Aprile 2013 – un weekend a Bruxelles

A causa del cambio di lavoro avvenuto lo scorso novembre, non avendo giorni di ferie disponibili, sono costretta a saltare l’ormai consueta vacanza invernale. Ma la voglia di staccare almeno per un weekend è troppo forte, per cui mi metto d’impegno a smanettare sul web in cerca di offerte allettanti e ….. ecco che ti trovo la combinazione perfetta: volo Ryan Air con partenza sabato mattina ore 8.30 e rientro domenica sera ore 19.30 a 40,00 Euro a persona A/R!  Non mi faccio certo sfuggire l’occasione e procedo subito a prenotare l’Hotel Sheraton Brussels, strategicamente posizionato in Place Rogier, proprio accanto alla fermata della metro Rogier e a 10 minuti a piedi dalla Grand-Place e dai viali del centro (85,00 Euro per 1 notte, solo pernottamento).

L’aeroporto Charleroi è situato a circa 12 km. dal centro pertanto, non volendo sprecare tempo prezioso, abbiamo optato per un trasferimento in taxi. Bruxelles non è grandissima come città, quindi questo assaggio è stato sufficiente per vederne i simboli più significativi. Abbiamo cominciato la nostra esplorazione dall’imponente Grand- Place, considerata una delle più belle piazze del mondo, circondata da magnifici edifici dai diversi stili architettonici, per proseguire con il Manneken Pis, una statua in bronzo alta una cinquantina di centimetri, espressione dello spirito ironico e scherzoso dei brussellesi, il quale viene spesso vestito con uno dei suoi 654 costumi, tutti esposti alla Maison du Roi, sulla Grand-Place. Esistono numerose leggende in proposito: una racconta che, grazie al suo gesto naturale di fare pipì, questo bambino abbia spento la miccia accesa di una bomba destinata alla Grand-Place, e in forma di ringraziamento lo si sia immortalato nel suo eroico gesto. In realtà è una fontana costruita sotto il regno degli arciduchi Alberto e Isabella per rifornire il quartiere d’acqua potabile.

La Grande Place

La Grande Place

La Grande Place

La Grande Place

Le Manneken Pis

Le Manneken Pis

Contrariamente alle nostre abitudini, a pranzo abbiamo deciso di fermarci in uno degli innumerevoli ristoranti “turistici” nei dintorni della Gran-Place che offrivano menu a prezzo fisso, per assaggiare le tanto decantate “moules-frites” (patatine fritte a mollo nelle cozze lessate…) ma ve lo sconsiglio decisamente, in quanto abbiamo mangiato malissimo e pagato un botto perché dal menu a prezzo fisso (se non ricordo male 16 Euro a persona) erano escluse le bevande: 5 Euro per una bottiglia piccola di acqua e il doppio per del vino in brocca….. non ricordo purtroppo il nome del ristorante, al quale farei volentieri cattiva pubblicità, ma si equivalevano più o meno tutti….. quindi giratene pure al largo 😦

Nel pomeriggio abbiamo girovagato per le vie del centro per un po’ di sano shopping, scoprendo ogni tanto qua e là una chiesetta nascosta, una piazzetta che si offriva improvvisamente al nostro sguardo, un palazzo in stile liberty e curiosando tra vetrine particolari, negozi delle solite marche internazionali, centri commerciali (il City2 è a 2 minuti a piedi dall’Hotel), visto e considerato che il giorno successivo tutti, e dico TUTTI, avrebbero osservato la chiusura domenicale, cosa alla quale (forse purtroppo 😉 !) non siamo più abituati.

Mi sono persino lasciata tentare, cosa inusuale per me che non sono generalmente golosa di dolci, da un favoloso WAFFLE-TO-GO in uno dei numerosissimi baracchini che li vendono in ogni dove, tanto che se ne respira continuamente l’invitante aroma dolciastro per tutto il centro! 🙂

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Per la serata invece, abbastanza stanchi per la sveglia all’alba e per il tanto girovagare, e infreddoliti dal vento e dalla temperatura non proprio primaverile della giornata, abbiamo deciso di fermarci alla Boston Steak House, proprio sotto l’hotel, senza aspettarci nulla di particolare; invece la carne di pollo e manzo grigliata era decisamente buona, completa di contorno come è buona abitudine ovunque tranne in Italia. Buon rapporto qualità/prezzo.

La domenica mattina è stata surreale: sono uscita intorno alle 9.30 per fare colazione ed ho trovato un deserto spettrale; capisco i negozi chiusi…. ma persino i bar ? Ebbene si ! Dopo aver scambiato qualche commento e qualche sguardo basito con qualche altro ignaro turista come me, alla fine mi sono ridotta ad acquistare un croissant in una panetteria che stava aprendo in quel momento (le 10!) e a prendere un cappuccio “a gettoni” nella macchinetta disponibile nella medesima… puah! Per me, che considero la colazione la mia “coccola sfiziosa” è stata una vera delusione ! 😦

Tornata in hotel e recuperato Dario che, come suo solito, ancora poltriva tra le calde coltri, ci siamo diretti in metropolitana verso la zona del parco dell’Heysel, dove abbiamo passeggiato per il tranquillo quartiere residenziale sino a raggiungere l’ingresso dello Stadio, dove è apposta la targa in memoria delle 39 persone (di cui 32 italiane) tragicamente morte nel 1985, prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool.

verso l'Heysel

verso l’Heysel

Ci siamo poi diretti verso l’Atomium, forse l’attrazione turistica più popolare, che è una costruzione in acciaio che rappresenta i 9 atomi di un cristallo di ferro e fu realizzata durante l’Esposizione Universale del 1958. Al suo interno si trovano un’esposizione permanente dedicata al monumento, alcune mostre temporanee, negozi di souvenir e un ristorante panoramico a 95 metri di altezza . Noi però abbiamo deciso di ammirarlo solo esternamente e di goderci un po’ di relax nel parco, nel tepore del sole finalmente spuntato! 🙂

Atomium

Atomium

Per pranzo abbiamo deciso di tornare verso le zone centrali, ma questa volta ci siamo gustati un ottimo panino nei tavolini all’aperto di un bar in una tranquilla piazzetta pedonale della quale purtroppo non rammento il nome, dieci volte più buono e dieci volte meno costoso del pranzo del giorno precedente. Devo ammettere che, in effetti, dal punto di vista culinario questa gita in Belgio non è stata particolarmente entusiasmante ….pare che l’unica cosa nella quale eccellono siano cioccolata e dolci, che non sono certo tra le nostre preferenze!

Il resto del pomeriggio lo abbiamo passato in relax, godendoci il dolce far nulla domenicale alla stessa maniera dei brussellesi, gironzolando a ritmo lento, curiosando tra le bancarelle di un mercatino artigianale incrociato per caso, gustando qualche birretta e qualche caffè per approfittare del wi-fi e chattare un po’ con gli amici a casa, fino al momento di tornare a recuperare i nostri bagagli in hotel dirigerci verso l’aeroporto.

Cibo a parte, abbiamo passato un bel weekend di “stacco” dalla consueta routine e abbiamo aggiunto un’altra bandierina sulla nostra Travel Map! 😉

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