea di posizionare dei tendoni (las tendillas 🙂 ) appesi ai cornicioni da un lato all’altro delle strade per ombreggiarle; abbiamo ammirato il ponte di Calatrava, la Torre dell’Oro, la Cattedrale, la Giralda, San Pedro e San Jorge ed il Metropol Parasol, una struttura in legno con anima in cemento costruita nella centralissima piazza della Incarnazione. Ci siamo immedesimati nell’atmosfera pigra e rilassata della città godendoci una Jarra (Dario) o una cana (io) di birra fresca insieme a qualche tapa; io mi sono fatta tentare, nonostante il caldo, dalla tipica colazione sivigliana composta da cioccolata calda e churros fritti (che ho digerito intorno alle due del pomeriggio 😦 ); abbiamo cenato a base di paella a Triana sulla riva del Guadalquivir e abbiamo concluso le nostre serate al Coyote Beach, un ameno disco-bar con sabbia bianca riportata, sempre sulla riva del fiume, che faceva tanto mare!

Anche da Siviglia il momento del commiato è stato difficile, ma mitigato questa volta dalla consapevolezza che FINALMENTE, dopo tutto il caldo patito, ci saremmo diretti verso il tanto agognato mare !!! 🙂

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la Plaza de Toros

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Torre del Oro

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San Jorge

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Barrio de Triana

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la favolosa Plaza de Espana

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la Giralda

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Barrio de Santa Cruz

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La Macarena

Cadice

Cadice è una graziosa città costiera arroccata su un promontorio sull’Oceano Atlantico che vanta un importante porto, molti musei, monumenti, e un centro storico affascinante avvolto dal mare. La città vecchia si trova su una penisola, è dominata dall’imponente cupola della Cattedrale ed è famosa per il suo fascino pittoresco dovuto ai molti edifici nobiliari e al labirinto di stradine che risalgono al Medioevo che si aprono su piazzette punteggiate da bar e ristorantini, dove gustare dell’ottimo pesce accompagnato da ottimi vini.

Qui ci siamo più che altro rilassati, a parte una gita giornaliera a Zahara del Los Atunes, un bellissimo paesino sulla costa in direzione est, una puntatina veloce a Tarifa, ventoso paradiso dei surfisti, e uno sguardo alla costa africana che sembra quasi di poter toccare nei pressi dello Stretto di Gibilterra o del faro di Trafalgar.

Purtroppo il mare non era quello che ci aspettavamo, ne siamo rimasti abbastanza delusi e ci siamo resi conto che visitare Cadice ma soggiornare a Zahara de Los Atunes sarebbe stato decisamente meglio, consiglio che giro spassionatamente a chi dovesse trovarsi ad organizzare un giro simile 😉

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la spiaggia, con vista sulla città vecchia

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le mura della città vecchia

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lungomare nella città vecchia

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la puesta del sol !

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Playa de Zahara de Los Atunes

Malaga

Per l’ultimo giorno siamo tornati a Malaga dove, non essendo stati particolarmente entusiasmati dall’hotel nel quale avevamo soggiornato all’arrivo, avevamo deciso di disdire l’ultima notte, prenotandola on-line sempre su booking e cercando a questo punto, per comodità, un hotel vicino all’aeroporto per il mattino successivo. Stavolta devo fare un plauso a Dario che ha scelto l’Hotel Malaga Picasso, praticamente una bellissima villa con una decina di camere e un fantastico lussureggiante giardino con piscina, nel quale abbiamo passato pressoché tutta la giornata, dopo aver dato un’occhiata all’affollatissima e rumorosa spiaggia antistante l’hotel.

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Hotel Picasso

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hotel Picasso – relax in giardino

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… i cartelli sono praticamente il riassunto del nostro viaggio…. 😉

Davvero un’ottima conclusione per un fantastico viaggio, che sognavo da tempo e che, mare a parte, ha realizzato perfettamente tutte le mie più rosee aspettative !

Come sempre, sono a disposizione per maggiori delucidazioni o per info sui costi o sugli hotel. 🙂