Agosto 2012 – Magica Andalusia

Un orizzonte ampio e senza punti di riferimento in cui solo un sole accecante e prepotente fa da limite all’infinito, case candide con cornici d’oro, fiori variopinti che coprono i cortili, paesini bianchi arroccati come un presepe vivente, profumo di agrumi, di fiori d’arancio e di olio, distese sconfinate di uliveti nel brullo paesaggio circostante, torri dorate, moschee, chiese, patii fioriti e il suono del flamenco sopra ogni cosa …. questa era l’Andalusia che sognavo, e questa è stata esattamente l’Andalusia che ho trovato!

La regione che, più delle altre, ha sempre rappresentato nel mio immaginario la Spagna intera, ponte tra due continenti, l’Europa e l’Africa, punto di incontro tra due mari, l’Oceano Atlantico e il Mediterraneo, caleidoscopico contenitore di culture diverse, la cui caratteristica principale è la contraddizione. Ogni angolo del suo territorio è segnato dalle diversità: le bianche cime della Sierra Nevada che circondano Granada e le calde valli del Guadalquivir che attraversa Cordoba e Siviglia, lo struggimento e la passione del flamenco, la forza e il sangue nella corrida, gitani e toreri, lo sherry ma anche le olive e i limoni. E’ il passaggio da una maestosa cattedrale cristiana a un antico palazzo arabo, è lasciare paesini immoti costituiti da una manciata di casette bianche per poi incontrare all’improvviso città moderne piene di luci. E’ una terra con un fascino senza tempo.

Per viverla appieno bisogna ammirare i suoi tramonti, perdersi nei dedali delle sue viuzze, cercare ristoro all’ombra di un aranceto tra le piazzette assolate, girovagare per le vie animate del centro o degli antichi quartieri. Ma, soprattutto, bisogna apprendere l’arte di godersi la vita, apprezzarne il ritmo lento e sonnacchioso, tra chiacchiere e tapas, musica, canti e balli sfrenati. L’Andalusia è luce e colore, è il sole di un giorno d’estate ed è il calore di chi ci vive. Ognuna delle sue città attrae mescolando arte, storia e cultura e rappresentando un simbolo delle religioni che si sono susseguite nella penisola iberica: quella araba raffigurata dalla maestosa Alhambra di Granada, quella cattolica dalla Cattedrale di Siviglia e quella ebraica dalla Sinagoga nel quartiere della Juderia di Cordoba.

Abbiamo dedicato le due settimane centrali di agosto a questo bellissimo viaggio : certo, agosto non è il mese migliore a causa del caldo asfissiante e delle temperature proibitive (a Cordoba nel pomeriggio abbiamo toccato punte di 48° ! ) ma se questo è l’unico periodo dell’anno in cui si possono prendere ferie, ci si adegua 😉 Abbiamo, come sempre, prenotato tutto on-line da casa: volo A/R con Easy Jet, auto con Enoleggio e gli hotel con Booking. Siamo atterrati a Malaga, forse la più moderna delle città Andaluse, alla quale abbiamo dedicato il giorno dell’arrivo, poi siamo stati due giorni a Granada, due a Cordoba, tre a Siviglia, sei giorni di relax a Cadice e l’ultimo giorno di nuovo a Malaga, dalla quale siamo ripartiti.

Malaga

Avevamo davvero tanta voglia di mare, per cui il primo giorno di vacanza ce lo siamo goduto in spiaggia, alla Malagueta, insieme al primo fritto di pesciolini in un chiringuito ubicato direttamente sulla spiaggia. Per la serata invece abbiamo gustato il primo “pulpo alla gallega” e la prima paella in un caratteristico ristorante nelle viuzze del centro in festa per la “Feria”, approfittandone per dare un’occhiata alla Cattedrale e agli sfavillanti viali alberati adornati di fontane della zona più moderna.

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Playa La Malagueta

La mattina successiva segna l’inizio del viaggio vero e proprio, attraverso colline brulle caratterizzate da filari ordinati di uliveti e paesaggi desertici puntinati qua e là dalle casette bianche di qualche piccolo agglomerato urbano, sotto un sole già caldissimo sin dalle prime ore del mattino.

Granada

Sognavo in maniera particolare Siviglia, e le scale arabe da scendere per incontrare questa magnifica città (parafrasando una canzone di Miguel Bosé) ed ho invece scoperto Granada, bianca città di gitani, che mi ha rapito il cuore. Montagne e fiumi fanno da scenario a questa città “preciosa” dove la dominazione araba ha lasciato un’eredità architettonica fantastica. Granada era la più splendida fra le città della Spagna antica ed oggi vanta la presenza di uno dei massimi capolavori dell’arte e dell’architettura islamica: l’Alhambra, il palazzo dei sultani. L’Alhambra è  una vera città murata ed è di una bellezza mozzafiato. Considerata uno dei patrimoni dell’umanità era in pratica una città nella città, dotata di moschee, scuole, botteghe e quant’altro servisse ai suoi abitanti. Consiglio vivamente di acquistare on-line con grande anticipo i biglietti d’ingresso (io l’ho fatto a maggio!) altrimenti è praticamente impossibile riuscire a visitarla in quanto gli ingressi giornalieri sono a numero chiuso; la visita occupa almeno mezza giornata!

A Granada abbiamo alloggiato nel quartiere storico dell’Albayzin, proprio ai piedi dell’Alhambra: dalla Plaza de Santa Ana la via del Darro scorre lungo il fiume (il Darro appunto) e giunge al Paseo de los Tristes, lasciandosi progressivamente alle spalle la città moderna e attraversando semplici ponticelli di pietra che collegano le due famose colline dell’Alhambra e dell’Albaicín.

Sicuramente il nostro soggiorno in questa splendida città è stato magnificato dalla scelta dell’Hotel Casa Morisca, che offre una sistemazione unica all’interno di una nobile casa morisca, appunto, che risale alla fine del XV secolo e che offre una vista meravigliosa sull’Alhambra, permettendo nel contempo di raggiungere facilmente, anche a piedi, il centro della città.

Anche la parte più moderna della città è indubbiamente molto pittoresca e particolare, permeata da reminescenze di antichi splendori arabi, ebraici e cattolici, con numerosi edifici in stile nazari, i bagni arabi, la grande Cattedrale rinascimentale risalente al 16° secolo e numerose bellezze storico-architetturali che testimoniamo più di mille anni di storia. Vanta inoltre una vivace movida universitaria che movimenta le serate con talentuose esibizioni canore, musicali, e con improvvisate pièce teatrali. Davvero a malincuore l’abbiamo lasciata dopo soli due giorni per dirigerci verso la prossima meta.

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Hotel Casa Morisca – la hall

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Hotel Casa Morisca – particolare di un ballatoio

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la maestosa vista dell’Alhambra dalla via dell’hotel

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vista dall’Alhambra

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Granada vista dall’Alhambra

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… sempre visitando l’Alhambra …

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Patio de Los Leones

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vista sull’Albayzin

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ancora l’Alhambra vista dal Paseo de Los Tristes

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Paseo de Los Tristes

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piazzetta nell’Albayzin

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ancora l’Alhambra, vista dal Mirador San Nicolao

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i vicoletti dell’Albayzin

Cordoba

Cordova, come la chiamano i locali, è stata un’altra bellissima scoperta, a condizione di non lasciarsi scoraggiare dal caldo umido che la soffoca (non per niente è soprannominata la “padella di Spagna”), cosa non facile dopo essere stati coccolati dalla fresca brezza con la quale la Sierra Nevada refrigerava le serate di Granada. Sebbene siano lontani i fasti vissuti ai tempi della dominazione araba, Cordoba è una città dinamica e fiera del suo passato glorioso; è un’esplosione di conventi, chiese, campanili barocchi, piazze di azulejos e aranci, eredità romane, arte mudéjar, palazzi patrizi che hanno decorazioni e patios in grado di fare concorrenza a quelli, più famosi, di Siviglia e tramonti infuocati sullo skyline di cupole e tetti. Molto pittoresco il quartiere della Juderia, l’antico ghetto ebraico, e in particolare Calleja de las Flores, una viuzza traboccante di vasi di fiori variopinti appesi alle pareti delle case.

Per coglierne appieno la vitalità e tutti gli aspetti è indispensabile uscire dal recinto che delimita la zona più turistica, al di fuori del quale pulsa una città meno monumentale, ma molto viva, che ha per epicentri il moderno viale di fronte alla stazione e la zona compresa tra plaza de las Tendillas e plaza de la Corredera.

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vista di Ponte Romano, Mezquita e Cattedrale dalla nostra camera

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vista notturna

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Puerta del Ponte

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la morisca Plaza del Triunfo

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Patio de Los Naranjos

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particolare della Mezquita

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campanile della Mezquita

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Calleja de Las Flores

Siviglia

Siviglia non ha certo deluso le mie aspettative e vi conquisterà il cuore, statene certi, con le imponenti testimonianze del suo passato, il suo presente frizzante, gli aromi, i suoni e gli scorci da favola, ma soprattutto per il famoso modo di vivere andaluso: gli abitanti dell’elegante città dorata vivono intensamente le tradizionali passioni spagnole come le tapas, il vino, la birra, le corride, il flamenco, la movida e le feste. L’atmosfera qui è magica ogni sera, la gente è allegra, elegante e rilassata, e ama divertirsi e trascorrere la notte nei numerosi locali della città: tapas bar, ristoranti, pub e discoteche.

Abbiamo avuto l’ottima idea di alloggiare all’Hotel Bécquer, situato in una posizione invidiabile nel pieno centro storico della città, con la Cattedrale, la Giralda e il Barrio di Santa Cruz a meno di cinque minuti a piedi da un lato e il Barrio di Triana, caratterizzato dalla vivace movida serale, dall’altro.

Il quartiere più tipico della città è, appunto, il Barrio de Santa Cruz,  sede anche dell’antico ghetto ebraico prima della cacciata degli ebrei da parte dei re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona alla fine del 1400. Per il primo assaggio della città si può iniziare da qui, vagando per stradine strette dall’aspetto arabo, con basse case bianche e gialle ornate di piante di rose e altri fiori, case che si fronteggiano come guerrieri alti fino al cielo, con le caratteristiche griglie di ferro alle finestre e i balconi fioriti, abbellite da cortili che sono l’emblema romantico dell’Andalusia stessa. Vivaci le tante piazzette, locali a non finire, ristoranti e bar specializzati in tapas.

Abbiamo girato in lungo e in largo, a piedi e con le biciclette gentilmente messe a disposizione dall’hotel, riempiendoci gli occhi per la raffinatezza e la bellezza dei mosaici dell’imponente Piazza di Spagna, all’interno del rigoglioso e rinfrescante Parco di Maria Luisa; spingendoci fino al quartiere della Macarena, nella cui Basilica è custodita l’immagine della Vergine Speranza Macarena, che viene portata in processione per la città durante la Semana Santa, nel periodo di Pasqua, che pare sia il periodo migliore, anche climaticamente parlando, per visitare la città. Abbiamo apprezzato particolarmente (forse per la frescura che ci ha accolto all’interno delle spesse e antiche mura) la visita alla Plaza de Toros, con la dettagliata spiegazione in inglese e spagnolo di una simpaticissima e solertissima ragazza spagnola! E poi abbiamo perlustrato palmo a palmo più di una volta le stradine del Barrio di Santa Cruz, stupendoci ogni volta per l’ottima idea di posizionare dei tendoni (las tendillas 🙂 ) appesi ai cornicioni da un lato all’altro delle strade per ombreggiarle; abbiamo ammirato il ponte di Calatrava, la Torre dell’Oro, la Cattedrale, la Giralda, San Pedro e San Jorge ed il Metropol Parasol, una struttura in legno con anima in cemento costruita nella centralissima piazza della Incarnazione. Ci siamo immedesimati nell’atmosfera pigra e rilassata della città godendoci una Jarra (Dario) o una cana (io) di birra fresca insieme a qualche tapa; io mi sono fatta tentare, nonostante il caldo, dalla tipica colazione sivigliana composta da cioccolata calda e churros fritti (che ho digerito intorno alle due del pomeriggio 😦 ); abbiamo cenato a base di paella a Triana sulla riva del Guadalquivir e abbiamo concluso le nostre serate al Coyote Beach, un ameno disco-bar con sabbia bianca riportata, sempre sulla riva del fiume, che faceva tanto mare!

Anche da Siviglia il momento del commiato è stato difficile, ma mitigato questa volta dalla consapevolezza che FINALMENTE, dopo tutto il caldo patito, ci saremmo diretti verso il tanto agognato mare !!! 🙂

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la Plaza de Toros

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Torre del Oro

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San Jorge

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Barrio de Triana

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la favolosa Plaza de Espana

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la Giralda

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Barrio de Santa Cruz

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La Macarena

Cadice

Cadice è una graziosa città costiera arroccata su un promontorio sull’Oceano Atlantico che vanta un importante porto, molti musei, monumenti, e un centro storico affascinante avvolto dal mare. La città vecchia si trova su una penisola, è dominata dall’imponente cupola della Cattedrale ed è famosa per il suo fascino pittoresco dovuto ai molti edifici nobiliari e al labirinto di stradine che risalgono al Medioevo che si aprono su piazzette punteggiate da bar e ristorantini, dove gustare dell’ottimo pesce accompagnato da ottimi vini.

Qui ci siamo più che altro rilassati, a parte una gita giornaliera a Zahara del Los Atunes, un bellissimo paesino sulla costa in direzione est, una puntatina veloce a Tarifa, ventoso paradiso dei surfisti, e uno sguardo alla costa africana che sembra quasi di poter toccare nei pressi dello Stretto di Gibilterra o del faro di Trafalgar.

Purtroppo il mare non era quello che ci aspettavamo, ne siamo rimasti abbastanza delusi e ci siamo resi conto che visitare Cadice ma soggiornare a Zahara de Los Atunes sarebbe stato decisamente meglio, consiglio che giro spassionatamente a chi dovesse trovarsi ad organizzare un giro simile 😉

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la spiaggia, con vista sulla città vecchia

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le mura della città vecchia

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lungomare nella città vecchia

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la puesta del sol !

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Playa de Zahara de Los Atunes

Malaga

Per l’ultimo giorno siamo tornati a Malaga dove, non essendo stati particolarmente entusiasmati dall’hotel nel quale avevamo soggiornato all’arrivo, avevamo deciso di disdire l’ultima notte, prenotandola on-line sempre su booking e cercando a questo punto, per comodità, un hotel vicino all’aeroporto per il mattino successivo. Stavolta devo fare un plauso a Dario che ha scelto l’Hotel Malaga Picasso, praticamente una bellissima villa con una decina di camere e un fantastico lussureggiante giardino con piscina, nel quale abbiamo passato pressoché tutta la giornata, dopo aver dato un’occhiata all’affollatissima e rumorosa spiaggia antistante l’hotel.

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Hotel Picasso

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hotel Picasso – relax in giardino

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… i cartelli sono praticamente il riassunto del nostro viaggio…. 😉

Davvero un’ottima conclusione per un fantastico viaggio, che sognavo da tempo e che, mare a parte, ha realizzato perfettamente tutte le mie più rosee aspettative !

Come sempre, sono a disposizione per maggiori delucidazioni o per info sui costi o sugli hotel. 🙂

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