Dicembre 2016 – tre giorni a Timisoara

Se mi seguite da qualche tempo, siete già a conoscenza dell’importante cambiamento lavorativo che ha contraddistinto gli ultimi tre mesi della mia vita. Per questo e per altri motivi quest’anno non avevo ancora potuto usufruire del mio consueto viaggio-regalo-di compleanno, che è stato posticipato a fine dicembre, primo momento utile per potermi concedere qualche giorno di pausa dal lavoro in negozio, che in questo mese è stato fortunatamente abbastanza impegnativo. 😀

Abbiamo allora potuto sfruttare un’offertona  promozionale che avevo acquistato in novembre sul sito di Ryanair: 2 biglietti A/R per Timisoara (Romania) ad un totale di 20,38 Euro! Potevo lasciarmi sfuggire una simile occasione? Ovviamente no! Sono profondamente convinta che ogni posto che non si è ancora visto valga la pena di essere visitato e ne ho avuto conferma una volta di più. Viaggiare apre la mente e allarga gli orizzonti, basta mettere da parte i soliti pregiudizi.

 

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Timisoara – Cattedrale Ortodossa

 

E allora via, siamo partiti da Orio al Serio il 26 dicembre pomeriggio per rientrare il 29 dicembre in serata. Abbiamo pernottato all’Hotel Savoy, a 5 minuti a piedi dal centro, in una bella camera spaziosa ed accogliente, con ottima connessione wi-fi gratuita e un ottimo ristorante interno, con prezzi decisamente bassi, in linea con i ristoranti del centro città (circa 20/25 euro in due, vino compreso).

In hotel ci siamo andati direttamente in taxi dall’aeroporto, in quanto dista poco più di 10 km per un costo intorno agli 8 euro (circa 40 Lei). Si può prelevare la valuta locale direttamente in aeroporto, ai numerosi ATM presenti immediatamente fuori dall’aera degli arrivi.

Timisoara è una cittadina piccina ma molto accogliente e pittoresca, vanta numerose bellissime chiese, tra cui la Cattedrale Ortodossa Metropolitana, il Duomo Romano Cattolico, la Sinagoga din Cetate, tantissime piazze immense circondate da palazzi barocchi, come Piata Victoriei, Piata Libertatii e Piata Unirii. Numerosi anche i parchi, che non abbiamo avuto il piacere di sfruttare dato le temperature proibitive (il giorno 28 ci siamo svegliati con il sole ma con una piacevole sorpresa : durante la notte aveva nevicato 🙂 !!!).

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Piata Victoriei

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Piata Unirii

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Vista della Cattedrale Ortodossa dall’hotel Savoy

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il lungofiume Timis con la neve  🙂

Molto interessante è il Museo della Rivoluzione del dicembre 1989 (che è partita proprio da questa città universitaria e che ha poi portato alla caduta di Ceaușescu) nel quale per 10 Lei (circa 2 Euro) potete assistere alla proiezione di un inquietante documentario della durata di circa 30 minuti, in rumeno sottotitolato in inglese, prima di tuffarvi nelle numerose stanze nelle quali è esposto il materiale fotografico.

Per lo shopping, c’è l’immenso Iulius Mall, 4 piani di negozi e ristoranti a 10 minuti di taxi dal centro città. I prezzi dei ristoranti sono ottimi (abbiamo pranzato da Subway, in una catena cinese e in una hamburgheria), mentre i prezzi dei negozi delle maggiori catene internazionali sono in linea con quelli italiani.  Niente affaroni, quindi …..

Per il resto, in piazza della Vittoria (Victoriei) c’era un mercatino natalizio fisso, con numerose casette di legno che vendevano artigianato locale, cappellini, sciarpe, guanti, calamite e cibo, vin brulé, ciambelle fritte e altro. Molto pittoresca la sera, illuminata da un gigantesco albero di natale stilizzato.

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Piata Victoriei by night

Oltre alle due cene in hotel, abbiamo cenato la prima sera da Casa Cu Flori, buono ma bisogna fare molto attenzione ad aglio e cipolla, di cui qui tendono ad abusare, mentre per il dopo cena ci siamo trovati molto bene al  The Note Pub, con l’immancabile Guinness e musica live nel weekend. Buona anche la cucina per lo spuntino veloce del mezzogiorno.

Come ho detto, la città è un importante polo universitario, pertanto in questo periodo la vita notturna non era molto vivace, perché tutti erano rientrati a casa per le vacanze, ma consiglierei senz’altro una visita, magari in primavera!

N.d.A. : giusto per precisare, chissà com’è che anche qui è arrivato Starbucks, mentre portarlo in Italia sembra sia la cosa più difficile e complicata del mondo ?…… mah !!!

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L’alba di una nuova vita !

Dopo 30 anni 30  (!) ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro come dipendente !

Non è da me, ma stavolta davvero fatico a trovare le parole per descrivere quello che sto provando in questo momento. Sentimenti contrastanti si alternano in un caleidoscopio di sensazioni opposte –  felicità, paura, ansia, terrore, gioia – ma su tutte ne prevale indubbiamente una: LIBERTA’ ! Mi sento, dopo anni, di nuovo libera, padrona del mio tempo, dei miei gesti, dei miei pensieri e delle mie azioni, senza più nessuno che mi dica continuamente cosa devo fare e quando devo farlo e senza più dover elemosinare un’ora di permesso o una  giornata libera. D’ora in avanti oneri e onori di qualsiasi tipo di decisione dipenderanno solo ed esclusivamente da me e su me ricadranno, nel bene e nel male.

Sicuramente le mie finanze ne risentiranno : non avrò più la sicurezza di uno stipendio fisso a fine mese al quale sono stata finora abituata, questo l’ho già messo in conto. Sicuramente, almeno all’inizio, lavorerò molto più di prima sia intellettualmente che fisicamente, è ovvio e anche questo è già stato considerato. Ma questa sensazione di leggerezza, di felicità, di LIBERTA’ davvero NON HA PREZZO! Sono disposta a rinunciare a tutti i vestiti e alle scarpe e alle borse del mondo (ai viaggi un po’ meno 😀 )  per potermi riappropriare del mio tempo e delle mie passioni!

Un ringraziamento particolare va ovviamente a Dario, mio compagno di vita e avventure, che mi ha sempre supportata e sopportata anche nei momenti brutti, attraversando insieme due burrascosi anni di malumori, apatia e nervosismi senza stancarsi di me, ed ora incoraggiandomi e appoggiandomi in questa mia (forse folle ?) decisione.

E… niente…. adesso via di corsa, sia fisicamente che metaforicamente, incontro alla mia nuova vita ! GOOD LUCK & GOOD LIFE TO ME , and remember : YOU ONLY LIVE ONCE !  Quindi godiamocela questa vita, tanto l’unica certezza è che nessuno ne uscirà vivo !!!  😀

P.S.: dopo questa ultima “intrusione” il blog torna ufficialmente a trattare unicamente di viaggi 🙂

Agosto 2016 – Ritorno a Minorca : la scoperta di una nuova isola

Complici l’attuale complicata situazione internazionale, ma soprattutto la presenza in loco del nostro amico Ennio, trasferitosi a vivere in questo paradiso terrestre ormai da otto mesi, contravvenendo a tutti i miei principi e convinzioni,  quest’anno per la seconda volta siamo tornati in un posto in cui eravamo già stati ma, grazie al fondamentale contributo della nostra personale guida menorquiña, quella che abbiamo visto è stata praticamente un’altra isola rispetto alla volta scorsa.

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Infatti, la prima volta ( Agosto 2013 – Minorca ) avevamo battuto a tappeto il sud/est dell’isola, a partire da Cala en Brut per arrivare sino a Sou Bou, mentre quest’anno abbiamo perlustrato la zona nord/ovest (Cala d’Algaiarens, Cala del Pilar, Cala Pregonda, Cala Binimel-là, Arenal de Son Saura, Platja d’en Tortuga) dedicando una mezza giornata anche a Mahon (la capitale, in cui si trova  l’aeroporto – situata al polo opposto dell’isola rispetto a Ciutadella – che fino ad ora avevamo erroneamente sottovalutato, credendola meno bella e meno vissuta di ques’ultima) ed un pomeriggio per ammirare lo spettacolare tramonto nella più turistica ma non meno bella Platja de Sant Tomàs, che si trova sulla costa sud. Fatto sta che abbiamo stabilito che non sarebbe affatto superfluo un terzo ritorno in un prossimo futuro, magari soggiornando proprio a Mahon oppure nella caratteristica Es Mercadal, molto meno turistica, posta proprio al centro dell’isola e dunque lontana dal mare ma strategica per gli spostamenti in qualsiasi direzione, per poter perlustrare anche la zona mancante del sud/ovest.

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dall’alto in senso orario: Cala d’Algaiarens – Cala Pilar – Cala Pregonda

Le cale della costa nord sono meno accessibili rispetto a quelle a sud in quanto la costa è rocciosa, caratterizzata da alte scogliere che scendono a picco verso il mare e spesso per raggiungere le spiagge occorrono lunghe scarpinate in un paesaggio incredibilmente variegato – quasi desertico, a tatti spettrale, sotto il sole cocente – che all’improvviso muta in una lussureggiante e verdeggiante macchia di pini marittimi; e quando, finalmente, dalla cima dell’ultima salita, davanti agli occhi si svela lo specchio incredibilmente azzurro, limpido e cristallino di un mare da sogno, ci si rende conto immediatamente che ne è valsa la pena. Ovviamente la maggior parte di queste spiagge non sono attrezzate e non hanno bar, docce o servizi igienici, per cui bisogna partire ben riforniti di zaino termico con acqua fresca, frutta e barrette energetiche; ma altrettanto ovviamente, nonostante l’isola ad agosto sia nel pieno della sua capacità ricettiva, spesso può capitare di ritrovarsi circondati da una sola manciata di persone e di godere di una pace e di un silenzio quasi irreali, nei quali lo sciabordio delle lievi onde che si infrangono sulla battigia la fa da padrone.

Molte di queste spiagge mi hanno ricordato fortemente le mie adorate isole Hawaii: il verde intenso della vegetazione ricca e lussureggiante sui monti che le circondano e le sovrastano, le immense spiagge semi-deserte di sabbia dorata, quasi rossa, il cielo sgombro di nuvole di un azzurro da fare male agli occhi a fissarlo e  la distesa del mare che si perde oltre l’orizzonte in tutte le sue sfumature di blu e verde, trasparente e cristallino, talmente placido a giorni da sembrare una  immensa piscina!

Naturalmente siamo anche tornati a tuffarci dalle mitiche terrazze di Cala’n Brut, a nuotare nella caraibica acqua di Cala en Bosch, a fare un bagno nella “nostra” vecchia Cala Santandria, così come ci siamo rilassati davanti “casa” nella piccola ma pittoresca Cala Blanca nelle mezze giornate in cui siamo rimasti in zona per rigenerarci tra un “Camí de Cavalls” e l’altro. Il Camí de Cavall (orgoglio della nostra guida e croce e delizia per noi 😀 ) è un sentiero che corre lungo la costa di Minorca per tutta la sua lunghezza; i 185 chilometri del sentiero, possono essere affrontati a piedi, in bicicletta o, appunto, a cavallo e rappresentano il modo migliore per andare alla scoperta delle bellezze naturali dell’isola. Il percorso si snoda attraverso zone rocciose, canaloni, torrenti, valli, zone umide e zone agricole unendo le torri di guardia, i fari e le trincee disseminati sull’isola. Attraverso il Camí de Cavalls avrete modo di osservare da vicino i numerosi ecosistemi presenti sull’isola di Minorca, dichiarata patrimonio dell’Unesco. Essendo un percorso circolare lo si può iniziare in qualsiasi punto, ma il chilometro zero si trova nel porto di Mahon. Il Sentiero è segnato con pannelli informativi ogni 50-100 metri.

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dall’alto in senso orario: Cala en Brut – Camì de Cavalls – Cala Blanca

Per non farci mancare niente, abbiamo anche affittato presso il porto turistico di Cala en Bosch una barca…. mmhhh barchetta….. mmmhhh bagnarola, dai 🙂 , di quelle che si possono condurre senza patente (per usare una frase di Dario, la nostra “velocità” in mare rispetto alle altre barche era paragonabile a quella di un Ciao in autostrada, per chi si ricorda cosa fosse  😀 ) con la quale ci siamo  goduti da un’altra prospettiva tutte le più rinomate cale e calette della costa sud, godendoci lo splendido mare senza però doverne subire l’affollamento: siamo partiti appunto da Cala en Bosch dirigendoci direttamente al punto più lontano consentitoci, ovvero Trebalùger per poi tornare indietro passando per Cala Mitjana e Mitjaneta, Cala Galdana, Cala Macarella e Macarelleta, Cala en Turqueta, Cala des Talaier, Son Saura e Son Xoriguer, con numerose soste per i bagni, ancora permettendo! 😀

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Cala Mitjana vista dal mare

 

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Platja de Son Xoriguer

SUGGERIMENTI PRATICI : Se siete amanti del mare incontaminato, della natura e prediligete vacanze rilassanti e sportive questo paradiso terrestre a un’ora e mezzo scarsa di volo dall’Italia, a prezzi ancora accessibili, fa sicuramente per voi. Ve lo sconsiglio invece se la vostra priorità è la vita notturna in quanto a Minorca ci si può concedere al massimo una buona cena e un drink con chiacchiere per terminare la serata, ma riuscire a tirare oltre la una può davvero rivelarsi un’impresa e quest’anno che la presenza di connazionali era a dir poco triplicata rispetto alla volta scorsa, ho sentito diverse persone lamentarsene (considerazione personale: mah! )

Per quanto concerne le prenotazioni, come mia abitudine anche questa volta ho fatto tutto on-line ma un po’ più tardi rispetto al solito per vari problemi personali, per cui non ho spuntato i consueti prezzi vantaggiosissimi. I biglietti aerei li ho acquistati come sempre direttamente sul sito di  Easy Jet da Milano Malpensa a Mahon, inserendo anche un bagaglio da stivare. Ho prenotato sempre su Booking.com un bell’appartamento con cucina, bagno, camera da letto e terrazzino, ben attrezzato e funzionale, con pulizie e cambio della biancheria a giorni alterni, presso il complesso VISTA PLAYA 1, in una palazzina a tre piani (per un totale di 24 appartamenti) affacciata sulla piscina con lettini e ombrelloni gratuiti, con connessione Wi-Fi gratuita  e con la possibilità di usufruire, a pagamento, di un bar e di un ristorante alla carta. Il nostro appartamento era al terzo piano con una magnifica vista sull’antistante lussureggiante vegetazione e sullo scorcio di mare di Cala Blanca, distante due soli minuti a piedi. A soli 5 minuti a piedi è inoltre situato il “centro commerciale” di Cala Blanca, con diversi minimarket, ristorantini e pub, senza considerare che la Cala stessa di sera è animatissima e molto pittoresca, con le luci dei ristoranti circostanti che si rispecchiano nel trasparentissimo tratto di mare. In effetti, rispetto a Cala Santandria, questa zona è meglio servita e dista comunque solo 10 minuti di scooter o di auto da Ciutadela.

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Scorcio del mare di Cala Blanca dal nostro terrazzo

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Vista Playa 1 a Cala Blanca

Anche questa volta abbiamo prenotato uno scooter 125 on-line, tramite la compagnia Cooltra.com, che prevede consegna e ritiro direttamente all’hotel, anche se col senno di poi avremmo forse potuto farne a meno, dato che siamo stati gentilmente scarrozzati in giro in auto dal nostro amico Ennio, il che ci ha consentito di raggiungere punti dell’isola più lontani di quelli che avremmo potuto raggiungere solo in moto. Se ci state due settimane, direi che il giusto compromesso è affittare una settimana lo scooter e una settimana l’auto.

Se aveste bisogno di consigli pratici, di indicazioni specifiche su una determinata zona o di aiuto locale per cercare alloggio, noleggiare auto o scooter o semplicemente di soddisfare qualche curiosità particolare, scrivetemi pure e vi  metterò in contatto con l’italo/menorquiño Ennio, che sarà ben contento di fornirvi assistenza, ma attenzione: se un posto si può raggiungere sia con una camminata di 10 minuti che con una di 30, state pur certi che lui vi farà fare la strada più lunga! (per meglio farvi godere di tutte le bellezze del panorama, dirà lui 😀 !!!)  Hasta lluego!

Lasciare il lavoro dipendente e cambiare vita : non è mai troppo tardi !

Giunta quasi alla soglia dei cinquant’anni (eh, si …. quest’anno sono 49, anche se mentalmente me ne sento ancora 25!) un giorno all’improvviso si è fatta strada in me la consapevolezza che, pur volendo essere incredibilmente ottimista, è ormai più il tempo che ho vissuto di quello che mi resta da vivere e non sono più disposta a sprecarlo, questo tempo prezioso, racchiusa in una tollerabile infelicità che mi sta pian piano appiattendo, facendomi perdere la voglia di ridere, di vivere, di sognare, ultimamente persino di programmare i miei adorati viaggi.

La causa principale di questo malessere è un lavoro che non mi rispecchia più, non mi dà più stimoli né soddisfazioni: non riesco più a comprendere il senso dello stare 8 ore al giorno rinchiusa in una scatola di mattoni, senza nemmeno vedere la luce del sole, a inserire meccanicamente ordini in un computer rovinandomi la vista, “tutta presa da qualcosa di importante, che non è importante per niente” (Jovanotti docet), costretta ad incastrare solo in piccoli scampoli di tempo ritagliati al lavoro tutte quelle attività che invece mi piacciono e mi danno gioia e soddisfazione, come la corsa, la palestra, la lettura, la compagnia degli amici, i viaggi.

Considerando che dovrò lavorare almeno altri 15 o 20 anni (non credo che la nostra generazione avrà mai una pensione, per lo meno non sufficiente a consentirci di vivere e non solo di sopravvivere), VOGLIO di nuovo avere un lavoro che mi piaccia, mi gratifichi, nel quale mettere passione, per il quale svegliarmi di nuovo ogni mattina con il sorriso sulle labbra, con la consapevolezza che un’altra meravigliosa giornata sta per iniziare. Non voglio più far scorrere inutilmente i giorni e le settimane nell’attesa del week end, i mesi e gli anni nell’attesa delle vacanze; non voglio più poter contare sulle dita di poche mani i giorni felici, voglio che la mia vita torni ad essere quel miracolo quotidiano di gioia che è sempre stata e che è giusto che sempre sia, nel rispetto di me stessa ma anche e soprattutto di chi mi vive accanto, al quale ho fatto ultimamente passare almeno due anni di inferno.

E allora, dopo averci lungamente pensato e riflettuto e rimuginato, ho deciso di prendere il coraggio a quattro mani, di licenziarmi, dare fondo ai miei risparmi e aprire un piccolo concept-store (una carto-fioreria) con la mia amica Silvia!

Ho paura, una paura fottuta, è ovvio, sarei incosciente a non averne, ma nel momento stesso in cui ho maturato questa decisione, pur non essendo per ora materialmente cambiato ancora nulla, una nuova leggerezza si è fatta strada in me, insieme alla consapevolezza che non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni e crearsi una vita felice, basta riuscire a buttarsi alle spalle la paura ancestrale di cambiare, uscire dalla propria “zona di comfort”, superare la paura del giudizio altrui e tornare a prendere in mano le redini del proprio destino. Perché io sono profondamente convinta che avere rimorsi sia sempre e comunque meglio che avere rimpianti e me lo conferma il fatto che oggi ho rassegnato ufficialmente le dimissioni e IO OGGI SONO FELICE!!!

Questo è nato come un blog di viaggi e forse oggi con questo articolo sono andata un po’ “fuori tema”, ma volevo comunque condividere il mio entusiasmo per questo nuovo e meraviglioso viaggio, probabilmente il più avventuroso di tutti quelli che ho sino ad ora intrapresi!

 

Due giorni a Saragoza

Cosa c’è di meglio, per spezzare la solita routine e regalarsi un magico momento di evasione, di un bel volo verso la mia adorata Spagna? Avendo a disposizione solo un week end, ho deciso di prediligere una città piccolina in modo da riuscire a visitarne le principali attrattive, ritagliandomi però anche del tempo per attività più goderecce, come lo shopping e il “tapear” (la buona abitudine iberica di andar per bar, bevendo birrette fresche e gustando appetitosi stuzzichini,  le tapas appunto). Saragoza si è rivelata perfetta allo scopo!

Partenza da Bergamo Orio al Serio alle 15.30 di venerdì pomeriggio e arrivo a destinazione dopo un volo di circa un’ora e cinquanta. Ad accoglierci, purtroppo, tempo nuovoloso e vento quasi gelido : peccato, speravamo di lasciarci alle spalle freddo e pioggia ma pare non sarà così. In mezz’ora circa di viaggio sul comodo autobus della compagnia Agreda Automovil che si trova immediatamente fuori dall’aeroporto (sulla destra all’uscita dagli arrivi) al costo di Euro 1,85 a persona (il biglietto si ascquista a bordo) arriviamo al capolinea (Plaza del Carmen) in pieno centro di Saragoza, che dista solo 5 minuti a piedi dal nostro Hotel Oriente, situato in Calle del Coso e prenotato on-line sempre su booking.com al costo di Euro 108,00 per due notti in solo pernottamento. L’hotel è davvero molto carino, le camere spaziose e pulite, il personale gentilissimo e la posizione ottimale in quanto a soli cinque minuti a piedi dalla principale attrazione, la maestosa Basilica Nostra Signora del Pilar.

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BASILICA NOSTRA SIGNORA DEL PILAR

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VISTA DELLA BASILICA DEL PILAR DAL FIUME EBRO

La città è tutta un susseguirsi di angoli pittoreschi, con una miriade di basiliche, chiese e chiesette che si scoprono ad ogni voltar di angolo, tutte meritevoli almeno di una visita veloce, con tantissime piazzette ombreggiate da aranceti e olmi con gli immancabili tavolini per ristorarsi, con numerose case e palazzi in architettura Mudejar, testimonianza del’antica dominazione moresca in terra d’Aragona.

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MERCATO CENTRALE

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FONTANA DE LA HISPANIDAD

Siamo stati inoltre fortunatissimi a capitare qui durante la “Feria Medieval”, consistente in tre giorni e tre notti di feste per tutto il centro città con banchetti, rappresentazioni, mercatini con i prodotti tipici – gastronomici e non –  delle tre culture cristiana, ebrea ed araba; è stato pertanto un tripudio di spettacoli, manifestazioni, musei aperti fino ad ora tarda con ingressi ridotti o gratuiti, che non hanno potuto far altro che aggiungere ulteriore valore al nostro viaggio, già di per se entusiasmante.

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FERIA MEDIEVAL IN PLAZA PILAR

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GRIGLIATINA MEDIEVALE 😉

In genere non è mia abitudine consigliare locali e  ristoranti perché credo che i gusti in fatto di cibo siano decisamente personali e soggettivi, tuttavia questa volta voglio spendere una menzione per la PARILLA ALBARRACIN, in Plaza del Carmen, un locale dall’atmosfera accogliente e raffinata, con personale gentilissimo, ottimi piatti tipici di cucina aragonese sia di carne che di pesce, e prezzi onestissimi. Per il pranzo veloce e spartano invece il nostro preferito resta sempre e comunque 100 MONTADITOS, con le ottime baguettine calde con Jamon Serrano!

HASTA LUEGO, SARAGOZA !

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Aprile 2016 – Una settimana in Repubblica Dominicana

Ed è qualcosa da cui non puoi scappare, il mare.….ma soprattutto il mare chiama, non smette mai, ti entra dentro. Ce l’hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti, senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare che ti chiamerà…

(Alessandro Baricco)

Quella da poco trascorsa a Bayahibe, nella Repubblica Dominicana, è stata una settimana meravigliosa di puro relax e contemplazione di  paesaggi da cartolina: lunghissime spiagge di sabbia bianca coronate da splendidi palmeti, che si affacciano su acque chiare e trasparenti,  alternate a vallate verdissime e catene montuose che con il Pico Duarte superano anche i 3.000 metri. Il sole  qui è un bacio caldo sulla pelle temperato solo dalla brezza costante dagli Alisei, ed è una presenza costante, tranne che per un paio di mezze giornate di pioggia che tuttavia non hanno minimamente sminuito la bellezza della vacanza,  servita per scrollarci di dosso il freddo e lo stress del lungo inverno appena trascorso e per fortuna quasi finito.

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La Repubblica Dominicana (per noi italiani Santo Domingo) si trova nel cuore del Mar dei Caraibi,  è un’isola molto vivace, spontanea ed accogliente, tanto da meritare l’appellativo di ‘isola del sorriso’. L’influenza spagnola è evidente e si manifesta nella lingua, negli abiti e nei tanti cerimoniali di gusto barocco; l’influenza africana si manifesta nel ballo : salsa, bachata e particolarmente merengue sono le danze attraverso le quali si esprime e si realizza la gioia di vivere del popolo dominicano, il bene più prezioso dell’ isola, anche se a noi personalmente non fa impazzire questo tipo di sound, tant’è che dopo due giorni ne avevamo già piene le…..orecchie !  😉

Abbiamo soggiornato al Viva Dominicus, immenso villaggio turistico in località Bayahibe, (distante solo 18 km  – circa 20 minuti di autobus – dall’aeroporto de La Romana), che comprende  5 ristoranti, diversi  bar,  4 piscine, una pizzeria aperta 24 ore su 24, il centro diving, l’area shopping con i negozi di souvenir, l’anfiteatro dove si svolgono gli spettacoli serali dell’animazione, il tutto immerso nei variopinti e curatissimi giardini tropicali affacciati  su una stupenda spiaggia candida ed un  meraviglioso tratto di mare cristallino.

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La formula all-inclusive comprende inoltre dei ristoranti a tema (fra i quali italiano, messicano e asiatico), nei quali è possibile cenare semplicemente previa prenotazione un paio di giorni prima alla reception, dei quali non posso però dare giudizi in quanto non ne abbiamo usufruito, non essendo il cibo un elemento fondamentale delle nostre vacanze. Mi sento pertanto di consigliare decisamente questo villaggio per una settimana di relax in quanto, a mio parere (da quello che ho sentito non condiviso da una buona parte degli ospiti italiani eh, io vi avviso ! 😀 ), l’offerta del buffet era varia ed ottima (tutti i giorni sia a pranzo come a cena erano disponibili pasta, riso, carne, pesce, verdure, legumi, frutta, oltre agli immancabili – a chi piacciono – dolci), le camere spaziose e sufficientemente pulite per gli standard locali, le parti comuni curate e il personale gentile e disponibile.

Non abbiamo effettuato escursioni in quanto, rispetto alla nostra prima permanenza in loco nel 2004, l’offerta era sostanzialmente immutata : gita in lancia alla bellissima isola di Saona con sosta alle piscine naturali ricche di stelle marine e alle piantagioni di mangrovie, gita in quad nell’entroterra, con sosta alle piantagioni di canna da zucchero, guado del Rio Chavon e sosta in villaggio caratteristico per l’acquisto di artigianato locale (quadri in particolare) e gita alla capitale Santo Domingo. Se andate per la prima volta, ovviamente, le consiglio vivamente tutte.

Piccolo suggerimento credo utile: per telefonare in Italia e usufruire del wi-fi (anche se la connessione è quella che è…. ci si trova pur sempre su un’isola sperduta in mezzo al mare tra le due Americhe) abbiamo acquistato una scheda SIM locale della compagnia Claro, al costo totale di 25 dollari (con 5 dollari di traffico telefonico già compresi e 2 giga di traffico internet), che ci ha consentito di non spendere una fortuna in roaming o in chiamate dato che il costo addebitato da  Wind era di  1 Euro per ogni sms (inviato o ricevuto) e di 1 Euro a minuto per chiamare… Se soggiornate a Bayahibe al Viva Dominicus, trovate le SIM Card alla farmacia a 100 metri di fronte all’uscita del villaggio (attenzione : attualmente non erano ancora disponibili micro-SIM)

Per qualsiasi suggerimento o approfondimento scrivetemi pure, qui o tramite la pagina Facebook  IviaggidiArianna 😀

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Ritorno alle “origini” : Santo Domingo !

Eccoci…. come ogni inverno, in questo periodo la voglia di mare inizia a farsi sentire…. Dapprima è solo un’idea vaga, appena abbozzata, che fa capolino nei pensieri con la stessa delicatezza del timido e pallido raggio di sole che cerca di trafiggere le nebbie mattutine; poi si insinua sempre più prepotentemente tra mani guantate che sghiacciano vetri e nasi arrossati che sbucano dalle sciarpe, per diventare realtà in una gelida serata di tisana, copertina e divano davanti allo schermo di un pc, quando il richiamo delle mille sfumature di quei mari immortalati in foto a dir poco ammiccanti si fa irresistibile! E allora : “proviamo a chiedere le ferie al lavoro, e se ce le danno torniamo ai Caraibi, che è parecchio che non ci andiamo” (2009 in Giamaica n.d.a.). DETTO / FATTO 🙂 Ferie accordate e, in men che non si dica, prenotazione fatta !

Come d’abitudine, la settimana invernale è di puro e semplice relax: sole, mare, passeggiate, nuotate, cocktail e aragoste a piedi nudi sulla spiaggia! Questa volta tradiremo il nostro principio di non tornare mai in un posto dove siamo già stati finché ci saranno posti nuovi da vedere ma, in considerazione del fatto che i Caraibi “economicamente accessibili” (per le nostre tasche!) li abbiamo già battuti tutti, torneremo là dove tutto ebbe inizio, al nostro primo volo transoceanico nel lontano agosto 2004: Repubblica Dominicana, generalmente identificata con la sua capitale, Santo Domingo, nella zona di Bayahibe, al Viva Dominicus con Eden Viaggi, pacchetto prenotato on-line sul mio sito di fiducia, www.caesartour.it

E da questo momento parte ufficialmente il conto alla rovescia, che mi aiuterà a sopportare al meglio il freddo, la nebbia, le intemperie perché, qualsiasi cosa succeda, avrò ben chiaro nella mia mente il pensiero che tra meno di due mesi sarò su una fantastica, immensa spiaggia bianca, a riempirmi la mente di sole e d’azzurro e ad arrossarmi gli occhi con la calda acqua dei mari del sud !

CARIBE, WE ARE COMING BACK SOON !!!! 🙂

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