Agosto 2014 – Bali

E’ stato il mio primo impatto con l’Asia (escludendo le Maldive che, pur essendo ubicate a est, sono comunque una realtà a se stante) : so che la mia opinione mi renderà impopolare, ma Bali non mi ha particolarmente entusiasmata! Diciamo che ho acquisito consapevolezza del fatto che se, sino ad ora, sono sempre stata molto più attratta dall’ovest e particolarmente dall’America che adoro incondizionatamente (il viaggio alle Hawaii dell’agosto 2011 è stato un sogno ad occhi aperti durato 21 giorni !!!), evidentemente un motivo c’era. Il continente asiatico è un mondo completamente diverso, sicuramente affascinante, ma non è il “mio” mondo. Il “mio” mondo, soprattutto se parliamo vacanze, prevede un bel mare, caldo limpido trasparente e possibilmente balneabile, infinite e possibilmente non affollate spiagge bianche, città scintillanti da perlustrare e piene di vita di giorno e di sera, negozi e centri commerciali dove fare acquisti vantaggiosi di cose che in Italia non posso trovare o trovo al triplo del costo. Verrò tacciata di superficialità, ma questa è la mia personalissima opinione e questo è il mio blog, quindi a che pro mentire ? 😉

Probabilmente, l’errore che ho commesso nell’organizzare questo viaggio è stato quello di non seguire il mio istinto come avevo invece sempre fatto sino ad ora e di farmi influenzare dai vari racconti di viaggio che sempre sfrutto per documentarmi prima di prenotare e, soprattutto, dal parere di alcuni amici dei quali ho molta considerazione e che ci erano stati da poco.  Ho pertanto accantonato la mia idea iniziale di suddividere in due parti la vacanza, pernottando una settimana a Sanur, sulla costa est, in un punto strategico per le escursioni e la seconda settimana nella “famigerata” Kuta, sulla costa ovest, meta del turismo di massa dei surfisti australiani. Gravissimo errore !    Sono tutt’ora convinta che se avessi agito in quel modo forse ora avrei un ricordo migliore e forse un’opinione diversa di questa vacanza.

Infatti, Sanur è una piccolissima cittadina, molto tranquilla, con diversi localini e ristorantini per cenare e passare un paio di orette chiacchierando e ascoltando musica, con pochi negozietti di collanine, sarong e souvenir, ma purtroppo il mare e la spiaggia sono ben poco fruibili in quanto la barriera corallina è ad un paio di chilometri dalla riva, non superabile in quanto al di là di essa l’oceano indiano infuria con onde a dir poco proibitive; per contro, non si può nuotare nello specchio d’acqua tra la battigia e la barriera, in quanto l’altezza dell’acqua è di una trentina di centimetri. Come se non bastasse, la zona è sempre molto ventosa e, trovandosi a est, il pomeriggio intorno alle 4 il sole comincia a scendere e l’aria a raffreddarsi per cui non si riesce più a rimanere in spiaggia. Risultato: dalle 4 all’ora di cena un “buco” di almeno 4 ore nelle quali, per quanto io sia appassionata lettrice….. hai voglia a leggere e a riposare….

la spiaggia di Sanur

la spiaggia di Sanur

Sanur Beach Market

Sanur Beach Market

Durante una delle nostre escursioni abbiamo invece passato un pomeriggio a Kuta dove, oltre ad esserci numerosi centri commerciali e negozi anche di marche internazionali (i vari H&M, ZARA, ADIDAS, ecc…) e innumerevoli locali e ristoranti, anche di catene internazionali (per sentirci un po’ in USA abbiamo pranzato da Bubba Gump 😀 ) , c’è una bellissima ed infinita spiaggia bianca che degrada dolcemente in un mare solcato da onde ottime per il surf ma anche per farsi “quattro salti” e una nuotatina. Senza considerare che, trovandosi sulla costa ovest, si può rimanere in spiaggia sino al tardo pomeriggio e ammirare favolosi tramonti!

tramonto in spiaggia a Kuta

tramonto in spiaggia a Kuta

Per il resto, abbiamo visto tante cose sicuramente bellissime, come le risaie terrazzate dichiarate patrimonio dell’UNESCO, innumerevoli templi induisti, come Tanah Lot che con l’alta marea è irraggiungibile a piedi, oppure Uluwatu a picco sulle scogliere, (ma in tutti ai turisti è proibito entrare nel tempio vero e proprio, un po’ come dire ti faccio entrare nel Duomo, ma puoi arrivare solo fino a metà navata, non puoi avvicinarti all’altare 😦  ), abbiamo visitato UBUD e la monkey forest (avete letto il libro o visto il film Mangia, Prega, Ama con Julia Robert? Ecco, è ambientato qui e vi suggerisco di non menzionarlo a nessun locale : lo detestano perché è arrivata un sacco di gente che vuole vedere i luoghi del film e disturba la loro quiete !), ma io non sono riuscita a penetrare nella tanto decantata e magica essenza spirituale dell’isola : sarà perché ovunque, anche all’interno dei templi per le offerte agli dei, non sentivo altro che la magica parolina “money-money-money”? E’ vero che le loro condizioni di vita non sono nemmeno lontantamente paragonabili alle nostre, ma anche essere visti come una sorta di portafogli ambulante non è poi così piacevole, così come non lo è dover contrattare per QUALSIASI e dico qualsiasi cosa, dalla corsa in taxi all’acquisto di qualsiasi oggetto, perfino al cibo o alle gite in barca…. per me si è rivelato estenuante!

Pura Desa Batuan

Pura Desa Batuan

Pura Tanah Lot

Pura Tanah Lot

Pura Uluwatu

Pura Uluwatu

Le risaie terrazzate

Le risaie terrazzate

Ubud - Monkey Forest

Ubud – Monkey Forest

Ubud - vicoli

Ubud – vicoli

Alla fine ho deciso che sicuramente questa parte di mondo meriterà una seconda possibilità (magari la Thailandia) ma non prima dei prossimi cinque anni….. sicuramente non la prossima estate, per la quale abbiamo già messo in cantiere la realizzazione di un altro sogno: NEW YORK (vi sembra possibile che sono stata ad HONOLULU e non sono MAI stata a New York ? ) e la East Cost!

Una nota particolare la dedico senz’altro alla compagnia Emirates, con la quale ho volato per la prima volta: assolutamente eccezionale! Sedili comodi e spaziosi pur viaggiando in Economy Class, trattamento ottimo (salviettine calde per rinfrescarsi prima dei pasti, offerta continua di snack e bevande, acqua naturale sempre disponibile dai dispenser, vasta scelta di film, telefilm e videogames in inglese, spagnolo, francese e qualcosa anche in italiano). Inoltre, prevedendo il nostro volo uno stop-over in andata di 12 ore a Dubai, al prezzo di circa 45 Euro a persona abbiamo potuto usufruire dei servizi della Lounge messa a disposizione anche per l’Economy Class, riuscendo a farci un rigenerante sonnellino ristoratore su delle comode chaise longue senza il terrore che ci trafugassero i bagagli, e avendo a disposizione un buffet illimitato di cibi e bevande (considerate che una birra media nei bar dell’aeroporto costa circa 10 Euro e un caffè da Starbucks circa 5 !). Per un viaggio così lungo la consiglio vivamente, è tutto un altro viaggiare!

Costi : Volo A/R Milano / Jakarta con Emirates Euro 861,00 a persona  – Volo interno Jakarta/Bali con Air Asia Euro 189,00 a persona – Hotel (Pernottamento + colazione x 14 notti x 2 persone) a Sanur Euro 766,00 totale

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