Ottobre – Malta : un ultimo assaggio d’estate

Per me che adoro il mare, quale modo migliore potrebbe esserci di festeggiare il mio compleanno se non quello di godermi un ultimo scorcio d’estate prima di rassegnarmi all’arrivo dell’autunno, approfittando di un’offerta imperdibile di Ryan Air per un volo A/R da Malta al costo di 48 Euro a testa?

Giusto per conoscenza, l’arcipelago di Malta costituisce un ponte tra l’Europa e il Nord-Africa, dista 80 km circa dalla Sicilia, 280 km circa dalla Tunisia e 330 km dalla Libia. E’ composto da 3 isole principali: Malta, sulla quale si trova la capitale La Valletta, Gozo e Comino, quest’ultima disabitata. Le lingue ufficiali sono il maltese e l’inglese ma l’italiano lo masticano praticamente tutti, soprattutto nelle zone più turistiche. La moneta è l’euro e la guida è a sinistra.

E allora via, partenza sabato mattina da Orio al Serio e rientro il martedì pomeriggio seguente. Due sole ore di volo e…. un altro mondo si palesa davanti ai nostri occhi !

Appena sbarchiamo togliamo il giubbino e il golfino e ci godiamo il calore dei 27 gradi del sole sulla pelle, il cielo azzurro anche se un po’ nuvoloso e l’inconfondibile e adorato profumo d’estate !!! Il paesaggio è un incrocio tra il sud Italia e il nord Africa, con le tipiche casette basse, prevalentemente bianche, con i tetti piatti e le persiane dipinte d’azzurro o di ocra; l’interno è abbastanza brullo, con gli alberi di cactus che costeggiano le carreggiate. Le coste sono generalmente alte e rocciose, e si alternano ad alcune piccole spiagge sabbiose, caratterizzate da acque cristalline.

A dire il vero la mia prima impressione non è stata proprio favorevole, perché nel tragitto dall’aeroporto all’appartamento che avevamo prenotato ho riscontrato parecchia trascuratezza e sporcizia, ma poi girando l’isola in scooter mi sono ricreduta e la consiglierei sicuramente per un week-end lungo di mare oppure per una settimana di vacanza. Tenete però in considerazione che, a meno che non abbiate un budget abbastanza elevato da potervi permettere l’Hilton o il Westin, lo standard medio degli hotel lascia abbastanza a desiderare e le stelle dichiarate non corrispondono proprio ai servizi offerti…. soprattutto per quanto concerne la pulizia….

Noi abbiamo scelto di soggiornare a St. Julian’s che è il centro della movida notturna, a due passi dalla piccola spiaggia di St. George’s Bay in quanto il nostro intento principale stavolta non era tanto quello di girare l’isola in lungo e in largo ma quello di goderci un paio di giorni di relax, sole, spiaggia e mare (costo di un appartamento per 3 giorni 150,00 Euro). Ebbene, se avete il sonno leggero e non riuscireste a dormire anche su un muretto o sulla cassa di una discoteca come noi, ve lo sconsiglio vivamente in quanto, giusto a titolo esemplificativo, nella notte tra sabato e domenica il locale sotto di noi (eravamo al 3° piano) ha spento la musica alle 08.00 ! Conviene piuttosto alloggiare a Sliema, zona strategica per gli spostamenti se intendete girare l’isola utilizzando il trasporto pubblico: gli autobus sono molto frequenti, economici e raggiungono praticamente ogni punto dell’isola, mentre il traghetto vi porta direttamente da Sliema a La Valletta, anche di sera. Il noleggio dell’auto io personalmente lo sconsiglio, per le difficoltà della guida a sinistra ma soprattutto, cosa in effetti abbastanza strana per un’isola, per il traffico caotico che la caratterizza.

Noi abbiamo optato per il noleggio di uno scooter per un giorno (38,00 Euro con l’assicurazione completa, senza franchigie, altrimenti sarebbero stati 28,00 ma per soli 10,00 Euro di differenza perché rischiare?) così siamo riusciti a girare tutta la costa est e una buona metà della costa ovest, partendo da Sliema, Paceville, Pembroke, Bugibba, St. Paul’s Bay, Paradise Bay e sostando a Mellieha per un paio d’ore di mare (costo di due sdraio per mezza giornata 6 Euro totali) e per un pranzo a base di panini e insalata fronte mare. Nel tardo pomeriggio siamo poi ripartiti alla volta di Golden Bay e della favolosa Ghajn Tuffieha che abbiamo ammirato solo dall’alto della scoscesa scogliera ma che, complice il mare mosso, ci ha ricordato tantissimo la Big Beach delle nostre amate isole Hawaii (lacrimuccia….).

Il terzo giorno invece lo abbiamo passato tutto a goderci i 30 gradi senza vento e il cielo terso senza una nuvola sulla spiaggia di St. George’s a St. Julian’s, a mollo nel mare fresco, trasparente e piacevolmente carezzevole (2 straio + ombrellone per tutto il giorno 12 Euro).

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La cucina è un ottimo mix tra mediterranea ed araba, con molto pesce alla griglia, verdure e carne prevalentemente di coniglio. Noi abbiamo gustato delle ottime specialità tipiche maltesi come il Lampuki alla griglia (pesce tipico abbondante in questo periodo), oppure la “ftira”, la tipica pizza maltese, cugina della nostra pizza, con rucola e zucca, o ancora le polpettine di tonno al forno oppure di coniglio cotte nella birra, dai nomi incomprensibili e intraducibili ma dal sapore ineguagliabile! (da Kcina Maltija, seduti di fronte al mare, sul pittoresco porticciolo di St. Julian’s).

Purtroppo non abbiamo avuto modo di concederci una gita in traghetto a Gozo o Comino nè di visitare Medina, l’antica capitale che conserva ancora le austere mura arabe e i meravigliosi palazzi delle maggiori famiglie nobiliari maltesi, ed abbiamo ammirato il centro de La Valletta unicamente in occasione di una gita serale in taxi prima di cenare all’aperto in un ristorantino nelle vie del centro, ragione per la quale credo che ci ritorneremo presto, (magari l’anno prossimo nello stesso periodo, ora che il Mar Rosso non mi attira più particolarmente a causa della difficile situazione internazionale) e ragion per cui mi sento di consigliarla anche per una vacanza di una settimana !

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Un itinerario consigliato per 6 giorni a New York e suggerimenti per Washington e Fort Lauderdale

Eccomi qui. Dopo aver lasciato decantare un po’ i ricordi e l’entusiasmo e dopo aver mentalmente abbozzato più e più volte il post durante le prime notti insonni a causa del jet-lag, finalmente ho deciso che è giunto il momento di raccontare questa bellissima esperienza e condividere l’itinerario che avevo studiato per cercare di vedere nei sei giorni a disposizione quanto più possibile della caleidoscopica immensità di New York.

Se avete letto anche i post precedenti sapete che la parte centrale del viaggio era ancora da definire; alla fine, escludendo i 2 giorni di viaggio, abbiamo fatto 6 giorni pieni a New York a girare come pazzi, 4 giorni a Washington a goderci i nostri favolosi nipoti e infine 8 giorni di mare (elemento per me imprescindibile dal binomio estate-vacanze) e di assoluto relax in Florida a Fort Lauderdale. Per motivi organizzativi è stata eliminata la giornata a Philadelphia.

NEW YORK

New York l’abbiamo girata a piedi, in bicicletta, in autobus, in metropolitana, in barca, per goderne il più possibile e ammirarne i suggestivi scorci da sopra (se mi seguite da un po’ sapete che è una mia fissa!), da sotto, da dento e da fuori….   Per la maggior parte del tempo comunque abbiamo girato a piedi, e sono davvero convinta che sia questo il modo migliore di scoprire la città, perché anche il tragitto da un punto all’altro dell’itinerario stabilito è parte integrante del sogno che si sta vivendo e ogni tratto nasconde un palazzo dall’architettura particolare, un angolo già noto, una dettaglio curioso (tipo il bancomat per le cupcakes 😀

Cupcake ATM

Cupcake ATM

Dopo mezza giornata di permanenza mi sentivo già perfettamente integrata nell’atmosfera della città e avevo la sensazione di essere “a casa” al punto che, in barba al mio pessimo senso dell’orientamento, ho immediatamente preso confidenza con la cartina e con il facile reticolato di avenues (verticali) e streets (orizzontali) e mi sono subito adattata alle abitudini tipicamente newyorkesi di camminare con l’immancabile tazza di Starbucks Coffee in mano 😀 , di “colazionare” e pranzare con street-food-to-go seduta su un muretto o su una panchina, di attraversare non appena il traffico lo consente anche se il semaforo è rosso, di preparare per tempo la Metrocard in modo da passare i tornelli senza rallentare il passo e di camminare comunque anche sulle scale mobili, sia in salita che in discesa (del resto, sono di Milano, la fretta e la velocità sono già nel mio DNA 😀 ).

GIORNO ZERO – DOMENICA 9/8

Siamo atterrati all’aeroporto JFK intorno alle 20, pertanto la prima immagine di New York che ho avuto durante il tragitto in taxi durato una quarantina di minuti, immersi nel traffico del rientro dal week-end dei newyorkesi, sono state le mille luci dell’imbrunire che via via accendevano la notte, uno scorcio dei ponti di Brooklyn e Verrazzano illuminati e un’infarinatura di Manhattan midtown, dato che l’appartamento di nostra cugina Katia che ci ha ospitati si trovava sulla Lexington Ave, tra la 61 e la 62, pertanto in pieno Upper East Side! (Gossip Girl docet 😀 ) . Considerando il fuso di 6 ore, per noi erano già le due di notte, per cui dopo una cena veloce e un paio di orette di concitati racconti e aggiornamenti reciproci siamo crollati a letto, pieni di aspettative per quello che ci avrebbe riservato il giorno seguente!

GIORNO UNO – LUNEDI’ 10/8

Un po’ per l’eccitazione, un po’ per il fuso, alle 6.30 i nostri occhi erano già sbarrati! Abbiamo oziato un paio d’ore per non uscire proprio all’alba, dopodiché ci siamo catapultati fuori, iniziando la nostra perlustrazione della città dai luoghi più vicini ed anche più famosi: ci siamo goduti una lunga passeggiata attraverso Park Avenue, Madison Avenue, 5th Avenue, con una sosta per una “sostanziosa” Colazione da Tiffany dove mi sono regalata un bel ricordo di questo viaggio 😀

Strada facendo abbiamo incrociato il Rockfeller Center, Time Square, l’Empire State Building, il Flatiron,  concedendoci solo due brevi soste per cibarci con uno smoothie to-go (acquistato al volo in uno dei numerosi baracchini di street food presenti ad ogni angolo, che offrono una vasta gamma di cibi che spazia dal classico ed ormai inflazionato hot dog, al kebab, ai dolci, alle macedonie e anche ad alcune specialità vegane) e con il primo “sanissimo” hamburger & french fries 😀 . Detto così sembra poca roba, ma provate a ripercorrere lo stesso itinerario e mi direte…. noi quando siamo rientrati in subway intorno alle 18.30 eravamo stravolti!

Time Square

Time Square

Flatiron

Flatiron

Il fatto è che avrei voluto vedere continuamente “ancora un pezzetto”, “ancora un blocco”, “ancora quella cosa” e senza accorgemene alla fine della giornata i chilometri macinati erano davvero tanti e i piedi gridavano vendetta!!!

GIORNO DUE – MARTEDI’ 11/8

Sveglia spontanea prima della sveglia anche oggi. Alle 10 avevamo i biglietti per salire all’osservatorio del One World Trade Center (noto anche come Freedom Tower, è il principale edificio del New World Trade Center, sorto nella zona occupata in precedenza dalle Torri Gemelle. L’altezza dell’edificio è di 1776 piedi, numero non casuale, poiché rappresenta l’anno della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti). L’osservatorio è stato aperto al pubblico lo scorso maggio; i biglietti costano circa 30$, vanno prenotati on line con buon anticipo (per noi lo ha gentilmente fatto Katia) e ci si deve presentare un quarto d’ora prima dell’orario di ingresso indicato sul biglietto, in quanto si entra a gruppi, a numero chiuso.

Con nostro grande rammarico la città ci ha accolti con una fitta pioggia e un cielo novembrino, per cui abbiamo preso la metropolitana verso Manhattan Downtown contrariati (io soprattutto!) per il fatto che avremmo sprecato questa occasione di poter vedere New York dall’alto. Invece in biglietteria ci hanno subito proposto, dato che appunto non c’era visibilità, di fissare una nuova data per la nostra visita!

One World Trade Center

One World Trade Center

In considerazione del fatto che il maltempo non solo persisteva ma aumentava, trovandoci già in zona, abbiamo deciso di dedicare la mattinata alla straziante visita al 9/11 Memorial (gratuito) e Museum (ingresso 24$). Credo che non ci sia bisogno di parole….

9/11 Memorial

9/11 Memorial

Quando siamo usciti, circa 3 ore dopo, anche il cielo sembrava aver versato insieme a noi tutte le sue lacrime, per cui approfittando del miglioramento abbiamo passeggiato in direzione del Ponte di Brooklyn e di lower Manhattan, con una rilassante e gustosa pausa-pranzo al Fulton Market, dove abbiamo trovato un ottimo e fornitissimo buffet con pasta, riso, carne, pesce, verdure e frutta da disporre a piacere in comodi contenitori e pagare a peso alla cassa del market, per poi consumare sui tavolini a disposizione sia all’aperto che al chiuso. Ottima soluzione e ottimo rapporto qualità-prezzo.

Ripresa la metro ci siamo fatti portare direttamente a Grand Central Station, per poi ritornare a piedi verso l’Upper East Side e da qui dirigerci al Queensboro Bridge Park, il ponte che collega questa zona di Manhattan a Long Island City, nel Queens; è sicuramente meno famoso dei suoi illustri colleghi Brooklyn e Verrazzano, ma non meno bello.

Queensboro Bridge

Queensboro Bridge

Troppo stanchi per uscire di nuovo, anche stasera optiamo per la cena casalinga e per il dopo cena sul rooftop, con una buona birra a farci compagnia e con le mille luci dei grattacieli intorno a noi a riempirci gli occhi, mentre il cielo comincia a rasserenarsi!

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GIORNO TRE – MERCOLEDI’ 12/8

Come auspicavo, il sole splende di nuovo nel cielo blu cobalto! Oggi abbiamo deciso di acquistare il biglietto per il City Sightseeing Hop On/Hop Off tour, valido per due giorni al costo di 39$ a testa. Fate attenzione poiché ci sono diverse formule e diversi tour, ma solamente uno comprende anche la visita nel Bronx; noi abbiamo cominciato a chiedere ai vari rivenditori sparsi per la città già da Central Park, e alla fine abbiamo acquistato i biglietti “giusti” in Time Square. Il nostro tour è partito, appunto, dal Bronx, con la visita allo Yankee Stadium

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per proseguire con Harlem

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Brownstones ad Harlem

e con l’Upper West Side, dove siamo scesi per incontrarci con Katia all’uscita dal lavoro e dirigerci con lei verso il polmone verde della città, Central Park, al quale abbiamo dedicato il pomeriggio, girando a piedi immersi nella frescura della lussureggiante vegetazione, ammirando la miriade di scoiattolini che lo popolano e concludendo con il canonico giro in barca a remi sul laghetto che consente di godere della vista dei grattacieli circostanti affacciati sul parco, a ricordare che si, nonostante l’incredibile pace e la tranquillità sei nientemeno che in pieno centro nella frenetica New York!

Central Park

Central Park

GIORNO QUATTRO – GIOVEDI’ 13/8

Appena mi sveglio controllo il cielo fuori dalla finestra : è azzurro e sgombro di nubi! La nostra salita sul One World Observatory oggi non incontrerà ostacoli! Ci dirigiamo immediatamente a lower Manhattan in metro, acquistiamo il nostro consueto smoothie mango-banana-fragola  per colazione e alle 9.45 in punto superiamo i controlli di sicurezza e saliamo sull’ascensore che in 60 secondi ci porta in cima all’osservatorio, mentre sulle pareti scorre un time-lapse animato che ricrea lo sviluppo dello skyline di New York dal 1500 ad oggi.

la spettacolare vista dal One World Trade Observatory

Dopo aver ammirato e apprezzato e fotografato scorci della città da ogni possibile angolazione, (peccato che da qui non si possa godere della vista di Central Park come dall’alto dell’Empire!) ed essere tornati sulla terra riprendiamo il Sightseeing e… Hop On/Hop Off…. 😀 ci giriamo anche Chinatown, Little Italy (ormai veramente little little praticamente inglobata dai cinesi), Soho, Noho e Nolita. Rientriamo in metro intorno alle 15 per una doccia veloce e un po’ di relax e alle 18 siamo di nuovo fuori, perché Katia ha organizzato una gita in barca sull’Hudson River per consentirci di ammirare anche da questo punto di vista lo skyline della City e, soprattutto, “IL” simbolo per eccellenza : la Statua della Libertà!

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Concludiamo questa magnifica giornata con una cena a base di tapas a Chelsea, alla Boqueria, dove Dario si ostina a parlare in spagnolo ai camerieri basiti, perché ha deciso che siccome mangiamo español, hablamos español! Olè 😀

GIORNO CINQUE – VENERDI’ 14/8

Oggi ci prendiamo una mezza mattinata di riposo perché gambe-piedi-schiena gridano vendetta ! Usciamo quindi in tarda mattinata e in metro torniamo a Chelsea, per visitare il Chelsea Market (un bellissimo mercato interno che occupa un intero isolato e che originariamente era una fabbrica dei mitici biscotti “Oreo”) e soprattutto la High Line, un parco lineare di circa due km. nato dalla riqualificazione di una porzione in disuso della metropolitana sopraelevata.

la High Line

la High Line

Qui per pranzo ho gustato la mia prima pizza americana, al ristorante italiano Dongiovanni, proprio di fronte alla High Line, trovandola decisamente buona! Sarà che mi mancava tanto ? 😉

Nel pomeriggio abbiamo passeggiato a ritmo decisamente blando per le stradine di Chelsea e del Village, fino ad arrivare di nuovo nella zona del Flatiron, dove abbiamo curiosato un pochino tra gli stand di Eataly, che sicuramente qui più che a Milano ha ragione di esistere, con la sua ampia offerta di prodotti d’eccellenza italiani che altrove non è semplice trovare. Rientro in subway per l’ormai consueta family dinner e il dopocena on the rooftop! Ormai non ci proviamo neanche più ad uscire.. 🙂

GIORNO SEI – SABATO 15/8

Secondo i piani originari oggi saremmo dovuti partire per Philadelphia, invece questo giorno “regalato” a New York è stato quello che nei miei ricordi è ora forse il più bello!

Avremmo voluto vedere Coney Island, ma poi l’idea di farci più di un’ora di metropolitana per vedere una spiaggia e un luna park ci ha fatti desistere. In alternativa, abbiamo deciso di noleggiare le biciclette e dirigerci verso Central Park con l’intenzione di girarlo un po’ più approfonditamente; invece nell’attraversare la 5th avenue abbiamo scoperto con piacere che era completamente chiusa al traffico e piena zeppa di gente in bici, a piedi, in pattini, in monopattino o con altri strani mezzi di trasporto improvvisati, per cui ci siamo buttati nella mischia ed abbiamo iniziato a pedalare, spesso con il naso all’insù, ammirando e apprezzando nuovamente tutto quello che avevamo scoperto nei giorni precedenti, arrivando praticamente fino a Soho! In realtà saremmo potuti arrivare sino al fiume Hudson, ma c’è da considerare che oltre all’andata c’è anche il ritorno….. per cui, nonostante il nostro entusiasmo, ad un certo punto abbiamo deciso che due ore di bici erano più che sufficienti !

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Il pomeriggio non ci siamo fatti mancare un po’ di sano shopping nell’Upper East Side, dopodiché ci siamo dedicati alla sistemazione dei bagagli, perché domattina la sveglia suonerà presto!

WASHINGTON (16/8-19/8)

Il 16 agosto di primissima mattina (le 8.00!) siamo partiti da Penn Station con il treno veloce Amtrak prenotato un paio di giorni prima direttamente sul sito www.amtrak.com , che in tre ore e mezza ci ha portati a destinazione. Purtroppo, avendo prenotato con poco anticipo, non abbiamo potuto usufruire di tariffe scontate, per cui il costo per due persone + i bagagli è stato di 246 US$, circa 220 Euro, risultato comunque decisamente più basso rispetto all’alternativa di  prenotare in loco di un’auto da riconsegnare a Washington.

A Washington abbiamo visitato esclusivamente le “tappe obbligate” ovvero il Lincoln Memorial, il Campidoglio, l’Oblisco o Washington Monument, i memoriali ai caduti della seconda guerra mondiale, della guerra in Vietnam e della guerra in Korea, e, ovviamente, la Casa Bianca.

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Il resto del tempo lo abbiamo passato a goderci i nipoti, tra un tuffo in piscina, una visita a un museo, una soffocante passeggiata a 40° con il 90% di umidità che la città ci ha riservato.

Una curiosità gastronomica locale che non avevo mai assaggiato ed ho apprezzato particolarmente sono state le CRAB CAKES, delle deliziose e croccanti tortine di granchio, che sostituiscono l’hamburger nel classico panino farcito con insalata, pomodori e salsine varie e vengono servite con le immancabili patatine fritte. Non proprio un pasto sano ma via, siamo in America e una volta ogni tanto ci sta, se no che mi massacro a fare di attività fisica tutto l’anno ? 😉

FORT LAUDERDALE (19/8-27/8)

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Il 19 agosto in serata (20.30) abbiamo lasciato Washington con il volo interno operato dalla compagnia Jet Blue (www.jetblue.com) in partenza dall’aeroporto Ronald Reagan (DCA), il cui costo anche in questo caso, dato il poco preavviso con il quale lo abbiamo prenotato, è lievitato rispetto alle nostre previsioni per arrivare ad un totale per due persone di 360 Euro, di cui 50 per imbarcare i bagagli in quanto ho scoperto trattarsi di una compagnia low-cost, pertanto nel prezzo del biglietto erano compresi solamente i bagagli a mano.

Circa due ore e mezza dopo siamo atterrati all’aeroporto Fort Lauderdale-Hollywood e con un taxi abbiamo raggiunto il nostro monolocale con cucina presso il Tropi Rock Resort, nel North Beach Village. Il “Village” è praticamente un agglomerato di una quindicina di resort molto carini, con costruzioni a due o tre piani, tipo motel, tutti dotati di piscina, con la proprietà in comune per cui, volendo, ciascun ospite poteva usufruire di tutti i servizi in comune. Se può interessare, una buona metà dei resort sono gay friendly.

Fort Lauderdale si trova a circa 35 km da Miami e la nostra scelta per la settimana conclusiva di mare era caduta su questa località in quanto, essendo già stati a Miami, volevamo un posto più tranquillo nel quale poterci rilassare godendoci la spiaggia ed il mare. In realtà la località, famosa per essere diventata meta di Spring Break degli studenti americani durante le vacanze di marzo, nel mese di agosto è anche fin troppo tranquilla, per cui la consiglio solo se non avete velleità di vita notturna che vadano oltre una cena e un drink. Il centro della “movida” notturna sono i locali intorno a Las Ojas, una delle vie principali, dove sono concentrati diversi ristorantini, pub e disco-bar che offrono birra, cocktails e musica spesso dal vivo, ma che già intorno a mezzanotte si desertificano.

Curiosità: da marzo ad ottobre le luci di spiaggia e lungomare sono spente o soffuse al massimo in quanto le tartarughe marine vi depositano le uova. Forse anche per questo motivo la vita notturna non è granché!

La spiaggia è un po’ meno grande e un po’ meno bianca di quella di Miami ed è, ovviamente, tutta libera. Il mare, nei giorni in cui lo abbiamo trovato calmo, era caldo e limpido e trasparente come ce lo ricordavamo e ci ha consentito di fare lunghe nuotate; peccato solo per la presenza, soprattutto nel pomeriggio, di parecchie alghe, portate dalle varie tempeste tropicali che ci giravano intorno.

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Abbiamo noleggiato un’auto per 4 giorni al costo di circa 150 Euro, (prenotata al momento sempre su www.enoleggio.com e ritirata presso la Dollar locale. Attenzione: se la prenotate on-line il sistema non vi consente di prenderla il giorno successivo rispetto al momento in cui la state cercando, ma solo due giorni dopo, motivo per cui i primi due giorni eravamo appiedati!), per poterci muovere comodamente e, soprattutto, per la maratona di shopping da tempo programmata presso il mastodontico outlet di Sawgrass Mills (avete presente Serravalle ? ecco, saranno almeno 10 “Serravalli” 😀 ), che già durante il nostro soggiorno a Miami nel 2008 ci aveva dato grandi soddisfazioni e che anche stavolta ha avuto il suo perché, nonostante il cambio Euro-Dollaro fosse praticamente alla pari ! 😀

Come sempre, quando sono in giro da molto, pur se entusiasta del posto in cui mi trovo, ad un certo punto inizio a sentire nostalgia di casa, del mio letto, delle mie comodità, della mia famiglia e dei miei amici ed oltretutto l’ultimo giorno ci ha riservato pioggia torrenziale e tuoni e fulmini per l’imminente arrivo della tempesta tropicale Erika, per cui non mi è dispiaciuto più di tanto dover ripartire, perché sembrava proprio che fosse giunta ufficialmente la fine dell’estate…

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New York

New York è viva e veloce. E’ colta e sexy, intima e maestosa, elegante e passionale. E’ invitante e parla tutte le lingue del mondo. E’ intensa, vivida e sofisticata. E’ rosso fuoco, ma anche algidamente calma. E’ chic, voluttuosa, dolce e saporita. New York è il jazz ad Harlem. E’ una boutique indiana nel Lower East Side e un’affascinante gita in battello fino a Staten Island. New York è una partita di baseball con gli Yankees e una passeggiata nello splendore culturale di Queens, un giro in metropolitana con la gente del posto. Che siate qui per rinvigorire il vostro spirito o per energizzare il corpo e la mente, la città saprà soddisfare qualunque passione.

L’ho sognato a lungo questo incontro con la Grande Mela, con La Città Che Non Dorme Mai, con Le Mille Luci di New York; per anni mi sono consumata gli occhi con libri, film e telefilm e ora che il grande momento è finalmente arrivato, non solo le mie aspettative non sono state deluse ma la realtà ha addirittura superato la fantasia.

New York è magica, è unica, è indescrivibile! Ti accoglie con la sua atmosfera surreale, con la sua luce così particolare, così diversa da qualsiasi altro posto tu abbia mai visto prima – fonte innegabile di ispirazione per artisti di ogni genere e categoria che la assurgono a propria dimora – ti riempie gli occhi e il cuore e, forse proprio perché l’hai già vista e rivista sul grande e piccolo schermo in una miriade di occasioni, ti accoglie con un abbraccio avvolgente e ti fa sentire come se fossi finalmente tornato a casa!

New York è l’anima e l’essenza dell’America. New York è l’America! E come per l’America non ci sono mezze misure: o la ami o la odi. E IO LA AMO. Visceralmente, appassionatamente e incondizionatamente, pur consapevole dei suoi (a parer mio pochi 😉 ) limiti, dei suoi difetti e delle sue contraddizioni.

E amo i suoi abitanti, amo questo popolo fiero e patriota e orgoglioso del proprio Paese (sentimento non molto diffuso in Italia, per usare un eufemismo), queste persone gentili e disponibili e chiacchierone e curiose, che a loro volta ci adorano al punto che, non appena ti identificano come italiano – e non ci vuole molto 😀 – si prodigano a testimoniarti una lontana discendenza per poterti orgogliosamente dire “mee too I am Italiano…”

E allora, alla stessa maniera, io asserisco : mee too I am American, perché come disse Benjamin Franklin

To consider yourself an American, no matter what Country you were born, and whether you have an American passport, it is important that America was always in your heart.

Al più presto pubblicherò il racconto del viaggio, con suggerimenti (spero utili!), aneddoti e un possibile itinerario per 6 giorni a New York 🙂

Dreaming of New York

Nel solito delirio lavorativo che sempre precede ogni periodo di ferie (sembra che si chiuda definitivamente e non si debba mai più tornare : tutti vogliono tutto prima di chiudere … ), le frenetiche giornate stanno volando via ad una velocità impressionante ed ho realizzato che manca ormai meno di un mese al prossimo viaggio.

Questa sarà l’estate della realizzazione di un altro grande sogno che covo da parecchio tempo: ritornerò dopo ben 4 anni nella mia adorata America ma, soprattutto, finalmente coronerò il mio sogno di vedere New York !

Partiremo il 9 agosto e rientreremo il 28. Il programma in linea di massima prevede:

-6 giorni a New York

-1 giorno a Philadelphia e 4 a Washington (questa è la parte ancora non definita del viaggio, in quanto il nostro scopo è di incontrarci con il fratello di Dario, nostra cognata e i due fantastici nipotini, che da giugno si sono trasferiti a vivere a Washington, appunto, ma se in quei giorni loro saranno negli Hamptons o altrove, li raggiungeremo ovunque si trovino 🙂  )

-8 giorni di mare in Florida, a Fort Lauderdale

Tutto il pianificabile/prenotabile è già stato da tempo opportunamente pianificato/prenotato:

VOLO AEREO: vista l’esperienza fantastica dello scorso anno abbiamo deciso di investire quel centinaio di eurini in più rispetto a British e Klm e di viaggiare ancora con Emirates 🙂 Volo prenotato in marzo direttamente sul sito della compagnia aerea (www.emirates.com) da Milano Malpensa a New York JFK diretto, senza scali, al costo di Euro 1.040 a testa A/R

VISTO ESTA: anche questo richiesto on-line direttamente sul sito https://esta.cbp.dhs.gov/esta/ al costo di 14 US$ a persona

PARCHEGGIO AEROPORTO: per evitare di non trovare posto, essendo alta stagione, prenotato www.malpensagpparking.it , (60 Euro per 20 giorni, pagabili direttamente in loco)

ASSICURAZIONE MEDICA: acquistata come sempre su www.columbusassicurazioni.it al costo di Euro 116 totali per due persone

HOTEL NEW YORK : prenotato su www.hotels.com il ST. JAMES HOTEL a Manhattan (109 West-45th Street), pagando solo un acconto pari al costo per la prima notte; l’hotel è cancellabile pagando solo una piccola penale sino al 7/8 (e molto probabilmente lo cancelleremo, in quanto saremo ospiti della nostra mitica cugina Katia – si esatto, la stessa che ci ospitò in California e che ora vive a Manhattan   e che ci farà vivere la città da “veri Newyorkesi” !!!  )

APPARTAMENTO a FORT LAUDERDALE: prenotato su www.booking.com il TROPI ROCK RESORT pagabile in loco, senza richiesta di acconti, e cancellabile senza penali sino al 18/8!

Ho poi acquistato la mia immancabile ed inseparabile guida LONELY PLANET, che ho già quasi consumato a furia di leggere e sfogliare, ed ho già effettuato (per sicurezza, come è mia abitudine quando non usufruisco di pacchetti viaggio organizzati) la registrazione del viaggio sul sito della Farnesina www.dovesiamonelmondo.it

Mi resta da organizzare la parte centrale del viaggio, quella non ancora definita e che penso perfezionerò direttamente in loco, ovvero:

  • Prenotare l’auto con la quale da New York ci sposteremo verso Philadelfia e Washington (o altrove…), per la quale utilizzerò l’ormai testato sito enoleggioauto.it
  • Prenotare gli hotel/motel nelle suddette città
  • Prenotare il volo interno da Washington a Fort Lauderdale tramite jetblue.com che ha diversi voli giornalieri al costo di circa 80/100 US$ a persona

E ora….. non mi resta altro da fare che contare i giorni che mi separano da questo nuovo e meraviglioso viaggio e dalla realizzazione dell’ennesimo meraviglioso sogno ! 🙂

Giugno 2015 – Budapest : un itinerario di un giorno e mezzo

Da tanto tempo le immagini di Budapest divisa in due (Buda e Pest) dal maestoso Danubio, delle sue luci sfavillanti che si stagliano contro il cielo blu della notte, della magnifica architettura del palazzo del Parlamento che svetta sul panorama circostante, mi facevano sognare un viaggio in questa splendida città ma, pensando che valesse la pena di dedicarle almeno tre o quattro giorni pieni, avevo sempre rimandato il viaggio. Stanca di procrastinare ulteriormente, ho deciso di cominciare a vedere quanto più possibile nel week-end lungo che sono riuscita a dedicarle, rimandando a un momento successivo tutto quello che non ho fatto in tempo a fare, una cosa sopra tutte la visita alle rinomate terme Széchenyi, un giro nel bellissimo parco Varosiglet per ammirare il castello Vajdahunyad ed il laghetto artificiale ricavato nello spazio che durante l’inverno è una pista di pattinaggio, o ancora la salita alla collina di Gellert.

Purtroppo, a causa degli orari aerei, volando da Bergamo con Ryan Air siamo atterrati a Budapest intorno alle 16.00 di sabato pomeriggio e ripartiti lunedì intorno alle 12.30, quindi abbiamo avuto a disposizione un giorno e mezzo che, con un itinerario già ben pianificato da casa, non è poi così poco come potrebbe sembrare! 😉

Non appena sbarcati abbiamo immediatamente prelevato dei Fiorini Ungheresi allo sportello bancomat che si trova in aeroporto, sulla destra rispetto all’uscita degli arrivi, per poi recarci al punto informazioni ed acquistare due Budapest Travelcard da 72 ore (4.150 Fiorini ciascuna, circa 15 Euro), che consentono di utilizzare illimitatamente tutti i mezzi pubblici. Dall’aeroporto abbiamo raggiunto direttamente il nostro hotel (Starlight Suiten Hotel) situato a Pest, proprio di fronte al Ponte delle Catene (e a cinque minuti a piedi dalla fermata DEAK della metro, nevralgico punto di incontro di tutte le linee), usufruendo dell’ottimo servizio dell’Airport Shuttle Minibus (ASM), prenotato on-line da casa al costo fisso per due persone di 4.130 Fiorini Ungheresi (circa 14 Euro). Il tempo di depositare le valigie in camera ed eravamo già fuori, diretti in metropolitana verso la Piazza degli Eroi.

Piazza degli Eroi

Piazza degli Eroi

Partendo da qui abbiamo percorso a piedi il corso Andrassy Utca, riconosciuto patrimonio dell’umanità, ammirando i diversi stili architettonici dei bellissimi palazzi di diverse epoche, il teatro dell’Opera, le vetrine dei negozi delle più rinomate marche; la nostra meta era il Museo del Terrore, che purtroppo abbiamo trovato chiuso in quanto l’orario di apertura è dalle 9.00 alle 18.00, domenica compresa, fortunatamente. Quindi la visita è solo rimandata a domani … 🙂  Tornando verso l’hotel abbiamo potuto ammirare anche la Basilica di Santo Stefano, la chiesa cattolica più grande di Budapest.

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scorcio della Basilica di Santo Stefano

Per la serata ci siamo diretti verso piazza Erzseber tèr e vie limitrofe, dove c’è un’altissima concentrazione di ristoranti e locali. Dopo cena abbiamo goduto della romantica visione della città illuminata dall’alto della ruota panoramica (Sziget Eye belvaros) e abbiamo concluso la serata con qualche rilassante birretta al Raqpart, un grazioso discopub posizionato sulla riva del Danubio, proprio sotto il ponte delle catene, molto suggestivo, costruito interamente in legno e con dei vecchi fusti di benzina al posto dei tavoli. 🙂

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Basilica di Santo Stefano

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Sziget Eye

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il Palazzo Reale

Ristorati da una lunga dormita, siamo pronti ad affrontare una splendida domenica che si preannuncia calda e soleggiata come il giorno precedente: usciti dall’hotel abbiamo attraversato a piedi il ponte delle catene e, usufruendo della funicolare Budavári Sikló ci siamo dedicati alla visita di Buda, ammirando il magnifico panorama di Pest che si svelava pian piano al nostro sguardo man mano che salivamo verso la cima della collina. Dopo le mille foto di rito, particolarmente al palazzo del Parlamento che è davvero un capolavoro architettonico, maestoso ed imponenete, abbiamo potuto ammirare la Chiesa di Mattia, il Bastione Pescatori, Palazzo Sàndor (attuale residenza del Presidente della Repubblica) e assistere al cambio della guardia (questa, a quanto pare, è una fortuna che ci capita spesso ! 😉  )

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vista su Ponte delle Catene e centro di Pest

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il Parlamento

Chiesa di Mattia

Chiesa di Mattia

Bastione dei Pescatori

Bastione dei Pescatori

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Ridiscesi in funicolare e tornati a Pest abbiamo preso l’antico Tram 2, che costeggia il Danubio dal Ponte Margherita al Ponte Petőfi e viceversa, e regala una bella panoramica sul fiume e su Buda. Ci siamo fermati al Parlamento, e da qui abbiamo costeggiato il lungofiume sino alla Passeggiata delle Scarpe, un memoriale composto da 60 paia di scarpe in ricordo degli ebrei ai quali fu ordinato di spogliarsi prima di essere gettati nelle acque del fiume.

...trova l'intruso... ;)

…trova l’intruso… 😉

Risaliti sul Tram 2, che funge un po’ da Sightseeing, abbiamo proseguito sino al Mercato Coperto, situato alla fine di Vaci Utca, per ammirare almeno la particolare architettura del palazzo che lo ospita, in quanto  il mercato è aperto dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 17, il sabato fino alle 15:00 e, purtroppo, è chiuso la domenica. 😦

il Mercato Coperto

il Mercato Coperto

Dopo esserci opportunamente rifocillati, ristorati e riposati, nel pomeriggio siamo tornati al Museo del Terrore (Terror Haza) che si trova nell’edificio che venne usato come quartier generale della polizia politica sia nazista che comunista, e testimonia i  tragici effetti dei regimi che oppressero l’Ungheria durante e dopo la Seconda Guerra mondiale : musiche e luci nelle varie sale ricreano l’atmosfera angosciosa della vita durante la seconda guerra mondiale e sotto le dittature. Il museo è stato ultimato nel 2002 in seguito al restauro della vecchia “Casa della lealtà” che fu il quartier generale dei nazisti prima e dei comunisti poi. La sua realizzazione fu voluta dal primo ministro ungherese Viktor Orbàn.

Museo del Terrore

Museo del Terrore

Non essendo venuti qui per deprimerci, dedichiamo un’oretta abbondante a questa visita, dopodiché ci rituffiamo nell’atmosfera festosa di una splendida domenica pomeriggio di quasi-estate e girovaghiamo un po’ per le vie del centro senza una meta particolare.

Per la cena siamo tornati in Andrassy Utca, in un ristorante molto carino che avevamo addocchiato nel pomeriggio, The Bigfish Seafood Bistrot, la cui peculiarità è che si può scegliere direttamente al bancone il pesce che si desidera mangiare e come lo si desidera cucinato (è simile alla Paradeta di Barcellona, ma molto meno a buon mercato!). Terminiamo la serata nel medesimo locale sul lungofiume della sera precedente, questa volta senza badare particolarmente all’orario, tanto l’indomani c’è solo da far colazione e far rotta verso l’aeroporto, con il taxi che abbiamo prenotato al prezzo fisso di 7.500 Fiorini (circa 25 Euro).

il lungo Danubio e il Parlamento illuminati

il lungo Danubio e il Parlamento illuminati

Ripartiamo, come sempre, stanchi per le scarpinate ma indubbiamente soddisfatti per tutto quanto siamo riusciti a godere di questa splendida città che è per me l’ennesima conferma che le città dell’Est Europa hanno un fascino davvero incredibile, sospese come sono tra presente e passato, tra Oriente e Occidente, permeate da una voglia di riscatto e di rinascita che traspare da ogni gesto dei suoi abitanti, e ricche di storia recente, che noi apprezziamo particolarmente.

Dato che il viaggio è stato il mio regalo di compleanno per la mia dolce metà, non mi sembrava carino indicare i costi di volo e hotel. Se aveste necessità di informazioni supplementari, sono a completa disposizione!

Maldive – istruzioni per l’uso : come telefonare in Italia senza spendere un capitale !

A Sun Island nel 2010 non c’era Wi-Fi nelle camere ma solo in una zona relax vicina alla reception, e non sempre la connessione era sufficientemente buona da permettere di effettuare chiamate in Italia via Skype (sempre ammesso che non vi dispiaccia mettere al corrente dei fatti vostri tutti i presenti….personalmente preferisco sempre chiamare nell’intimità della mia camera, o comunque in un luogo dove io possa avere un po’ di privacy). Comunque, essendomi documentata prima della partenza ed essendo a conoscenza del problema ho ovviato acquistando una SIM maldiviana che mi ha consentito di chiamare a casa con costi davvero irrisori se paragonati a quelli dei ns. operatori (considerate che con Vodafone/Tim un SMS costava 1 Euro e una chiamata circa 6 Euro al minuto!)

Esistono due modi per entrarne in possesso di schede telefoniche maldiviane: il primo è rivolgersi a MondoMaldive.it, che offre gratuitamente un servizio di prestito di schede SIM, già pronte all’ uso, che verranno spedite direttamente a casa per posta; in cambio il portale chiede una piccola donazione di almeno 2€, giusto per ripagarsi le spese di spedizione. Al momento della mia partenza non c’erano schede disponibili (non sono illimitate, quindi è meglio prenotarle con largo anticipo), per cui ho optato per l’acquisto di una scheda direttamente in loco, che poi al mio rientro ho spedito a loro, come ringraziamento per la preziosa “dritta” e affinché altri utenti potessero usufruirne 😀

Il secondo metodo è, appunto, comprarla: la si puo’ acquistare direttamente al negozio di souvenir all’ aeroporto di Malè, appena fuori dall’area degli arrivi (a circa 30 metri, sulla sinistra), al costo di 10 $ – comprensivo di 6,50 $ di credito – semplicemente presentando il passaporto al negoziante, che in 5 minuti compilerà i documenti e vi consegnerà il pacchettino contenente la SIM della compagnia telefonica Dhiraagu già attiva, una ricarica ed il manuale di utilizzo. Basterà inserire la SIM nel proprio telefonino, e si potrà usufruire delle normali tariffe telefoniche maldiviane (costo SMS: 1 Rupia Maldiviana pari a circa 0,06 Euro; chiamate: 4,9 Rupie pari a circa 0,28 Euro, senza scatto alla risposta). Le ricariche si possono trovare anche in quasi tutti i Resort.

Spero che l’informazione possa esservi utile se siete in procinto di organizzare un viaggio o di partire! Buona vacanza e buone telefonate! 😀