Aprile 2016 – Una settimana in Repubblica Dominicana

Ed è qualcosa da cui non puoi scappare, il mare.….ma soprattutto il mare chiama, non smette mai, ti entra dentro. Ce l’hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti, senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare che ti chiamerà…

(Alessandro Baricco)

Quella da poco trascorsa a Bayahibe, nella Repubblica Dominicana, è stata una settimana meravigliosa di puro relax e contemplazione di  paesaggi da cartolina: lunghissime spiagge di sabbia bianca coronate da splendidi palmeti, che si affacciano su acque chiare e trasparenti,  alternate a vallate verdissime e catene montuose che con il Pico Duarte superano anche i 3.000 metri. Il sole  qui è un bacio caldo sulla pelle temperato solo dalla brezza costante dagli Alisei, ed è una presenza costante, tranne che per un paio di mezze giornate di pioggia che tuttavia non hanno minimamente sminuito la bellezza della vacanza,  servita per scrollarci di dosso il freddo e lo stress del lungo inverno appena trascorso e per fortuna quasi finito.

19

25

La Repubblica Dominicana (per noi italiani Santo Domingo) si trova nel cuore del Mar dei Caraibi,  è un’isola molto vivace, spontanea ed accogliente, tanto da meritare l’appellativo di ‘isola del sorriso’. L’influenza spagnola è evidente e si manifesta nella lingua, negli abiti e nei tanti cerimoniali di gusto barocco; l’influenza africana si manifesta nel ballo : salsa, bachata e particolarmente merengue sono le danze attraverso le quali si esprime e si realizza la gioia di vivere del popolo dominicano, il bene più prezioso dell’ isola, anche se a noi personalmente non fa impazzire questo tipo di sound, tant’è che dopo due giorni ne avevamo già piene le…..orecchie !  😉

Abbiamo soggiornato al Viva Dominicus, immenso villaggio turistico in località Bayahibe, (distante solo 18 km  – circa 20 minuti di autobus – dall’aeroporto de La Romana), che comprende  5 ristoranti, diversi  bar,  4 piscine, una pizzeria aperta 24 ore su 24, il centro diving, l’area shopping con i negozi di souvenir, l’anfiteatro dove si svolgono gli spettacoli serali dell’animazione, il tutto immerso nei variopinti e curatissimi giardini tropicali affacciati  su una stupenda spiaggia candida ed un  meraviglioso tratto di mare cristallino.

282935

La formula all-inclusive comprende inoltre dei ristoranti a tema (fra i quali italiano, messicano e asiatico), nei quali è possibile cenare semplicemente previa prenotazione un paio di giorni prima alla reception, dei quali non posso però dare giudizi in quanto non ne abbiamo usufruito, non essendo il cibo un elemento fondamentale delle nostre vacanze. Mi sento pertanto di consigliare decisamente questo villaggio per una settimana di relax in quanto, a mio parere (da quello che ho sentito non condiviso da una buona parte degli ospiti italiani eh, io vi avviso ! 😀 ), l’offerta del buffet era varia ed ottima (tutti i giorni sia a pranzo come a cena erano disponibili pasta, riso, carne, pesce, verdure, legumi, frutta, oltre agli immancabili – a chi piacciono – dolci), le camere spaziose e sufficientemente pulite per gli standard locali, le parti comuni curate e il personale gentile e disponibile.

Non abbiamo effettuato escursioni in quanto, rispetto alla nostra prima permanenza in loco nel 2004, l’offerta era sostanzialmente immutata : gita in lancia alla bellissima isola di Saona con sosta alle piscine naturali ricche di stelle marine e alle piantagioni di mangrovie, gita in quad nell’entroterra, con sosta alle piantagioni di canna da zucchero, guado del Rio Chavon e sosta in villaggio caratteristico per l’acquisto di artigianato locale (quadri in particolare) e gita alla capitale Santo Domingo. Se andate per la prima volta, ovviamente, le consiglio vivamente tutte.

Piccolo suggerimento credo utile: per telefonare in Italia e usufruire del wi-fi (anche se la connessione è quella che è…. ci si trova pur sempre su un’isola sperduta in mezzo al mare tra le due Americhe) abbiamo acquistato una scheda SIM locale della compagnia Claro, al costo totale di 25 dollari (con 5 dollari di traffico telefonico già compresi e 2 giga di traffico internet), che ci ha consentito di non spendere una fortuna in roaming o in chiamate dato che il costo addebitato da  Wind era di  1 Euro per ogni sms (inviato o ricevuto) e di 1 Euro a minuto per chiamare… Se soggiornate a Bayahibe al Viva Dominicus, trovate le SIM Card alla farmacia a 100 metri di fronte all’uscita del villaggio (attenzione : attualmente non erano ancora disponibili micro-SIM)

Per qualsiasi suggerimento o approfondimento scrivetemi pure, qui o tramite la pagina Facebook  IviaggidiArianna 😀

Ñ

Annunci

Ritorno alle “origini” : Santo Domingo !

Eccoci…. come ogni inverno, in questo periodo la voglia di mare inizia a farsi sentire…. Dapprima è solo un’idea vaga, appena abbozzata, che fa capolino nei pensieri con la stessa delicatezza del timido e pallido raggio di sole che cerca di trafiggere le nebbie mattutine; poi si insinua sempre più prepotentemente tra mani guantate che sghiacciano vetri e nasi arrossati che sbucano dalle sciarpe, per diventare realtà in una gelida serata di tisana, copertina e divano davanti allo schermo di un pc, quando il richiamo delle mille sfumature di quei mari immortalati in foto a dir poco ammiccanti si fa irresistibile! E allora : “proviamo a chiedere le ferie al lavoro, e se ce le danno torniamo ai Caraibi, che è parecchio che non ci andiamo” (2009 in Giamaica n.d.a.). DETTO / FATTO 🙂 Ferie accordate e, in men che non si dica, prenotazione fatta !

Come d’abitudine, la settimana invernale è di puro e semplice relax: sole, mare, passeggiate, nuotate, cocktail e aragoste a piedi nudi sulla spiaggia! Questa volta tradiremo il nostro principio di non tornare mai in un posto dove siamo già stati finché ci saranno posti nuovi da vedere ma, in considerazione del fatto che i Caraibi “economicamente accessibili” (per le nostre tasche!) li abbiamo già battuti tutti, torneremo là dove tutto ebbe inizio, al nostro primo volo transoceanico nel lontano agosto 2004: Repubblica Dominicana, generalmente identificata con la sua capitale, Santo Domingo, nella zona di Bayahibe, al Viva Dominicus con Eden Viaggi, pacchetto prenotato on-line sul mio sito di fiducia, www.caesartour.it

E da questo momento parte ufficialmente il conto alla rovescia, che mi aiuterà a sopportare al meglio il freddo, la nebbia, le intemperie perché, qualsiasi cosa succeda, avrò ben chiaro nella mia mente il pensiero che tra meno di due mesi sarò su una fantastica, immensa spiaggia bianca, a riempirmi la mente di sole e d’azzurro e ad arrossarmi gli occhi con la calda acqua dei mari del sud !

CARIBE, WE ARE COMING BACK SOON !!!! 🙂

santo-domingo-1_4742f.T560

Aprile 2009 – Giamaica

Stavolta la meta prescelta è la Giamaica, località Negril, Merrill 3 Resort, situato nel pieno cento della famosissima Seven Miles Beach, inserita da alcuni esperti nella top ten delle più belle spiagge al mondo, affacciata su un placido Mar dei Caraibi color blu cobalto.

Seven Miles Beach

Seven Miles Beach

Il Merril è un resort un po’ “datato”, avrebbe sicuramente bisogno di una rinfrescata generale (che magari, nel frattempo, è stata fatta); l’arredamento delle camere è abbastanza spartano, ma la posizione è ottima e le “suite” (come quella che abbiamo preso noi) sono situate direttamente sulla spiaggia: svegliarsi al mattino, aprire la porta e riempirsi gli occhi di mare, incamminarsi scalzi sulla sabbia ancora fresca dall’umidità notturna e fare colazione all’aperto con ananas e papaya dolci e succosi affettati al momento sono esperienze che ti riconciliano con il mondo e ti fanno pensare che si, dopotutto la vita è meravigliosamente bella ! 🙂

Merril 3 - vista dalla camera

Merril 3 – vista dalla camera

Colazione, pranzo e cena si possono gustare all’aperto, sotto un pergolato di legno situato anch’esso sulla spiaggia, di fronte al mare. Il tutto immerso in un giardino lussureggiante, nel quale ci sono diversi esemplari del famoso “albero del pane”, che ho visto qui per la prima volta!

il

il “ristorante”

zona relax

zona relax

L'albero del pane

L’albero del pane

La sera ci si può incamminare direttamente lungo la spiaggia per raggiungere i vari localini nei quali ascoltare musica reggae dal vivo, bevendo una birra fresca o un rum e inalando, volenti o nolenti, l’inconfondibile aroma dolciastro che aleggia in ogni dove in ogni ora del giorno e della notte …. 😉

Da non perdere assolutamente, se volete gustare una superba aragosta alla griglia con il classico contorno di riso bianco e patatine fritte, annaffiata da ottima birra e servita su una impeccabile tovaglia di candido lino, sempre con i piedi nella sabbia (vero must della vacanza!), la capanna di Mama Flo’s, proprio di fianco al Merril 3 (basta oltrepassare la rete divisoria). Vedendo la location di giorno non le dareste due lire, ma la sera subisce una trasformazione incredibilmente romantica, con la luce della luna che riflette sul mare e tantissime candele accese ad illuminare le tavole (cinque o sei in tutto) e a creare l’atmosfera. Il tutto per 10 dollari veramente ben spesi! Peccato averla scoperta solo la penultima sera, dopo altre esperienze non del tutto negative ma sicuramente non all’altezza.

tramonto su Negril

tramonto su Negril

Quando il cielo si illumina delle luci del tramonto la scogliera del famosissimo Rick’s Cafè (è quello dove vennero girate alcune scene del film Cocktail, con Tom Cruise) si riempie di rasta dai capelli a dreadlocks che, sotto gli occhi ammirati dei turisti che si godono lo spettacolo e si rinfrescano bevendo la locale Red Stripe (la birra preferita dei gringos), si tuffano in una pozza di acqua incredibilmente cristallina circondata da scogliere mozzafiato, dalla proibitiva altezza di 30 metri o forse più. Ai turisti più coraggiosi viene invece riservata la possibilità di farlo dal trampolino a “soli” 20 metri. Inutile dire che Dario non si è lasciato sfuggire questa magnifica occasione, mentre io ero talmente paralizzata dalla paura che non sono nemmeno riuscita ad immortalarlo nell’impresa! 😦

Rick's Cafè

Rick’s Cafè

la scogliera del Rick's

la scogliera del Rick’s

la scogliera del Rick's Café

la scogliera del Rick’s Café

...l'infinito... dalla scogliera del Rick's

…l’infinito… dalla scogliera del Rick’s

l'imperdibile tramonto al Rick's

l’imperdibile tramonto al Rick’s

L’isola è complessivamente molto americanizzata, non solo perché sono tantissimi i turisti americani che vengono a svernare, ma anche per quanto concerne negozi, ristoranti, stile di vita. Tra le varie località caraibiche che fino ad ora abbiamo visitato (Repubblica Dominicana, Messico, Cuba) la Giamaica è quella in cui mi sono sentita meno al sicuro, specialmente girando di sera, e quella in cui le persone mi sono sembrate più opportuniste. Sono i pro e i contro del consumismo e della globalizzazione. Resta comunque una meta spettacolare, da visitare almeno una volta nella vita!

Marzo 2007 – Cuba, La Isla Grande

Parafrasando la nota poesia del D’Annunzio…… è marzo, andiamo, è tempo di migrare …. L’inverno è al suo culmine, la voglia di mare si fa sentire e i Caraibi sono un richiamo irresistibile, per cui decido di coronare un sogno che inseguo già da un paio di anni e di fare rotta su Cuba, la Isla Grande ! Tanto ho già avuto modo di appurare lo scorso anno che sia il viaggio che il fuso orario sono tranquillamente smaltibili in una settimana; tutt’al più si è un po’ in coma al ritorno per qualche giorno, ma non sarà questo a fermarci !!!

La base è Varadero, solito villaggio formula all-inclusive, del quale sinceramente a così tanti anni di distanza non ricordo il nome: ricordo che era molto carino, ma penso che in questa zona uno valga l’altro. Il mare a Varadero è magnifico e la distanza da L’Avana è di circa un’ora di pullman, motivo per cui la mia scelta è caduta su questa località piuttosto che sulla tanto caldamente consigliata (sul web) Cayo Largo, che si trova a sud e pare sia una sorta di atollo maldiviano, dal quale però sarebbe possibile recarsi all’Avana solamente con un volo interno, quindi con maggiore difficoltà organizzativa e sicuramente maggiori costi.

Sinceramente, andare fino a Cuba per stare solo al mare e non visitare L’Avana mi sembrava assurdo : una passeggiata lungo il Malécon (il lungomare), una visita all’Hotel Nacional (dove negli anni d’oro dell’economia cubana soggiornarono personaggi influenti e famosi della buona e mala-vita americana), un mojito alla celeberrima Boteguita del Medio (in realtà il peggiore della vacanza! 😦  ), un daiquiri al Floridita (come suggerisce Hemingway, a suo tempo assiduo frequentatore entrambi: “mi mojito en la Boteguita e mi daiquiri en el Floridita”), una passeggiata dentro i quartieri popolari e una visita alla Cattedrale, un salto all’immensa Plaza de la Revolucion, con la gigantografia stilizzata del Che e il pulpito per i comizi di Fidel Castro, sono tutte cose che fanno apprezzare l’atmosfera del tutto particolare di questo angolo di mondo ancora escluso dal consumismo a causa dell’embargo americano.

Abbiamo inoltre passato una giornata in catamarano a Cayo Blanco, che come il nome stesso evoca, è un atollo dalle spiagge bianchissime come bicarbonato e dal mare trasparentissimo, con contrasti di colore se possibile ancora più belli rispetto a Varadero.

Detto questo, tra le cose da non perdere assolutamente metto: la Pina Colada al chiosco che si trova “al mirador”, esattamente a metà strada andando da L’Avana verso Varadero, con ananas fresco e cocco fresco grattuggiato sopra al momento;   l’aragosta alla griglia mangiata di fronte al mare e con i piedi nella sabbia per l’irrisoria cifra di 10 dollari;   le serate a bere birra e vedere i cubani improvvisare coreografie di gruppo nei numerosi street-bar ambulanti sparsi per Varadero;   una salsa improvvisata con i superbi ballerini anziani che soggiornano nella piazza antistante la cattedrale e passano le loro giornate a oziare, bere, ballare e godersi appieno tutti gli scampoli di vita che gli restano !

Ma la cosa che più mi è rimasta dento di questo viaggio sono stati il calore, i sorrisi, la voglia di godersi pienamente tutte le opportunità che ogni giorno la vita ci offre, di questa gente che non ha nulla, materialmente parlando, che non può viaggiare, ma che ciononostante riesce veramente a vivere come se la vita fosse un infinito carnevale …. e las penas se van cantando……

L'Avana - Capitolio

L’Avana – Capitolio

L'Avana - El Malecon

L’Avana – El Malecon

L'Avana

L’Avana

DIGITAL CAMERA

L’Avana – La Cattedrale

Plaza de la Revolucion

L’Avana – Plaza de la Revolucion

DIGITAL CAMERA

El Mirador

El Mirador

DIGITAL CAMERA

Varadero

Varadero

Varadero

Varadero

Cayo Blanco

Cayo Blanco

Cayo Blanco

Cayo Blanco

Agosto 2004 – Repubblica Dominicana – Bayahibe

Le origini: agosto 2004 e il mio primo viaggio transoceanico! Prima di allora molta Italia, moltissima Europa e una puntatina in Africa (anche se Sharm el Sheikh è un’ Africa po’ anomala….).

Più indietro non mi sembra il caso di spingermi, un lasso di tempo di dieci anni da ricostruire è già più che sufficiente, ma, soprattutto, precedentemente al 2004 non possedevo una macchina fotografica digitale, come si può facilmente evincere dalla maestria con la quale a suo tempo settai la data, che restò impressa su tutte le foto….. 🙂

Ho un bellissimo ricordo di questo primo viaggio, che come tutto ciò che si fa per la prima volta conserva una magia tutta particolare;  ricordo il mare azzurrissimo, caldo e trasparente, le infinite spiagge bianche come borotalco, il canto degli uccellini nelle albe solitarie e silenziose in riva al mare a causa del fuso orario che non riuscivo a smaltire,  la vegetazione lussureggiante, le piantagioni di canne da zucchero, le capanne colorate dei villaggi, la gente povera ma felice ed altruista, ma soprattutto, ricordo di aver conosciuto un gruppo di persone fantastiche, con quattro delle quali sono tutt’ora in contatto. E’ stato questo il vero valore aggiunto di questa vacanza!

Isla de Saona

Isla de Saona

Bayahibe

Bayahibe

Le mangrovie

Le mangrovie

tramonti caraibici

tramonti caraibici

tramonti caraibici

tramonti caraibici

semplicemente... noi !

semplicemente… noi !