Giugno 2018 – una settimana a Lanzarote

 

Per non tornare nuovamente nelle seppur splendide Baleari, i cui prezzi negli ultimi anni hanno subito una impennata non indifferente, ho deciso di dare una seconda chance alle isole Canarie per la “settimana di compleanno” di Dario, anche se l’esperienza dello scorso anno a Tenerife non era stata particolarmente esaltante. La scelta è caduta su Lanzarote e si è rivelata ottima! Peccato per il tempo, che per i primi tre giorni era quasi autunnale, con vento freddo e cielo costantemente nuvoloso – a detta di tutti i locali una stagione decisamente anomala – ma poi è magicamente sbocciata l’estate e gli ultimi tre giorni ce li siamo goduti appieno, anche con temerari tuffi in mare, a dispetto della temperatura dell’acqua piuttosto “bassina” , per usare un eufemismo.

Partiamo dalle info essenziali: volo a/r da Bergamo con Ryanair al costo di 370,00 Euro totali in 2, compresa una valigia in stiva. Sempre tramite un’offertona  imperdibile di Ryanair (infatti non ce la siamo persa 😉 ) abbiamo noleggiato un’auto con Goldcar al costo totale di 34,00 Euro (!) per l’intera settimana, con ritiro e riconsegna all’aeroporto, che avrebbero potuto essere 27,00 se non avessimo sottoscritto anche l’assicurazione aggiuntiva per eliminare le franchigie. Ottimo servizio e ottima esperienza, sicuramente da ripetere. Certo, la compagnia Goldcar richiede al momento del ritiro dell’auto un deposito cauzionale di 1.100,00 Euro + 109,00 Euro nel caso in cui non si riconsegnasse l’auto con il serbatoio pieno, che tuttavia ci sono stati rilasciati praticamente 2 ore dopo la riconsegna (avvenuta alle 5.30 del mattino tramite comodissima key-box).

OTTIMA esperienza anche con l’appartamento (Apartamentos La Florida – Puerto del Carmen – 370,00 Euro totali per una settimana – prenotato come sempre con Booking senza nessun anticipo). Noi avevamo l’appartamento 305, a piano terra vista piscina, che si è rivelato essere un bellissimo bilocale praticamente nuovo, pulitissimo, arredato di tutto punto, nel quale abbiamo trovato come benvenuto un cesto di frutta, vino, spumante, noccioline e cioccolatini. Si tratta di un complesso di appartamenti con una bella e ampia piscina in comune; molti degli alloggi sono in multiproprietà, ragion per cui non esiste reception, ma vengono comunicati via mail prima della partenza il codice per aprire il portoncino di ingresso e il codice per la key-box all’esterno dell’appartamento, nella quale ritirare e lasciare le chiavi. Il pagamento viene fatto direttamente alla signora che si occupa delle pulizie, con carta di credito. Le pulizie e il cambio biancheria vengono effettuati giornalmente.  Davvero tutto molto bello, comodo e funzionale. Voto 10!  Non c’è un parcheggio interno, ma noi abbiamo sempre trovato posto nella strada antistante, proprio davanti al comodissimo e fornitissimo supermarket Hyperdino.

Passiamo ora a Lanzarote: noi abbiamo soggiornato appunto a Puerto del Carmen, nel sud-ovest dell’isola a  circa 6 km dall’aeroporto di Arrecife, che si raggiunge con circa 4 ore e mezza di volo dall’Italia. Lanzarote è l’isola più selvaggia delle Canarie, dove le spiagge dei surfisti incontrano vulcani e parchi naturali, natura desertica e cactus, un paesaggio unico e senza tempo, che ricorda la Spagna di Cervantes. E’ la più orientale delle isole e dista solo un centinaio di km dalle coste del Marocco. Nota anche come Isla del Fuego, è ricoperta quasi per intero di lava solidificata, che a seconda della luce solare assume varie tonalità di colore, dal nero, al rosa, al viola, all’ocra.

Nei giorni di cattivo tempo ne abbiamo approfittato per girare, partendo dalle bellissime spiagge del sud: Playa Blanca, Playa Papagayo, Playa de Mujeres, che si trovano nel “Monumento Natural de los Ajaches”, la cui entrata costa 3 Euro per auto; ne vale veramente la pena, anche col brutto tempo, per la spettacolarità del tipico contrasto tra la terra bruna e rossa dell’entroterra desertico e le meravigliose gradazioni di blu, azzurro e verde del mare che si perde nella linea d’ombra di un orizzonte aperto e infinito.

Da lì ci siamo spostati nell’entroterra, a Yaiza, dove abbiamo pranzato con tapas casalinghe in una delle uniche due osterie presenti sulla strada principale, al costo di 15,00 Euro in due per tre tapas (sopa de garbanzos, fideua mista e paella di carne) che in realtà erano tre piatti, più tinto de verano, acqua e caffè !  Purtroppo, stupidamente non mi sono segnata il nome (non esistevano bigliettini da visita), ma se siete di passaggio fate una sosta : è facilmente riconoscibile dal fatto che ha 4 tavoli interni e due esterni, sempre pieni zeppi di indigeni !

Molto carino, pittoresco e “tipico” anche il paesino di San Bartolomé, peccato che quando ci siamo arrivati sembrava stesse per arrivare uragano e c’eravamo praticamente solo noi nelle strette stradine deserte contornate da basse casette bianche e bouganville fucsia.  Playa Honda, Arrecife e Costa Teguise sono invece decisamente più turistiche.

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San Bartolomé (e il bel tempo estivo…..)

Per quanto concerne Puerto del Carmen, la mia spiaggia preferita è sicuramente Playa Grande che, come suggerisce il nome, è una distesa davvero immensa di sabbia color ocra che fa da sfondo a un’acqua gelida ma eccezionalmente trasparente e cristallina, dove la maggior parte dell’arenile è libero, come ovunque in Spagna ma, volendo,  al modico prezzo di 12,00 Euro per tutta la giornata si possono noleggiare un ombrellone e due lettini.

Più piccina Playa Chica, frequentata principalmente da famiglie con bambini in quanto il tratto di mare antistante è delimitato da una corona di scogli che lo mantengono calmo anche quando i marosi si agitano più del dovuto per l’immancabile vento.

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Playa Chica

Ci siamo coccolati riempiendoci gli occhi di bellezza oltre che lo stomaco di prelibatezze, cenando quasi sempre di fronte al mare, anche se a volte coi giubbini abbottonati stretti. 

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La terrazza del Cangrejo Rojo

Per il dopocena abbiamo eletto a nostro locale preferito “The Scotch Corner”, uno degli innumerevoli Irish Pub presenti, con ottima birra e musica dal vivo e personale e clientela a dir poco socievoli e coinvolgenti ,che già la seconda sera ti facevano sentire  “di casa”, ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Per chi ama lo shopping, oltre ai numerosi negozi e negozietti di souvenir ci sono due centri commerciali, il Biosfera Plaza a Puerto del Carmen (5 minuti a piedi da “casa nostra”) e il Deiland a Playa Honda , dove potete trovare tutte le marche delle grandi catene, ma i prezzi sono praticamente gli stessi che in Italia, per cui niente “affaroni” 😉

Concludendo, la mia adorata Tierra de Espana anche questa volta non mi ha affatto delusa, anzi ! Lanzarote è una meta più che consigliata per una settimana di relax, vicina, economica ed accogliente.

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Agosto 2017 – Tenerife

Il 2017 è stato, e continua ad essere, un anno particolarmente difficile e complicato in vari ambiti della mia vita, ragion per cui la frequenza dei miei viaggi e la conseguente pubblicazione dei racconti ha subito, come avrete notato, una battuta d’arresto. Sono per fortuna riuscita a concedermi una breve vacanza estiva, ma stavolta raffazzonata un po’ all’ultimo momento e improntata principalmente al relax e al recupero delle energie che mi serviranno per affrontare la parte restante dell’anno.

Dovendo necessariamente restare a poche ore di volo dall’Italia, la mia scelta è caduta sulle isole Canarie, che ancora non avevo mai avuto modo di visitare, nella fattispecie su Tenerife.

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Ho soggiornato a Puerto de la Cruz, nella zona nord dell’isola, località molto meno turistica rispetto alla zona sud e alle rinomate “Playa de Las Americas” e “Los Cristianos”, che offrivano spiagge più ampie e balneabili, in sabbia chiara, ma molto più affollate, soprattutto da orde di giovani turisti inglesi. Puerto de la Cruz è invece una tranquilla ed amena cittadina, che ha conservato la sua origine canaria e molto del suo antico splendore, quando negli anni ’50 era il centro principale dell’isola, ed ospita un turismo più “elitario”, composto perlopiù da coppie e famiglie. Peccato solo per gli effetti dell’edificazione selvaggia degli anni ’90 e della crisi immobiliare, che qui sono molto evidenti e si manifestano nella forma di tantissimi palazzoni e cantieri abbandonati, che deturpano il paesaggio e mettono un po’ tristezza.

Per contro, il centro storico è davvero un gioiellino e, se siete abbastanza mattinieri, avrete l’opportunità di godervi la centralissima Plaza del Charco e le vie limitrofe, sulle quali si affacciano le tipiche case canarie dipinte a colori vivaci – con i balconcini in legno, il patio tradizionale ed i mobili d’epoca – pressoché deserte nella luce ancora pallida del mattino (qui il sole fa capolino dal monte verso le 8 e  comincia a scaldare intorno alle 10) e potrete beneficiare di gustose colazioni vista oceano a prezzi davvero irrisori, perché  il regime fiscale è tutt’ora molto agevolato (pur non essendo più porto franco, come fino a qualche anno fa) e si può mangiare e bere fuori molto bene praticamente ovunque, spendendo in due  quello che a Milano basterebbe, forse, per una persona sola.

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L’isola è vulcanica, per cui la sabbia è molto scura quasi ovunque, tranne nelle spiagge più commerciali, dove sabbia più chiara è stata portata dall’Africa. La spiaggia principale di Puerto de La Cruz è “El Bollullo”, una piccola lingua di sabbia nera sulla quale si infrangono le spumeggianti e impegnative onde dell’oceano Pacifico, che di Pacifico qui non ha che il nome !

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Per sopperire alla mancanza di spiagge balneabili, la città incaricò il famoso artista canario César Manrique di realizzare un progetto alquanto moderno, visionario e allo stesso tempo artistico:  il “lago Martianez”, la piscina naturale di acqua marina più grande del mondo, ideata e costruita sulle rocce proprio di fronte all’oceano, dal quale viene direttamente pompata l’acqua ogni mattina., L’ingresso giornaliero per due persone, con due lettini e un ombrellone è di 13 Euro e 50 in totale e si può entrare ed uscire tutte le volte che si vuole, qualora non si voglia mangiare in uno dei ristoranti e bar presenti all’interno del complesso. Lo spazio è talmente ampio che non dà mai l’impressione di essere nel pieno della sua capacità ricettiva, e le numerose (ne ho contate almeno 10 e non sono sicura di averle viste tutte!) piscine di acqua salata, collegate da sentieri e ponti e circondate da una fitta vegetazione di piante tropicali e subtropicali,  non risultano mai affollate. Dato che il mio compagno di viaggio è partito con il gesso alla mano destra, rotta pochi giorni prima di partire, stare in spiagge non attrezzate e con difficile accesso al mare per via dei sassi e delle onde diventava un pochino problematico, ragion per cui ci siamo stati diverse volte.

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Utilizzando l’efficientissima rete di bus locali, abbiamo passato una giornata alla Playa de Las Teresitas a Santa Cruz, una bella spiaggia di sabbia color ocra, fronteggiata da una lunga striscia di scogli che creano una sorta di piscina naturale di acqua trasparente e cristallina, nella quale poter fare tranquillamente il bagno al riparo dalle onde impetuose,  sovrastata da una cornice di palme e montagne che mi hanno tanto ricordato le spiagge delle mie adorate (e remote, di luogo e ahimé, ormai anche di tempo) isole Hawaii.

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L’isola avrebbe avuto molte più attrazioni da offrirci, come la salita al vulcano Teide e la visita all’omonimo Parque Nacional, spazio naturale di grande interesse geologico; oppure una visita al  Loro Parque, immenso giardino zoologico, o ancora una gita alle spiagge del Sud o alla capitale, Santa Cruz, in cui siamo solo atterrati e ripartiti, ma come dicevo, quest’anno è andata così…. Tuttavia mi sento decisamente di consigliare Tenerife come meta per una vacanza, soprattutto per una eventuale settimana di stacco invernale, in quanto le ore di volo sono solamente 4 e mezza, in estate c’è una sola ora di fuso, il clima è mite durante tutto l’anno e potrebbe essere una buona alternativa al Mar Rosso, ormai fuori discussione almeno per me.

E poi,  España es siempre España: gente solare, accogliente, cibo buono e vario, “cervezas” ghiacciate a go-go, “cortadi” che non mi fanno per niente rimpiangere il caffè italiano….che altro dire, Hasta lluego mi tierra, a la pròxima vez !

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