Agosto 2008 – USA – Florida

Lo scorso anno con gli USA è stato amore a prima vista, per cui abbiamo deciso di tornarci di nuovo, destinazione East Coast : 12 giorni tra Miami e le isole Keys!

Biglietto acquistato anche stavolta con largo anticipo direttamente sul sito della KLM, pagato 960 Euro a testa in Comfort Class (altrimenti sarebbero stati 800). La Comfort è una via di mezzo tra l’Economy e la Business: con un supplemento accettabile si può beneficiare di maggiore spazio tra i sedili, di uno schermo privato per l’intrattenimento (film, telefilm e giochi disponibili in inglese, francese e spagnolo) e di una maggiore offerta di snack e bevande; insomma, soldi decisamente ben spesi per un viaggio confortevole.

L’idea iniziale era quella di soggiornare due notti a Miami, poi dedicare 4/5 giorni al giro delle isole Keys e quindi tornare a Miami per rilassarci al mare, per cui anche stavolta avevo prenotato solamente le prime due notti in hotel a Miami Beach (al Carlton hotel, senza infamia e senza lode, sulla Collins, a un blocco dalla spiaggia e da Ocean Drive).  Abbiamo invece dovuto rivedere il nostro itinerario per “cause di forza maggiore”, nel senso che siamo atterrati a Miami appena prima della chiusura dell’aeroporto per un uragano in arrivo che, per nostra fortuna, ha perso forza nel tragitto, arrivando sulla città il giorno successivo declassato a “semplice” tempesta tropicale.  Certo, l’impatto con una Miami semi-deserta, con i negozianti che inchiodavano assi di legno alle vetrine, non è stato decisamente dei migliori; se poi ci aggiungiamo che la valigia di Dario è rimasta ferma ad Amsterdam (dove avevamo fatto scalo) e che ci è stato subito comunicato che sarebbe arrivata solo due giorni dopo, alla riapertura dell’aeroporto…… diciamo che la vacanza non è cominciata sotto i migliori auspici!

Tra l’altro, Miami Beach di primo acchito mi era sembrata un po’ una Rimini su vasta scala, con un sacco di hotel enormi, palazzoni, negozi e ristoranti e, oltretutto, l’accento che più sentivo parlare era l’italiano, nella fattispecie il romano…. Insomma, niente a che vedere con la California, che mi aveva fatta sentire immediatamente parte integrante dell’american way of life! Per fortuna, vacanza facendo ho avuto modo di ricredermi.

Dunque, causa maltempo abbiamo approfittato per passare subito un’intera giornata di shopping sfrenato a Fort Lauderdale, dove c’è un outlet immenso (da un padiglione all’altro conviene andare in auto!). Per l’occasione, visto che si trattava di un solo giorno, ci siamo tolti lo sfizio (più Dario in realtà) di noleggiare una favolosa Corvette gialla a soli 80 dollari, salvo poi scoprire che la franchigia per qualsiasi danno sarebbe stata di 1.000 dollari…. Gulp 😦  !!! Inutile dire che abbiamo guidato mooooolto piano 🙂

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Tre giorni dopo, finalmente rientrata l’emergenza uragano e riaperta la strada per le isole Keys (praticamente un ponte a due corsie in mezzo all’oceano!) abbiamo inforcato la nostra Grand Cherokee (noleggiata il giorno prima on-line, sempre tramite Enoleggio) e ci siamo diretti verso Key West, fermandoci strada facendo per una visita veloce ad Islamorada e Baia Honda.

verso le Keys

verso le Keys

Giunti a destinazione, grazie ai sempre preziosi consigli della nostra immancabile guida di viaggio, la Lonely Planet, abbiamo soggiornato al Lighthouse Court, una residenza storica, completamente in legno, con una ventina tra stanze e suites distribuite su due piani attorno alla piccola piscina e immerse in un bellissimo e silenzioso giardino tropicale, nel quale la mattina veniva servita la colazione. Abbiamo pagato 100 dollari a notte a camera, ma li valeva veramente tutti! Tra l’altro, è situato proprio di fronte alla casa di Hemingway ed è a un solo blocco da Duval Street, la strada con le principali attrazioni in fatto di vita notturna, molto vivace!

Key West - hotel Lighthouse

Key West – hotel Lighthouse

Key West - casa di Hemingway

Key West – casa di Hemingway

Per girare l’isola a tappeto nei due giorni che le abbiamo dedicato abbiamo noleggiato uno scooter, che è indubbiamente il mezzo migliore per muoversi agevolmente nelle stradine tortuose e trafficate. Unica nota negativa: il mare non era affatto bello, non so se a causa del recente passaggio della tempesta tropicale, ma era molto fermo, a tratti maleodorante, quasi paludoso.

Key West

Key West

Key West

Key West

Key West by night

Key West by night

Al nostro rientro a Miami Beach il maltempo era finalmente passato e ci hanno accolto cielo limpido, sole cocente, umidità altissima e un oceano caldo e trasparente! Devo dire che questa è stata una bella sorpresa perché mi aspettavo che l’Oceano Atlantico fosse come il Pacifico, ovvero freddo, scuro e mosso, invece l’ho trovato molto simile al Messico, contornato da bellissime ed immense spiagge di sabbia bianca e dalle immancabili torrette di legno colorato dei Bay-Watch!

Miami

Miami

Miami Beach

Miami Beach

Tuttavia, escludendo Miami Beach e l’Art Deco District, Miami è una città molto grande ed anche abbastanza pericolosa, come abbiamo potuto evincere dai consigli della Lonely (che raccomandava di non trattenersi in alcune zone della città, come Little Havana, dopo la chiusura dei negozi) e come abbiamo avuto modo di sperimentare personalmente, fortunatamente senza conseguenze, in occasione di uno sbaglio di direzione.

Concludendo, nonostante sia stata l’ennesima bellissima esperienza e l’ennesima bellissima vacanza, personalmente devo ammettere che mi è rimasta molto più nel cuore la California !

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