Dicembre 2016 – tre giorni a Timisoara

Se mi seguite da qualche tempo, siete già a conoscenza dell’importante cambiamento lavorativo che ha contraddistinto gli ultimi tre mesi della mia vita. Per questo e per altri motivi quest’anno non avevo ancora potuto usufruire del mio consueto viaggio-regalo-di compleanno, che è stato posticipato a fine dicembre, primo momento utile per potermi concedere qualche giorno di pausa dal lavoro in negozio, che in questo mese è stato fortunatamente abbastanza impegnativo. 😀

Abbiamo allora potuto sfruttare un’offertona  promozionale che avevo acquistato in novembre sul sito di Ryanair: 2 biglietti A/R per Timisoara (Romania) ad un totale di 20,38 Euro! Potevo lasciarmi sfuggire una simile occasione? Ovviamente no! Sono profondamente convinta che ogni posto che non si è ancora visto valga la pena di essere visitato e ne ho avuto conferma una volta di più. Viaggiare apre la mente e allarga gli orizzonti, basta mettere da parte i soliti pregiudizi.

 

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Timisoara – Cattedrale Ortodossa

 

E allora via, siamo partiti da Orio al Serio il 26 dicembre pomeriggio per rientrare il 29 dicembre in serata. Abbiamo pernottato all’Hotel Savoy, a 5 minuti a piedi dal centro, in una bella camera spaziosa ed accogliente, con ottima connessione wi-fi gratuita e un ottimo ristorante interno, con prezzi decisamente bassi, in linea con i ristoranti del centro città (circa 20/25 euro in due, vino compreso).

In hotel ci siamo andati direttamente in taxi dall’aeroporto, in quanto dista poco più di 10 km per un costo intorno agli 8 euro (circa 40 Lei). Si può prelevare la valuta locale direttamente in aeroporto, ai numerosi ATM presenti immediatamente fuori dall’aera degli arrivi.

Timisoara è una cittadina piccina ma molto accogliente e pittoresca, vanta numerose bellissime chiese, tra cui la Cattedrale Ortodossa Metropolitana, il Duomo Romano Cattolico, la Sinagoga din Cetate, tantissime piazze immense circondate da palazzi barocchi, come Piata Victoriei, Piata Libertatii e Piata Unirii. Numerosi anche i parchi, che non abbiamo avuto il piacere di sfruttare dato le temperature proibitive (il giorno 28 ci siamo svegliati con il sole ma con una piacevole sorpresa : durante la notte aveva nevicato 🙂 !!!).

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Piata Victoriei

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Piata Unirii

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Vista della Cattedrale Ortodossa dall’hotel Savoy

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il lungofiume Timis con la neve  🙂

Molto interessante è il Museo della Rivoluzione del dicembre 1989 (che è partita proprio da questa città universitaria e che ha poi portato alla caduta di Ceaușescu) nel quale per 10 Lei (circa 2 Euro) potete assistere alla proiezione di un inquietante documentario della durata di circa 30 minuti, in rumeno sottotitolato in inglese, prima di tuffarvi nelle numerose stanze nelle quali è esposto il materiale fotografico.

Per lo shopping, c’è l’immenso Iulius Mall, 4 piani di negozi e ristoranti a 10 minuti di taxi dal centro città. I prezzi dei ristoranti sono ottimi (abbiamo pranzato da Subway, in una catena cinese e in una hamburgheria), mentre i prezzi dei negozi delle maggiori catene internazionali sono in linea con quelli italiani.  Niente affaroni, quindi …..

Per il resto, in piazza della Vittoria (Victoriei) c’era un mercatino natalizio fisso, con numerose casette di legno che vendevano artigianato locale, cappellini, sciarpe, guanti, calamite e cibo, vin brulé, ciambelle fritte e altro. Molto pittoresca la sera, illuminata da un gigantesco albero di natale stilizzato.

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Piata Victoriei by night

Oltre alle due cene in hotel, abbiamo cenato la prima sera da Casa Cu Flori, buono ma bisogna fare molto attenzione ad aglio e cipolla, di cui qui tendono ad abusare, mentre per il dopo cena ci siamo trovati molto bene al  The Note Pub, con l’immancabile Guinness e musica live nel weekend. Buona anche la cucina per lo spuntino veloce del mezzogiorno.

Come ho detto, la città è un importante polo universitario, pertanto in questo periodo la vita notturna non era molto vivace, perché tutti erano rientrati a casa per le vacanze, ma consiglierei senz’altro una visita, magari in primavera!

N.d.A. : giusto per precisare, chissà com’è che anche qui è arrivato Starbucks, mentre portarlo in Italia sembra sia la cosa più difficile e complicata del mondo ?…… mah !!!

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Agosto 2016 – Ritorno a Minorca : la scoperta di una nuova isola

Complici l’attuale complicata situazione internazionale, ma soprattutto la presenza in loco del nostro amico Ennio, trasferitosi a vivere in questo paradiso terrestre ormai da otto mesi, contravvenendo a tutti i miei principi e convinzioni,  quest’anno per la seconda volta siamo tornati in un posto in cui eravamo già stati ma, grazie al fondamentale contributo della nostra personale guida menorquiña, quella che abbiamo visto è stata praticamente un’altra isola rispetto alla volta scorsa.

Risultati immagini per mappa minorca

Infatti, la prima volta ( Agosto 2013 – Minorca ) avevamo battuto a tappeto il sud/est dell’isola, a partire da Cala en Brut per arrivare sino a Sou Bou, mentre quest’anno abbiamo perlustrato la zona nord/ovest (Cala d’Algaiarens, Cala del Pilar, Cala Pregonda, Cala Binimel-là, Arenal de Son Saura, Platja d’en Tortuga) dedicando una mezza giornata anche a Mahon (la capitale, in cui si trova  l’aeroporto – situata al polo opposto dell’isola rispetto a Ciutadella – che fino ad ora avevamo erroneamente sottovalutato, credendola meno bella e meno vissuta di ques’ultima) ed un pomeriggio per ammirare lo spettacolare tramonto nella più turistica ma non meno bella Platja de Sant Tomàs, che si trova sulla costa sud. Fatto sta che abbiamo stabilito che non sarebbe affatto superfluo un terzo ritorno in un prossimo futuro, magari soggiornando proprio a Mahon oppure nella caratteristica Es Mercadal, molto meno turistica, posta proprio al centro dell’isola e dunque lontana dal mare ma strategica per gli spostamenti in qualsiasi direzione, per poter perlustrare anche la zona mancante del sud/ovest.

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dall’alto in senso orario: Cala d’Algaiarens – Cala Pilar – Cala Pregonda

Le cale della costa nord sono meno accessibili rispetto a quelle a sud in quanto la costa è rocciosa, caratterizzata da alte scogliere che scendono a picco verso il mare e spesso per raggiungere le spiagge occorrono lunghe scarpinate in un paesaggio incredibilmente variegato – quasi desertico, a tatti spettrale, sotto il sole cocente – che all’improvviso muta in una lussureggiante e verdeggiante macchia di pini marittimi; e quando, finalmente, dalla cima dell’ultima salita, davanti agli occhi si svela lo specchio incredibilmente azzurro, limpido e cristallino di un mare da sogno, ci si rende conto immediatamente che ne è valsa la pena. Ovviamente la maggior parte di queste spiagge non sono attrezzate e non hanno bar, docce o servizi igienici, per cui bisogna partire ben riforniti di zaino termico con acqua fresca, frutta e barrette energetiche; ma altrettanto ovviamente, nonostante l’isola ad agosto sia nel pieno della sua capacità ricettiva, spesso può capitare di ritrovarsi circondati da una sola manciata di persone e di godere di una pace e di un silenzio quasi irreali, nei quali lo sciabordio delle lievi onde che si infrangono sulla battigia la fa da padrone.

Molte di queste spiagge mi hanno ricordato fortemente le mie adorate isole Hawaii: il verde intenso della vegetazione ricca e lussureggiante sui monti che le circondano e le sovrastano, le immense spiagge semi-deserte di sabbia dorata, quasi rossa, il cielo sgombro di nuvole di un azzurro da fare male agli occhi a fissarlo e  la distesa del mare che si perde oltre l’orizzonte in tutte le sue sfumature di blu e verde, trasparente e cristallino, talmente placido a giorni da sembrare una  immensa piscina!

Naturalmente siamo anche tornati a tuffarci dalle mitiche terrazze di Cala’n Brut, a nuotare nella caraibica acqua di Cala en Bosch, a fare un bagno nella “nostra” vecchia Cala Santandria, così come ci siamo rilassati davanti “casa” nella piccola ma pittoresca Cala Blanca nelle mezze giornate in cui siamo rimasti in zona per rigenerarci tra un “Camí de Cavalls” e l’altro. Il Camí de Cavall (orgoglio della nostra guida e croce e delizia per noi 😀 ) è un sentiero che corre lungo la costa di Minorca per tutta la sua lunghezza; i 185 chilometri del sentiero, possono essere affrontati a piedi, in bicicletta o, appunto, a cavallo e rappresentano il modo migliore per andare alla scoperta delle bellezze naturali dell’isola. Il percorso si snoda attraverso zone rocciose, canaloni, torrenti, valli, zone umide e zone agricole unendo le torri di guardia, i fari e le trincee disseminati sull’isola. Attraverso il Camí de Cavalls avrete modo di osservare da vicino i numerosi ecosistemi presenti sull’isola di Minorca, dichiarata patrimonio dell’Unesco. Essendo un percorso circolare lo si può iniziare in qualsiasi punto, ma il chilometro zero si trova nel porto di Mahon. Il Sentiero è segnato con pannelli informativi ogni 50-100 metri.

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dall’alto in senso orario: Cala en Brut – Camì de Cavalls – Cala Blanca

Per non farci mancare niente, abbiamo anche affittato presso il porto turistico di Cala en Bosch una barca…. mmhhh barchetta….. mmmhhh bagnarola, dai 🙂 , di quelle che si possono condurre senza patente (per usare una frase di Dario, la nostra “velocità” in mare rispetto alle altre barche era paragonabile a quella di un Ciao in autostrada, per chi si ricorda cosa fosse  😀 ) con la quale ci siamo  goduti da un’altra prospettiva tutte le più rinomate cale e calette della costa sud, godendoci lo splendido mare senza però doverne subire l’affollamento: siamo partiti appunto da Cala en Bosch dirigendoci direttamente al punto più lontano consentitoci, ovvero Trebalùger per poi tornare indietro passando per Cala Mitjana e Mitjaneta, Cala Galdana, Cala Macarella e Macarelleta, Cala en Turqueta, Cala des Talaier, Son Saura e Son Xoriguer, con numerose soste per i bagni, ancora permettendo! 😀

Minorca (70)

Cala Mitjana vista dal mare

 

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Platja de Son Xoriguer

SUGGERIMENTI PRATICI : Se siete amanti del mare incontaminato, della natura e prediligete vacanze rilassanti e sportive questo paradiso terrestre a un’ora e mezzo scarsa di volo dall’Italia, a prezzi ancora accessibili, fa sicuramente per voi. Ve lo sconsiglio invece se la vostra priorità è la vita notturna in quanto a Minorca ci si può concedere al massimo una buona cena e un drink con chiacchiere per terminare la serata, ma riuscire a tirare oltre la una può davvero rivelarsi un’impresa e quest’anno che la presenza di connazionali era a dir poco triplicata rispetto alla volta scorsa, ho sentito diverse persone lamentarsene (considerazione personale: mah! )

Per quanto concerne le prenotazioni, come mia abitudine anche questa volta ho fatto tutto on-line ma un po’ più tardi rispetto al solito per vari problemi personali, per cui non ho spuntato i consueti prezzi vantaggiosissimi. I biglietti aerei li ho acquistati come sempre direttamente sul sito di  Easy Jet da Milano Malpensa a Mahon, inserendo anche un bagaglio da stivare. Ho prenotato sempre su Booking.com un bell’appartamento con cucina, bagno, camera da letto e terrazzino, ben attrezzato e funzionale, con pulizie e cambio della biancheria a giorni alterni, presso il complesso VISTA PLAYA 1, in una palazzina a tre piani (per un totale di 24 appartamenti) affacciata sulla piscina con lettini e ombrelloni gratuiti, con connessione Wi-Fi gratuita  e con la possibilità di usufruire, a pagamento, di un bar e di un ristorante alla carta. Il nostro appartamento era al terzo piano con una magnifica vista sull’antistante lussureggiante vegetazione e sullo scorcio di mare di Cala Blanca, distante due soli minuti a piedi. A soli 5 minuti a piedi è inoltre situato il “centro commerciale” di Cala Blanca, con diversi minimarket, ristorantini e pub, senza considerare che la Cala stessa di sera è animatissima e molto pittoresca, con le luci dei ristoranti circostanti che si rispecchiano nel trasparentissimo tratto di mare. In effetti, rispetto a Cala Santandria, questa zona è meglio servita e dista comunque solo 10 minuti di scooter o di auto da Ciutadela.

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Scorcio del mare di Cala Blanca dal nostro terrazzo

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Vista Playa 1 a Cala Blanca

Anche questa volta abbiamo prenotato uno scooter 125 on-line, tramite la compagnia Cooltra.com, che prevede consegna e ritiro direttamente all’hotel, anche se col senno di poi avremmo forse potuto farne a meno, dato che siamo stati gentilmente scarrozzati in giro in auto dal nostro amico Ennio, il che ci ha consentito di raggiungere punti dell’isola più lontani di quelli che avremmo potuto raggiungere solo in moto. Se ci state due settimane, direi che il giusto compromesso è affittare una settimana lo scooter e una settimana l’auto.

Se aveste bisogno di consigli pratici, di indicazioni specifiche su una determinata zona o di aiuto locale per cercare alloggio, noleggiare auto o scooter o semplicemente di soddisfare qualche curiosità particolare, scrivetemi pure e vi  metterò in contatto con l’italo/menorquiño Ennio, che sarà ben contento di fornirvi assistenza, ma attenzione: se un posto si può raggiungere sia con una camminata di 10 minuti che con una di 30, state pur certi che lui vi farà fare la strada più lunga! (per meglio farvi godere di tutte le bellezze del panorama, dirà lui 😀 !!!)  Hasta lluego!

Due giorni a Saragoza

Cosa c’è di meglio, per spezzare la solita routine e regalarsi un magico momento di evasione, di un bel volo verso la mia adorata Spagna? Avendo a disposizione solo un week end, ho deciso di prediligere una città piccolina in modo da riuscire a visitarne le principali attrattive, ritagliandomi però anche del tempo per attività più goderecce, come lo shopping e il “tapear” (la buona abitudine iberica di andar per bar, bevendo birrette fresche e gustando appetitosi stuzzichini,  le tapas appunto). Saragoza si è rivelata perfetta allo scopo!

Partenza da Bergamo Orio al Serio alle 15.30 di venerdì pomeriggio e arrivo a destinazione dopo un volo di circa un’ora e cinquanta. Ad accoglierci, purtroppo, tempo nuovoloso e vento quasi gelido : peccato, speravamo di lasciarci alle spalle freddo e pioggia ma pare non sarà così. In mezz’ora circa di viaggio sul comodo autobus della compagnia Agreda Automovil che si trova immediatamente fuori dall’aeroporto (sulla destra all’uscita dagli arrivi) al costo di Euro 1,85 a persona (il biglietto si ascquista a bordo) arriviamo al capolinea (Plaza del Carmen) in pieno centro di Saragoza, che dista solo 5 minuti a piedi dal nostro Hotel Oriente, situato in Calle del Coso e prenotato on-line sempre su booking.com al costo di Euro 108,00 per due notti in solo pernottamento. L’hotel è davvero molto carino, le camere spaziose e pulite, il personale gentilissimo e la posizione ottimale in quanto a soli cinque minuti a piedi dalla principale attrazione, la maestosa Basilica Nostra Signora del Pilar.

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BASILICA NOSTRA SIGNORA DEL PILAR

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VISTA DELLA BASILICA DEL PILAR DAL FIUME EBRO

La città è tutta un susseguirsi di angoli pittoreschi, con una miriade di basiliche, chiese e chiesette che si scoprono ad ogni voltar di angolo, tutte meritevoli almeno di una visita veloce, con tantissime piazzette ombreggiate da aranceti e olmi con gli immancabili tavolini per ristorarsi, con numerose case e palazzi in architettura Mudejar, testimonianza del’antica dominazione moresca in terra d’Aragona.

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MERCATO CENTRALE

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FONTANA DE LA HISPANIDAD

Siamo stati inoltre fortunatissimi a capitare qui durante la “Feria Medieval”, consistente in tre giorni e tre notti di feste per tutto il centro città con banchetti, rappresentazioni, mercatini con i prodotti tipici – gastronomici e non –  delle tre culture cristiana, ebrea ed araba; è stato pertanto un tripudio di spettacoli, manifestazioni, musei aperti fino ad ora tarda con ingressi ridotti o gratuiti, che non hanno potuto far altro che aggiungere ulteriore valore al nostro viaggio, già di per se entusiasmante.

Saragozza (77)

FERIA MEDIEVAL IN PLAZA PILAR

Saragozza (73)

GRIGLIATINA MEDIEVALE 😉

In genere non è mia abitudine consigliare locali e  ristoranti perché credo che i gusti in fatto di cibo siano decisamente personali e soggettivi, tuttavia questa volta voglio spendere una menzione per la PARILLA ALBARRACIN, in Plaza del Carmen, un locale dall’atmosfera accogliente e raffinata, con personale gentilissimo, ottimi piatti tipici di cucina aragonese sia di carne che di pesce, e prezzi onestissimi. Per il pranzo veloce e spartano invece il nostro preferito resta sempre e comunque 100 MONTADITOS, con le ottime baguettine calde con Jamon Serrano!

HASTA LUEGO, SARAGOZA !

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Ottobre – Malta : un ultimo assaggio d’estate

Per me che adoro il mare, quale modo migliore potrebbe esserci di festeggiare il mio compleanno se non quello di godermi un ultimo scorcio d’estate prima di rassegnarmi all’arrivo dell’autunno, approfittando di un’offerta imperdibile di Ryan Air per un volo A/R da Malta al costo di 48 Euro a testa?

Giusto per conoscenza, l’arcipelago di Malta costituisce un ponte tra l’Europa e il Nord-Africa, dista 80 km circa dalla Sicilia, 280 km circa dalla Tunisia e 330 km dalla Libia. E’ composto da 3 isole principali: Malta, sulla quale si trova la capitale La Valletta, Gozo e Comino, quest’ultima disabitata. Le lingue ufficiali sono il maltese e l’inglese ma l’italiano lo masticano praticamente tutti, soprattutto nelle zone più turistiche. La moneta è l’euro e la guida è a sinistra.

E allora via, partenza sabato mattina da Orio al Serio e rientro il martedì pomeriggio seguente. Due sole ore di volo e…. un altro mondo si palesa davanti ai nostri occhi !

Appena sbarchiamo togliamo il giubbino e il golfino e ci godiamo il calore dei 27 gradi del sole sulla pelle, il cielo azzurro anche se un po’ nuvoloso e l’inconfondibile e adorato profumo d’estate !!! Il paesaggio è un incrocio tra il sud Italia e il nord Africa, con le tipiche casette basse, prevalentemente bianche, con i tetti piatti e le persiane dipinte d’azzurro o di ocra; l’interno è abbastanza brullo, con gli alberi di cactus che costeggiano le carreggiate. Le coste sono generalmente alte e rocciose, e si alternano ad alcune piccole spiagge sabbiose, caratterizzate da acque cristalline.

A dire il vero la mia prima impressione non è stata proprio favorevole, perché nel tragitto dall’aeroporto all’appartamento che avevamo prenotato ho riscontrato parecchia trascuratezza e sporcizia, ma poi girando l’isola in scooter mi sono ricreduta e la consiglierei sicuramente per un week-end lungo di mare oppure per una settimana di vacanza. Tenete però in considerazione che, a meno che non abbiate un budget abbastanza elevato da potervi permettere l’Hilton o il Westin, lo standard medio degli hotel lascia abbastanza a desiderare e le stelle dichiarate non corrispondono proprio ai servizi offerti…. soprattutto per quanto concerne la pulizia….

Noi abbiamo scelto di soggiornare a St. Julian’s che è il centro della movida notturna, a due passi dalla piccola spiaggia di St. George’s Bay in quanto il nostro intento principale stavolta non era tanto quello di girare l’isola in lungo e in largo ma quello di goderci un paio di giorni di relax, sole, spiaggia e mare (costo di un appartamento per 3 giorni 150,00 Euro). Ebbene, se avete il sonno leggero e non riuscireste a dormire anche su un muretto o sulla cassa di una discoteca come noi, ve lo sconsiglio vivamente in quanto, giusto a titolo esemplificativo, nella notte tra sabato e domenica il locale sotto di noi (eravamo al 3° piano) ha spento la musica alle 08.00 ! Conviene piuttosto alloggiare a Sliema, zona strategica per gli spostamenti se intendete girare l’isola utilizzando il trasporto pubblico: gli autobus sono molto frequenti, economici e raggiungono praticamente ogni punto dell’isola, mentre il traghetto vi porta direttamente da Sliema a La Valletta, anche di sera. Il noleggio dell’auto io personalmente lo sconsiglio, per le difficoltà della guida a sinistra ma soprattutto, cosa in effetti abbastanza strana per un’isola, per il traffico caotico che la caratterizza.

Noi abbiamo optato per il noleggio di uno scooter per un giorno (38,00 Euro con l’assicurazione completa, senza franchigie, altrimenti sarebbero stati 28,00 ma per soli 10,00 Euro di differenza perché rischiare?) così siamo riusciti a girare tutta la costa est e una buona metà della costa ovest, partendo da Sliema, Paceville, Pembroke, Bugibba, St. Paul’s Bay, Paradise Bay e sostando a Mellieha per un paio d’ore di mare (costo di due sdraio per mezza giornata 6 Euro totali) e per un pranzo a base di panini e insalata fronte mare. Nel tardo pomeriggio siamo poi ripartiti alla volta di Golden Bay e della favolosa Ghajn Tuffieha che abbiamo ammirato solo dall’alto della scoscesa scogliera ma che, complice il mare mosso, ci ha ricordato tantissimo la Big Beach delle nostre amate isole Hawaii (lacrimuccia….).

Il terzo giorno invece lo abbiamo passato tutto a goderci i 30 gradi senza vento e il cielo terso senza una nuvola sulla spiaggia di St. George’s a St. Julian’s, a mollo nel mare fresco, trasparente e piacevolmente carezzevole (2 straio + ombrellone per tutto il giorno 12 Euro).

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La cucina è un ottimo mix tra mediterranea ed araba, con molto pesce alla griglia, verdure e carne prevalentemente di coniglio. Noi abbiamo gustato delle ottime specialità tipiche maltesi come il Lampuki alla griglia (pesce tipico abbondante in questo periodo), oppure la “ftira”, la tipica pizza maltese, cugina della nostra pizza, con rucola e zucca, o ancora le polpettine di tonno al forno oppure di coniglio cotte nella birra, dai nomi incomprensibili e intraducibili ma dal sapore ineguagliabile! (da Kcina Maltija, seduti di fronte al mare, sul pittoresco porticciolo di St. Julian’s).

Purtroppo non abbiamo avuto modo di concederci una gita in traghetto a Gozo o Comino nè di visitare Medina, l’antica capitale che conserva ancora le austere mura arabe e i meravigliosi palazzi delle maggiori famiglie nobiliari maltesi, ed abbiamo ammirato il centro de La Valletta unicamente in occasione di una gita serale in taxi prima di cenare all’aperto in un ristorantino nelle vie del centro, ragione per la quale credo che ci ritorneremo presto, (magari l’anno prossimo nello stesso periodo, ora che il Mar Rosso non mi attira più particolarmente a causa della difficile situazione internazionale) e ragion per cui mi sento di consigliarla anche per una vacanza di una settimana !

Giugno 2015 – Budapest : un itinerario di un giorno e mezzo

Da tanto tempo le immagini di Budapest divisa in due (Buda e Pest) dal maestoso Danubio, delle sue luci sfavillanti che si stagliano contro il cielo blu della notte, della magnifica architettura del palazzo del Parlamento che svetta sul panorama circostante, mi facevano sognare un viaggio in questa splendida città ma, pensando che valesse la pena di dedicarle almeno tre o quattro giorni pieni, avevo sempre rimandato il viaggio. Stanca di procrastinare ulteriormente, ho deciso di cominciare a vedere quanto più possibile nel week-end lungo che sono riuscita a dedicarle, rimandando a un momento successivo tutto quello che non ho fatto in tempo a fare, una cosa sopra tutte la visita alle rinomate terme Széchenyi, un giro nel bellissimo parco Varosiglet per ammirare il castello Vajdahunyad ed il laghetto artificiale ricavato nello spazio che durante l’inverno è una pista di pattinaggio, o ancora la salita alla collina di Gellert.

Purtroppo, a causa degli orari aerei, volando da Bergamo con Ryan Air siamo atterrati a Budapest intorno alle 16.00 di sabato pomeriggio e ripartiti lunedì intorno alle 12.30, quindi abbiamo avuto a disposizione un giorno e mezzo che, con un itinerario già ben pianificato da casa, non è poi così poco come potrebbe sembrare! 😉

Non appena sbarcati abbiamo immediatamente prelevato dei Fiorini Ungheresi allo sportello bancomat che si trova in aeroporto, sulla destra rispetto all’uscita degli arrivi, per poi recarci al punto informazioni ed acquistare due Budapest Travelcard da 72 ore (4.150 Fiorini ciascuna, circa 15 Euro), che consentono di utilizzare illimitatamente tutti i mezzi pubblici. Dall’aeroporto abbiamo raggiunto direttamente il nostro hotel (Starlight Suiten Hotel) situato a Pest, proprio di fronte al Ponte delle Catene (e a cinque minuti a piedi dalla fermata DEAK della metro, nevralgico punto di incontro di tutte le linee), usufruendo dell’ottimo servizio dell’Airport Shuttle Minibus (ASM), prenotato on-line da casa al costo fisso per due persone di 4.130 Fiorini Ungheresi (circa 14 Euro). Il tempo di depositare le valigie in camera ed eravamo già fuori, diretti in metropolitana verso la Piazza degli Eroi.

Piazza degli Eroi

Piazza degli Eroi

Partendo da qui abbiamo percorso a piedi il corso Andrassy Utca, riconosciuto patrimonio dell’umanità, ammirando i diversi stili architettonici dei bellissimi palazzi di diverse epoche, il teatro dell’Opera, le vetrine dei negozi delle più rinomate marche; la nostra meta era il Museo del Terrore, che purtroppo abbiamo trovato chiuso in quanto l’orario di apertura è dalle 9.00 alle 18.00, domenica compresa, fortunatamente. Quindi la visita è solo rimandata a domani … 🙂  Tornando verso l’hotel abbiamo potuto ammirare anche la Basilica di Santo Stefano, la chiesa cattolica più grande di Budapest.

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scorcio della Basilica di Santo Stefano

Per la serata ci siamo diretti verso piazza Erzseber tèr e vie limitrofe, dove c’è un’altissima concentrazione di ristoranti e locali. Dopo cena abbiamo goduto della romantica visione della città illuminata dall’alto della ruota panoramica (Sziget Eye belvaros) e abbiamo concluso la serata con qualche rilassante birretta al Raqpart, un grazioso discopub posizionato sulla riva del Danubio, proprio sotto il ponte delle catene, molto suggestivo, costruito interamente in legno e con dei vecchi fusti di benzina al posto dei tavoli. 🙂

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Basilica di Santo Stefano

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Sziget Eye

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il Palazzo Reale

Ristorati da una lunga dormita, siamo pronti ad affrontare una splendida domenica che si preannuncia calda e soleggiata come il giorno precedente: usciti dall’hotel abbiamo attraversato a piedi il ponte delle catene e, usufruendo della funicolare Budavári Sikló ci siamo dedicati alla visita di Buda, ammirando il magnifico panorama di Pest che si svelava pian piano al nostro sguardo man mano che salivamo verso la cima della collina. Dopo le mille foto di rito, particolarmente al palazzo del Parlamento che è davvero un capolavoro architettonico, maestoso ed imponenete, abbiamo potuto ammirare la Chiesa di Mattia, il Bastione Pescatori, Palazzo Sàndor (attuale residenza del Presidente della Repubblica) e assistere al cambio della guardia (questa, a quanto pare, è una fortuna che ci capita spesso ! 😉  )

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vista su Ponte delle Catene e centro di Pest

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il Parlamento

Chiesa di Mattia

Chiesa di Mattia

Bastione dei Pescatori

Bastione dei Pescatori

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Ridiscesi in funicolare e tornati a Pest abbiamo preso l’antico Tram 2, che costeggia il Danubio dal Ponte Margherita al Ponte Petőfi e viceversa, e regala una bella panoramica sul fiume e su Buda. Ci siamo fermati al Parlamento, e da qui abbiamo costeggiato il lungofiume sino alla Passeggiata delle Scarpe, un memoriale composto da 60 paia di scarpe in ricordo degli ebrei ai quali fu ordinato di spogliarsi prima di essere gettati nelle acque del fiume.

...trova l'intruso... ;)

…trova l’intruso… 😉

Risaliti sul Tram 2, che funge un po’ da Sightseeing, abbiamo proseguito sino al Mercato Coperto, situato alla fine di Vaci Utca, per ammirare almeno la particolare architettura del palazzo che lo ospita, in quanto  il mercato è aperto dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 17, il sabato fino alle 15:00 e, purtroppo, è chiuso la domenica. 😦

il Mercato Coperto

il Mercato Coperto

Dopo esserci opportunamente rifocillati, ristorati e riposati, nel pomeriggio siamo tornati al Museo del Terrore (Terror Haza) che si trova nell’edificio che venne usato come quartier generale della polizia politica sia nazista che comunista, e testimonia i  tragici effetti dei regimi che oppressero l’Ungheria durante e dopo la Seconda Guerra mondiale : musiche e luci nelle varie sale ricreano l’atmosfera angosciosa della vita durante la seconda guerra mondiale e sotto le dittature. Il museo è stato ultimato nel 2002 in seguito al restauro della vecchia “Casa della lealtà” che fu il quartier generale dei nazisti prima e dei comunisti poi. La sua realizzazione fu voluta dal primo ministro ungherese Viktor Orbàn.

Museo del Terrore

Museo del Terrore

Non essendo venuti qui per deprimerci, dedichiamo un’oretta abbondante a questa visita, dopodiché ci rituffiamo nell’atmosfera festosa di una splendida domenica pomeriggio di quasi-estate e girovaghiamo un po’ per le vie del centro senza una meta particolare.

Per la cena siamo tornati in Andrassy Utca, in un ristorante molto carino che avevamo addocchiato nel pomeriggio, The Bigfish Seafood Bistrot, la cui peculiarità è che si può scegliere direttamente al bancone il pesce che si desidera mangiare e come lo si desidera cucinato (è simile alla Paradeta di Barcellona, ma molto meno a buon mercato!). Terminiamo la serata nel medesimo locale sul lungofiume della sera precedente, questa volta senza badare particolarmente all’orario, tanto l’indomani c’è solo da far colazione e far rotta verso l’aeroporto, con il taxi che abbiamo prenotato al prezzo fisso di 7.500 Fiorini (circa 25 Euro).

il lungo Danubio e il Parlamento illuminati

il lungo Danubio e il Parlamento illuminati

Ripartiamo, come sempre, stanchi per le scarpinate ma indubbiamente soddisfatti per tutto quanto siamo riusciti a godere di questa splendida città che è per me l’ennesima conferma che le città dell’Est Europa hanno un fascino davvero incredibile, sospese come sono tra presente e passato, tra Oriente e Occidente, permeate da una voglia di riscatto e di rinascita che traspare da ogni gesto dei suoi abitanti, e ricche di storia recente, che noi apprezziamo particolarmente.

Dato che il viaggio è stato il mio regalo di compleanno per la mia dolce metà, non mi sembrava carino indicare i costi di volo e hotel. Se aveste necessità di informazioni supplementari, sono a completa disposizione!

Ottobre 2014 – Un weekend alla scoperta dei Balcani: Belgrado in tre giorni

Belgrado non è ancora annoverata tra le “classiche” mete per un week-end lungo e forse questo è uno dei motivi che la rendono ancora più affascinante, insieme alla disponibilità e alla calda accoglienza dei suoi abitanti, ancora non avvezzi al turismo di massa ma anzi grati ai turisti curiosi che mostrano interesse verso la loro città, ricca di storia recente e di cultura.

Approfittando di una imperdibile offerta Easy Jet (volo A/R 62,00 Euro a testa), io e Dario partiamo da Milano Malpensa nel primo pomeriggio di venerdì 3 ottobre per festeggiare, come è ormai nostra tradizione, il mio compleanno alla scoperta di una nuova meta. Due ore scarse di viaggio e atteriamo in terra Serba, all’aeroporto Nikola Tesla, dove un viaggio in taxi di circa 20 minuti al costo 1.800 Dinari Serbi (RSD-circa 20 Euro) ci catapulta nel quartiere Skadarljia alias “la Montemartre di Belgrado”, il quartiere degli artisti,  dove anche questa volta ho scovato una chicca: il carinissimo hotel boutique Le Petit Piaf, a due piani, con 18 camere delle quali quelle al piano superiore (come la nostra) sono mansardate:  la zona living è al piano inferiore e una caratteristica scala a chiocciola porta al lettone sul soppalco (costo totale per due notti 128,00 Euro).

Skadarlija

Skadarlija

Skadarlija by night

Skadarlija by night

Skadarlija - Ingresso del ristorante Tri Sesira

Skadarlija – Ingresso del ristorante Tri Sesira

Come tutte le altre città dell’est europeo che abbiamo visitato nelle quali non è ancora in vigore l’Euro, il cambio ci risulta particolarmente favorevole ed il costo della vita è decisamente inferiore rispetto all’Italia e in modo particolare rispetto a Milano. In genere il nostro termine di paragone è la birra media, il cui costo qui variava da Euro 1,20 a Euro 1,50, ragion per cui abbiamo, come sempre, abbondato!!! 😉

Belgrado è una città vivissima, sia di giorno come di sera, abbiamo spesso girato a piedi,  approfittando anche del fatto che il nostro hotel era in una zona pienissima di localini e Kafane (le tipiche trattorie in cui si cena a prezzi abbordabili, con luci soffuse e con accompagnamento di orchestrine di suonatori locali che si susseguono tra di loro per tutta la serata e, talvolta, addirittura con delle estemporanee rappresentazioni teatrali) e non abbiamo mai avvertito un senso di pericolo o di isolamento. Le persone sono tutte molto disponibili, forse perché ancora non avvezze al turismo massificato. Spesso vedendoci consultare la cartina ci offrivano spontaneamente aiuto e, pur non parlando inglese, cercavano di aiutarci a trovare ciò che cercavamo. Addirittura un autista di autobus al capolinea è sceso dal proprio mezzo per portarci personalmente dall’altra parte della piazza dove c’era la fermata di nostro interesse, dato che non riusciva a spiegarci a parole il da farsi. E poi ovunque artisti di strada, spettacoli, intrattenimenti : nel pomeriggio di sabato abbiamo fortunosamente assistito alla registrazione della nuova sigla di un noto telefilm locale con un gruppo di attori famosi che si fingevano suonatori da strada (il brano, dal titolo PROVOCATZIA, ce lo siamo poi cercato e scaricato on-line ed è diventato la colonna sonora di questo viaggio : ogni volta che lo shuffle del mio MP3 me lo ripropone mi ritrovo catapultata in Knez Mihailova a quell’assolato pomeriggio di ottobre).

La via dello shopping Knez Mihailova

La via dello shopping Knez Mihailova

Alla fortezza Kalemegdan, dall’alto della quale si può ammirare la confluenza tra i due maestosi fiumi della città, il Danubio e la Sava, abbiamo potuto visitare il museo militare e apprezzare una mostra fotografica gratuita lungo i viali dell’omonimo parco con le immagini della guerra dalla quale il paese è uscito solo da una manciata di anni (come testimoniano alcuni palazzi in rovina lasciati appositamente nello stato in cui versavano al termine dell’intervento della NATO del 1999 come monito).

Parco  e Fortezza Kalemegdan

Parco e Fortezza Kalemegdan

Bombardamenti Nato

Bombardamenti Nato

La mattina di domenica in TRG Republike (la piazza principale di Belgrado, dove si riunisce tutta la popolazione per eventi o manifestazioni importanti) abbiamo assistito a lezioni di aerobica e a gare di roller-skate insomma, non abbiamo certo avuto modo di annoiarci e come sempre a malincuore abbiamo recuperato il bagaglio che avevamo lasciato al gentilissimo receptionist dell’ hotel nel tardo pomeriggio di domenica e, con il taxi che ci eravamo fatti prenotare, ci siamo avviati all’aeroporto per atterrare nuovamente a Malpensa circa un paio di ore dopo, con una valigia di nuovi ricordi da godere ed elaborare!

TRG Republike

TRG Republike

Cattedrale Ortodossa di San Sava

Cattedrale Ortodossa di San Sava

Giugno 2014 – due giorni a Dusseldorf

Sino ad ora in Germania avevo avuto modo di visitare solo Berlino, città senza dubbio molto affascinante e ricca di storia recente, della quale avrò modo di raccontare in seguito. La mia scelta questa volta è caduta su Dusseldorf per motivi puramente “pratici”: reduce da una settimana di vacanza a Ibiza la prima settimana di giugno, non potevo permettermi di chiedere neanche un solo altro giorno di ferie al lavoro, ma nel contempo non volevo rinunciare alla ormai consolidata tradizione famigliare di festeggiare i nostri rispettivi compleanni (in questo caso quello di Dario) con un viaggio. L’unica meta che mi dava la possibilità di prendere un volo il sabato mattina presto e tornare la domenica in serata ad un prezzo praticamente irrisorio era, appunto Dusseldorf, per cui dopo aver preso qualche informazione sul web e aver stabilito che poteva valere la pena di passarci un week-end, non ho perso tempo e ho fissato il volo!

Abbiamo alloggiato nel bellissimo Hotel Boutique SIR & LADY ASTOR, che consiglio vivissimamente: si tratta in realtà di due fabbricati separati, SIR da un lato della strada e LADY sul lato opposto, con reception unica, per un totale di 16 camere, tutte arredate a tema, a 10 minuti a piedi dal centro storico. A noi è capitata la camera NEW YORK, davvero particolare, calda ed accogliente, senza contare la gentilezza del personale, una fornitura di mele fresche e caramelle sempre disponibili nella hall, cioccolatini e cup cakes a disposizione in camera, e una ricchissima colazione con un buffet superlativo dolce e salato, più uova e waffels fatti al momento, con la possibilità nelle mattinate di sole (come quella che abbiamo fortunatamente avuto noi) di godersela sul terrazzino del minuscolo ma bellissimo giardino.

Sir & Lady Astor Hotel - New York Room

Sir & Lady Astor Hotel – New York Room

Sir & Lady Astor hotel - giardino e breakfast terrace

Sir & Lady Astor hotel – giardino e breakfast terrace

Dusseldorf è una città abbastanza piccola, ideale per una visita “mordi e fuggi” : noi abbiamo approfittato del sabato pomeriggio per perlustrare il quartiere KONINGSALLEE, famoso per gli innumerevoli locali e la via dello shopping, SCHADOWSTRASSE, per poi dirigerci verso il “bar più lungo del mondo” (LANGSTE THEKE DER WELT), un chilometro quadrato di bar, discopub, caffetterie e birrifici, dove gustare una pinta della più famosa birra locale, la ATLBIER. Ci siamo poi diretti verso il centro storico vero e proprio, l’ ALTSTADT, nel quale abbiamo potuto ammirare la famosa BURGPLATZ con i resti del castello di SCHLOSSTURN, la BASILIKA ST. LAMBERTUS, l’antico Municipio, il Museo Navale, e, camminando camminando abbiamo raggiunto il lungo Reno, costeggiato da altri pub e locali. Siamo stati anche fortunati ad essere capitati qui in pieno mondiale di calcio, per cui tutti i locali sul lungofiume erano dotati di megaschermi e, tra fiumi di birra, immancabili wurstel con patatine e cori da stadio, l’atmosfera era veramente “calda”! La sera, dopo aver cenato in una catena di steak house ci siamo goduti la visione di Italia-Inghilterra in camera, troppo stanchi per resistere a vederla in un pub (io confesso di avere chiuso gli occhi a non più di 5 minuti dal fischio d’inizio )

La mattina di domenica, rigenerati dal riposo notturno e dopo la succulenta colazione sul terrazzino del giardino, ci siamo nuovamente avviati verso l’Altstadt e il lungofiume, nella città addormentata e quasi deserta rispetto al movimento del sabato e, dopo una immancabile sosta da Starbucks (per il quale, devo confessarlo, io impazzisco e non appena sono all’estero devo fiondarmici per il mio frappuccino o la mia mega tazza di coffe-to-go e dove abbiamo approfittato del wi-fi per chattare un po’ con gli amici a casa), abbiamo gironzolato senza meta perlustrando nuovamente stradine e vicoli. Verso le 14 pranzo al volo da Subway, dopodiché siamo tornati verso l’hotel per recuperare i nostri bagagli.

L’unica pecca in effetti è la lontananza dell’aeroporto di Weeze utilizzato da Ryan Air rispetto al centro città (ci si impiega circa un’ora in navetta) e, soprattutto, il fatto che le navette sono a cadenza oraria e la domenica pomeriggio l’ultima è alle 16, per cui alle 17 ci siamo ritrovati in aeroporto (che è un hangar sperduto nella campagna tedesca) a dover aspettare il nostro volo alle 20. Suggerirei pertanto, eventualmente, di utilizzare German Wings che vola direttamente su Dux!

Comunque, a parte questo disguido, anche stavolta ne è valsa sicuramente la pena; penso che valga sempre la pena di un week-end in un luogo nuovo, non fosse altro che per staccare la spina. Senza contare, come già diceva Sant’Agostino, che

IL MONDO E’ COME UN LIBRO E QUELLI CHE NON VIAGGIANO NE LEGGONO SOLTANTO UNA PAGINA!

Il lungo Reno

Il lungo Reno

Skyline

Skyline

Altstadt

Altstadt

Altstadt

Altstadt

Altstadt

Altstadt