Giugno 2007 – Tre giorni a Madrid

“Madrid è un luogo strano. (…) Non c’è in città nessun sito di color locale per i turisti. E pure, a conoscerla, è a città più spagnola di tutte, la migliore in cui vivere, la gente più simpatica, il clima più bello in qualunque mese dell’anno e, mentre le altri grandi città simboleggiano tutte la provincia in cui si trovano, sono in sostanza andaluse, catalane, basche, aragonesi, e comunque provinciali, soltanto Madrid può darvi l’essenza.” (E. Hemingway)

A parte il clima che, pur essendo giugno, a noi ha riservato due giorni su tre di vento e acqua, per il resto concordo perfettamente. Madrid è una città eterogenea, fatta di palazzi antichi e maestosi, come la maggior parte di quelli che costeggiano la Gran Via, fatta di piazze imponenti e accoglienti in cui riunirsi, come Plaza Mayor o Puerta del Sol, fatta di viali immensi per passeggiare, come il Paseo del Prado, ma fatta anche di moderne costruzioni, di negozi lussuosi e vetrine sfavillanti, di tapas bar e ristoranti e caffetterie e “Vitamine shop”, impregnata di cultura, arte, buon cibo e gioia di vivere.

Questo viaggio è stato il mio regalo di compleanno alla mia dolce metà pertanto, avendo monitorato attentamente il meteo prima di partire e avendo visto che il venerdì sarebbe stata l’unica giornata di sole certo dell’intero week-end (siamo arrivati venerdì in tarda mattinata e ripartiti il lunedì subito dopo colazione), mi sono organizzata in modo che la prima tappa fosse l’immancabile visita al mitico Estadio Santiago Bernabeu, il tempio del calcio del grande Real Madrid !

Pertanto, subito dopo essere giunti con la comodissima metropolitana direttamente dall’aeroporto di Madrid-Barajas (sul quale abbiamo volato da Malpensa con un volo low-cost Easy Jet) al nostro hotel Petit Palace High Tech, (situato sulla Gran Via, in corrispondenza del quartiere Chueca – il quartiere gay – a sinistra, e della Puerta del Sol a destra), aver depositato i bagagli, e aver mangiato velocemente un boccone, abbiamo immediatamente ripreso la metropolitana e ci siamo fiondati a visitare metro per metro questo imponente complesso, che fa venire i brividi anche quando è vuoto, figuriamoci quando è stipato in ogni ordine di posto da tifosi urlanti! Inutile dire che la visita ci ha impegnati per buona parte del pomeriggio, in quanto siamo partiti dall’anello più alto (non saliteci se soffrite di vertigini!) per poi scendere a bordocampo, sederci sulle panchine, visitare gli spogliatoi, la sala stampa e tutto quanto fosse accessibile al pubblico, per terminare con la visita al museo dei trofei (scudetti, Coppe dei Campioni etc…) che a noi, poveri interisti 😦 , è apparsa come un irraggiungibile miraggio …

Se, come noi, siete più appassionati di sport che di arte e musei, sicuramente non vi pentirete di aver dedicato due o tre ore a questa visita! 🙂

Estadio Santiago Bernabeu

Nelle due giornate seguenti, nonostante il tempo inclemente, abbiamo cercato di girare il più possibile, sfruttando le tregue della pioggia per stare all’aperto e visitando la Cattedrale, il Palazzo Reale, e altri luoghi chiusi nei momenti in cui imperversava la bufera.

Abbiamo passeggiato lungo il Paseo del Prado e girato per il Parque del Retiro, l’immenso parco cittadino con tanto di laghetto navigabile con delle barchette a remi, nel quale i madrileni si riversano in massa nei week-end soleggiati; abbiamo visitato la stazione della metro Atocha, tristemente nota per l’attentato terroristico del 2004, all’interno della quale si trova un bellissimo giardino tropicale di circa 4.000 metri quadrati; abbiamo fatto shopping nei negozi lungo la Gran Via, abbiamo passato delle bellissime serate nei discobar e nei “bar de copas” del quartiete Chueca, nel quale la vita notturna davvero non ha mai fine; abbiamo cenato e pranzato e “tapeato” in un sacco di posticini caratteristici e carinissimi, sempre sorpresi dalla calda accoglienza e dal buonumore degli spagnoli in genere e dei madrileni in particolare; abbiamo preso il bus turistico City Sightseeing, con il quale siamo riusciti a dare almeno uno sguardo anche a zone della città meno centrali che altrimenti non avremmo raggiunto.

Plaza Mayor

Plaza Mayor

Palazzo Reale

Palazzo Reale

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L’orso ed il corbezzolo – simbolo della città

Parque del Retiro

Parque del Retiro

Plaza de Cibeles - Palazzo delle Telecomunicazioni

Plaza de Cibeles – Palazzo delle Telecomunicazioni

Abbiamo fatto una capatina veloce (ma stavolta senza il tour completo ! ) anche al Vicente Calderon, lo stadio dell’altra squadra della città, l’Atletico Madrid, e….. ciliegina sulla torta…… la domenica sera ci siamo riversati in piazza Cibeles unendoci al delirio collettivo per la vittoria dello scudetto sul filo del rasoio dal Real Madrid, che nell’ultima giornata di campionato era a pari merito con Barcellona, godendoci la festa e i fuochi d’artificio.

Cibeles - festeggiamenti per la vittoria dello scudetto del Real Madrid

Cibeles – festeggiamenti per la vittoria dello scudetto del Real Madrid

Siamo ripartiti, come sempre a malincuore, il lunedì mattina dopo la colazione, come sempre con tante foto e tanti nuovi ricordi negli occhi e nel cuore !

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