Marzo 2007 – Cuba, La Isla Grande

Parafrasando la nota poesia del D’Annunzio…… è marzo, andiamo, è tempo di migrare …. L’inverno è al suo culmine, la voglia di mare si fa sentire e i Caraibi sono un richiamo irresistibile, per cui decido di coronare un sogno che inseguo già da un paio di anni e di fare rotta su Cuba, la Isla Grande ! Tanto ho già avuto modo di appurare lo scorso anno che sia il viaggio che il fuso orario sono tranquillamente smaltibili in una settimana; tutt’al più si è un po’ in coma al ritorno per qualche giorno, ma non sarà questo a fermarci !!!

La base è Varadero, solito villaggio formula all-inclusive, del quale sinceramente a così tanti anni di distanza non ricordo il nome: ricordo che era molto carino, ma penso che in questa zona uno valga l’altro. Il mare a Varadero è magnifico e la distanza da L’Avana è di circa un’ora di pullman, motivo per cui la mia scelta è caduta su questa località piuttosto che sulla tanto caldamente consigliata (sul web) Cayo Largo, che si trova a sud e pare sia una sorta di atollo maldiviano, dal quale però sarebbe possibile recarsi all’Avana solamente con un volo interno, quindi con maggiore difficoltà organizzativa e sicuramente maggiori costi.

Sinceramente, andare fino a Cuba per stare solo al mare e non visitare L’Avana mi sembrava assurdo : una passeggiata lungo il Malécon (il lungomare), una visita all’Hotel Nacional (dove negli anni d’oro dell’economia cubana soggiornarono personaggi influenti e famosi della buona e mala-vita americana), un mojito alla celeberrima Boteguita del Medio (in realtà il peggiore della vacanza! 😦  ), un daiquiri al Floridita (come suggerisce Hemingway, a suo tempo assiduo frequentatore entrambi: “mi mojito en la Boteguita e mi daiquiri en el Floridita”), una passeggiata dentro i quartieri popolari e una visita alla Cattedrale, un salto all’immensa Plaza de la Revolucion, con la gigantografia stilizzata del Che e il pulpito per i comizi di Fidel Castro, sono tutte cose che fanno apprezzare l’atmosfera del tutto particolare di questo angolo di mondo ancora escluso dal consumismo a causa dell’embargo americano.

Abbiamo inoltre passato una giornata in catamarano a Cayo Blanco, che come il nome stesso evoca, è un atollo dalle spiagge bianchissime come bicarbonato e dal mare trasparentissimo, con contrasti di colore se possibile ancora più belli rispetto a Varadero.

Detto questo, tra le cose da non perdere assolutamente metto: la Pina Colada al chiosco che si trova “al mirador”, esattamente a metà strada andando da L’Avana verso Varadero, con ananas fresco e cocco fresco grattuggiato sopra al momento;   l’aragosta alla griglia mangiata di fronte al mare e con i piedi nella sabbia per l’irrisoria cifra di 10 dollari;   le serate a bere birra e vedere i cubani improvvisare coreografie di gruppo nei numerosi street-bar ambulanti sparsi per Varadero;   una salsa improvvisata con i superbi ballerini anziani che soggiornano nella piazza antistante la cattedrale e passano le loro giornate a oziare, bere, ballare e godersi appieno tutti gli scampoli di vita che gli restano !

Ma la cosa che più mi è rimasta dento di questo viaggio sono stati il calore, i sorrisi, la voglia di godersi pienamente tutte le opportunità che ogni giorno la vita ci offre, di questa gente che non ha nulla, materialmente parlando, che non può viaggiare, ma che ciononostante riesce veramente a vivere come se la vita fosse un infinito carnevale …. e las penas se van cantando……

L'Avana - Capitolio

L’Avana – Capitolio

L'Avana - El Malecon

L’Avana – El Malecon

L'Avana

L’Avana

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L’Avana – La Cattedrale

Plaza de la Revolucion

L’Avana – Plaza de la Revolucion

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El Mirador

El Mirador

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Varadero

Varadero

Varadero

Varadero

Cayo Blanco

Cayo Blanco

Cayo Blanco

Cayo Blanco

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