Agosto 2017 – Tenerife

Il 2017 è stato, e continua ad essere, un anno particolarmente difficile e complicato in vari ambiti della mia vita, ragion per cui la frequenza dei miei viaggi e la conseguente pubblicazione dei racconti ha subito, come avrete notato, una battuta d’arresto. Sono per fortuna riuscita a concedermi una breve vacanza estiva, ma stavolta raffazzonata un po’ all’ultimo momento e improntata principalmente al relax e al recupero delle energie che mi serviranno per affrontare la parte restante dell’anno.

Dovendo necessariamente restare a poche ore di volo dall’Italia, la mia scelta è caduta sulle isole Canarie, che ancora non avevo mai avuto modo di visitare, nella fattispecie su Tenerife.

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Ho soggiornato a Puerto de la Cruz, nella zona nord dell’isola, località molto meno turistica rispetto alla zona sud e alle rinomate “Playa de Las Americas” e “Los Cristianos”, che offrivano spiagge più ampie e balneabili, in sabbia chiara, ma molto più affollate, soprattutto da orde di giovani turisti inglesi. Puerto de la Cruz è invece una tranquilla ed amena cittadina, che ha conservato la sua origine canaria e molto del suo antico splendore, quando negli anni ’50 era il centro principale dell’isola, ed ospita un turismo più “elitario”, composto perlopiù da coppie e famiglie. Peccato solo per gli effetti dell’edificazione selvaggia degli anni ’90 e della crisi immobiliare, che qui sono molto evidenti e si manifestano nella forma di tantissimi palazzoni e cantieri abbandonati, che deturpano il paesaggio e mettono un po’ tristezza.

Per contro, il centro storico è davvero un gioiellino e, se siete abbastanza mattinieri, avrete l’opportunità di godervi la centralissima Plaza del Charco e le vie limitrofe, sulle quali si affacciano le tipiche case canarie dipinte a colori vivaci – con i balconcini in legno, il patio tradizionale ed i mobili d’epoca – pressoché deserte nella luce ancora pallida del mattino (qui il sole fa capolino dal monte verso le 8 e  comincia a scaldare intorno alle 10) e potrete beneficiare di gustose colazioni vista oceano a prezzi davvero irrisori, perché  il regime fiscale è tutt’ora molto agevolato (pur non essendo più porto franco, come fino a qualche anno fa) e si può mangiare e bere fuori molto bene praticamente ovunque, spendendo in due  quello che a Milano basterebbe, forse, per una persona sola.

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L’isola è vulcanica, per cui la sabbia è molto scura quasi ovunque, tranne nelle spiagge più commerciali, dove sabbia più chiara è stata portata dall’Africa. La spiaggia principale di Puerto de La Cruz è “El Bollullo”, una piccola lingua di sabbia nera sulla quale si infrangono le spumeggianti e impegnative onde dell’oceano Pacifico, che di Pacifico qui non ha che il nome !

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Per sopperire alla mancanza di spiagge balneabili, la città incaricò il famoso artista canario César Manrique di realizzare un progetto alquanto moderno, visionario e allo stesso tempo artistico:  il “lago Martianez”, la piscina naturale di acqua marina più grande del mondo, ideata e costruita sulle rocce proprio di fronte all’oceano, dal quale viene direttamente pompata l’acqua ogni mattina., L’ingresso giornaliero per due persone, con due lettini e un ombrellone è di 13 Euro e 50 in totale e si può entrare ed uscire tutte le volte che si vuole, qualora non si voglia mangiare in uno dei ristoranti e bar presenti all’interno del complesso. Lo spazio è talmente ampio che non dà mai l’impressione di essere nel pieno della sua capacità ricettiva, e le numerose (ne ho contate almeno 10 e non sono sicura di averle viste tutte!) piscine di acqua salata, collegate da sentieri e ponti e circondate da una fitta vegetazione di piante tropicali e subtropicali,  non risultano mai affollate. Dato che il mio compagno di viaggio è partito con il gesso alla mano destra, rotta pochi giorni prima di partire, stare in spiagge non attrezzate e con difficile accesso al mare per via dei sassi e delle onde diventava un pochino problematico, ragion per cui ci siamo stati diverse volte.

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Utilizzando l’efficientissima rete di bus locali, abbiamo passato una giornata alla Playa de Las Teresitas a Santa Cruz, una bella spiaggia di sabbia color ocra, fronteggiata da una lunga striscia di scogli che creano una sorta di piscina naturale di acqua trasparente e cristallina, nella quale poter fare tranquillamente il bagno al riparo dalle onde impetuose,  sovrastata da una cornice di palme e montagne che mi hanno tanto ricordato le spiagge delle mie adorate (e remote, di luogo e ahimé, ormai anche di tempo) isole Hawaii.

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L’isola avrebbe avuto molte più attrazioni da offrirci, come la salita al vulcano Teide e la visita all’omonimo Parque Nacional, spazio naturale di grande interesse geologico; oppure una visita al  Loro Parque, immenso giardino zoologico, o ancora una gita alle spiagge del Sud o alla capitale, Santa Cruz, in cui siamo solo atterrati e ripartiti, ma come dicevo, quest’anno è andata così…. Tuttavia mi sento decisamente di consigliare Tenerife come meta per una vacanza, soprattutto per una eventuale settimana di stacco invernale, in quanto le ore di volo sono solamente 4 e mezza, in estate c’è una sola ora di fuso, il clima è mite durante tutto l’anno e potrebbe essere una buona alternativa al Mar Rosso, ormai fuori discussione almeno per me.

E poi,  España es siempre España: gente solare, accogliente, cibo buono e vario, “cervezas” ghiacciate a go-go, “cortadi” che non mi fanno per niente rimpiangere il caffè italiano….che altro dire, Hasta lluego mi tierra, a la pròxima vez !

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