Agosto 2012 – Magica Andalusia

Un orizzonte ampio e senza punti di riferimento in cui solo un sole accecante e prepotente fa da limite all’infinito, case candide con cornici d’oro, fiori variopinti che coprono i cortili, paesini bianchi arroccati come un presepe vivente, profumo di agrumi, di fiori d’arancio e di olio, distese sconfinate di uliveti nel brullo paesaggio circostante, torri dorate, moschee, chiese, patii fioriti e il suono del flamenco sopra ogni cosa …. questa era l’Andalusia che sognavo, e questa è stata esattamente l’Andalusia che ho trovato!

La regione che, più delle altre, ha sempre rappresentato nel mio immaginario la Spagna intera, ponte tra due continenti, l’Europa e l’Africa, punto di incontro tra due mari, l’Oceano Atlantico e il Mediterraneo, caleidoscopico contenitore di culture diverse, la cui caratteristica principale è la contraddizione. Ogni angolo del suo territorio è segnato dalle diversità: le bianche cime della Sierra Nevada che circondano Granada e le calde valli del Guadalquivir che attraversa Cordoba e Siviglia, lo struggimento e la passione del flamenco, la forza e il sangue nella corrida, gitani e toreri, lo sherry ma anche le olive e i limoni. E’ il passaggio da una maestosa cattedrale cristiana a un antico palazzo arabo, è lasciare paesini immoti costituiti da una manciata di casette bianche per poi incontrare all’improvviso città moderne piene di luci. E’ una terra con un fascino senza tempo.

Per viverla appieno bisogna ammirare i suoi tramonti, perdersi nei dedali delle sue viuzze, cercare ristoro all’ombra di un aranceto tra le piazzette assolate, girovagare per le vie animate del centro o degli antichi quartieri. Ma, soprattutto, bisogna apprendere l’arte di godersi la vita, apprezzarne il ritmo lento e sonnacchioso, tra chiacchiere e tapas, musica, canti e balli sfrenati. L’Andalusia è luce e colore, è il sole di un giorno d’estate ed è il calore di chi ci vive. Ognuna delle sue città attrae mescolando arte, storia e cultura e rappresentando un simbolo delle religioni che si sono susseguite nella penisola iberica: quella araba raffigurata dalla maestosa Alhambra di Granada, quella cattolica dalla Cattedrale di Siviglia e quella ebraica dalla Sinagoga nel quartiere della Juderia di Cordoba.

Abbiamo dedicato le due settimane centrali di agosto a questo bellissimo viaggio : certo, agosto non è il mese migliore a causa del caldo asfissiante e delle temperature proibitive (a Cordoba nel pomeriggio abbiamo toccato punte di 48° ! ) ma se questo è l’unico periodo dell’anno in cui si possono prendere ferie, ci si adegua 😉 Abbiamo, come sempre, prenotato tutto on-line da casa: volo A/R con Easy Jet, auto con Enoleggio e gli hotel con Booking. Siamo atterrati a Malaga, forse la più moderna delle città Andaluse, alla quale abbiamo dedicato il giorno dell’arrivo, poi siamo stati due giorni a Granada, due a Cordoba, tre a Siviglia, sei giorni di relax a Cadice e l’ultimo giorno di nuovo a Malaga, dalla quale siamo ripartiti.

Malaga

Avevamo davvero tanta voglia di mare, per cui il primo giorno di vacanza ce lo siamo goduto in spiaggia, alla Malagueta, insieme al primo fritto di pesciolini in un chiringuito ubicato direttamente sulla spiaggia. Per la serata invece abbiamo gustato il primo “pulpo alla gallega” e la prima paella in un caratteristico ristorante nelle viuzze del centro in festa per la “Feria”, approfittandone per dare un’occhiata alla Cattedrale e agli sfavillanti viali alberati adornati di fontane della zona più moderna.

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Playa La Malagueta

La mattina successiva segna l’inizio del viaggio vero e proprio, attraverso colline brulle caratterizzate da filari ordinati di uliveti e paesaggi desertici puntinati qua e là dalle casette bianche di qualche piccolo agglomerato urbano, sotto un sole già caldissimo sin dalle prime ore del mattino.

Granada

Sognavo in maniera particolare Siviglia, e le scale arabe da scendere per incontrare questa magnifica città (parafrasando una canzone di Miguel Bosé) ed ho invece scoperto Granada, bianca città di gitani, che mi ha rapito il cuore. Montagne e fiumi fanno da scenario a questa città “preciosa” dove la dominazione araba ha lasciato un’eredità architettonica fantastica. Granada era la più splendida fra le città della Spagna antica ed oggi vanta la presenza di uno dei massimi capolavori dell’arte e dell’architettura islamica: l’Alhambra, il palazzo dei sultani. L’Alhambra è  una vera città murata ed è di una bellezza mozzafiato. Considerata uno dei patrimoni dell’umanità era in pratica una città nella città, dotata di moschee, scuole, botteghe e quant’altro servisse ai suoi abitanti. Consiglio vivamente di acquistare on-line con grande anticipo i biglietti d’ingresso (io l’ho fatto a maggio!) altrimenti è praticamente impossibile riuscire a visitarla in quanto gli ingressi giornalieri sono a numero chiuso; la visita occupa almeno mezza giornata!

A Granada abbiamo alloggiato nel quartiere storico dell’Albayzin, proprio ai piedi dell’Alhambra: dalla Plaza de Santa Ana la via del Darro scorre lungo il fiume (il Darro appunto) e giunge al Paseo de los Tristes, lasciandosi progressivamente alle spalle la città moderna e attraversando semplici ponticelli di pietra che collegano le due famose colline dell’Alhambra e dell’Albaicín.

Sicuramente il nostro soggiorno in questa splendida città è stato magnificato dalla scelta dell’Hotel Casa Morisca, che offre una sistemazione unica all’interno di una nobile casa morisca, appunto, che risale alla fine del XV secolo e che offre una vista meravigliosa sull’Alhambra, permettendo nel contempo di raggiungere facilmente, anche a piedi, il centro della città.

Anche la parte più moderna della città è indubbiamente molto pittoresca e particolare, permeata da reminescenze di antichi splendori arabi, ebraici e cattolici, con numerosi edifici in stile nazari, i bagni arabi, la grande Cattedrale rinascimentale risalente al 16° secolo e numerose bellezze storico-architetturali che testimoniamo più di mille anni di storia. Vanta inoltre una vivace movida universitaria che movimenta le serate con talentuose esibizioni canore, musicali, e con improvvisate pièce teatrali. Davvero a malincuore l’abbiamo lasciata dopo soli due giorni per dirigerci verso la prossima meta.

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Hotel Casa Morisca – la hall

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Hotel Casa Morisca – particolare di un ballatoio

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la maestosa vista dell’Alhambra dalla via dell’hotel

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vista dall’Alhambra

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Granada vista dall’Alhambra

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… sempre visitando l’Alhambra …

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Patio de Los Leones

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vista sull’Albayzin

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ancora l’Alhambra vista dal Paseo de Los Tristes

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Paseo de Los Tristes

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piazzetta nell’Albayzin

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ancora l’Alhambra, vista dal Mirador San Nicolao

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i vicoletti dell’Albayzin

Cordoba

Cordova, come la chiamano i locali, è stata un’altra bellissima scoperta, a condizione di non lasciarsi scoraggiare dal caldo umido che la soffoca (non per niente è soprannominata la “padella di Spagna”), cosa non facile dopo essere stati coccolati dalla fresca brezza con la quale la Sierra Nevada refrigerava le serate di Granada. Sebbene siano lontani i fasti vissuti ai tempi della dominazione araba, Cordoba è una città dinamica e fiera del suo passato glorioso; è un’esplosione di conventi, chiese, campanili barocchi, piazze di azulejos e aranci, eredità romane, arte mudéjar, palazzi patrizi che hanno decorazioni e patios in grado di fare concorrenza a quelli, più famosi, di Siviglia e tramonti infuocati sullo skyline di cupole e tetti. Molto pittoresco il quartiere della Juderia, l’antico ghetto ebraico, e in particolare Calleja de las Flores, una viuzza traboccante di vasi di fiori variopinti appesi alle pareti delle case.

Per coglierne appieno la vitalità e tutti gli aspetti è indispensabile uscire dal recinto che delimita la zona più turistica, al di fuori del quale pulsa una città meno monumentale, ma molto viva, che ha per epicentri il moderno viale di fronte alla stazione e la zona compresa tra plaza de las Tendillas e plaza de la Corredera.

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vista di Ponte Romano, Mezquita e Cattedrale dalla nostra camera

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vista notturna

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Puerta del Ponte

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la morisca Plaza del Triunfo

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Patio de Los Naranjos

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particolare della Mezquita

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campanile della Mezquita

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Calleja de Las Flores

Siviglia

Siviglia non ha certo deluso le mie aspettative e vi conquisterà il cuore, statene certi, con le imponenti testimonianze del suo passato, il suo presente frizzante, gli aromi, i suoni e gli scorci da favola, ma soprattutto per il famoso modo di vivere andaluso: gli abitanti dell’elegante città dorata vivono intensamente le tradizionali passioni spagnole come le tapas, il vino, la birra, le corride, il flamenco, la movida e le feste. L’atmosfera qui è magica ogni sera, la gente è allegra, elegante e rilassata, e ama divertirsi e trascorrere la notte nei numerosi locali della città: tapas bar, ristoranti, pub e discoteche.

Abbiamo avuto l’ottima idea di alloggiare all’Hotel Bécquer, situato in una posizione invidiabile nel pieno centro storico della città, con la Cattedrale, la Giralda e il Barrio di Santa Cruz a meno di cinque minuti a piedi da un lato e il Barrio di Triana, caratterizzato dalla vivace movida serale, dall’altro.

Il quartiere più tipico della città è, appunto, il Barrio de Santa Cruz,  sede anche dell’antico ghetto ebraico prima della cacciata degli ebrei da parte dei re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona alla fine del 1400. Per il primo assaggio della città si può iniziare da qui, vagando per stradine strette dall’aspetto arabo, con basse case bianche e gialle ornate di piante di rose e altri fiori, case che si fronteggiano come guerrieri alti fino al cielo, con le caratteristiche griglie di ferro alle finestre e i balconi fioriti, abbellite da cortili che sono l’emblema romantico dell’Andalusia stessa. Vivaci le tante piazzette, locali a non finire, ristoranti e bar specializzati in tapas.

Abbiamo girato in lungo e in largo, a piedi e con le biciclette gentilmente messe a disposizione dall’hotel, riempiendoci gli occhi per la raffinatezza e la bellezza dei mosaici dell’imponente Piazza di Spagna, all’interno del rigoglioso e rinfrescante Parco di Maria Luisa; spingendoci fino al quartiere della Macarena, nella cui Basilica è custodita l’immagine della Vergine Speranza Macarena, che viene portata in processione per la città durante la Semana Santa, nel periodo di Pasqua, che pare sia il periodo migliore, anche climaticamente parlando, per visitare la città. Abbiamo apprezzato particolarmente (forse per la frescura che ci ha accolto all’interno delle spesse e antiche mura) la visita alla Plaza de Toros, con la dettagliata spiegazione in inglese e spagnolo di una simpaticissima e solertissima ragazza spagnola! E poi abbiamo perlustrato palmo a palmo più di una volta le stradine del Barrio di Santa Cruz, stupendoci ogni volta per l’ottima idea di posizionare dei tendoni (las tendillas 🙂 ) appesi ai cornicioni da un lato all’altro delle strade per ombreggiarle; abbiamo ammirato il ponte di Calatrava, la Torre dell’Oro, la Cattedrale, la Giralda, San Pedro e San Jorge ed il Metropol Parasol, una struttura in legno con anima in cemento costruita nella centralissima piazza della Incarnazione. Ci siamo immedesimati nell’atmosfera pigra e rilassata della città godendoci una Jarra (Dario) o una cana (io) di birra fresca insieme a qualche tapa; io mi sono fatta tentare, nonostante il caldo, dalla tipica colazione sivigliana composta da cioccolata calda e churros fritti (che ho digerito intorno alle due del pomeriggio 😦 ); abbiamo cenato a base di paella a Triana sulla riva del Guadalquivir e abbiamo concluso le nostre serate al Coyote Beach, un ameno disco-bar con sabbia bianca riportata, sempre sulla riva del fiume, che faceva tanto mare!

Anche da Siviglia il momento del commiato è stato difficile, ma mitigato questa volta dalla consapevolezza che FINALMENTE, dopo tutto il caldo patito, ci saremmo diretti verso il tanto agognato mare !!! 🙂

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la Plaza de Toros

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Torre del Oro

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San Jorge

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Barrio de Triana

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la favolosa Plaza de Espana

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la Giralda

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Barrio de Santa Cruz

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La Macarena

Cadice

Cadice è una graziosa città costiera arroccata su un promontorio sull’Oceano Atlantico che vanta un importante porto, molti musei, monumenti, e un centro storico affascinante avvolto dal mare. La città vecchia si trova su una penisola, è dominata dall’imponente cupola della Cattedrale ed è famosa per il suo fascino pittoresco dovuto ai molti edifici nobiliari e al labirinto di stradine che risalgono al Medioevo che si aprono su piazzette punteggiate da bar e ristorantini, dove gustare dell’ottimo pesce accompagnato da ottimi vini.

Qui ci siamo più che altro rilassati, a parte una gita giornaliera a Zahara del Los Atunes, un bellissimo paesino sulla costa in direzione est, una puntatina veloce a Tarifa, ventoso paradiso dei surfisti, e uno sguardo alla costa africana che sembra quasi di poter toccare nei pressi dello Stretto di Gibilterra o del faro di Trafalgar.

Purtroppo il mare non era quello che ci aspettavamo, ne siamo rimasti abbastanza delusi e ci siamo resi conto che visitare Cadice ma soggiornare a Zahara de Los Atunes sarebbe stato decisamente meglio, consiglio che giro spassionatamente a chi dovesse trovarsi ad organizzare un giro simile 😉

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la spiaggia, con vista sulla città vecchia

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le mura della città vecchia

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lungomare nella città vecchia

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la puesta del sol !

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Playa de Zahara de Los Atunes

Malaga

Per l’ultimo giorno siamo tornati a Malaga dove, non essendo stati particolarmente entusiasmati dall’hotel nel quale avevamo soggiornato all’arrivo, avevamo deciso di disdire l’ultima notte, prenotandola on-line sempre su booking e cercando a questo punto, per comodità, un hotel vicino all’aeroporto per il mattino successivo. Stavolta devo fare un plauso a Dario che ha scelto l’Hotel Malaga Picasso, praticamente una bellissima villa con una decina di camere e un fantastico lussureggiante giardino con piscina, nel quale abbiamo passato pressoché tutta la giornata, dopo aver dato un’occhiata all’affollatissima e rumorosa spiaggia antistante l’hotel.

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Hotel Picasso

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hotel Picasso – relax in giardino

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… i cartelli sono praticamente il riassunto del nostro viaggio…. 😉

Davvero un’ottima conclusione per un fantastico viaggio, che sognavo da tempo e che, mare a parte, ha realizzato perfettamente tutte le mie più rosee aspettative !

Come sempre, sono a disposizione per maggiori delucidazioni o per info sui costi o sugli hotel. 🙂

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Giugno 2011 – Ibiza Playa d’En Bossa

A causa degli attentati dello scorso marzo in Egitto, della temporanea chiusura dei voli e dello sconsiglio a partire della Farnesina, abbiamo saltato la nostra settimana di vacanza invernale, per cui ci ritroviamo a giugno con una voglia di mare a dir poco pazzesca! ….E’ davvero facile assuefarsi alle buone abitudini… 😀

Fatto sta che, girovagando un po’ sul web e facendo due conti, mi rendo conto che potremmo farci una settimana alle Baleari più o meno con lo stesso budget che avremmo destinato a Sharm. Detto, fatto: convertiamo l’ormai consueto weekend di compleanno di giugno in una settimana di vacanza. Destinazione: IBIZA, LA ISLA BLANCA !

Conosciuta principalmente come tempio della perdizione per via dei suoi locali notturni e della movida che la anima nei mesi estivi, Ibiza a inizio stagione è un vero angolo di pace e vi rivela la sua anima selvaggia e rilassata attraverso le spiagge di sabbia bianca o dorata, accarezzate dolcemente da un mare che più cristallino non si può. Me ne innamoro subito, appena atterriamo all’aeroporto in una tiepida e luminosa serata di metà giugno.

In 10 minuti di taxi raggiungiamo gli Aparthotel Jabeque a Playa d’En Bossa, dove ci viene assegnato un appartamento con balcone con una vista mozzafiato sul mare antistante e sulle luci della città vecchia di Ibiza, o Eivissa come viene chiamata dai locali. Intorno a me regna la tranquillità più assoluta, mi godo il profumo del mare misto alle fragranze della vegetazione dell’isola; il mio sguardo si perde all’orizzonte e cullata dal suono del mare e dal riflesso argenteo della luna la mia anima vola libera da ogni pensiero.

vista dalla camera

vista dalla camera

vista di Ibiza

vista di Ibiza città vecchia

Le romantiche luci della città vecchia

Le romantiche luci della città vecchia

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La mattina successiva non appena entriamo in possesso dello scooter prenotato on-line tramite l’efficientissima compagnia locale Cooltra, che ce lo consegna direttamente in hotel, non perdiamo un attimo di più e incominciamo la nostra perlustrazione dell’isola e delle splendide calette: Il mare è sicuramente il suo punto di forza, azzurro, limpido, trasparente e pulitissimo. E poi ci sono le immense spiagge bianche, le scogliere densamente ricoperte da alberi di pino, i mandorli in fiore e la campagna disseminata di uliveti e boschi lussureggianti. Una natura che circonda caratteristici villaggi di pescatori, piccole cittadine con un fascino tutto particolare, con le tipiche casette dipinte di bianco e giallo, sospese in un tempo senza tempo, che richiamano alla memoria immagini dei libri di Cervantes, o dei telefilm di Zorro nei torridi e assolati pomeriggi estivi dell’ infanzia, o ancora reminescenze lontane di isole greche.

Nella costa sud occidentale abbiamo apprezzato le famose spiagge di Las Salinas, nota per essere preferita dai nudisti, e di Es Cavallet. In prossimità di Ibiza si distinguono invece Playa Talamanca (a soli 2 km dalla città e conosciuta per le numerose strutture di servizio turistico e ricettivo e nella quale abbiamo gustato la nostra prima, ottima, paella direttamente con i piedi nella sabbia 🙂 ) e Playa Figueretas, davvero a una manciata di minuti dal capoluogo.Nella costa meridionale la più spettacolare è senza dubbio Cala Tarida, attrezzatissima ma anche molto affollata, con un mare che non ha nulla da invidiare ai litorali sardi.Nella costa orientale, invece, abbiamo apprezzato tantissimo l’immensa Cala Llonga. Avendola praticamente sotto casa abbiamo trascurato completamente Platja d’en Bossa, molto grande e caratterizzata da un numero incredibile di infrastrutture ricettive e di ristorazione e molto movimentata già dal tardo pomeriggio con l’inizio dell’happy our nei vari “fashion beach club”, tra i quali il più famoso è l’Ushuaia.

Cala Tarida

Cala Tarida

Cala Tarida

Cala Tarida

Cala Llonga

Cala Llonga

Abbiamo fatto anche una gita giornaliera in traghetto a Formentera, apprezzandone particolarmente le spiagge di Illetes e Es Pujols dove tuttavia vi raccomando vivamente di non pranzare al ristorante della spiaggia se non volete farvi spennare come dei polli, come abbiamo invece fatto noi. 😦

Mi sento invece di spendere una parola per l’ottimo servizio del motonoleggio Cooltra, al quale abbiamo chiesto l’autorizzazione per poter traghettare con la moto e che invece ci ha favoriti sospendendo per un giorno il noleggio ad Ibiza, mettendoci a disposizione un mezzo equivalente a quello da noi noleggiato presso la loro sede di Formentera, che si trova esattamente di fronte al molo di arrivo dei traghetti, consentendoci così di risparmiare notevolmente sul costo del traghetto stesso.

Formentera

Formentera

Formentera

Formentera

Ho apprezzato veramente tantissimo questo assaggio d’estate e di vacanza “fuori stagione” e credo proprio che l’esperienza verrà ripetuta mooolto presto, lavoro permettendo!

Tra le cose assolutamente da non perdere durante una visita ad Ibiza suggerirei quindi: 1) il tour delle innumerevoli e spettacolari spiagge; 2) la visita a Ibiza città, con scarpe comode alla scoperta delle antiche fortificazioni  storiche dalle influenze fenicie, cartaginesi e romane; 3) mangiare pesce fresco e paella nei vari chiringuitos, a piedi nudi nella sabbia;4)  immergersi almeno una sera nella pazza movida notturna di Eivissa; 5) prendere il traghetto e passare una giornata a Formentera (il biglietto è sui 30€ a persona andata e ritorno); 6) girare per l’isola anche senza meta, ammirandone gli stupendi scorci panoramici e assaporandone ogni angolo e carruggio.

(A titolo indicativo, COSTI TOTALI PER 2 PERSONE: volo Easy Jet A/R 248,00 Euro + Aparthotel Jabeque mezza pensione 535,00 Euro + Noleggio scooter Cooltra 137,00 Euro – per un totale a persona di 460,00 Euro)

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Ottobre 2010 – Barcellona in due giorni e mezzo

Come avrete sicuramente capito, adoro il mare e mi manca sempre tantissimo…. ragion per cui quest’anno per il mio “birthday weekend” decido di abbinare la visita di una città alla vista del mio amato mare, quindi la scelta cade su Barcellona.

Il volo è con Ryan Air, sempre ad un ottimo prezzo (42 Euro cad. A/R), per una durata di circa un’ora e mezza, più un’ora di trasferimento in navetta perché l’aeroporto di Girona sul quale sul quale si appoggia Ryan Air si trova a circa 100 km. da Barcellona. Arriveremo a Barcellona il sabato in tarda mattinata e ripartiremo lunedì sera, per cui avremo a disposizione due giorni e mezzo. Per l’hotel ho deciso di optare per una zona abbastanza centrale, ma di non stare direttamente sulle ramblas, per avere un po’ più di tranquillità soprattutto di notte, per cui ho scelto il “Paseo de Gràçia”, uno dei più importanti viali della città, grazie anche alle opere di architettura modernista di Gaudì, Domènech Montaner tra gli altri. Il viale collega Plaça Catalunya (che si trova praticamente all’inizio delle ramblas) con il quartiere di Gràçia, che è il centro residenziale dell’alta borghesia cittadina, ed è qui che sono presenti i negozi dei più importanti marchi di abbigliamento internazionale. Siamo stati particolarmente fortunati (devo dire che ci capita spesso 🙂 ) perché l’hotel da noi scelto (un due stelle carino e pulito, ma niente di che) era in overbooking, per cui ci hanno riposizionati in un tre stelle della stessa proprietà, a due portoni di distanza, recentemente totalmente ristrutturato e davvero molto bello, peraltro a due passi dalla famosa Casa Pedrera (Actual Hotel); il tutto a 140,00 Euro totali per due notti.

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Casa Pedrera

Avevo consultato prima di partire le previsioni del tempo che, purtroppo, preannunciavano pioggia (ecco, in questo ultimamente non siamo molto fortunati 😦 ) per cui abbiamo deciso di sfruttare il sole che ci ha accolti al nostro arrivo godendoci un tour completo della città con il bus turistico sightseeing – con partenza da Plaça de Catalunya passando per il Passeig de Colom e il monumento a Cristoforo Colombo, il Sagrat Cor, la Torre Agbar, l’Arco di Trionfo, Plaça d’Espanya – per avere una prima infarinatura generale che non fa mai male 😀

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vista sulla città

Dopodiché, tornati a Plaça de Catalunya ci siamo incamminati nel delirio delle ramblas tra bancarelle, artisti di strada, venditori ambulanti e ciarlatani vari e, dopo una veloce doccia ristoratrice, la sera ci siamo recati con l’efficientissima rete metropolitana alla “Marisqueria La Paradeta de Sagrada Familia” (Passatge de Simó nr. 18). Trattasi di un OTTIMO locale per mangiare pesce a prezzi davvero contenuti, che avevo scovato curiosando sul blog di un italiano trasferitosi a Barcellona. Generalmente non è mia abitudine dare indicazioni e suggerimenti sui ristoranti in quanto penso che i gusti siano totalmente soggettivi, ma questa volta farò un’eccezione in quanto il posto è davvero particolare: non si accettano prenotazioni (noi abbiamo fatto una mezz’oretta di fila fuori) ed è molto spartano (tovagliette di carta, niente camerieri, vassoi tipo mensa); si entra, si sceglie tutto il pesce che si vuole direttamente dal banco sul quale è esposto (tipo mercato del pesce), si sceglie il tipo di cottura (alla griglia, fritto o in padella), si scelgono le bevande, si paga alla cassa e ci si siede ad un tavolo a caso in attesa che venga chiamato il proprio numero per andare a ritirare l’ordinazione direttamente dalla cucina.Se non si ordina per golosità l’intero Mar Adriatico, come abbiamo fatto noi, si può uscire anche con 10/15 Euro a testa. Noi ne abbiamo spesi circa 20 per una quantità incredibile di cozze, astice, pesciolini fritti, calamari alla griglia, vongole e cannolicchi, che abbiamo poi condiviso con i simpatici americani vicini di “mesa” con i quali abbiamo socializzato; perché il bello dell’informalità del posto è anche questo, che si socializza immediatamente con gli improvvisati commensali 🙂

La domenica mattina ci siamo svegliati, come da previsioni, sotto pioggia torrenziale, per cui abbiamo deciso di andare al Maremagnum, un centro commerciale che si trova nella zona del porto, sulla Rambla do Mar, per curiosare e toglierci qualche sfizio! Verso l’ora di pranzo il cielo si è schiarito un pochino e la pioggia è diminuita, per cui siamo tornati a girovagare nelle ramblas, visitando la cattedrale e scovando una trattoria molto caratteristica per sfamarci con tapas e ottime tortillas.

Dopo pranzo abbiamo preso la metro e ci siamo diretti verso il Camp Nou ma, ahimè, nonostante non ci fossero partite in previsione, abbiamo scoperto con disappunto che la domenica non si possono effettuare visite, per cui abbiamo rimandato il giro al giorno successivo e, nel frattempo, abbiamo deciso di girovagare nei dintorni, dove ci sono bellissimi locali e un grande parco. Per la cena siamo tornati sul lungomare, stavolta all’aperto nonostante un po’ di umidità, in uno dei locali che avevamo intravisto durante la nostra visita mattutina.

Anche il lunedì mattina ci ha accolti la pioggia, per cui siamo tornati al Camp Nou per il tour completo di stadio, spogliatoi, museo e cittadella sportiva, prendendocela con molta calma e tornando verso il centro solo nel pomeriggio per un ultimo saluto ai bellissimi viali quartiere Graçia e alle ramblas e verso le sette di sera abbiamo ripreso, esausti, la navetta per l’aeroporto.

A presto, Barcellona, torneremo magari in estate, per goderci il Parco Güell, il Montjuic e tutto quanto non siamo riusciti a vedere questa volta e….. magari farci pure un tuffo alla Barcelloneta ! 😀

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La Barcelloneta

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Plaça de Catalunya

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il palazzo della capitaneria di porto

Agosto 2009 – Mallorca

Basta! Stavolta è deciso : questa è l’ultima volta che mi affido ai last-minute, dal prossimo anno le vacanze comincerò a programmarle e organizzarle per tempo, perché ormai un po’ di mondo l’ho visto e volendo tenere fede al mio principio, per quanto possibile, di non tornare negli stessi posti in cui sono già stata, le possibilità di trovare una meta soddisfacente con una buona offerta all’ultimo minuto cominciano a scarseggiare; soprattutto volendo sfruttare almeno due delle tre settimane che solitamente ho a disposizione sempre e solo in questo periodo a causa della purtroppo ancora consolidata tradizione tutta italiana di chiudere uffici e fabbriche in agosto.

Ne ho avuto la riprova quando, dopo giorni di ricerche, ad agosto ormai inoltrato, per non restare a bocca asciutta sono stata costretta ad optare per due distinte settimane di vacanza: prima destinazione Baleari, isola di Mallorca; rientro a Milano e ripartenza a due giorni di distanza per le isole greche, destinazione Kos (vedere l’apposito post 🙂 ).

A Mallorca abbiamo alloggiato all’Alba Club Siesta Mar a Santa Ponsa, per 800 euro a testa (volo e pensione completa). Santa Ponsa è la classica graziosa località turistica, con numerosi ristoranti, bar, locali e negozi di souvenir, collanine, vestitini e ciarpame vario (fa molto riviera romagnola, per intenderci). E situata sulla costa occidentale, a circa 30 km dall’aeroporto, a una quindicina di minuti d’auto da Magalluf, località rinomata per la vivace (per usare un eufemismo!) vita notturna, e a circa 20 km da Palma di Mallorca. L’Alba Club è un hotel con piscina, senza infamia e senza lode, in ottima posizione: è a circa 100 metri da una bella spiaggia di sabbia bianca, ed è circondato da numerosi negozi, ristoranti e pub. In effetti la pensione completa è stata molto limitante perché avremmo potuto gustare ottime paellas, tapas e bocadillos (panini) caldi appena sfornati, a prezzi decisamente ottimi, il cui invitante profumo ci circuiva ogni volta che rientravamo dalla spiaggia.

Abbiamo cercato di noleggiare un’auto o almeno uno scooter appena arrivati ma purtroppo ci è stato risposto in tutti gli autonoleggi locali a cui ci siamo rivolti che in alta stagione è indispensabile prenotare con largo anticipo. Questo ci ha penalizzati parecchio in quanto non abbiamo potuto girare a nostro piacimento e ci siamo limitati ad una gita giornaliera in barca per ammirare almeno una parte di costa e sguazzare nelle acque trasparenti e cristalline, e ad una serata in taxi a Magaluff, delirante località prediletta dai turisti inglesi, dove la cosa più normale che mi è capitata nelle 3 o 4 ore che ci sono rimasta è stata incontrare un tizio completamente vestito da mucca ! 😀

Anche il tempo è stato purtroppo abbastanza penalizzante, spesso nuvoloso e ventoso, tanto che alla fin fine ho trovato positivo il fatto di essermi potuta fermare solo una settimana. Che sia stato un segno del destino ? 😉

la baia di Santa Ponsa

la baia di Santa Ponsa

Santa Ponsa

Santa Ponsa

Santa Ponsa

Santa Ponsa

la spiaggia di Santa Ponsa

la spiaggia di Santa Ponsa

lo splendido mare cristallino

lo splendido mare cristallino

Giugno 2007 – Tre giorni a Madrid

“Madrid è un luogo strano. (…) Non c’è in città nessun sito di color locale per i turisti. E pure, a conoscerla, è a città più spagnola di tutte, la migliore in cui vivere, la gente più simpatica, il clima più bello in qualunque mese dell’anno e, mentre le altri grandi città simboleggiano tutte la provincia in cui si trovano, sono in sostanza andaluse, catalane, basche, aragonesi, e comunque provinciali, soltanto Madrid può darvi l’essenza.” (E. Hemingway)

A parte il clima che, pur essendo giugno, a noi ha riservato due giorni su tre di vento e acqua, per il resto concordo perfettamente. Madrid è una città eterogenea, fatta di palazzi antichi e maestosi, come la maggior parte di quelli che costeggiano la Gran Via, fatta di piazze imponenti e accoglienti in cui riunirsi, come Plaza Mayor o Puerta del Sol, fatta di viali immensi per passeggiare, come il Paseo del Prado, ma fatta anche di moderne costruzioni, di negozi lussuosi e vetrine sfavillanti, di tapas bar e ristoranti e caffetterie e “Vitamine shop”, impregnata di cultura, arte, buon cibo e gioia di vivere.

Questo viaggio è stato il mio regalo di compleanno alla mia dolce metà pertanto, avendo monitorato attentamente il meteo prima di partire e avendo visto che il venerdì sarebbe stata l’unica giornata di sole certo dell’intero week-end (siamo arrivati venerdì in tarda mattinata e ripartiti il lunedì subito dopo colazione), mi sono organizzata in modo che la prima tappa fosse l’immancabile visita al mitico Estadio Santiago Bernabeu, il tempio del calcio del grande Real Madrid !

Pertanto, subito dopo essere giunti con la comodissima metropolitana direttamente dall’aeroporto di Madrid-Barajas (sul quale abbiamo volato da Malpensa con un volo low-cost Easy Jet) al nostro hotel Petit Palace High Tech, (situato sulla Gran Via, in corrispondenza del quartiere Chueca – il quartiere gay – a sinistra, e della Puerta del Sol a destra), aver depositato i bagagli, e aver mangiato velocemente un boccone, abbiamo immediatamente ripreso la metropolitana e ci siamo fiondati a visitare metro per metro questo imponente complesso, che fa venire i brividi anche quando è vuoto, figuriamoci quando è stipato in ogni ordine di posto da tifosi urlanti! Inutile dire che la visita ci ha impegnati per buona parte del pomeriggio, in quanto siamo partiti dall’anello più alto (non saliteci se soffrite di vertigini!) per poi scendere a bordocampo, sederci sulle panchine, visitare gli spogliatoi, la sala stampa e tutto quanto fosse accessibile al pubblico, per terminare con la visita al museo dei trofei (scudetti, Coppe dei Campioni etc…) che a noi, poveri interisti 😦 , è apparsa come un irraggiungibile miraggio …

Se, come noi, siete più appassionati di sport che di arte e musei, sicuramente non vi pentirete di aver dedicato due o tre ore a questa visita! 🙂

Estadio Santiago Bernabeu

Nelle due giornate seguenti, nonostante il tempo inclemente, abbiamo cercato di girare il più possibile, sfruttando le tregue della pioggia per stare all’aperto e visitando la Cattedrale, il Palazzo Reale, e altri luoghi chiusi nei momenti in cui imperversava la bufera.

Abbiamo passeggiato lungo il Paseo del Prado e girato per il Parque del Retiro, l’immenso parco cittadino con tanto di laghetto navigabile con delle barchette a remi, nel quale i madrileni si riversano in massa nei week-end soleggiati; abbiamo visitato la stazione della metro Atocha, tristemente nota per l’attentato terroristico del 2004, all’interno della quale si trova un bellissimo giardino tropicale di circa 4.000 metri quadrati; abbiamo fatto shopping nei negozi lungo la Gran Via, abbiamo passato delle bellissime serate nei discobar e nei “bar de copas” del quartiete Chueca, nel quale la vita notturna davvero non ha mai fine; abbiamo cenato e pranzato e “tapeato” in un sacco di posticini caratteristici e carinissimi, sempre sorpresi dalla calda accoglienza e dal buonumore degli spagnoli in genere e dei madrileni in particolare; abbiamo preso il bus turistico City Sightseeing, con il quale siamo riusciti a dare almeno uno sguardo anche a zone della città meno centrali che altrimenti non avremmo raggiunto.

Plaza Mayor

Plaza Mayor

Palazzo Reale

Palazzo Reale

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L’orso ed il corbezzolo – simbolo della città

Parque del Retiro

Parque del Retiro

Plaza de Cibeles - Palazzo delle Telecomunicazioni

Plaza de Cibeles – Palazzo delle Telecomunicazioni

Abbiamo fatto una capatina veloce (ma stavolta senza il tour completo ! ) anche al Vicente Calderon, lo stadio dell’altra squadra della città, l’Atletico Madrid, e….. ciliegina sulla torta…… la domenica sera ci siamo riversati in piazza Cibeles unendoci al delirio collettivo per la vittoria dello scudetto sul filo del rasoio dal Real Madrid, che nell’ultima giornata di campionato era a pari merito con Barcellona, godendoci la festa e i fuochi d’artificio.

Cibeles - festeggiamenti per la vittoria dello scudetto del Real Madrid

Cibeles – festeggiamenti per la vittoria dello scudetto del Real Madrid

Siamo ripartiti, come sempre a malincuore, il lunedì mattina dopo la colazione, come sempre con tante foto e tanti nuovi ricordi negli occhi e nel cuore !